C'era una volta Pollon: alla riscoperta di un classico su Amazon

Su Amazon Prime Video è disponibile C'era una volta...Pollon: riscopriamo il divertente anime che ha fatto compagnia a intere generazioni.

C'era una volta Pollon: alla riscoperta di un classico su Amazon
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A distanza di quasi 37 anni dalla messa in onda italiana, lo scorso dicembre, Yamato Video ha portato in streaming su Amazon Prime Video C'era una volta...Pollon, trasposizione del manga di Hideo Azuma, diventato un classico dell'animazione giapponese. In occasione del recente arrivo sulla piattaforma on demand, riscopriamo C'era una volta...Pollon, dalle origini come fumetto, fino all'adattamento animato, cercando di analizzare il segreto del suo successo (a proposito, ecco qui il catalogo anime su Amazon Prime Video di gennaio).

Teogonia

Era il 1984 quando ha debuttato sulle emittenti televisive italiane C'era una volta...Pollon, e sin da subito è stato un grande successo tra i giovani telespettatori, che aspettavano con ansia di vedere le mitologiche imprese della piccola combina guai. Prima di scoprire i segreti dietro il successo della serie, però, bisogna necessariamente fare un salto indietro nel tempo di qualche anno e conoscere meglio la mente che ha ideato Pollon: il mangaka Hideo Azuma.

Azuma nasce nel 1950 e dopo aver terminato gli studi al liceo, decide di inseguire il suo sogno di diventare mangaka, ispirato da autori come Osamu Tezuka (i titoli di Azuma si avvicinano stilisticamente a quelli del Padre dei manga), così inizia a lavorare come assistente di Rentaro Itai: un'esperienza che lo porta a sviluppare il proprio stile artistico.

Il debutto nel mondo dei manga avviene nel 1969 quando pubblica la prima opera, Ringside Crazy, caratterizzata da un particolare tratto che rendeva i personaggi alla stregua di bambini: un peculiarità che ha conquistato i lettori. Con gli anni Hideo Azuma ha continuato a disegnare e scrivere manga, migliorando costantemente, fino a quando tra il 1977 e il 1979 pubblica la sua opera più famosa: Olympus no Pollon (C'era una volta...Pollon), una storia raccolta in due tankobon.

Il manga ottenne i favori del pubblico, il che spinse l'autore a continuare a scrivere e disegnare fumetti di vario genere, dai comici a quelli dalle sfumature più mature, tutti contraddistinti da uno stile lolicon: il particolare tratto che caratterizzava i suoi lavori è valso al mangaka il soprannome di Padre dei lolicon. Il crescente successo, però, è deleterio per Azuma, che non riesce a sopportare la pressione di dover dare sempre il massimo ai lettori.

La notorietà che raggiunge nel 1980 con Nanako SOS (Nanà Supergirl) non fa che aggravare la situazione: tra la fine degli anni ‘80 e gli anni ‘90, Hideo Azuma cerca di alleviare la tensione con l'alcol; questo lo porta ad allontanarsi dalla famiglia e a vivere come un senzatetto. Dopo essersi ripreso, nel 2005 il fumettista ha raccolto le sue esperienze nel manga autobiografico Il Diario della mia Scomparsa. In seguito, l'autore realizza opere minori, fino al 2013, anno in cui pubblica il seguito de Il Diario della mia Scomparsa.

Hideo Azuma è venuto a mancare nel 2019, lasciando un grande vuoto tra i fan dei suoi manga e degli anime da essi tratti, soprattutto in coloro che sono cresciuti con le avventure della piccola aspirante dea Pollon. Bisogna riconoscere che con C'era una volta...Pollon, Azuma è riuscito a trovare la formula alchemica per una storia brillante e divertente, adatta sia agli adulti che ai bambini.

Divinità dei guai

L'antica Grecia di C'era una volta...Pollon è un luogo dove gli abitanti vivono in allegria e dove si trovano elementi anacronistici (orologi, microfoni, laboratori ultratecnologici, e quant'altro), che non risultano essere affatto fuori luogo, anzi rendono tutto molto goliardico. La protagonista è Pollon, figlia di Apollo, dio del Sole, e vive sul monte Olimpo, insieme alle divinità che regolano la vita terrena, ma non è ancora una di loro, almeno per ora.

Pollon è una vera peperina, in quanto è turbolenta, iperattiva, competitiva, egocentrica, e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. La bambina prova invidia nel vedere le divinità banchettare e darsi ai bagordi ogni giorno, perché vorrebbe essere trattata come loro pari: in più situazioni ha cercato di convincere il padre, il nonno Zeus, e gli altri parenti dell'Olimpo a renderla una divinità, ma ogni suo tentativo è stato inutile, perché è ancora troppo immatura e inesperta per diventare una dea.

