Horror che passione: gli anime da guardare ad Halloween 2019

Tra streghe, fantasmi, ed altri tipi di orrore, abbiamo selezionato cinque anime da recuperare per la notte di Halloween.

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Mancano ormai pochi giorni ad Halloween: i negozi hanno già abbellito le vetrine con le zucche intagliate, i pipistrelli ed i fantasmi di carta. I bambini sono pronti a mascherarsi per bussare alle porte e chiedere: "Dolcetto o scherzetto?". I più temerari, invece, si riuniscono a casa di conoscenti per vedere qualche film horror che possa spaventarli a dovere. Infine ci sono quelle persone che si dedicano ad intense maratone anime a tema Halloween, pronte a spaventarsi, perché, lo sappiamo, l'animazione Giapponese riesce anche a trasmettere suggestione, terrore, e ribrezzo quando serve. Oggi vi consigliamo alcuni anime per trascorrere una notte di Halloween insonne, accodandoci alle rassegne dei nostri cugini in Videogiochi e Serie TV con i videogiochi horror per Halloween e le serie horror per Halloween.

Ousama Game: The Animation

L'anime Ousama Game: The Animation, tratto dall'omonimo manga di Renda Hitori e Nobuaki Kanazawa (edito in Italia da Panini Comics), non è forse tra i migliori del genere horror: secondo alcuni è il classico esempio di come una buona idea non venga sfruttata a dovere. Noi lo consigliamo, invece, a tutti coloro che il giorno di Halloween non cercano una trama non molto impegnativa, senza troppi risvolti psicologici, ma con abbondanti fiumi di sangue.

La vita dello studente Nobuaki Kanazawa non può essere certo considerata felice: ha visto morire i compagni di classe davanti ai suoi occhi, impotente, per colpa del Gioco del Re. Dopo questo tragico evento, si trasferisce in una nuova scuola, dove spera di poter dimenticare gli orrori di un tempo, e di condurre una vita tranquilla. Quello che ha vissuto lo ha segnato particolarmente, tanto da esserne ancora traumatizzato e da non riuscire a relazionarsi con i nuovi compagni.

Gli studenti cercano di aiutarlo ad integrarsi e a farlo sentire a proprio agio, facendolo anche partecipare alla staffetta delle classi. Poco alla volta, Nobuaki sente di aver trovato dei nuovi amici, anche se non riesce a dimenticare i vecchi: la sua vita è decisamente migliorata.

La quiete è destinata a terminare troppo presto: una sera riceve un messaggio dal misterioso Re, che gli ordina di baciare una compagna di classe, altrimenti verrà punito. Sembra quasi che il terribile Re lo perseguiti e lo voglia far soffrire ancora: Nobuaki è costretto a vivere un nuovo orrore.

Le regole del Gioco del Re sono semplici: tutti gli studenti della classe scelta devono partecipare al gioco, e nessuno può ritirarsi mentre la partita è in corso, altrimenti subirà una punizione; il Re invia degli ordini che i "sudditi" devono eseguire entro 24 ore; se non dovessero rispettarli verrebbero puniti. Le "penitenze" possono variare dalla morte (violenta o meno), all'umiliazione pubblica, o ad una "semplice" menomazione.

Nobuaki è l'unico a conoscere il Gioco del Re e disperato cerca di convincere i compagni a partecipare, per non perdere la vita, ma è tutto inutile: questi pensano che sia uno scherzo di cattivo gusto. Quando si verificano le prime morti, si rendono conto che è tutto reale, ed accusano Nobuaki di essere l'assassino. La verità, però, è ben più terrificante.

Mentre lo studente intraprende un viaggio assieme a due compagni di cui può fidarsi per raggiungere il villaggio dove sembra che abbia avuto origine il Gioco del Re e poter mettere fine una volta per tutte alle orribili morti, Nobuaki ricorda cosa è accaduto ai suoi vecchi amici.

Kowabon

Vi è una credenza secondo cui fantasmi ed altre entità possano essere catturati da fotocamere e telecamere. Partendo da questo presupposto, lo studio d'animazione ILCA, lo stesso che ha realizzato la serie antologica Yami Shibai, ha portato alla luce Kowabon, disponibile su Crunchyroll.

Anche Kowabon è una miniserie antologica (ogni puntata dura circa 3 minuti), in cui vengono narrate differenti storie, ma con un solo elemento in comune: il fantasma di una donna. Sebbene possa sembrare strano, la serie può essere considerata un "falso-documentario animato": segue l'onda del successo di film come Paranormal Activity e REC, ma è realizzata interamente con la tecnica del rotoscopio, la stessa utilizzata per la recente serie di Amazon Undone.


