Halloween: i migliori anime da guardare durante la Notte delle Streghe

Ecco sette tra i migliori anime di genere horror da guardare nella notte delle zucche, affinché sia la più spaventosa di sempre...

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La cultura giapponese si basa, tra le altre cose, anche sull'esistenza di demoni e spiriti, spesso vendicativi e inquieti, che infestano dimore o perseguitano innocenti. I fantasmi della tradizione giapponese sono detti yurei, tra cui il più iconico è l'onryo, lo spirito vendicativo che torna a perseguitare chi lo ha maltrattato in vita. Rivisitando parte del folklore, i Giapponesi sono riusciti a portare alla luce storie dell'orrore e leggende metropolitane che si differenziano notevolmente da quelle tipiche occidentali. Sicuramente queste reinterpretazioni hanno visto un grande successo, soprattutto negli ultimi anni, grazie ai numerosi media di stampo horror; in particolar modo con i cosiddetti J-Horror (film horror giapponesi), che trovano fondamenta proprio in questa cultura fatta di demoni e spiriti. Quel che li rende unici è il riuscire, ancora oggi, a far spaventare lo spettatore, creando la giusta atmosfera; forse è proprio per questo che sono noti un po' in tutto il mondo.
Tuttavia, l'horror ha trovato una grande diffusione anche attraverso i manga (uno dei più apprezzati autori del genere degli ultimi tempi è Junji Ito) e gli anime. Proprio perché siamo giunti all'attesa nottata di Halloween, abbiamo selezionato per voi alcune serie da vedere per trascorrere la notte del 31 ottobre. Attenzione! Potreste aver paura di addormentarvi.

Hell Girl

Il Jigoku Tsushin (Linea diretta con l'inferno, in italiano) è un particolare sito internet a cui è possibile accedere solo allo scoccare della mezzanotte. Il portale è del tutto nero, con solo una scritta bianca che recita "Porteremo a termine la tua vendetta", e una barra di ricerca; se si digita il nome di una persona che ci tormenta, si riceverà un SMS con la richiesta accettata, e sarà possibile portarla direttamente all'inferno.

Chiunque voglia vendicarsi incontrerà una bambina dai lunghi capelli neri e grandi occhi rossi, Ai Enma, la Jigoku Shojo (la ragazza dell'inferno). Questa darà all'interessato una wara ningyo (una bambola di paglia) nera, con un filo rosso attorno al collo, e qualora lo si dovesse tirare la persona a cui è associato andrà all'inferno. Tuttavia, non è un rituale gratuito, ma bisogna pagare un'offerta: una volta morti, l'anima sarà dannata agli inferi, tra atroci sofferenze, senza poter accedere al paradiso, e avrà un marchio indelebile sul petto quale segno dell'accordo stipulato.
Ai, aiutata da Wanyudo, Ren Ichimoku, e Hone Onna, farà vivere alle vittima designate un vero incubo, distorcendo la realtà, con visioni surreali, oniriche, ed orrorifiche, ma dandogli comunque la possibilità di redimersi; qualora non dovesse pentirsi di ciò che ha fatto verrà traghettato nell'aldilà.
Hell Girl o Jigoku Shojo è una serie del 2005 prodotta dall'Aniplex e dallo Studio Deen, diretta da Takahiro Omori, che ha visto ben tre sequel, e da cui è stato tratto anche un manga edito in Italia da Edizioni Star Comics.

