Dragon Ball Super Volume 8: la nascita dell'Ultra Istinto

Prosegue il Torneo del Potere nel manga di Toyotaro: tra scontri inediti e trasformazioni, il volume 8 mette al centro i saiyan.

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Nell'ottavo tankobon di Dragon Ball Super, disegnato come sempre dal buon Toyotaro, il Torneo del Potere (o Torneo della Potenza, secondo le traduzioni italiane ufficiali del manga) entra nella sua fase conclusiva. Il volume, distribuito a luglio da Edizioni Star Comics, ci fa vivere una serie di duelli e situazioni ancora più inediti rispetto alla serie animata e ai precedenti volumi dell'opera. Un albo, peraltro, incentrato quasi esclusivamente sui saiyan, sia quelli dell'Universo 7 sia (e soprattutto) quelli che compongono l'Universo 6. Gettiamoci a capofitto negli eventi che ci porteranno, nel Volume 9 - in uscita nei prossimi mesi - alla conclusione vera e propria della competizione indetta da lord Zeno, prima che anche nel nostro Paese giunga finalmente l'inizio del Prigioniero della Pattuglia Galattica.

La battaglia dei Super Saiyan

Ci eravamo lasciati con lord Freezer pronto a sfidare Caulifla, la focosa Super Saiyan dell'Universo 6. La ragazza, nonostante abbia un potere latente ben superiore rispetto a Son Goku quando affrontò il tiranno per la prima volta su Namek, può fare davvero poco contro l'imperatore del male: lo stesso Freezer, d'altronde, si è allenato fino a raggiungere una potenza molto vicina a quella di un SSJ God e riesce ad avere la meglio in breve tempo sulla guerriera, che soccombe inerme sotto i colpi dell'alieno e di fronte allo sguardo impaurito di Kale.

Quest'ultima sembra possedere una forza nascosta che tuttavia stenta ad esternare, nonostante gli incoraggiamenti di Cabbe: il saiyan cerca di far rinsavire la sua timida compatriota, facendole notare che Caulifla morirà se non interviene. È qui che la piena potenza della protetta di Caulifla emerge: la sua muscolatura inizia a gonfiarsi, le iridi e le pupille spariscono dagli occhi, il suo sguardo diventa folle e furioso, il suo Ki aumenta a dismisura. Anche se nessuno sembra in grado di capire la natura della trasformazione della Super Saiyan, è ancora una volta Cabbe a fare da deus ex machina.

Qui scopriamo che l'evoluzione di Kale, che la rende del tutto simile a Broly, è una sorta di antica mutazione genetica saiyan, che porta il suo utilizzatore a far leva esclusivamente su un boost costante di potenza fisica, sacrificando velocità, acume, tecnica e raziocinio. Una forza su cui è impossibile fare affidamento, come fa notare Vegeta, ma anche un potere estremamente pericoloso: durante la trasformazione in Berserker, Kale attacca sia nemici che alleati, inoltre il costante accumulo di Ki all'interno del suo corpo rischia di portarla all'autodistruzione.

Una dinamica molto interessante che, col senno di poi, ci piacerebbe veder applicata allo stesso Broly: stando agli eventi del più recente film a lui dedicato, però, il Super Saiyan della Leggenda non sembra soffrire di questo handicap e ci chiediamo, a tal proposito, se Toriyama avrà mai intenzione di spiegarne la vera natura.

Tornando al manga, sembra che l'unico modo per far rinsavire Kale è portarla a fondersi con Caulifla con i Potara. Come nella serie animata, quindi, le due guerriere si uniscono in Kafla, ma sono tante le differenze: anzitutto il fautore della Fusion è Cabbe, che decide di sacrificarsi pur di agganciare l'orecchino addosso a Kale, cadendo dal ring. Sembra, inoltre, che il manga di Dragon Ball Super abbia notevolmente ridimensionato la potenza di Kefla: nell'anime vediamo che la combattente affronta Goku, tenendo testa persino alle trasformazioni in Super Saiyan God e Super Saiyan Blue.

