Dragon Ball Super: il Torneo del Potere ha inizio nel Volume 7

L'Universo 7 cerca di fare gioco di squadra, ma i guerrieri in gara al Torneo del Potere sono davvero temibili.

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Il Torneo del Potere entra finalmente nel vivo. La competizione che Son Goku ha voluto a tutti i costi è iniziata nel manga di Toyotaro, per la precisione già nel Volume 6 di Dragon Ball Super, ma le prime e importanti fasi della fatale royal rumble tra tutti gli Universi si sviluppano appieno nel settimo tankobon dell'opera ideata da Akira Toriyama, disponibile sui nostri scaffali grazie a Edizioni Star Comics. Approfondiamo insieme gli avvenimenti inclusi nel volumetto, che mai come prima d'ora si differenzia (narrativamente parlando) dalle vicende dell'omonima serie animata.

Guerra totale

Esattamente come nell'anime, però, al centro di gran parte degli eventi del Torneo del Potere ci sono i guerrieri dell'Universo 7. I primi passi compiuti dai nostri eroi durante la competizione, infatti, attingono leggermente dalla serie televisiva: non appena il Gran Sacerdote dà il via alle danze, la royal rumble si scatena, e Son Gohan intima ai suoi compagni di fare lavoro di squadra per aumentare le chance di sopravvivenza.

Come prevedibile, però, i membri più irruenti e individualisti del team (Goku, Vegeta, 17 e 18, Freezer) partono alla carica, disperdendosi nella mischia per mettere alla prova le proprie capacità, lasciando Gohan, Piccolo, Crilin, Tenshinhan e Muten alla mercé dei loro avversari. Da qui in avanti gli scontri prendono pieghe piuttosto differenti, seppur l'andamento generale ricalca in qualche modo l'iter compiuto dal torneo negli episodi della Saga della Sopravvivenza degli Universi: seppur in maniera più sbrigativa, i primi dei nostri ad essere eliminati sono proprio due dei tre terrestri (ovvero Tien e il marito di Numero 18), così come il primo Universo ad essere cancellato è proprio il Nono.

Anche in questo volume vediamo nascere un'ambigua e prevedibile alleanza, quella tra Freezer e Frost. I due collaborano per eliminare quanti più avversari possibili, ma le insidie che si celano dietro le intenzioni del tiranno dell'Universo 7 costeranno caro persino all'alieno dell'Universo 6. Per quanto riguarda le altre battaglie, si consuma anche il tanto atteso scontro tra Numero 18 e Ribrianne, mentre l'Androide 17 dà finalmente prova dei suoi miglioramenti sbaragliando non pochi avversari. Nei capitoli finali del tankobon di Dragon Ball Super, peraltro, vediamo in azione anche alcuni dei "pezzi grossi" di questa saga: Goku, ad esempio, inizia con l'affrontare i Pride Troopers, e successivamente anche Vegeta si unisce alla mischia ingaggiando un combattimento contro Toppo, ma la sequenza di eventi che prendono corpo durante il manga non può che portare a un solo incontro. Ci riferiamo al confronto tra Kakaroth e Jiren, ma sembra che inizialmente il mortale più forte di tutti gli Universi faccia fatica a riconoscere Goku come suo pari. Ed ecco che rientra in scena Hit, che sfoggia una serie di abilità del tutto inedite rispetto alla versione anime di Dragon Ball Super. Soltanto verso la fine del volume Jiren il Grigio si ritrova davvero faccia a faccia con il suo avversario più temibile: Goku, il più forte Super Saiyan del Settimo Universo, seppure sembra che (a questo punto della storia) i Pride Troopers riconoscano in Vegeta un guerriero di pari livello a Kakaroth.

Dall'anime al manga

È doveroso, adesso, sbottonarsi in alcune considerazioni sull'iter narrativo del manga: come avete potuto vedere, la struttura del racconto segue comunque la scrittura dell'anime, ma è nei piccoli dettagli e nello svolgimento degli scontri che Toyotaro e Toriyama hanno provato a fornire delle differenze sostanziali rispetto alla più canonica serie TV. I tranelli di Freezer e Frost, il duello "per amore" tra 18 e Ribrianne, persino l'incredibile lotta tra Jiren e Hit sono momenti in cui Toyotaro ha infuso la sua capacità di sintesi rispetto alla versione animata di Super. Il Torneo del Potere in versione manga, soprattutto nei capitoli che comporranno il volume 8, prende pieghe sempre diverse e, di primo acchito, potrebbe apparire molto più sbrigativo rispetto al formato audiovisivo.

A conti fatti è così, ma la narrazione più compressa - e, in molti casi, semplificata - rende a nostro parere molto più scorrevole la sceneggiatura, permettendoci di concentrarci solo sui personaggi e sui momenti fondamentali del Torneo del Potere, piuttosto che diluire eccessivamente la scrittura attraverso episodi che irrimediabilmente furono più sottotono rispetto ad altri.

Senza contare che il manga, rispetto all'anime, è graficamente molto più omogeneo: nel volume 7, poi, Toyotaro ci regala alcune splash page di grande impatto, come lo splendido team-up dell'Universo 7 o il campo larghissimo che ritrae tutta l'arena del Torneo mentre imperversano le decine di duelli tra i migliori guerrieri degli Universi in gara.