Shiki

Sotobe è un piccolo villaggio che conta 1300 persone, situato tra i monti giapponesi. I cittadini sono esperti nella coltivazione degli abeti momi, col cui legno producono lapidi. Nel panorama di questa cittadina si può notare una piccola imperfezione, che stona con il resto del paesaggio tipico dei monti giapponesi: un castello in stile occidentale, che sorge nel punto più alto di Sotobe. Essendo questo un minuscolo villaggio, è quasi normale che gli abitanti, in particolar modo i più anziani, spiino chiunque e sparlino tra di loro, mettendo in giro anche false voci. Il paesino è forse sin troppo tranquillo e inospitale per dei semplici ragazzi, che si sentono costantemente gli occhi dei più grandi addosso, i quali giudicano anche il tipo di abbigliamento indossato. La tranquillità di questo villaggio di montagna viene scossa improvvisamente quando iniziano a morire misteriosamente alcuni cittadini; siccome, all'inizio, le morti colpiscono soprattutto gli anziani, si pensa che sia dovuto all'eccessiva calura estiva. Tuttavia, quando i decessi aumentano, colpendo anche i più giovani, si teme un'epidemia senza eguali e mai vista prima, che inizia con un'anemia, prosegue con un'inspiegabile stanchezza, e in pochi giorni fa sopraggiungere la morte. Questi misteriosi avvenimenti coincidono con un altro: il trasloco della famiglia Kirishiki nel castello. Ad indagare su questo contagio che sta decimando la popolazione vi sono il dottore Toshio Ozaki, che cerca di non divulgare la notizia per non creare panico, e il monaco del tempio Seishin Muroi, il quale trova un insolito legame tra le vittime escludendo, quindi, la teoria dell'epidemia: tutte hanno avuto un comportamento insolito e hanno lasciato il loro impiego, come se sapessero che stessero per morire.
Quelli che sono più scossi da questi decessi sono i ragazzi, che vedono i propri coetanei e amici morire, in particolar modo a seguito della morte di Megumi Shimizu, di 16 anni. Chi è rimasto più sconvolto da questa dipartita è il freddo e cupo Natsuno Yuuki, il quale non aveva alcun tipo di legame con la defunta, che tuttavia era innamorata di lui. Yuuki, dopo il funerale, è tormentato da strane visioni ed è convinto che qualcuno lo stia spiando, forse Megumi stessa.
Queste sono le premesse di Shiki, light novel scritta da Fuyumi Ono, che ha curato anche la sceneggiatura sia del manga (in Italia è distribuito da Edizioni Star Comics) che dell'anime.

Yamishibai

Ogni giorno, alle cinque del pomeriggio, un uomo con un'inquietante maschera gialla sorridente che gli copre il volto raggiunge un parco giochi, riunisce attorno a sé i bambini e apre i battenti dello Yamishibai, il teatrino oscuro (il nome rimanda al kamishibai, un teatrino di carta ambulante diffuso in Giappone dal 1920 al 1950, utilizzato per aiutare gli analfabeti). L'uomo racconta ai piccoli delle storie dell'orrore.

Ogni episodio è molto breve, dalla durata di massimo 4 minuti. Potrebbe essere normale pensare che, per il breve minutaggio, non possa spaventare affatto; ma se visto al buio, nel cuore della notte di Halloween, in solitudine e in totale silenzio, si crea la giusta atmosfera che riesce a incutere ansia e paura, con qualche jumpscare annesso, almeno per i più sensibili. Le storie hanno una forte impronta nipponica, e si rifanno a leggende metropolitane e al folklore giapponese: spaziano dal racconto di un uomo di che si è trasferito in una nuova casa e trova un talismano per gli esorcismi, mentre una donna dal viso cadaverico lo spia dall'altra parte della strada, fino a un bambino perseguitato da una donna con la testa piegata di lato, con un ombrello in bocca (ispirata alla urban legend Hachishakusama). O, ancora, a un gruppo di ragazzini che gioca con un'ombra/chiazza chiamata Tomonari. Ci sono numerosi racconti da vedere, alcuni più agghiaccianti e altri meno, ma la visione procede veloce, e a chiunque sia rimasto colpito possiamo dirgli che la produzione conta finora sei stagioni televisive.

