Goblin Slayer: tra fantasy e violenza, cosa ha reso l'anime un successo?

Violenza, GDR e Tolkien: cerchiamo di scoprire quali sono i segreti del successo del dark fantasy Goblin Slayer.

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Dobbiamo ammetterlo: quando nel 2018 è uscito Goblin Slayer non avevamo molte aspettative e non avremmo immaginato che avrebbe potuto conquistare una buona fetta di appassionati di anime fantasy. Eppure, la serie di White Fox, adattamento della light novel di Kagyu Kumo, ha convinto il pubblico sin dal suo debutto sulle emittenti televisive giapponesi e su VVVVID in Italia. In occasione del recente annuncio di Goblin Slayer Stagione 2, abbiamo cercato di capire quali fossero i motivi del successo di questo franchise: un amalgama di violenza, giochi di ruolo, e Tolkien.

Il più forte

Come abbiamo detto nella nostra recensione di Goblin Slayer, la serie non vanta una trama molto elaborata, poiché è priva di colpi di scena o situazioni in grado di trascinare lo spettatore fino ai titoli di coda.

Infatti, le premesse sono molto semplici e la narrazione è quasi episodica, non essendoci un filo conduttore che collega i vari eventi, almeno per ora. Prima di cercare di scoprire quali sono i fattori che hanno portato Goblin Slayer ad ottenere una discreta notorietà a livello mondiale, ripercorriamone gli eventi: una giovane è diventata da poco Sacerdotessa ed è pronta ad aiutare gli esploratori in missione; per questo si è iscritta alla gilda degli avventurieri, ma essendo alle prime armi può accettare solo quest non troppo complicate. Emozionata per essere diventata finalmente un'avventuriera, la Sacerdotessa accetta di unirsi ad altri esploratori del suo stesso rango in una missione di sterminio di goblin. Chiunque abbia visto la serie sa sicuramente che i nemici principali sono le creature dalla pelle verde che spesso attaccano gli avventurieri inesperti che li sottovalutano, perché li considerano deboli e spesso si addentrano nelle loro tane con un equipaggiamento poco adatto; in realtà i goblin sono stupidi, ma non degli sprovveduti. Nel momento esatto in cui il gruppo entra nella tana dei goblin cade nella loro trappola: in pochi attimi vengono uccisi e l'unica superstite è la Sacerdotessa che cerca di mettersi in salvo. Fortunatamente, qualcun'altro ha accettato la richiesta di ripulire il nido: Goblin Slayer. Questi senza troppe difficoltà salva la giovane.

Come suggerisce il suo titolo, Goblin Slayer è uno sterminatore di goblin che non li sottovaluta affatto, perché sa che sono infidi, tendono imboscate e se sono in gruppo sono più pericolosi di una manciata di banditi: non si limitano solo ad uccidere, ma rapiscono le prede per abusarne o torturale, ed infine si nutrono delle loro carni.

L'eroe considera i goblin più pericolosi di qualunque altro mostro, poiché sono in grado di adattarsi, di fare tesoro dei propri errori e di migliorarsi studiando gli avversari. Per evitare che possano essere una minaccia troppo soverchiante, l'avventuriero vuole eliminarli tutti. Dopo essere stata salvata, la Sacerdotessa decide di unirsi a Goblin Slayer nella sua missione.

Con il proseguire dell'avventura, al cavaliere e alla chierica si aggiungono anche un'Elfa Alta, un Nano, e un Uomo Lucertola, i quali devono fermare un Signore dei Demoni che è risorto per conquistare il mondo: questo evento ha reso i goblin ancora più aggressivi.

Se la sceneggiatura non è certo il motivo per cui Goblin Slayer è riuscito a raggiungere il successo, dobbiamo guardare ad altri fattori, il primo dei quali ci viene presentato sin da subito, la violenza. Vogliamo essere chiari: Goblin Slayer non è certo l'opera più sanguinolenta in circolazione, basti pensare a titoli come Ken il guerriero, Berserk, Elfen Lied e Blood-C che sono un vero tripudio di sangue e viscere.

