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Fairy Tail: ripercorriamo le stagioni attualmente disponibili su Netflix

Facciamo chiarezza sul contenuto dei 124 episodi della serie finora proposti dal sempre più vasto catalogo Anime di Netflix Italia.

speciale Fairy Tail: ripercorriamo le stagioni attualmente disponibili su Netflix
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Tratto dall'omonimo manga di Hiro Mashima - che nei giorni scorsi ci ha proposto il primo capitolo di EDENS ZERO - l'anime di Fairy Tail ha compiuto un percorso lungo e tortuoso prima di giungere sui nostri schermi. Acquisita inizialmente da Mediaset poche settimane dopo l'esordio nipponico, che ricordiamo è avvenuto nell'ormai lontano 2009, la serie è invece approdata sulla rete italiana Rai 4 nel gennaio 2016, che ne ha bruscamente interrotto la trasmissione pochi mesi più tardi e dopo numerosi (e improvvisi) cambi di orario. Ci sono voluti ben due anni perché Rai si decidesse a ritentare il colpaccio, riproponendo la serie su Rai Gulp, ma scegliendo ancora una volta un orario a dir poco improponibile. È per questo preciso motivo che il recente sbarco sulla piattaforma Netflix rappresenta probabilmente la prima vera chance data al pubblico italiano di scoprire questa serie affascinante e divertente, che mescola alla tipica verve comica di Mashima dei combattimenti pirotecnici e una trama spesso toccante, impreziosita in questo caso dalla sublime colonna sonora del maestro Yasuharu Takanashi (già noto per l'encomiabile lavoro svolto con Naruto Shippuden).
Sebbene Rai abbia affermato più volte di aver doppiato più di 200 episodi della serie (che attualmente ne annovera ben 277), il catalogo di Netflix propone "solo" 124 delle 149 puntate finora trasmesse sul circuito televisivo nazionale. Addirittura queste sono state divise in tre stagioni rispettivamente composte da 48, 24 e 52 episodi, proponendo nel complesso una fedele ed entusiasmante trasposizione animata dei primi trenta volumetti del manga. In attesa che la piattaforma Netflix accolga gli altri 25 episodi trasmessi dall'emittente televisivo, e magari anche quelli ancora inediti nel nostro paese, proveremo ora a fare un po' di chiarezza sui contenuti offerti al momento dal colosso dello streaming.

La famiglia delle fate

Quella che Netflix Italia ed il distributore inglese FUNimation propongono come prima stagione dell'anime raccoglie le puntate legate alle prime otto saghe dell'intera serie. Le più brevi, per giunta, poiché queste servirono appunto a introdurre la maggior parte delle figure principali del sempre più vasto circo imbastito dal sensei Mashima. Mentre le prime due puntate ci hanno permesso infatti di familiarizzare col potente Natsu Dragneel e il gatto Happy, cui si è unita sin da subito l'avvenente Lucy Heartfilia, le mini-saghe successive hanno invece esplorato i membri più influenti della gilda Fairy Tail: un'associazione di maghi che svolgono missioni di vario tipo su commissione di chiunque ne richieda i servigi. Quello che però distingue Fairy Tail dalle altre gilde è l'esuberante - per non dire caotico - temperamento dei suoi affiliati, i quali considerano l'organizzazione una sorta di famiglia. Gestita dall'anziano Master Makarov Dreyar, questa ha infatti accolto, negli anni, una lunga serie di orfanelli dal passato drammatico e angosciante, che crescendo sono divenuti i membri chiave della gilda. Tra questi ritroviamo lo stesso Natsu, così come il suo rivale Gray Fullbuster, affetto dall'inguaribile vizio di spogliarsi continuamente e per giunta inconsciamente, e l'attraente Erza Scarlet, la cui potenza ineguagliabile le è valsa il soprannome di Titania (il nome appartenuto, secondo la mitologia, alla Regina delle Fate).

Come dicevamo, ognuno di essi ha goduto di almeno una saga dedicata, affinché lo spettatore potesse esplorarne la caratterizzazione, familiarizzare col mondo di Fairy Tail, comprendere gradualmente le leggi che regolamentano i rapporti fra le varie gilde, e addirittura provare empatia per gli (spesso) sventurati attori disegnati da Hiro Mashima. Nell'arco narrativo di Phantom Lord, per esempio, i maghi di Fairy Tail si sono battuti contro una storica gilda rivale che da quasi un secolo mirava al suo totale annientamento, mentre la saga della cosiddetta Battaglia di Fairy Tail ha sfruttato il colpo di stato orchestrato dall'ambizioso Laxus Dreyar (il nipote del Master) per fortificare ulteriormente i legami fra i sempre più numerosi componenti della gilda, affinché questa potesse sopravvivere alle sfide successive.

