I live-action che vorremmo: 5 anime da sognare dopo Cowboy Bebop

Netflix è al lavoro sul live-action di Cowboy Bebop, e noi siamo pronti a proporvi cinque nomi che meriterebbero la stessa sorte.

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Più di vent'anni fa, lo studio d'animazione Sunrise affidò a Shinichiro Watanabe la regia di quello che sarebbe diventato, dal 1998 ad oggi, uno degli esponenti più blasonati dell'animazione giapponese. Prodotto negli sfavillanti anni '90 Cowboy Bebop è ancora oggi un capolavoro: Spike, Jet, Faye, Ed e Ein sono la ciurma di cacciatori di taglie della Bebop (nave spaziale e casa del gruppetto), ed ora sono di nuovo protagonisti dell'adattamento live-action di Netflix pronti ancora una volta ad affascinare sul piccolo schermo gli spettatori di tutte le età.

Nonostante negli ultimi anni le trasposizioni con attori in carne ed ossa abbiano lasciato a desiderare, è impossibile dimenticare delle perle Ichi the Killer, Lady Snowball, il grandioso Oldboy. Abbiamo quindi deciso di stilare una lista di cinque titoli, rigorosamente orientali, che secondo noi farebbero fortuna con un adattamento sul grande schermo o in TV.

Samurai Champloo

Mugen e Jin, un vagabondo e un ronin, entrambi maestri di spada, vedono i propri destini intrecciarsi durante il loro incontro casuale nella stessa città. Una serie di avvenimenti, e la scoperta dei soprusi subiti dagli abitanti del luogo, finiranno per coinvolgere i due in una serie di guai attorno alla vita di una giovane cameriera impacciata di nome Fuu, che sarà un'amica preziosa per la collaborazione di questo mal assortito trio.

I due uomini rappresentano due facce della stessa medaglia, entrambi covano un profondo altruismo, divisi da personalità e stili di combattimento del tutto non conciliabili ma che rappresentano appieno la caratterizzazione dei protagonisti. I due viaggiano in un Giappone alternativo, dove oggetti di origini totalmente differenti si mischiano nella società del periodo Edo, senza sembrare in alcun modo ridicoli e fuori contesto.

Sempre diretto dalla sapiente mano di Shinichiro Watanabe, l'anime rappresenterebbe un'ottima base da cui partire per la realizzazione di un film in carne ed ossa, magari grazie al talento di un registra del calibro di Takashi Miike, famoso per i suoi film pregni di violenza, sangue e stranezze di ogni tipo (un artista sempre in movimento, mai bloccato su uno stile in particolare e banale).

Una sua versione potrebbe mostrare il potenziale di un anime che fino a pochi anni fa era sconosciuta ai più, ma che meriterebbe senza ombra di dubbio di essere menzionato per il suo stile peculiare, pieno di azione (rapido e a tratti sporco) e di momenti profondi, perfetti per caratterizzare dei personaggi che, sotto un aspetto molto semplice, rivelano una bellezza disarmante, lasciando lo spettatore senza fiato.

Golgo 13

Golgo 13, uno dei manga più prolifici e longevi della storia, narra le vicissitudini di Duke Togo, alias "Golgo 13", un assassino professionista pronto a lavorare per il miglior offerente. Nonostante la trama del manga sia piuttosto verticale (lo svolgimento della storia principale passa in secondo piano rispetto alle vicende che si susseguono lungo i vari numeri del manga), la storia non è comunque da sottovalutare.

Una serie televisiva dalla lunga durata sarebbe cosa buona e giusta per chi è fan di questa storica serie, specialmente per un titolo che ha dalla sua molti anni di serializzazione sulle spalle, e quindi in grado di offrire un susseguirsi di storie avvincenti dedite all'intrattenimento puro. Magari con un buono staff alle spalle, in grado di portare a galla tutte le potenzialità di questo ottimo manga, potremmo ricevere una serie televisiva incredibile e longeva come non se ne vedono da tempo.

Billy Bat

Siamo nell'America dei primi anni ‘50 e Billy Bat, fumetto noir ambientato in un mondo di animali antropomorfi e incentrato sulle avventure di un pipistrello detective dall'omonimo nome, è il più grande successo di un fumettista nippo-americano di nome Kevin Yamagata.

Il ragazzo scopre per caso da un poliziotto che il suo personaggio esiste da diverso tempo in Giappone. Sicuro della sua invenzione, parte per il paese del Sol Levante per accertarsi di non aver plagiato inconsapevolmente l'opera di qualcun altro. Kevin scopre così che dietro la realizzazione di Billy Bat c'è qualcosa di più misterioso che un semplice plagio, e che le storie disegnate che lo vedono protagonista sono collegate, e in genere tragicamente, con ciò che accade nella realtà.