Quella presente in Goblin Slayer, infatti, è una brutalità che si limita a mostrare solo amputazioni con copiosi fiotti di sangue, ma che non diventa mai troppo eccessiva. Da contraltare, possiamo considerare la serie dello studio White Fox molto cruda, con situazioni dal forte impatto, anche emotivo, che ci fanno comprendere quanto possano essere efferati i goblin, tra abusi sessuali, torture, e feroci agguati. In questo contesto, le scene di nudo solo poche volte assumono connotati di fanservice, essendo utilizzate per rendere la produzione ancora più schietta. Tutti questi fattori rendono Goblin Slayer un dark fantasy ambientato in un mondo cupo e crudele.

Tamburi negli abissi

Messa da parte una violenza che non risulta essere mai troppo gratuita, restano gli altri due fattori che per noi hanno decretato il successo di Goblin Slayer: il contesto in cui si svolgono gli eventi ed il protagonista. Se ci soffermassimo sui titoli fantasy pubblicati negli ultimi anni, noteremmo come la maggior parte siano isekai ambientati in un mondo o in un videogioco fantasy.

Goblin Slayer, invece, è un fantasy puro, influenzato sia dai GDR da tavolo che virtuali, e dai classici romanzi del genere; questo si riflette soprattutto sullo sviluppo dell'intero universo.

Il worldbuilding di Goblin Slayer risulta essere a tratti molto semplice e poco approfondito, tanto da non vantare una lore interessante, ma è comunque affascinante perché mano a mano che l'intero universo viene delineato sorgono domande che invogliano a scoprire sempre più dettagli. Traendo ispirazione da un gioco da tavolo, il mondo è nato con un lancio di dadi: per decidere chi avrebbe governato, gli dèi lanciarono i dadi per lungo tempo, e solo quando si stancarono crearono le creature e diedero loro un mondo in cui vivere. Come Kagyu Kumo stesso ha affermato, il suo intento principale era quello di creare un immaginario che ricordasse i GDR da tavolo: per questo i personaggi non hanno un nome, ma vengono identificati semplicemente con il ruolo che ricoprono, come se fossero controllati da un "giocatore" esterno. Allo stesso modo, si notano elementi che rievocano i videogiochi di ruolo, che non risultano essere fuori luogo, poiché passano quasi del tutto in secondo piano; come la gilda degli avventurieri divisa in vari gradi, gli equipaggiamenti migliori che permettono di essere performanti in battaglia, il numero di magie utilizzabili dagli incantatori, e l'esperienza ottenuta dopo ogni scontro che permette di salire di livello; quest'ultimo fattore, però, non viene mai approfondito a dovere, tanto che non si ha modo di comprendere bene come funzioni e come influenzi la crescita dei vari esploratori.

È evidente anche la forte influenza dalle opere fantasy occidentali, come è possibile notare sin dalle fasi introduttive, quando ci viene presentata un'ambientazione tipicamente medievaleggiante. In questo immaginario, sono presenti anche gradevoli citazioni alle opere più note di Tolkien.

Purtroppo, almeno nella prima stagione, gli omaggi all'immaginario tolkieniano sono meno rispetto a quelli presenti nella light novel e nel manga: ad esempio, non viene spiegato l'origine di Orcbolg, che ricorda sia l'orco Bolg, che la spada Orcrist, la cui lama brilla in prossimità di nemici.

Nonostante ciò, la presenza dei richiami all'universo di Tolkien riesce comunque a catturare l'attenzione degli appassionati del genere: oltre all'evidente rivalità tra Elfi e Nani che poco alla volta si appiana, durante un flashback in cui viene mostrato un giovane Goblin Slayer allenarsi per diventare uno sterminatore di goblin, il mentore gli sottopone alcuni indovinelli a cui deve rispondere in fretta per non morire, l'ultimo dei quali è: "Che cos'ho in tasca?".

