La forma della voce: il tema del bullismo nel film su Prime Video

La forma della voce è una pellicola intensa e commovente, che mette al centro del racconto il bullismo e le sue conseguenze.

La forma della voce: il tema del bullismo nel film su Prime Video
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Sebbene sia un tema delicato, perché sconvolge intere vite, il bullismo è comunque fonte di ispirazione per film, serie TV, videogiochi ed anche anime. In quest'ultimo caso, però, poche volte la tematica viene affrontata con la giusta risonanza perché spesso gli atti rappresentati sono edulcorati, per essere solo un pretesto per una storia romantica: basti vedere Karakai Jozu no Takagi-san (per approfondire la serie vi rimandiamo alla nostra recensione di Karakai Jozu no Takagi-san 2), in cui la protagonista prende in giro il compagno di banco perché innamorata di lui.

Tra i vari titoli in circolazione, uno dei pochi che esamina il bullismo a 360 gradi è il film La forma della voce (ecco la nostra recensione de La forma della voce), adattamento del manga A silent voice di Yoshitoki Oima, che da luglio è disponibile su Amazon Prime Video: un'opera potente e straziante. Nonostante l'argomento trattato, c'è comunque qualcosa di poetico, perché non si limita solo ad evidenziare come vengono rovinate delle vite, ma ci fa capire che c'è sempre un'opportunità per perdonare e per rialzarsi. In questa sede, cercheremo di capire come La forma della voce affronti il bullismo e in che modo rovini e influenzi le vite dei protagonisti.

Una generazione inconsapevole

Le vicende sono narrate dal punto di vista di Shoya Ishida, il quale da bambino era alquanto vivace, turbolento e ribelle, preferendo divertirsi con gli amici ai videogame o saltando nei fiumi dai ponti, piuttosto che studiare.

Un giorno arriva nella sua classe una nuova studentessa: Shoko Nishimiya, affetta da sordità, che sin da subito cerca di integrarsi tra i nuovi compagni, riuscendo a comunicare solo attraverso un quaderno. Gli studenti cercano di aiutarla e di renderla partecipe dei loro svaghi, ma Ishida inizia a prendersi gioco di lei, a farle degli scherzi, a maltrattarla, arrivando persino a rubarle o romperle in continuazione l'apparecchio acustico. A causa dei continui atti di bullismo, la madre di Nishimiya è costretta a ritirare la figlia dalla scuola: le colpe di quanto accaduto ricadono su Ishida. Questo lo perseguita negli anni a venire e lo porta ad essere una persona completamente diversa: perde ogni amico, diventa meno spavaldo, più insicuro, si chiude in se stesso, e al liceo viene isolato dagli altri compagni, ritrovandosi completamente solo. Una punizione che per molti potrebbe essere giusta per tutto il male che ha causato, ma La forma della voce vuole farci capire che c'è sempre una possibilità per cambiare e riscattarsi. Il protagonista riesce a rintracciare Nishimiya, con la speranza che diventando suo amico o avvicinandosi a lei in qualche modo possa fare ammenda per i suoi errori.

Queste sono solo le premesse de La forma della voce: un racconto di formazione e di redenzione, che riesce ad emozionare, a turbare, a commuovere, a lasciare un senso di amarezza in ogni frangente, ma riesce anche a far sorridere e a scaldare il cuore. Una serie di emozioni che si mescolano tra di loro per creare un'opera unica ed indimenticabile.

Chi semina vento

È dunque evidente che La forma della voce pone al centro del racconto il bullismo, dando vita a situazioni a cui non si è mai effettivamente preparati, perché continuano a rattristare ad ogni visione.