Nel primo episodio, infatti, dopo aver ottenuto i poteri da Poseidone, Pollon li usa in modo improprio, trasformando le persone in animali e stravolgendo completamente l'ordine naturale delle cose, senza pensare alle conseguenze delle sue azioni. Eppure, dopo essere stata punita per il suo comportamento, la ragazzina non demorde ed è più determinata che mai a dimostrare di essere una divinità degna di poter regnare sugli umani: trascorre le giornate tra l'Olimpo e la Terra per risolvere i problemi dei più bisognosi, alcuni dei quali è proprio lei a causare e a complicare.

Pollon riesce a sanare i malanni degli abitanti dell'antica Grecia grazie all'inseparabile amico Eros, il dio dell'Amore, e ad un'invenzione dello scienziato Cha-Cha-Cha: la polvere che sembra talco ma non è, che serve a dare l'allegria (una sostanza molto fraintendibile). In seguito, Pollon fa la conoscenza della misteriosa Dea delle Dee (solo nelle fasi finali si scoprirà la sua vera identità), che l'aiuterà in diverse situazioni dandole poteri temporanei.

Quando Zeus nota che la nipote sta maturando, le regala un salvadanaio a cui aggiunge una moneta d'oro ad ogni buona azione compiuta: una volta colmo, Pollon potrà unirsi alle altre potenti e sagge divinità greche. Queste premesse sono sufficienti ad invogliare a scoprire in quali folli avventure si barcamenano Pollon e l'inseparabile Eros per curare i malanni che affliggono gli abitanti dell'antica Grecia, tra umani e divinità: le situazioni si risolveranno sempre in maniera positiva e con estrema allegria.

Al netto di ciò, però, a rivederlo a distanza di anni, C'era una volta...Pollon non è invecchiato benissimo, perché non ha una struttura narrativa molto varia, il che non favorisce la visione di più puntate consecutive.

Un mito per tutta la famiglia

Come abbiamo detto, C'era una volta...Pollon è arrivato per la prima volta in Italia (forse uno dei pochi anime a non essere stato censurato) a metà degli anni ‘80, e molti probabilmente sono cresciuti proprio a pane e a disavventure dell'aspirante giovane dea: in fondo, è una delle poche serie anime fruibili anche dai più piccoli. Basta questo per rendersi conto della natura ambivalente della trasposizione della magnum opus di Hideo Azuma: un racconto adatto ad ogni fascia di età.

Visti i contenuti, C'era una volta...Pollon si rivolge prevalentemente ai bambini (i pochi elementi ecchi non sfociano mai nell'eccesso e sono sempre edulcorati), che riescono a divertirsi immedesimandosi nella giovane protagonista che deve affrontare numerose peripezie per diventare una dea.

Il tutto sempre con toni scanzonati, scanditi da una comicità che si fonda sulla presenza di elementi anacronistici, di personaggi sopra le righe, e di una colonna sonora non certo memorabile, ma che rende il tutto molto spensierato (su tutti la sempreverde sigla Pollon, Pollon combinaguai cantata da Cristina D'Avena).

Diversamente, gli adulti che seguono l'anime lo fanno con una prospettiva più matura e consapevole, e riescono a notare particolari che in passato erano sfuggiti e che rendono l'opera più interessante.

Sin da subito salta all'occhio una particolare ricerca e attenzione della mitologia greca, che è alla base della caratterizzazione di alcuni personaggi e di alcune puntate: ad esempio, Zeus (come nei miti) ci viene presentato come un dongiovanni che corteggia le belle donne e non perde occasione di tradire la moglie Era, la quale cerca di punirlo ogni volta. Altri dèi, invece, sono una parodia della loro controparte mitologica: come Apollo che si sveglia tardi al mattino e dimentica di far sorgere il sole; oppure Poseidone, dio dei mari, che non sa nuotare.

I vari episodi, inoltre, sono liberamente ispirati ai racconti mitologici: alcuni più noti, come i miti di Icaro e di Orfeo, altri meno, tra cui menzioniamo quelli di Apollo e Dafne e di Io e Zeus. È doveroso specificare che i miti hanno uno sviluppo ed una conclusione tragici, dunque non propriamente adatti ad un pubblico giovane; a fronte di ciò, gli autori di C'era una volta...Pollon hanno riadattato i poemi greci, togliendo ogni elemento tragico e trattandoli con rispettoso umorismo.

Per questo ritroviamo, per esempio, una rivisitazione del mito di Narciso, in cui il giovane viene aiutato da Pollon ad ottenere un aspetto attraente, decidendo così di vendicarsi di tutte le donne che lo hanno respinto, invece di morire annegato, incantato dalla bellezza del suo stesso riflesso. I poemi mitologici riproposti nell'anime, dunque, hanno sempre un lieto fine, differenziandosi nettamente dalla versione originale.

A parer nostro, sono proprio la doppia natura di opera fruibile ai giovani e agli adulti, e lo studio della mitologia greca ad essere la chiave del successo dell'anime. Una notorietà che, però, è stata raggiunta più in Italia che in Giappone, in quanto C'era una volta...Pollon ha fatto compagnia a molti bambini, tanto che con gli anni ha conquistato un piccolo posto nel pantheon degli anime che hanno segnato intere generazioni.