L'ultimo lavoro di Naoki Urasawa ha recentemente visto la sua conclusione da qualche mese, raggiungendo quindi il capitolo finale che conclude tutta l'intricata storia che c'è dietro Kevin Yamagata ed il suo Billy Bat. Il manga segue fedelmente lo stile che tanto ha contraddistinto Urasawa durante tutta la sua carriera, caratterizzata da un amore per il suo lavoro, per i luoghi e per le persone esterne al Giappone, sempre ben sviluppati con un approfondimento e un carisma quasi disarmanti.

Indizi e ipotesi vengono ribaltati continuamente per far spazio a rivelazioni inaspettate, che lasciano sempre il lettore a bocca aperta. Avere a disposizione una dispensa letteraria di questa qualità mai utilizzata (o almeno in parte se pensiamo a film nipponici come 20th Century Boys) è a dir poco uno spreco: Urasawa mette in scena una storia avvincente che si presterebbe benissimo al cinema americano, data la natura della trama e dei personaggi, che in molti casi si rifanno alla cultura occidentale europea e americana, senza snaturarla minimamente in ogni suo aspetto. Questo sarebbe un film da andare a vedere ad occhi chiusi.

Akira

Questo è l'unico titolo della lista che, a differenza degli altri anime citati, sbarcherà effettivamente sul grande schermo con un rifacimento americano. Siamo nel 2019, le vicende si svolgono in una Tokyo futuristica e distopica, post Terza guerra mondiale: scontri tra bande di motociclisti e disordini di altro tipo fanno da sfondo ad un'ambientazione violenta, dove un segretissimo progetto denominato Akira, si sta sviluppando all'insaputa della popolazione.Katsuhiro Otomo lo conosciamo un po' tutti, l'incredibile lavoro svolto con Akira nel 1982 (sia tramite il manga, sia con il lungometraggio) è rimasto nei cuori degli occidentali perché fece risaltare il cinema d'animazione orientale mai preso sul serio fino a quel momento.

Akira è l'esempio di come animazione e fantascienza possano offrire un ricordo indelebile nella mente dello spettatore, diventando il punto di riferimento di una larga fetta di mangaka delle successive generazioni. La controparte d'animazione non ci ha, sfortunatamente, garantito la medesima storia dell'omonimo cartaceo, interrompendo il film con un finale che ha lasciato i lettori un po' amareggiati nonostante l'indiscutibile qualità della pellicola.
Se fino a pochi mesi fa non nutrivamo più speranze in merito al progetto live-action sussurrato da anni, ora sappiamo che l'adattamento cinematografico di Akira è finalmente realtà e la produzione sta effettivamente per iniziare.

Monster

Ancora una volta Naoki Urasawa, ma questa volta con un manga leggermente diverso, Monster. Quello di vedere un live-action di Monster è un desiderio universalmente condiviso dal pubblico di tutto il mondo, specialmente da chi è affezionato al manga o alla versione animata, prodotta ai tempi dallo studio Madhouse, ormai troppi anni fa.

La storia parla del Dr. Tenma, giovane e geniale neurochirurgo giapponese, trasferitosi in Germania per i suoi studi e poi rimasto lì per costruirsi una vita al di fuori del suo paese natale. Un giorno il dottore deve fare i conti con una scelta morale: salvare un bambino in fin di vita arrivato per primo in ospedale, oppure un importante politico che potrebbe garantire alla struttura investimenti e risonanza a livello mediatico. La scelta è più difficile di quel che sembra, e la sua decisione darà il via agli eventi che libereranno un vero e proprio mostro.

Monter è un thriller che porta avanti uno stile senza sbavature dall'inizio alla fine, eccetto forse qualche dilungamento di troppo lungo la sua prima parte. Urasawa dà sfogo al suo amore per il disegno delle fisionomie occidentali: capelli, occhi, specialmente i nasi, rappresentani un vero e proprio parco giochi per l'autore, che si diverte a riempire di personaggi interessanti un mondo vastissimo, garantendo anche un'ottima coerenza, nonché una una cura maniacale, per i personaggi e le loro storie. Monster è quel tipo di prodotto che funzionerebbe bene ovunque: un soggetto di questa caratura varrebbe una standing ovation ad honorem da parte di tutti i fan; un manga che non ha nulla da invidiare anche ai migliori film di questo genere e che fa del suo carismatico antagonista il punto cardine della vicenda.