Ayakashi: Japanese Classic Horror

Del 2006, Ayakashi: Japanese Classic Horror è una serie antologica, della Toei Animation, in cui si narrano tre storie horror facenti parte della cultura giapponese.
La prima di queste, Yotsuya Kaidan, è tratta da una celebre rappresentazione teatrale kabuki, e racconta del tormentato amore di Oiwa e di suo marito, il ronin (samurai senza padrone) Iemon Tamiya. I due erano innamorati l'una dell'altro, un amore senza pari il loro; ma questa passione scomparve quando Oiwa rimase incinta e Iemon perse ogni interesse nei confronti della consorte, accusandola anche di aver partorito un bambino in un periodo di carestia e povertà. Un giorno Iemon incrocia lo sguardo della sensuale e giovane Oume Itou. Questa rimane folgorata dall'affascinante ronin, ed è disposta a tutto pur di averlo come sposo, tanto da architettare un malefico piano: fa avvelenare Oiwa con un veleno che non la uccide, ma che le deturpa il volto, come se fosse bruciato, per spingere il marito ad abbandonarla. Iemon, senza rimuginare troppo, lascia la compagna e sposa Oume. Successivamente, Oiwa muore consapevole di essere stata tradita ed ingannata. Il fantasma di Oiwa tormenta Iemon, bramando vendetta ed una maledizione si abbatte sulle famiglie Tamiya e Itou. La seconda storia, Tenshu Monogatari, ispirata all'omonima pièce teatrale di Kyoka Izumi, ha come protagonista Zushonosuke Himekawa, un falconiere che deve consegnare un volatile a un signore locale, ma durante una battuta di caccia l'animale vola via. Il protagonista, nel cercare l'uccello, raggiunge un castello che si dice essere abitato da Dèi Dimenticati: esseri che possono assumere sembianze antropomorfe, e che si nutrono di esseri umani per sopravvivere. Aiutato da due demoni, Zushonosuke si addentra nel castello, dove incontra la bellissima Tomi Hime, principessa della magione, di cui se ne innamora, accettando che lei sia un Dio Dimenticato.
Il terzo ed ultimo racconto, Bakeneko, è del tutto originale, scritto da Michiko Yokote e diretto da Kenji Nakamura, i due ideatori della serie. L'ultimo segmento vede come protagonista un misterioso farmacista ambulante, che viaggia con una cassa piena di strani oggetti; un giorno entra in una casa in cui si sta per svolgere un matrimonio.

Improvvisamente, la promessa sposa muore poco prima che le nozze avessero inizio. Il farmacista delimita l'area con dei talismani buddisti, rivelando la sua vera identità di esorcista. Al momento la casa e la famiglia sono perseguitati da un mononoke, un demone vendicativo dalle sembianze feline; il viaggiatore può aiutare tutti utilizzando una particolare katana che può essere sfoderata solo se si conoscono la Forma, la Verità e la Ragione del demone. Questa storia ha attirato particolarmente l'attenzione degli spettatori, al punto da spingere i creatori a realizzare uno spin-off incentrato sugli esorcismi del farmacista: Mononoke.

Mononoke

Seguendo la scia antologica di Ayakashi, Kenji Nakamura e Michiko Yokote, con la produzione di Toei Animation, hanno portato alla luce Mononoke.
Ambientato dopo gli eventi narrati nel capitolo Bakeneko, questa serie è incentrata interamente sull'enigmatico e impassibile farmacista (kusuriuri in giapponese), che girovaga per il paese con la sua immancabile cassa piena di infusi, polveri, pozioni e misteriosi gingilli, che spaccia per gioielli. Sembra essere un portatore di sventura o un cacciatore di sventura, perché ovunque egli sosti, che sia una taverna, una nave o altro, è infestato da spiriti vendicativi. Il farmacista, però, è l'unico che può esorcizzare questi esseri, utilizzando talismani che trattengono la forza della creatura, particolari bilance (i gioielli) con cui misurare la distanza della creatura, e non il peso, e infine l'immancabile katana che si sblocca solo quando si scopriranno la Forma, la Verità e la Ragione dello spirito vendicativo.
Sebbene a volte abbia elementi tipici di alcuni shonen, Mononoke riesce ad assumere tinte da horror, a tratti anche psicologico, che riescono a creare soggezione nello spettatore, con intermezzi surreali.