Gli Oracions Sèis

Se il primo pacchetto di episodi mirava a creare una gilda compatta, competitiva e sempre più folle, anche grazie al reclutamento di ex-nemici fan-favorite come Gajeel Redfox e Lluvia Lockser, il secondo ha invece dato il via all'esplorazione del continente di Ishgal e delle sue numerose gilde. Queste infatti si dividono in gilde legali, riconosciute dal Concilio della Magia, e gilde oscure, che invece vivono nell'illegalità e hanno creato un intricato network criminale. Nelle puntate che Netflix Italia indica come seconda stagione, Fairy Tail e altre gilde legali sono dunque impegnate a dare la caccia ai membri di Oracions Sèis, una delle tre più potenti gilde oscure al mondo, che tuttavia è composta soltanto da sei pericolosissimi individui. Per riuscire nell'impresa, ciascuna gilda invia in missione quattro dei propri elementi migliori; un furbesco espediente che ha permesso di introdurre in una volta sola una ventina di personaggi diversi, inclusa Wendy Marvel, la piccola Dragon Slayer destinata a diventare l'ultimo - ma non per questo meno valido - elemento chiave del famigerato Team Natsu. Sebbene la saga di Oracions Sèis non sia esattamente la più riuscita, risultando invero un po' noiosetta e quasi ripetitiva, questa ha gettato delle fondamentali basi su cui edificare la struttura narrativa dei successivi capitoli, ma soprattutto ha consentito al geniale Mashima di preparare il pubblico all'imminente crescita del cast, che di lì a poco si sarebbe addirittura raddoppiato, se non triplicato.

Zeref e Acnologia

Il terzo ed ultimo pacchetto di episodi pubblicati su Netflix rappresenta infine quello che potremmo definire il vero e proprio inizio di Fairy Tail. Avendo ormai ampiamente introdotto personaggi, geografia e mitologia della serie, a partire dalla saga ambientata nel mondo parallelo di Edolas, il sensei Mashima ha trascinato il suo consolidato team di eroi in una vorticosa escalation di eventi atta a svelare un po' per volta i tantissimi misteri disseminati per tutta la prima parte dell'opera, introducendo finalmente i due principali antagonisti della vicenda: il mago nero Zeref, enigmatica e affascinante figura più volte menzionata dai precedenti avversari di Natsu e compagni, ed il possente Acnologia, l'indiscusso sovrano dei draghi, temuto da tutte le creature del mondo di Earthland a causa della sua incontenibile ferocia. Coinvolti quasi per caso nel mezzo della più sanguinosa guerra combattuta dalla già martoriata gilda di Fairy Tail, proprio i due suddetti personaggi hanno contribuito a complicare ulteriormente e differenziare la sregolata saga dell'Isola di Tenro da tutte le altre, elevando la narrazione ad un nuovo livello e trasformando l'opera per sempre. Nel suo finale, infatti, un evento insospettabile e commovente ha stabilito il nuovo status quo dell'intera gilda, catapultandola in una realtà inedita e spietata, che avrebbe scosso nel profondo alcuni dei suoi componenti più in vista.

Fairy Tail (Anime) Qualora fossimo costretti a dividere l’intera serie di Fairy Tail in tre diversi atti, quello disponibile fin da ora su Netflix Italia sarebbe con certezza l’atto uno, in quanto i primi 124 episodi della serie corrispondono ai sei mesi che la bella Lucy Heartfilia ha vissuto all’interno della gilda, prima che questa andasse incontro ai disastrosi eventi menzionati nel paragrafo precedente. Augurandoci che gli episodi del secondo atto (125-277) vengano pubblicati quanto prima, ne suggeriamo la visione agli appassionati di combattimenti mozzafiato e fanservice, che proprio in quest’opera vengono proposti in egual misura. Sebbene il character design di Aoi Yamamoto non renda affatto giustizia ai disegni originali di Mashima, la monumentale colonna sonora composta dal maestro Yasuharu Takanashi saprà invece conquistare i vostri palati e colmare le pecche tecniche che appunto affliggono “soltanto” questa prima parte dell’anime.