Dragon Ball Super un anno dopo: i motivi del successo

Esattamente un anno dopo la conclusione di Dragon Ball Super, ripercorriamo i motivi che secondo noi hanno determinato la sua ascesa.

speciale Dragon Ball Super un anno dopo: i motivi del successo
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Il 25 marzo 2018 assistevamo all'ultimo episodio di Dragon Ball Super. Il Torneo del Potere giungeva a conclusione dopo uno scontro al cardiopalma tra i guerrieri degli Universi 7 e 11. È passato un anno da allora, ma il franchise ha continuato ad evolversi tra versione cartacea e adattamenti cinematografici: abbiamo assistito alla potenza dirompente del nuovo Broly e all'introduzione di un villain inedito come Moro. Nonostante la serie abbia deciso di guardare al futuro con le incarnazioni successive al prodotto televisivo, è indubbio quanto l'anime in onda dal 2015 al 2018 abbia costituito una serie di valori fondanti che hanno ridato linfa al brand ideato da Akira Toriyama. In questo speciale vogliamo proprio ricordare Dragon Ball Super un anno dopo, evidenziando i motivi che gli hanno garantito un successo senza eguali.

Un universo in divenire

Innanzitutto c'è da ammettere che, pur con i suoi alti e bassi narrativi, Dragon Ball Super - e prima ancora le due pellicole di Dragon Ball Z che ne hanno introdotto l'immaginario - ha permesso al suo creatore di espandere ulteriormente l'universo creato da Toriyama nel 1984. L'introduzione di nuove divinità come Beerus e Whis, le nuove trasformazioni come il Super Saiyan God prima e il SS Blue poi, persino il ritorno e l'evoluzione del malvagio lord Freezer: gli avvenimenti narrati nei primi due archi narrativi hanno permesso al sensei di allargare gli orizzonti della sua stessa mitologia.

Le saghe successive, a partire dall'avvento di lord Champa e dell'Universo 6, hanno poi messo di fronte i fan di Dragon Ball di fronte a una verità ineluttabile: quello in cui si ambientano le avventure dei nostri saiyan preferiti non è che una parte di un Multiverso enormemente grande e in cui, ovviamente, figurano guerrieri estremamente più forti di Freezer, Cell o Majin Bu.

E se già il Torneo tra i campioni degli Universi 6 e 7 hanno dimostrato questa verità, l'arco narrativo in cui Black Goku e Zamasu hanno sferrato il loro tremendo attacco alla dimensione in cui vive Future Trunks non è stato che un grido possente, una dichiarazione d'intenti con cui l'autore ha voluto mettere di fronte Goku e Vegeta di fronte al lato più oscuro del suo stesso Multiverso. Figure come lord Zen'o, d'altronde, risultano un'espressione chiara e fulgida della poetica con cui Toriyama ha sempre raccontato le proprie storie, costantemente in bilico su un filo diviso tra comicità e dramma.

L'arco narrativo de La Sopravvivenza degli Universi ne è dimostrazione esplicativa: il cuore pulsante di tutta la saga è, per l'appunto, la sopravvivenza, ma il nucleo di tutto il racconto parte da due clamorosi capricci. La volontà di Son Goku di affrontare nuovi avversari a qualunque costo e la decisione del Re di tutte le cose di epurare il suo stesso Multiverso e "far pulizia" di tutti i reami più deboli. Un assioma di partenza drammatico e terribile, attraverso cui si sviluppa una delle narrazioni ideologicamente più mature di tutto Dragon Ball. Non esistono più buoni o cattivi e persino la minaccia di lord Freezer passa in secondo piano di fronte all'eventualità di sopravvivere.

Tra passato e futuro

Nell'analizzare Dragon Ball Super, guardando a ritroso ciò che ci ha lasciato la serie anime midquel di Dragon Ball Z, prende corpo una riflessione che a parer nostro è fondamentale per inquadrare il prodotto - e che, un anno fa, avevamo già evidenziato nella Recensione di DB Super. Al di là delle perplessità grafiche che, soprattutto nei primi archi narrativi, la produzione aveva evidenziato, andando oltre tutte le eventuali incoerenze con la serie classica, il valore intrinseco di Super sta nell'aver riportato in auge un brand che credevamo ormai concluso nonostante la forza e il fascino che continuava a esercitare con il passare delle generazioni.

Che fosse per discutere sugli episodi successivi, per dibattere sui livelli di potenza dei nuovi personaggi o persino per sottolinearne i punti deboli, Dragon Ball Super ha rimesso Son Goku e soci sotto i riflettori di tutto il mondo, che per la prima volta dopo anni ha potuto riprendere a seguire le avventure dei Guerrieri Z con storie del tutto inedite.

Molti di noi hanno ricordato con nostalgia i bei tempi andati di Dragon Ball Z, rivangando con affetto (e un pizzico di rammarico) il tratto grafico dell'opera classica e l'epicità di momenti indimenticabili come le prime trasformazioni in Super Saiyan, le morti di alcuni dei protgonisti, il sacrificio di Majin Vegeta, l'addio di Goku a Kid Bu con la Sfera Genkidama.

Nel bene o nel male, dunque, la serie Super ha ridato linfa persino allo Z: lo ha fatto con il suo cambio di toni, ma al tempo stesso con una serie di riferimenti (e anche di mancanze) che ancora oggi ci fanno desiderare di ammirare nuovamente le spettacolari battaglie che Kakaroth e compagni hanno affrontato in gioventù.

Dragon Ball Super L'episodio 131 di un anno fa sanciva tutt'altro che la fine per Dragon Ball: dagli eventi scaturiti dal duello tra Goku, Freezer, C-17 e Jiren hanno poi preso corpo gli archi narrativi del manga e il film con antagonista Broly. Se dovessimo elencare un ulteriore punto di forza del franchise di Toriyama, esso risiede sicuramente nella capacità del brand di estendersi in qualunque incarnazione multimediale e avere, ogni volta, qualcosa di nuovo da raccontare. Ed è per questo che, anche a distanza di un anno, stiamo ancora a interrogarci su come proseguirà la serie, su chi è più forte di chi, sulle possibili nuove trasformazioni che i nostri eroi sfoggeranno per salvare la Terra ancora una volta. Nel bene o nel male, insomma, lunga vita a Dragon Ball.