Gli Orchi-Dei: una fiaba a fumetti che unisce il gotico al grottesco

Abbiamo letto i primi due volumi di uno straordinario fumetto francese: Piccolo e Mezzo Sangue, targati BAO Publishing.

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Una popolazione assoggettata da Giganti, creature iraconde e superbe che credono di essere divinità e divorano senza alcun rimorso i comuni mortali. No, non stiamo parlando di alcuna fatica giapponese (visto che, sulle nostre pagine, Attack on Titan è di casa), bensì di un fumetto francese. Per la precisione, un'opera fantasy a stampo grottesco e mitologico, firmata da due autori d'oltralpe d'eccezione: Hubert e Bertrand Gatignol. Ci riferiamo a Gli Orchi-Dei, un'interessante rivisitazione delle fiabe classiche in salsa estremamente più matura, distribuito da BAO Publishing e consistente finora di due volumi pubblicati sui nostri scaffali. Gli altri, che dovrebbero portare l'ammontare totale a 5, saranno diffusi nel corso dei prossimi mesi. Abbiamo però sfogliato i primi due sontuosi volumi, elegantemente rilegati quasi come se fossero due tomi di storia antica: ed è proprio ciò che vogliono essere le prime due storie de Gli Orchi-Dei, ovvero Piccolo e Mezzo Sangue, ovvero una fiaba distopica fuori dal tempo dal fascino squisitamente gotico.

Dei e regnanti

La prima storia, Piccolo, ci presenta il racconto principale di tutto l'immaginario creato dai due autori francesi: in un regno antico e senza tempo, gli umani vivono venerando un'antica e potente famiglia reale, proveniente da terre lontane e sconosciute, composta prevalentemente da immensi e voraci giganti. Il Re-Dio troneggia con tirannia sui propri sudditi, creatura mostruosa e perversa, crudele e sadica, incurante dei reali problemi del regno e dedito esclusivamente al cibo e alle orge.

La famiglia reale ha un principale vizio, però: mangiare gli umani, divorare a sazietà quei corpi così succulenti e minuscoli ai loro occhi. Ed è per questo che, quando la regina partorisce un bebè minuscolo, un bebè umano, fa di tutto per nasconderlo dalle grinfie del suo mostruoso e aberrante marito.

Piccolo, questo il nome del neonato, cresce tra le amorevoli cure della servitù di corte, protetto notte e giorno da Zia Desdeé, un'anziana gigantessa appartenuta alle prime generazioni della famiglia reale. Piccolo porta in sé un importante segreto: egli, che quando cresce diventa più grosso di almeno una spanna rispetto ai comuni mortali, sembra possedere il bagaglio genetico del Re Fondatore, un essere metà uomo metà gigante che eoni addietro diede il via alla dinastia dei colossi.

Tra amori impossibili e segreti di corte, il destino di Piccolo sarà tentare di riscattare la sua discendenza reale, scagliandosi contro il suo abominevole e gigantesco padre come un moderno Zeus, che uccise Crono ed occupò di diritto un posto sul trono degli Dei. Già da questo incipit potete capire quanto Gli Orchi-Dei sia un'opera complessa e stratificata, impreziosita da temi maturi come l'eredità, l'intreccio politico e lo stupro.

La particolarità del fumetto è totale: narrativa, concettuale, grafica. Tornando alla storyline, elemento molto interessante è rappresentato da una serie di parti interamente didascaliche, come se appartenessero a un'antica enciclopedia della dinastia reale. Tali segmenti, disseminati lungo i vari capitoli, svelano importanti informazioni su alcuni retroscena di trama che, in vignetta, vengono soltanto accennati: un'intelligente trovata, del tutto facoltativa da leggere ma in grado di impreziosire ulteriormente una lore estremamente ben costruita.

Il secondo volume, Mezzo Sangue, è un midquel rispetto al primo episodio. Protagonista di questo racconto è Yori, lo scaltro e avido ciambellano di corte che compare nella parte finale di Piccolo. Quello di Yori è un ruolo apparentemente marginale, eppure in Mezzo Sangue gli autori ci svelano le sue origini: un figlio illegittimo, nato tra gli amori proibiti di corte, costretto a lasciare il sontuoso palazzo degli Orchi-Dei per vivere in mezzo al popolino.

La sua ambizione e i suoi modi sibillini, però, lo porteranno lentamente verso un'incredibile ascesa sociale, fino ad arrivare ad occupare il posto di umano più vicino ai giganteschi monarchi. Anche la storia di Yori, molto più di quella di Piccolo, mette in scena un intricato sottotesto politico, impreziosendone la lettura con i soliti approfondimenti di lore sui più famosi ciambellani di corte della storia. Siamo, insomma, curiosissimi di leggere i prossimi volumi di Orchi-Dei: se la trama continuerà ad avere questo tipo di direzione, ci aspettiamo di esplorare molte altre storie di questo universo così ricco ed affascinante.

Le meraviglie gotiche di Orchi-Dei

A colpire de Gli Orchi-Dei non è soltanto la sceneggiatura, ma anche l'ambientazione e il comparto visivo: i disegni di Gatignol hanno il sapore di un cartoon orientaleggiante, ma al tempo stesso non si risparmiano un incredibile mole di dettagli, come l'anatomia perfettamente bilanciata o gli abiti dei protagonisti, o ancora le chiome fluenti di ciascuno dei personaggi. A colpire più di ogni cosa, però, sono le meraviglie architettoniche messe in piedi dagli autori: uno scenario spiccatamente gotico, fatto di immense arcate e palazzi sontuosi, curati sin nei minimi particolari, dalle fondamenta ai punti più alti degli straordinari edifici.

La forza del wordlbuilding creato da Hubert e Gatignol, quindi, non è soltanto concettuale, ma anche visiva: uno storytelling eccellente, a tratti un po' brusco nei rapporti di tempo e spazio, ma indubbiamente una meraviglia per gli occhi, da leggere e ammirare pagina per pagina. Molto eclettica, anche la colorazione, che poggia gran parte die cromatismi sul bianco e nero. In occasione di alcune illustrazioni, però, gli autori hanno arricchito il comparto visivo con filtri, decorazioni e patine tendenti al dorato. Gli Orchi-Dei, insomma, è un'opera importante su tutti i fronti, e non vediamo l'ora di scoprire come saranno i prossimi capitoli della saga fantasy francese.