Le vicende vedono protagonisti diversi sventurati personaggi, che sono ripresi attraverso telecamere o webcam durante la loro normale routine: durante videochiamate, sul posto di lavoro, in ascensore, o in altre circostanze. All'apparenza tutto sembra molto calmo e tranquillo, finché non accade qualcosa di inspiegabile.

Nell'arco di pochi minuti, un fantasma malefico, le cui fattezze ricordano molto Samara/Sadako di The Ring, con il viso irriconoscibile, aggredisce le sue vittime, uccidendole. Sebbene non vi siano jumpscare, consigliamo Kowabon a tutti coloro che cercano una serie con un comparto tecnico originale, anche se non perfetto, e che vogliano vedere un horror leggero, che non spaventi troppo, ma che inquieti, soprattutto grazie a quei pochi segmenti che, nel loro piccolo, riescono a suggestionare più del previsto.

Kagewani

Con il termine criptidi, o con l'acronimo UMA (Unidentified Mysterious Animal), si definiscono quelle creature che popolano la Terra, la cui esistenza non è stata ancora accertata dalla comunità scientifica, ma comprovata da semplici leggende. Banba Sousuke, professore della facoltà di scienze, diventato celebre in tutto il mondo per aver fatto grandi progressi per la cura contro il cancro, ha condotto parte della sua vita alla ricerca di mostri.

Il professore sa per esperienza che in realtà i criptidi esistono e che sono di dimensioni più disparate: i terrificanti esseri si nascondono nelle foreste più fitte, nei fondali marini, o sulle vette più alte del mondo. Come ogni essere vivente, le creature devono nutrirsi di qualcosa: i poveri sventurati che per curiosità o per incoscienza si addentrano nell'habitat dei mostri, ben presto diventeranno prede.

Sono pochi i sopravvissuti agli attacchi delle creature che possono raccontare cosa hanno visto. In quanto ricercatore, Banba intraprende un viaggio intorno al mondo per studiare e conoscere meglio i misteriosi esseri. A quanto sembra, però, c'è un legame tra il professore e le creature: quando si avvicina troppo ad una di esse, la cicatrice che ha sopra l'occhio inizia a pulsare dolorosamente.

Banba non è l'unico interessato ai mostri, in quanto vi è l'organizzazione paramilitare Sarugaku che si preoccupa di recuperare materiale da studiare, e di eliminare le creature più pericolose. Ovviamente, il gruppo militare, venuto a conoscenza degli studi del professore, gli ha chiesto più volte di unirsi a loro; ma Banba ha sempre rifiutato l'offerta perché la sua è una ricerca scientifica pura, senza scopo di lucro.

Queste sono le vicende di Kagewani, una serie episodica, senza un filo conduttore, se non Banba. L'anime (disponibile su Crunchyroll) si compone di due stagioni di 13 episodi della durata di circa 8 minuti l'uno, non pochi se ci si vuole immergere in un'intensa maratona alla scoperta delle orride creature che popolano la Terra, a nostra insaputa.

Ghost Hunt

Mai Taniyama è una studentessa delle superiori che ha la passione per le storie del terrore e per il paranormale. Una sera, al termine delle lezioni, mentre sta raccontando una storia di fantasmi ad alcune compagne di classe, arriva Kazuya Shibuya. Questi è il direttore della Shibuya Psychic Research, un'agenzia di investigatori del paranormale, ed è stato ingaggiato dal preside della scuola per indagare su un edificio abbandonato (in passato una scuola), che si dice essere infestato.

Il giorno dopo, Mai entra nella struttura in disuso, al cui interno trova una telecamera; incuriosita si avvicina, ma viene spaventata da Lin, assistente di Kazuya, che cerca di fermarla. A seguito di ciò, però, Lin rimane gravemente ferito e la telecamera è andata distrutta. Mai deve ripagare il danno che ha causato, ma non potendo comprare una nuova telecamera, deve aiutare Kazuya nella sua indagine.

I due, quindi, entrano nell'edificio con l'attrezzatura necessaria per dare inizio alle indagini, ma non saranno soli: il preside, infatti, ha voluto che fossero aiutati da esorcisti di varie culture ed esperti di diversi campi. Houshou Takigawa, un monaco buddista; Ayako Matsuzaki, una sacerdotessa shintoista; John Brown, un prete proveniente dall'Australia; Masako Hara, una celebre medium della televisione.