Kafla è così inarrestabile, grazie al potere del Super Saiyan "Green" di Kale, che nella serie TV soccombe soltanto contro l'Ultra Istinto. Nella versione cartacea, invece, il duello con Kakaroth non avviene: la Fusion dell'Universo 6 deve infatti vedersela contro Son Gohan, che al contrario sembra aver ricevuto un notevole power up durante la gestione di Toyotaro. Forte di un'inedita veste, ispirata ai colori di Piccolo piuttosto che a quelli di suo padre, il figlio di Goku sembra aver ritrovato la verve di un tempo, combattendo alla pari con Kafla e dimostrando di avere ancora dentro di sé il potenziale sbloccato dal vecchio Kaioshin durante la saga di Majin Bu: Gohan, infatti, non necessita di trasformarsi nel guerriero dai capelli dorati, dal momento che ha deciso di seguire un'evoluzione tutta sua e di allenarsi come umano, piuttosto che come saiyan.

La seconda parte del torneo è invece dedicata allo showdown finale contro Jiren: Goku finalmente dà vita all'Ultra Istinto, ma anche in questo caso i frangenti in cui sblocca il famigerato power-up che neanche gli Hakaishin possono padroneggiare sono completamente diversi rispetto all'anime. Incredibilmente è Muten a rappresentare la chiave di volta.

Il vecchio eremita della tartaruga si prende il suo momento di gloria contro il più potente dei Pride Trooper, facendo leva unicamente sulla concentrazione mentale per schivare i suoi colpi. Il discorso di Muten, relativo al fatto che ogni singolo maestro che ha allenato Goku ha cercato sempre di condurlo sulla via della spiritualità piuttosto che della forza bruta, rappresenta un gradevole omaggio generazionale a Dragon Ball, oltre che una contestualizzazione molto più coerente per la nascita del Migatte no Gokui.

Le novità del Volume 8: la Quintessenza dell'Istinto

A margine del nostro speciale dedicato agli avvenimenti dell'ottavo volume di Dragon Ball Super, qualche considerazione: è indubbio, ormai, come la versione cartacea dell'opera voglia porsi in qualità di alternativa rispetto alla serie animata. Considerato che le specifiche vicende nell'anime sono da considerarsi, stando almeno alla produzione, pienamente canoniche, va comunque detto che il Torneo del Potere secondo Toyotaro apporta modifiche sostanziali ad alcuni dettagli, ma non al racconto generale.

Vediamo ugualmente l'ingresso in scena di Kafla e il sacrificio di C-17, così come i ripetuti duelli tra Goku e Jiren fino all'esordio dell'Ultra Istinto. Il finale della saga in corso sarà sostanzialmente il medesimo, ciò che cambia è quindi il modo in cui l'allievo di Toriyama giungerà alla fatidica conclusione del torneo. Va in ogni caso ribadito l'estro artistico dell'autore, che come sempre riesce a replicare il dinamismo di Toriyama in maniera appagante.

Il volume, poi, presenta in calce un capitolo speciale che fu pubblicato in occasione del Jump Victory Carnival 2018: in queste pagine inedite scopriamo cosa hanno fatto Goten e Trunks mentre i Guerrieri Z partecipavano al Torneo del Potere, ovvero proteggere l'isola di Numero 17 dai bracconieri e da... un gruppetto di indemoniato Cell Jr, probabilmente una versione rigenerata degli stessi mostriciattoli creati dall'Androide durante il Cell Game.

Un appunto, inoltre, alle traduzioni di Star Comics, che in alcuni frangenti ha dimostrato di prendere le distanze dall'adattamento già visto su Italia 1: quello che ormai abbiamo imparato a conoscere come Ultra Istinto, infatti, nell'edizione italiana del manga diventa Quintessenza dell'Istinto (o, in forma abbreviata come pronunciato da Vegeta, Essenza dell'Istinto). Un'altra, piccola modifica che va ad aggiungersi a "Torneo della Potenza" invece di "Torneo del Potere".