Questo è un chiaro omaggio all'enigma che Bilbo rivolge a Gollum durante il loro incontro ne Lo Hobbit. Inoltre, una puntata prende il nome di Andata e Ritorno, come il sottotitolo originale de Lo Hobbit, oppure del libro scritto proprio da Bilbo. Come dicevamo, l'ultimo fattore che potrebbe aver portato alla notorietà di Goblin Slayer è proprio il protagonista.

Sebbene i comprimari risultino essere poco sviluppati, eccezion fatta per la Sacerdotessa di cui si assiste una lenta crescita a seguito di tutto ciò che vive, Goblin Slayer è il vero fulcro dell'intera opera. Sin dalla prima apparizione mette in chiaro il suo carattere: l'incantatrice sta cercando di fuggire dalla tana, ma viene raggiunta dai goblin, pronti a violentarla, a torturarla, e a nutrirsi della sua carne. Nelle gallerie riecheggia un rumore di passi. Appare minaccioso Goblin Slayer, con il tipico globo rosso che si intravede attraverso la visiera dell'elmo, chiaro segnale della rabbia che lo pervade, pronto a sterminare i goblin e a salvare una fanciulla in pericolo; mentre si innalza una soundtrack rock che dà ancora più enfasi all'arrivo dell'eroe e alla carneficina che ne consegue. Basta solo questo per capire che il protagonista è un vero duro, che si dimostra impassibile dinanzi ad ogni circostanza, anche uccidere una persona in fin di vita. In aggiunta, sin da subito si dimostra astuto, tanto da avere un equipaggiamento ideale per affrontare i nemici nelle loro tane (una spada corta che non sbatte sulla volta bassa ed un'armatura di cuoio, leggera e resistente) ed ha sempre la situazione sotto controllo, con un piano ben congeniato per ogni circostanza.

Da contraltare, in alcuni frangenti mostra un lato più infantile che non si adatta bene al suo carattere arcigno, in particolar modo quando parla solo ed unicamente di goblin, anche se il più delle volte è alla base di alcuni divertenti scambi di battute con gli altri membri della compagnia. Sicuramente, parte dell'apprezzamento del personaggio di Goblin Slayer risiede nel fascino del mistero che lo avvolge: nel corso delle puntate non si ha modo di vedere chi si nasconde sotto l'elmo, salvo poche sequenze che mostrano solo la parte inferiore del viso ed un corpo ricoperto da cicatrici.

In base a ciò si intuisce che sia un giovane cavaliere che ha già affrontato numerose battaglie. Tuttavia, non è un personaggio che non viene affatto sviluppato, siccome poco alla volta ci vengono forniti dettagli sul suo passato, così da comprendere come ciò che ha dovuto sopportare lo abbia portato ad essere l'uomo che è ora: quando era ancora un bambino, i goblin hanno assediato il suo villaggio ed hanno violentato ed ucciso la sorella, mentre lui assisteva alla scena nascosto sotto il pavimento.

Quest'esperienza lo ha portato a maturare un profondo odio nei confronti dei goblin, spingendolo a studiarne le abitudini per eliminarli tutti, e lo ha portato ad essere poco socievole nei confronti degli altri avventurieri, eccezion fatta per la ragazza della fattoria. Con le informazioni che abbiamo a disposizione non escludiamo che non voglia creare legami con qualcuno, per non soffrire qualora dovesse morire o per evitare che i goblin possano scoprire i suoi segreti se dovessero rapire una persona a lui cara.

Tuttavia, quando incontra la Sacerdotessa e gli altri compagni, Goblin Slayer inizia a cambiare, instaurando un rapporto con altre persone ed apparendo meno freddo e distaccato, ma senza rinunciare al suo lato cupo e poco socievole.