Junji Ito : Collection

Se si parla di horror viene subito in mente il nome di Junji Ito, un vero e proprio maestro del genere. Basta ammirare una delle sue tavole per essere pervasi da un senso di nausea dato da disegni disturbanti e psichedelici, che riescono a incutere ansia, inadeguatezza e, soprattutto, paura, ma allo stesso tempo riescono a scavare nel profondo dell'animo umano.
Da gennaio 2018 è approdato sugli schermi televisivi nipponici, e nel resto del mondo su Crunchyroll (Italia compresa) Ito Junji: Collection, una serie antologica tratta da alcuni dei suoi racconti. Sono numerose le storie, e preferiamo non raccontarvele tutte per non rovinarvi la sorpresa della scoperta, ma ci limitiamo ad accennarne solo alcune. È presente la storia di Yuko, nota per avere la lingua lunga. Un giorno, all'improvviso, smette di parlare a causa di una strana malattia alla bocca che le impedisce di esprimersi bene; la verità sulla sua malattia sarà disgustosa e affascinante. Compaiono poi le vicende di un circo ambulante che sembra essere maledetto: i circensi sono destinati a morire uno dopo l'altro, eccezion fatta per la bella funambola e il presentatore. Si narra anche la storia di una ragazza, che avrebbe dovuto sposarsi a breve, che ha subito un forte trauma, tale da farle perdere la memoria; quando si scoprirà la verità sulla perdita di memoria non si potrà non rabbrividire. Infine, assisteremo alle vicende dell'aspirante sceneggiatore Iwasaki, che un giorno vede su una rivista di moda la foto di una modella dal viso lungo ed incavato, fuori dal normale, e ne rimane sconvolto e turbato, tanto che ha delle strane visioni; finché un giorno non incontrerà la modella in prima persona e le sue paure diventeranno realtà...
Ci sono storie di tutti i gusti e per tutti gli amanti del genere: gli episodi adattano due racconti del sensei dell'horror Junji Ito, eccezion fatta per gli ultimi due. Questa serie è altamente consigliata a chi ha apprezzato le opere di Ito, o per chi cerca un tipo di orrore incentrato sullo psicologico e sullo "strano".

Happy Sugar Life

Siamo attratti dall'horror non solo per la sua capacità di farci sobbalzare e urlare, ma anche (e forse soprattutto) perché ci spinge ad affrontare aspetti della realtà che ci fanno sentire meno sicuri, a disagio.

Prendendo spunto da questa caratteristica, vi proponiamo come ultimo anime Happy Sugar Life, diretto da Keizo Kusakawa e Nobuyoshi Nagayama, e tratto dall'omonimo manga di Tomiyaki Kagisora.
Sato Matsuzaka è una studentessa dolce e solare, che lavora come cameriera in un ristorante. Sato è conosciuta soprattutto per la sua bellezza, conquistando il cuore di molti suoi coetanei; eppure ora, quando qualcuno le chiede di uscire, o dichiara il suo amore, lei risponde che è già impegnata con una persona. La persona che è riuscita a conquistare una volta per tutte il suo amore è Shio, una bambina addirittura più carina e dolce di lei, ingenua, e con cui spesso gioca a fare la sposa. Shio riesce a riempire il "vasetto" del suo cuore con dolci "caramelle".
Allora perché abbiamo incluso questa serie che sembra avere molto in comune con uno shojo? È semplice: nulla è come sembra in Happy Sugar Life. Sotto quello strato di spensieratezza se ne nasconde un altro più macabro: la stessa Sato è una totale psicopatica, che probabilmente ha subito maltrattamenti da bambina, e che non è mai riuscita a provare alcun tipo di sentimento, almeno fino a quando non ha conosciuto Shio.

Sato è disposta a tutto pur di difendere il suo amore, anche uccidere chiunque cerchi di ostacolarlo: infatti a casa ha una stanza segreta dove conserva sacchi pieni di cadaveri fatti a pezzi. Questa è solo la punta dell'iceberg, perché ci sono stupratori, molestatori, e pedofili. Basta soffermarsi al primo episodio per capire quanto questa serie sia "disturbata".
Happy Sugar Life non è un horror nel senso tradizionale del termine, ma riuscirà a farvi sentire a disagio, come se steste facendo qualcosa di sbagliato anche solo guardando questa serie che esplora i meandri più reconditi e oscuri dell'orrore umano. Il tutto è condito da un'atmosfera fanciullesca e a tratti idilliaca, interrotta solo da elementi grafici confusionari che sottolineano le fratture psicologiche di Sato e degli altri protagonisti, e che stona con la natura distorta, maniacale e ossessiva che è alla base dei comportamenti di tutti gli individui che si muovono sullo schermo, inclusa la stessa Shio.