Il gruppo si addentra nella vecchia scuola e deve subito affrontare le oscure entità che vi abitano.
Poco alla volta, Mai si sente particolarmente attratta dal carattere narcisista di Kazuya, al punto da chiamarlo Naru-chan (diminutivo di Narcisista). Dopo aver portato a termine l'incarico, il giovane detective dell'occulto chiede alla protagonista se vuole continuare a lavorare con lui part-time.

Mai accetta, anche se, ben presto, scopre che il suo compito è prevalentemente di restare nella sala di controllo, per monitorare eventi sospetti. La studentessa, in realtà, è il lato "umano" del gruppo: mentre i colleghi affrontano la situazione con serietà e distacco, lei cerca di relazionarsi con le vittime e di essere loro amica.

Sebbene da queste premesse sembri che l'ago della bilancia penda più sulla love story, con un pizzico di comicità, possiamo rassicurarvi dicendo che Ghost Hunt riesce a ricreare le giuste atmosfere ansiogene ed opprimenti, tipiche del genere horror, senza però spaventare troppo.

Umineko When they cry

Il titolo potrebbe suonarvi familiare, e non è un semplice omaggio di un fan: Umineko è il secondo capitolo della saga di visual novel When they cry, realizzata da Ryukishi07; ma con storia, ambientazione, e concept differenti. Visto il grande successo riscosso dal titolo, la Studio Deen, che ha curato anche l'adattamento di When they cry, ha portato alla luce una trasposizione animata.

Umineko è ambientato negli anni ‘80, e le vicende hanno luogo sull'isola di Rokkenjima, appartenente alla famiglia nobiliare Ushiromiya. Il protagonista è Battler Ushiromiya, arrivato sull'isola assieme agli zii e ai cugini per l'annuale riunione di famiglia. In realtà, con il pretesto di riunirsi, i figli di Kinzo Ushiromiya, il capofamiglia, cercano di accordarsi su chi deve ereditare le ricchezze, dopo la morte del padre.

La famiglia ha ottenuto le sue fortune tra la fine dell'800 e gli inizi del ‘900, con fabbriche di filatura; ma a seguito del grande terremoto del Kanto, perse le ricchezze ed alcuni membri della famiglia morirono. L'unico superstite alla catastrofe fu proprio Kinzo, il quale, in soli 20 anni, costruì un'impresa da zero e riuscì a restituire il vecchio splendore alla casata.

La storia riguardo i primi anni della nuova azienda è però poco chiara: nessuno sa esattamente come un uomo solo, senza i giusti mezzi, abbia ottenuto i soldi iniziali per fondare una nuova impresa in così poco tempo. Alcune leggende dicono che Kinzo abbia incontrato Beatrice, la strega dorata, con la quale ha stretto un patto: in cambio di ricchezza e prestigio, le avrebbe ceduto la sua anima.

Lei gli donò, quindi, 10 tonnellate di oro. Si dice che i lingotti siano nascosti proprio su Rokkenjima. Questa, come detto, è solo una leggenda: nessuno sa esattamente se Beatrice sia esistita e se sia stata effettivamente una strega; alcuni dicono che sia reale, altri che non abbia una forma umana, ma si presenta con le sembianze di una farfalla dorata.

Una cosa è certa: Kinzo è molto legato ad una persona di nome Beatrice, tanto da avere un quadro nella magione.
Durante la prima cena accade qualcosa di strano: Maria, la più piccola della famiglia, legge una lettera che le è stata recapitata dalla strega dorata, ma il suo tono di voce e l'espressione sono diversi, come se fosse posseduta.

Beatrice ha vissuto per lungo tempo al fianco di Kinzo, come consulente alchimista, legata a lui da un contratto: lei gli avrebbe donato 10 tonnellate di oro, ma avrebbe dovuto restituirle qualora l'accordo fosse scaduto. Inoltre, come interessi Beatrice avrebbe avuto i diritti su ogni fortuna degli Ushiromiya.

Tuttavia, vi è una clausola al contratto che impedisce alla strega di entrare in possesso di tutti i beni della famiglia: è necessario che uno dei presenti scopra dov'è nascosto il famigerato oro. L'unico indizio per trovare il luogo dove dovrebbero essere i lingotti è un'incisione sotto il grande quadro di Beatrice. I familiari non credono a questa folle storia, ma ben presto capiranno che non è finzione: una sera vengono ritrovati dei cadaveri con il viso sfigurato nel capanno degli attrezzi.

I delitti diventano sempre più intricati, e tra i pochi superstiti inizia ad insinuarsi l'idea che possano essere opera della strega. L'unico ad essere scettico è Battler, il quale è convinto che dietro gli omicidi, anche quelli più inspiegabili, vi sia una spiegazione logica: una persona non invitata si muove liberamente nell'isola.