Hellboy: il mistero e la solitudine secondo Mike Mignola

Continua la ristampa di Hellboy in formato Omnibus, il cui secondo volume edito da Magic Press è ora disponibile.

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La più celebre creatura di Mike Mignola, Hellboy, è tornata in Italia in una nuova veste attraverso la collana Omnibus edita da Magic Press, in grado di raccogliere in ordine cronologico l'intera storia editoriale del personaggio. Mignola, puntando su un sapiente mix di influenze stilistiche capaci di spaziare dall'horror all'action, è riuscito con il tempo a conquistare un numero sempre crescente di fan grazie al suo stile unico e inconfondibile.
Hellboy può infatti essere considerato a tutti gli effetti un personaggio cult, in grado di incarnare alcuni aspetti tipici dei supereroi americani più famosi ma anche di focalizzarsi su una dimensione maggiormente autoriale e di nicchia capace di dar vita a una serie di storie dal taglio originale.
Il secondo volume di questa nuova edizione ricalca quanto visto nel numero precedente, presentando numerose storie (dalla lunghezza variabile) in grado di fornire nuovi dettagli sull'oscuro passato del protagonista attraverso un albo di grande formato a colori.

Un destino ineluttabile

Il volume si apre con la storia La mano destra del destino, in cui vediamo il protagonista intento ancora una volta a fare i conti con il proprio passato.
Il misterioso artefatto legato indissolubilmente al braccio di Hellboy diventa così il vero e proprio fulcro delle vicende, andando a ricalcare i temi cardine visti anche nel primo Omnibus.
In questa storia l'autore ha voluto focalizzarsi sul passato del personaggio, puntando su una dimensione apocalittica da cui sembra non esserci via d'uscita.
Storie come Una scatola piena di malvagità e Umanità si avvicinano molto alle influenze dell'horror gotico, strizzando in certi casi l'occhio anche al genere investigativo.
In questi racconti, in cui il lato sovrannaturale è ovviamente presente, vediamo comunque Hellboy impegnarsi a risolvere alcuni misteri supportato da co-protagonisti storici come il fido Abe Sapiens. In Umanità è stata poi data grande importanza alla figura di Roger, homunculus già comparso in precedenza ma qui presente non più in veste di villain quanto di alleato.

Ne Il verme conquistatore, storia composta da più capitoli, alcuni dei villain presenti nel primo volume tornano a ricoprire un ruolo fondamentale, chiudendo un vero e proprio primo ciclo di avventure. Tutti i capisaldi della serie vengono utilizzati dall'autore per creare un'avventura di ampio respiro dove realtà storica e finzione tornano a intrecciarsi in modo ottimale.
Hellboy si ritrova così ad affrontare alcuni suoi storici avversari nel tentativo di sventare la fine del mondo, arrivando infine a confrontarsi con la creatura da incubo - che da il titolo all'intera storia - nel tentativo di salvare il mondo in maniera definitiva scongiurando così l'apocalisse.
Le storie che chiudono l'albo, cioè Il terzo desiderio, L'isola e Nel mare silente, possono essere considerate come un nuovo punto di inizio per il personaggio che, pur non potendo cancellare le sue origini demoniache, è determinato più che mai a dirigersi in luoghi lontani (in questo caso l'Africa) per provare a ricominciare una nuova vita.

Demoni umani

I personaggi risultano in linea generale ben caratterizzati grazie anche alla volontà dell'autore di farli in un certo qual modo evolvere (dal punto di vista psicologico) senza snaturarli. Hellboy, per esempio, dopo aver combattuto innumerevoli battaglie contro mostri di ogni sorta, capisce di essere arrivato a un punto cieco che non gli permette di realizzarsi appieno.
La sua stessa mano di pietra, simbolo in tutto e per tutto dell'ineluttabilità del suo destino, è un fardello che, volente o nolente, deve accettare per forza.
Il suo carattere forte e determinato lo spinge però a voler conservare a tutti i costi la sua natura umana, cercando il più possibile di non dare ascolto alle voci insistenti di chi gli ricorda a cosa è destinato.

La scelta di Hellboy di volersi dirigere in Africa per iniziare una nuova vita nasce quindi da una serie di innumerevoli fattori (tra cui anche il modo in cui la sua stessa agenzia tratta lui e i suoi alleati) che lo portano a una nuova consapevolezza del proprio io interiore. Il suo volersi allontanare dal mondo che conosce per tornare a una dimensione più tranquilla (e se vogliamo intimista) non può che renderlo ancora più umano agli occhi dei lettori.

Lo stesso Roger, dapprima presentato come villain, dimostra invece di essere fondamentalmente una vittima in grado di reagire alle difficoltà per provare a costruirsi da solo un nuovo futuro. Tra i temi preponderanti di questa raccolta può essere sicuramente citato quello della fiducia; basti pensare al rapporto di amicizia tra Hellboy e Abe, o ancora di più all'empatia del demone rosso provata nei confronti di Roger.

Il protagonista, infatti, riuscendo a intuire davvero la personalità dell'homunculus, chiede espressamente ai suoi collaboratori di lasciarlo uscire dalla prigione, scelta che porterà lo stesso Hellboy a riflettere sui metodi poco ortodossi utilizzati dall'agenzia per controllare i propri membri. In questo frangente l'autore ha quindi voluto mettere in chiaro la natura da outsider di Hellboy, dove anche i suoi stessi collaboratori lo reputano in realtà una possibile minaccia, un pericolo, un mostro.

Un altro tema cardine di questa raccolta è quello legato alla solitudine; il protagonista, così come i suoi alleati, sono infatti costretti dalle circostanze ad affrontare varie situazioni da soli, sia che si tratti di un combattimento, sia che si tratti di comprendere davvero il loro scopo di vita. Mignola è quindi riuscito ad incentivare ancora di più il lato introspettivo dei propri personaggi, pur senza tralasciare una dimensione maggiormente ancorata all'azione che da sempre contraddistingue la saga.

I disegni di questa raccolta confermano quanto di buono visto in precedenza; grazie all'ottima gestione delle ombre, il lettore è letteralmente portato a immergersi totalmente nel mondo oscuro e misterioso creato da Mike Mignola, in cui i contrasti nettissimi tra luce e ombra non possono che rimandare alla forte dualità che caratterizza da sempre il protagonista. L'albo presenta anche una storia disegnata da Richard Corben che, grazie a uno stile granitico e sgraziato, oltre a risultare in linea con lo stile di Mignola, risulta perfetto per descrivere l'apatia che caratterizza l'homunculus Roger. Molto evocativi anche i disegni di Gary Gianni (una sorta di connubio tra stile realistico e pittorico) in cui vediamo Hellboy costretto a combattere una creatura mostruosa a bordo di una nave.