Il film non vuole sensibilizzare sull'argomento, ma ciò non implica che lo tratti con estrema superficialità: nelle fasi iniziali il bullismo viene affrontato in maniera cattiva e lancinante, che colpisce con estrema forza dritto al cuore e lascia un persistente senso di amarezza. Ishida prende in giro, deride, maltratta Nishimiya senza rendersi conto che le arreca un trauma psicologico da cui difficilmente potrà riprendersi. Tuttavia i maltrattamenti verbali e fisici del giovane sono solo una piccola parte delle pene che è costretta a subire la giovane co-protagonista ogni giorno, perché si aggiungono anche l'isolamento e l'indifferenza da parte delle persone che si erano dimostrare amiche. In un primo momento le studentesse hanno cercato di accogliere la nuova arrivata, aiutandola con le lezioni, anche se con un pizzico di ipocrisia perché incuriosite dall'avere una compagna con disabilità. È risaputo che l'interesse dei bambini è molto volubile: se all'inizio le compagne erano affascinate da Nishimiya, vedendo il modo di comunicare alla stregua di un gioco, molto presto iniziano a stancarsi di lei, considerandola più un peso che li rallenta piuttosto che un'amica da aiutare, tenendola sempre in disparte, fino a non interessarsi più a lei e a lasciarla da sola.

Significativo a tal proposito è il momento in cui l'insegnante propone ai ragazzi di imparare il linguaggio dei segni per comunicare meglio, ma uno di loro controbatte affermando che sarebbe più comodo continuare ad utilizzare il quaderno. Solo una compagna accetta di imparare il linguaggio dei segni, ma le altre iniziano a parlarle dietro con perfidia e con invidia, costringendola a cambiare scuola.

Ad aggravare una situazione già di per sé infelice, c'è l'indifferenza e la condiscendenza degli altri alunni della classe che non si rendono conto di cosa sta accadendo, e soprattutto degli insegnanti che avrebbero potuto e dovuto intervenire in tempo. La Forma della Voce non vuole giustificare affatto ciò che subisce Nishimiya, ma i primi minuti sono gestiti in modo da far capire che Ishida e gli altri non agiscono con l'intento di ferire di proposito, ma lo fanno in maniera inconsapevole, come se fosse solo l'ennesimo gioco.

A fronte di ciò, potremmo considerare quei gesti come ingenuità infantili, perché è abbastanza evidente che i bambini de La forma della voce non si rendono ancora conto che le loro azioni hanno delle conseguenze a breve e a lungo termine: Nishimiya torna a casa in lacrime, perché lei, in fondo, ce la sta mettendo tutta per essere accettata. La pellicola, però, non si ferma solo allo strato più superficiale del bullismo, ma va più a fondo perché analizza anche quali sono le ripercussioni sulle famiglie.

Raccoglie tempesta

Quando Nishimiya si trasferisce in un'altra scuola, Ishida funge da capro espiatorio: tutte le colpe ricadono su di lui, perché è il più turbolento e violento, nonostante non fosse l'unico ad aver avuto un comportamento discutibile nei confronti della bambina.

Da quel momento, Ishida cambia atteggiamento, perché deve pagare il fio di tutte le sofferenze che ha causato. Lui stesso diventa vittima di bullismo da parte degli amici con cui trascorreva le giornate, subendo le stesse cattiverie che rivolgeva a Nishimiya. Il bullismo non riguarda solo la vittima ed il carnefice, ma coinvolge anche le famiglie di entrambe le parti. La madre di Ishida è gentile e cordiale, vive con i figli, il genero, e la nipote in un appartamento al di sopra di un piccolo negozio di sua proprietà dove lavora come parrucchiera. Questo è sufficiente per capire che non è benestante, ma riesce ad occuparsi del sostentamento di tutti. La madre è convinta che il figlio sia solo un po' troppo irrequieto e turbolento, che si diverte con stupide prove di coraggio con gli amici, ma di certo non avrebbe pensato che fosse un bullo. Invece, la madre di Nishimiya è severa, con uno sguardo stanco e triste, perché preoccupata per i continui maltrattamenti che costringono la figlia a tornare a casa in lacrime. A causa del comportamento del figlio, la madre di Ishida ha dovuto chiedere perdono ed ha dato fondo a parte dei suoi risparmi per risarcire gli apparecchi acustici.

L'incontro tra le due non è certo riconciliante, poiché la madre di Ishida ritorna con un orecchio sanguinante, come se fosse una punizione per far capire cosa sta passando la bambina; invece, la madre di Nishimiya ha maturato un odio per la persona che ha arrecato danno alla sua famiglia, tanto che anche dopo anni non ha dimenticato tutto il dolore che ha vissuto attraverso la figlia.

