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Fullmetal Alchemist: la strada del successo dal manga al live-action

Breve excursus sulla vita multimediale della storica serie di Hiromu Arakawa: la strada del successo che parte dal manga e arriva al live-action su Netflix

speciale Fullmetal Alchemist: la strada del successo dal manga al live-action
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Era il Luglio del 2001 quando, sulla rivista giapponese Monthly Shonen Gangan di Square-Enix cominciò una delle serie manga che da li a poco si sarebbe rivelata una delle più famose e importanti di quel periodo. La serializzazione su rivista continuò per ben 9 anni, generando un produzione multimediale su vasta scala - da videogiochi a light novel, fino anche ai giocattol i- che portò la serie a imporsi nel mercato giapponese, diventando la più venduta della casa editrice. Stiamo parlando di oltre 50 milioni di copie vendute nel solo territorio del Sol Levante, che sommate alle vendite nel resto del mondo superano abbondantemente i 60 milioni (al momento dell'uscita del 27° volume). La serie si concluse nell'Estate del 2010, ma l'enorme successo di critica e di pubblico raccolto durante gli anni di pubblicazione portò la stessa a continuare al di fuori della sua edizione cartacea. Inizialmente tramite una serie anime, che si distaccò - causa vicinanza con il manga - molto e male dalla retta via; successivamente con un'altra trasposizione animata, che diede letteralmente una seconda vita all'opera originale, rappresentando integralmente il tutto con aggiustamenti indovinati che ne migliorarono parecchio la fruibilità (già di per sé quasi perfetta). Come se non bastasse, a distanza di 7 anni dalla fine, è stato messo in produzione un film live-action basato sulla serie e distribuito dalla piattaforma streaming Netflix in tutto il mondo a partire dal 19 febbraio. Ciò a indicare che la notorietà della serie in questione non è mai scemata in tutti questi anni, mantenendo salda la sua presa sul pubblico e con i fan. Come avrete capito, stiamo parlando di Fullmetal Alchemist e del suo percorso multimediale.

In principio

Il manga di Fullmetal Alchemist, come detto in apertura, iniziò la sua corsa nel 2001 per concludersi 8 anni dopo, ormai divenuto leggenda. Chiunque amasse i manga conosceva la triste storia dei fratelli Elric e delle loro gesta per ritrovare ciò che gli era stato portato via. Chiunque aveva imparato ad amare la realtà dei primi dei Novecento, in cui l'alchimia era scienza, progresso e arma. Grande merito va alla creatrice della serie, Hiromu Arakawa, che caratterizzò un mondo coerente in cui immergere i suoi personaggi ben caratterizzati e le loro gesta. Partendo da queste solide basi, la strada per il successo fu pressoché libera e priva di ostacoli: serie anime, OAV, light novel, guidebook, artbook, film e videogiochi. Fullmetal Alchemist ebbe una vita multimediale davvero florida, anche se contraddistinta da un inizio leggermente in controtendenza. La prima serie anime messa in cantiere, nonostante un distanza di 2 anni dal primo capitolo del manga, fu punita dalla serializzazione mensile della versione cartacea, e una volta che recuperò l'opera originale dovette andare avanti con le proprie gambe, arrancando fino a una scarna conclusione.

Consci di ciò, i produttori della serie regalarono ai fan un film animato dal titolo Fullmetal Alchemist - The Movie: Il conquistatore di Shamballa, che prometteva una vera e propria conclusione per la loro sfortunata creatura. Così fu, ma la mancanza di una buona trasposizione animata continuava a sentirsi, e allora lo studio Bones, lo stesso della prima serie animata, si mise al lavoro per rimediare. Gli sforzi partorirono quella che a oggi è una della serie anime meglio riuscite della storia: Fullmetal Alchemist: Bortherhood. Oltre a ciò, lo studio realizzò anche un altro film animato basato sulla nuova serie, cioè Fullmetal Alchemist - La sacra stella di Milos, un lungometraggio con una storia originale che ebbe un buon riscontro di pubblico. Dalle due serie furono tratti ben 6 OAV: 3 per la prima e 3 per la seconda. Ma Fullmetal Alchemist non si fermò alle sole opere di animazione, dato che dal franchise nacquero ben 11 videogiochi per varie piattaforme. Seppur di dubbia qualità, la mole di titoli che portavano il marchio dell'alchimista d'acciaio erano davvero molti, ed erano ovunque, saturando letteralmente il mercato. Dagli anni 2004-2010, il mondo delle serie manga mensili - con annesso materiale multimediale - era soprattutto di Fullmetal Alchemist (come oggi è de L'Attacco dei Giganti), e la sua conclusione azzerò solo in parte questa particolare leadership.

Ora e per sempre

Fullmetal Alchemist continuò la sua corsa con Brotherood, che si concluse poco dopo il manga, restando impresso nella mente e nei cuori dei fan. L'enorme successo riscosso fece guadagnare all'opera un'edizione Kanzenban (più nota come Perfect Edition).

Questa particolare edizione fu messa in vendita dal Giungo 2011, per un totale di 18 volumi (quindi 9 volumi in meno dell'originale), e attualmente non è stata ancora pubblicata in Italia. Se e quando arriverà, Fullmetal Alchemist tornerà certamente - ancora una volta - in vetta alla classifiche di vendita come un tempo.

Ma se l'arrivo della Perfect Edition della serie manga è ancora lontana dalle avide mani del pubblico italiano, lo stesso non si può dire dell'atteso Live-action. Il lungometraggio ha registrato un successo da record al Box Office giapponese, ed è finalmente disponibile su Netflix a livello internazionale. Anche per questa ragione, la piattaforma streaming ha reso disponibili le due serie anime nella sua libreria. Dopo quasi un lustro dalla conclusione, Fullmetal Alchemist riesce quindi a far parlare ancora di sé con lo stesso interesse di un tempo, riportando milioni di fan indietro di anni, a quando conobbero per la prima volta Edward e Alphonse Elric. Questa, senza bisogno di alchimia o pietre filosofali, è la vera immortalità.