Godzilla: riscopriamo il re dei Kaiju anche a fumetti

I nuovi fumetti targati Saldapress ci portano a (ri)scoprire uno dei mostri più famosi di sempre nella cultura pop: Godzilla.

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La casa editrice Saldapress, dopo aver riportato in edicola e in fumetteria personaggi cult della fantascienza come Alien e Predator, ha deciso di investire su un altro celebre personaggio mostruoso: Godzilla. L'iconico (mastodontico) lucertolone è stato protagonista di un numero davvero elevato di film a lui dedicati, così come fumetti (tra cui il recente Godzilla - La guerra dei 50 anni), videogiochi e serie tv, riuscendo senza problemi a rimanere sulla cresta dell'onda fin dal suo esordio, raggiungendo via via lo status di uno dei mostri più famosi della storia del cinema, capace di rivaleggiare con un avversario come King Kong.

Recentemente Saldapress ha proposto al pubblico nostrano (attraverso alcuni albi da edicola), varie storie dedicate a Godzilla, tra cui Giganti&Gangster e Cataclisma, che andremo ad analizzare in questo nostro nuovo speciale (con un focus sull'intera mitologia del mostro) anche in vista del nuovo film Godzilla vs Kong.

Buono o cattivo?

La lunghissima storia filmica/editoriale del personaggio (come accade poi con molte delle icone pop appartenenti al mondo dei fumetti e del cinema) gli ha permesso di presentarsi al pubblico sotto molteplici aspetti, dando di fatto vita non a una sua singola versione, quanto a una vera e propria schiera di Godzilla differenti a seconda dell'artista chiamato in causa per rappresentarlo. Seppur infatti con il tempo la figura del mostro atomico sia stata in un certo senso ammorbidita, diventando una sorta di guardiano benevolo della natura capace di scontrarsi e sconfiggere terribili minacce mostruose, in realtà nella sua prima incarnazione (quella appunto del film del 1954) il mostro risulta come un'entità oltre il bene e il male, che incarna lo spirito ancestrale della natura che si ribella all'uomo e in qualche modo arriva a punirlo per la sua condotta sconsiderata. Godzilla infatti ha rappresentato in un primo momento la paura del Giappone, quanto dell'intero pianeta Terra, per l'energia atomica, evocando lo spettro delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki che solo pochi anni prima avevano cambiato per sempre le sorti del mondo.

Questa natura profondamente criptica del personaggio è stata in realtà la chiave del suo successo, perché ha permesso a un numero davvero elevato di creativi di fornire al pubblico la propria visione del mostro, anche in tempi molto recenti, come dimostrato tanto dal Godzilla di Gareth Edwards (più vicino a un'impostazione moderna), quanto nell'ottimo Shin Godzilla di Hideaki Anno e Shinji Higuchi, in cui si è riusciti a rielaborare il personaggio valorizzandone la sua versione classica.

Un tale background contenutistico ha permesso così al lucertolone atomico di comparire anche in formato fumetto senza sfigurare di fronte alle sue controparti filmiche, come mostrato nelle recenti storie in cui risulta il protagonista assoluto. Nella serie Giganti&Gangster edita in Italia da Saldapress, scritta e disegnata da John Layman e Alberto Ponticelli, facciamo la conoscenza di Makoto Sato, un burbero (ma onesto) detective impegnato nello smantellare l'organizzazione criminale con a capo lo spietato Takahashi.
Il protagonista però, una delle poche persone che ha deciso di non farsi corrompere dall'infido signore del crimine, si ritrova purtroppo in una situazione senza apparente via d'uscita, riuscendo comunque a salvarsi per il rotto della cuffia da un'esecuzione ritrovandosi poi nell'Isola dei Mostri dove, con un gesto alquanto folle, entra in possesso di un potere speciale che deciderà di usare per sconfiggere il suo nemico.

La sceneggiatura dell'opera evidenzia un buon ritmo e riesce a focalizzarsi sulla figura di Godzilla senza abusarne troppo, riuscendo a dare il giusto sia al lucertolone atomico sia ai suoi numerosi avversari, confezionando un'opera di gradevole intrattenimento. La messinscena di Godzilla in alcuni frangenti - ad esempio dopo essere riemerso dalle profondità oceaniche - dà inoltre vita ad alcune sequenze che evocano la giusta dose di fanservice per tutti gli estimatori storici del franchise.

Dei o mostri?

I primi volumi della serie Saldapress ci presentano anche Cataclisma, storia scritta da Cullen Bunn e Dave Watcher. Quest'ultimo, seppur senza disegnare le sequenze action, decide di puntare anche su una scrittura profondamente introspettiva. L'opera questa volta ci porta in uno scenario postapocallitico, in cui il pianeta Terra è regredito di molti anni, concentrandosi su una serie di sopravvissuti intenzionati (nei limiti del possibile) a far luce su quanto avvenuto. La storia, narrata anche attraverso l'uso di abbondanti didascalie, riesce a ricreare molto bene un forte senso di pathos, aprendo le porte a un altro dei temi cardine rappresentativi della mitologia di Godzilla: il confronto con il divino.

Il personaggio atomico, da sempre, rappresenta infatti anche una sorta di divinità ancestrale con cui l'umanità deve fare i conti ma che non può davvero capire fino in fondo, così da risultare una figura ambivalente per raccontare il conflitto tra bene e male o la dicotomia tra uomo e natura. Godzilla non risulta così solo un mostro distruttore che l'umanità deve cercare di contenere o di comprendere, ma anche un qualcosa di più.

Nonostante infatti gli stessi umani siano riusciti a creare delle contromisure spesso efficaci per combatterlo, come ad esempio il celebre Mechagodzilla (che compare anche nella prima miniserie presa in esame), non sempre è stato in realtà possibile far fronte agli attacchi dei suoi più celebri avversari, quali ad esempio Mothra e King Ghidorah.

Anche nelle serie a fumetti, Godzilla ci viene così presentato come un essere legato indissolubilmente allo spirito primigenio della natura incapace però di creare un ponte durevole con l'umanità, quest'ultima spesso colpevole di aver devastato l'ambiente per via di una condotta etica, morale e sociale semplicemente spregiudicata.

Anche da un punto di vista tecnico le opere prese in esame riescono a difendersi molto bene, soprattutto per uno stile dei disegni che strizza l'occhio allo stile dei comics americani, attraverso tavole visivamente spettacolari e in grado di regalare ai mostri in campo un vero e proprio senso di imponenza. Molto ben gestite poi alcune specifiche inquadrature, così come il character design dei mostri, spesso in grado di rifarsi alle versioni classiche delle varie creature senza stravolgerne il look in maniera marcata, riuscendo al tempo stesso a valorizzare sia Godzilla sia i suoi nemici.

D'impatto anche i colori, visivamente soddisfacenti e in grado di impreziosire ogni tavola restituendo la potenza intrinseca dello stesso Godzilla. In linea conclusiva, possiamo quindi dire che, almeno per ora, quanto visto anche a livello fumettistico sul personaggio può ritenersi soddisfacente, per i neofiti (che proprio attraverso queste opere potranno avvicinarsi al personaggio e alla sua mitologia senza sforzi), ma anche per i fan storici di uno dei mostri più famosi di sempre.