Benché in un primo istante Ishida non comprenda quanto grave sia stato il suo comportamento nei confronti di Nishimiya, convinto che sia stata solo una "marachella" più grande del solito, nel momento in cui perde gli amici inizia a rendersi conto che qualcosa sta cambiando.

Dopo aver terminato le elementari, Ishida è ormai cresciuto e maturato, convinto di poter dare una svolta alla propria vita e di mettersi alle spalle il passato, ma il primo giorno delle medie, uno dei suoi migliori amici ha sparso la voce che era un bullo e che era meglio stare lontano da lui: si è ritrovato additato come qualcuno che maltratta le persone che non è cambiato e che non potrà mai farlo, senza avere modo di difendersi o di dimostrare di poter essere differente. Ishida si è ritrovato improvvisamente da solo: come lui stesso afferma, la giusta punizione per il suo peccato.

Ogni giorno il peso delle sue azioni diventa insostenibile, portandolo a diventare insicuro e a chiudersi in se stesso: non riesce a rivolgere la parola a nessuno e a guardare le persone dritte in faccia, tenendo sempre lo sguardo fisso a terra (iconiche le croci blu che ricoprono i volti degli sconosciuti). Poco alla volta, Ishida viene messo in disparte dagli altri e per colmare quel vuoto immagina che parlino di come era in passato e della sua attuale situazione.

Con un tormentoso trascorso sulle spalle da cui non riesce più a liberarsi, abbandonato dai suoi migliori amici, giudicato da persone nuove, isolato da tutti, Ishida si ritrova a vivere in un costante senso di solitudine e di inadeguatezza, con conseguente depressione che lo porta a meditare al suicidio: un atto vile, ma all'apparenza unica via per espiare le sofferenze che ha causato e per porre fine alla sua infelicità.

Ciononostante, vedendo come tutto il male che ha causato gli si stia ritorcendo contro con una forza inaudita, forse anche un po' ingiustamente perché non è stato l'unico colpevole di quanto accaduto, non si può fare a meno di provare empatia per Ishida, perché ce la sta mettendo tutta per essere una persona migliore. Al netto di ciò, ci si chiede se esista un altro modo per il protagonista di trovare la redenzione.

Amore e Luna

Negli ultimi anni, Ishida ha imparato il linguaggio dei segni, anche se senza un apparente motivo, ma in realtà sentiva che nascondeva qualcosa di più personale, legato al suo passato: un blando tentativo di volersi avvicinare alla persona che aveva ferito, con la speranza di poter chiedere scusa per quanto accaduto, anche se in maniera astratta. Con quel gesto cerca di dimostrare a se stesso e agli altri di essere cambiato.

Il giorno in cui decide di tentare il suicidio, Ishida rivede Nishimiya: la più grande prova di coraggio che abbia mai affrontato. Anche se era andato a trovarla senza un secondo fine, in realtà lui sperava di poter ricevere il suo perdono per tutto il male che le aveva arrecato.

Eppure, in quel momento si smuove qualcosa dentro: sente di poter diventare suo amico, perché in fondo ora è una persona nuova, ma sa che è un'impresa difficile, perché la ragazza potrebbe non perdonarlo. Nishimiya nel corso degli anni ha cercato di non perdere mai il sorriso, ma diventa evidente come le cicatrici non si siano rimarginate, perché è turbata e ha ancora paura di Ishida, non riuscendo a dimenticare ciò che le ha fatto; solo nelle fasi finali ci si rende effettivamente conto delle ripercussioni di tutti i soprusi subiti.

Dopo quell'incontro, la vita del protagonista cambia nuovamente, ma questa volta in positivo, perché riesce a trovare nuovi amici e a ricongiungersi con alcuni vecchi. Nishimiya funge da collante e la sua influenza permetterà a tutti di essere vicini, di rivangare il passato e di cambiare insieme. Attraverso questa esperienza, Ishida poco alla volta prende piena coscienza di tutte le sue meschinità, con la speranza di poter espiare i suoi peccati.