Il fiuto di Sherlock Holmes: riscopriamo l'anime di Miyazaki su RaiPlay

La piattaforma streaming Rai accoglie nel proprio catalogo Il fiuto di Sherlock Holmes, l'anime diretto da Hayao Miyazaki ed ispirato al celebre detective.

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Dopo l'avvento (e la conquista) del mercato da parte di Netflix i servizi di streaming, per la visione di contenuti multimediali, spuntano come funghi. La "nostra" RAI, con il suo RaiPlay, sta cercando a sua volta di proporre un servizio degno dei suoi concorrenti. A tal proposito, dal 22 dicembre 2019 il network ha deciso di riesumare e riproporre una serie che ebbe non poche difficoltà per vedere la luce: parliamo di "Il Fiuto di Sherlock Holmes", serie composta da 26 episodi - di cui i primi 6 diretti addirittura da Hayao Miyazaki ed i restanti 20 da Kyosuke Mikuriya - uscita in Italia nel novembre del 1984 ma che ebbe non poche difficoltà in fase di produzione.

Una collaborazione complicata

L'opera infatti fu il frutto di una collaborazione italo-giapponese realizzata dalla RAI e dalla Tokyo Movie Shinsha, iniziata nel 1981. Il prodotto fu affidato a Miyazaki che, sin da subito, si scontrò con la RAI per via di alcune scelte artistiche.

Le imposizioni riguardavano soprattutto la scelta di utilizzare come personaggi cani antropomorfi, un dictat che fece storcere il naso al maestro giapponese, il quale voleva dare un taglio più adulto alla serie. Dopo questo scontro iniziale in cui la "nostra" TV ebbe la meglio, i lavori andarono incontro ad una battuta d'arresto.

Nel 1982 erano stati terminati solo 4 episodi, mentre altri 2 erano in lavorazione; tuttavia, diversi problemi economici (pare che la produzione richiedesse ingenti somme di denaro) ed altri di natura legale riguardanti i diritti d'autore con gli eredi di Arthur Conan Doyle, bloccarono nuovamente lo staff. Nel 1984 però, durante la presentazione di Nausicaa della valle del vento, Miyazaki decise di mostrare quei 6 episodi, che riaccesero la fiamma della speranza.

Di lì la strada fu in discesa: le restanti 20 puntate vennero assegnate alla regia di Kyosuke Mikuriya, che terminò la serie in tempi record. Nel novembre dello stesso anno Il fiuto di Sherlock Holmes venne finalmente messa in onda, sia in Italia che in Giappone. Questa storia non ha però un lieto fine, perché purtroppo la serie non ebbe successo, soprattutto per via di una scelta di palinsesto disastrosa: il prodotto venne proposto in piccolissimi spezzoni da 5 minuti giornalieri, rendendone difficoltosa sia la visione sia la fruizione.

Un nuovo inizio

Dopo più di 30 anni, però, la RAI ha finalmente deciso di riproporre la serie, rendendo disponibile Il fiuto di Sherlock Holmes su RaiPlay. Purtroppo, per adesso, il pubblico può visionare soltanto i primi 6 episodi, quelli diretti dal maestro Miyazaki, con la speranza di vedere i restanti 20 nei prossimi mesi dell'anno. Analizzando, per l'appunto, questi primi 6 episodi possiamo dire senza ombra di dubbio che ci troviamo difronte ad un prodotto di qualità in cui la mano del maestro è ben presente, pur non essendo invecchiata benissimo.

È innegabile, e quasi ovvio durante la visione, l'accostamento tra questa serie e quella di Lupin III, nello specifico quella con la giacca rossa, sia per l'umorismo che per la caratterizzazione di alcuni personaggi. La trama delle puntate, tutte autoconclusive, si basa sempre sullo stesso incipit, cioè un crimine commesso dal Professor Moriarty ed i suoi aiutanti. A questo punto la storia si svolge in modo molto lineare e vede l'arguto Sherlock Holmes cercare di risolvere il caso con l'aiuto dell'ispettore Lestrade, goffo e frettoloso nelle sue conclusioni che lo porteranno sempre fuori strada.

L'umorismo la fa sempre da padrone, con simpatiche gag che vedono coinvolti l'ispettore, i poliziotti e gli aiutanti di Moriarty nelle situazioni più assurde. Inoltre, solitamente, nella seconda parte dell'episodio compaiono diverse scene d'azione, anch'esse divertenti e godibili. Ovviamente ci troviamo di fronte ad un prodotto, a suo tempo, studiato e pensato per un pubblico molto giovane. Inoltre, per rendere le trame più varie ed imprevedibil, la serie strizza l'occhio ad un'ambientazione steampunk, divertente ma soprattutto molto familiare allo stile di Miyazaki, quasi riportando alla mente Conan il ragazzo del futuro.

Le ultime considerazioni vanno ai disegni e alle animazioni. Non vi aspettate, in tal senso, un prodotto all'altezza dello studio Ghibli. Nonostante ciò, i disegni sono di buona qualità con fondali sempre ben disegnati, ma le animazioni a volte risultano più macchinose e meno fluide da ciò che siamo normalmente abituati a vedere nei lavori di Miyazaki. Senza dimenticare, tuttavia, che stiamo parlando di un prodotto di 35 anni fa.

Il fiuto di Sherlock Holmes Tirando le somme possiamo senza dubbio ritenere questo primo esperimento “nostalgia” proposto dalla RAI piuttosto riuscito. La serie non è invecchiata benissimo, è vero, e la visione degli episodi, benché divertenti, alla lunga potrebbe stancare un pubblico meno giovane. Nonostante questo non possiamo far altro che sperare di vedere non solo i restanti 20 episodi, ma soprattutto tutti gli altri prodotti RAI, di animazione giapponese, introvabili e di qualità.