Il flop di Samurai 8: Hachimaruden, di chi è la colpa?

Weekly Shonen Jump ha spinto molto su Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru, non guadagnando però ciò che ha investito.

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Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru non è stata la più popolare delle serie pubblicate su Weekly Shonen Jump. Masashi Kishimoto non si è ingraziato il pubblico, creando un manga con alcune pecche che potevano essere certamente gestite meglio. Eppure, la prima opera del periodo Reiwa pubblicata sulla rivista ammiraglia di casa Shueisha doveva seguire tutt'altro destino, almeno secondo le intenzioni della casa editrice che l'ha sponsorizzata a più non posso. Considerati gli sforzi, unici in questo settore, effettuati dalla Shueisha, si potrebbe considerare questo fallimento di Samurai 8 come un fallimento non solo dell'autore ma anche di Shueisha.

La storia editoriale di Samurai 8

Le prime sponsorizzazioni di Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru partirono diversi anni prima della pubblicazione del manga su Weekly Shonen Jump. Già dal termine di Naruto nel 2014, Masashi Kishimoto annunciò di voler preparare un nuovo manga. Per quanto possibile, i redattori di Weekly Shonen Jump hanno tenuto in caldo i lettori assicurando che il famoso e apprezzato mangaka sarebbe tornato presto. Purtroppo non tanto presto, dato che ci sarebbero voluti ben cinque anni prima di vedere effettivamente qualche dettaglio sul nuovo manga di Kishimoto. Nonostante i continui proclami infatti soltanto durante la Jump Festa di dicembre 2018 si seppe qualcosa sul lavoro del mangaka.

Durante il festival, Weekly Shonen Jump e Shueisha organizzarono un panel dedicato esclusivamente a Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru, un altro evento unico per una serie che ancora deve cominciare. Mai prima d'ora un autore, per quanto famoso, è stato così pubblicizzato prima di iniziare la serializzazione di un manga, almeno per quanto riguarda la rivista diretta da Hiroyuki Nakano. Certo, Masashi Kishimoto non è un artista qualsiasi, ma, come hanno dimostrato altri suoi famosi colleghi, su Weekly Shonen Jump non esiste certezza di successo.

Dopo le immagini del primo capitolo comparse a video, Weekly Shonen Jump diede appuntamento alla primavera, e l'esordio di Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru si concretizzò con un'anteprima a fine aprile 2019 e col primo capitolo ufficiale a inizio maggio. Anche in questa occasione fu dedicato un permesso speciale a Kishimoto, permettendogli di preparare un capitolo di ben 72 pagine contro le solite 55. Un vantaggio che sembra non aver conquistato i lettori della rivista, dato che fin dall'inizio ha mostrato di non aver ricevuto buoni esiti nei sondaggi settimanali.

La Shueisha ha provato a spingere il manga in altre tre occasioni: dando una pagina a colori col settimo capitolo, con una pagina a colori d'apertura al dodicesimo (nella storia recente di Jump solo Toriko nel 2008 ha ricevuto un trattamento simile) e infine con una distribuzione di un milione di volantini in occasione dell'uscita dei primi due volumi.

Una campagna pubblicitaria faraonica

Per un manga, ricevere tutte queste attenzioni è davvero un caso più unico che raro. Con l'arrivo di Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru furono concesse numerose interviste dagli autori e furono preparati cartelloni a tappezzare i luoghi chiave di Shibuya e Shinjuku a Tokyo per una massima esposizione mediatica. Tutto questo per una serie che ancora doveva dimostrare nulla e che già si doveva accollare il peso di un'eccitazione di massa sin dalla nascita.

Come accade sovente in questi casi, se l'opera non ha le spalle abbastanza forti per sorreggere tutto questo hype diventa ancora più difficile ingraziarsi i lettori. Hachimaru non è infatti riuscito a soddisfare i desideri dei fan che già si attendevano tanto a causa del mangaka che ha preparato la storia. Aggiungere anche il peso dei desideri di una casa editrice in affannosa ricerca di un'altra hit decennale è stato sicuramente troppo. Se, come abbiamo visto nella recensione di Samurai 8, il manga aveva già delle pecche, è ancora oscuro il perché la Shueisha abbia insistito così tanto sulla serie senza sostenerla a dovere.

Le responsabilità della casa editrice

Ogni mangaka che lavora su Weekly Shonen Jump riceve un redattore (o editor) che seguirà gli sviluppi delle storie presentate, deciderà dove proporre i manga, chiederà determinate modifiche e si occuperà del lato burocratico facendo da tramite con il resto della redazione e la dirigenza. E, come è accaduto di solito, a un autore esperto viene affiancato un redattore estremamente giovane e agli inizi della sua carriera nella rivista. Il ruolo di redattore per Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru è ricaduto su Hikaru Taguchi, uno degli ultimi ingressi nel gruppo redazionale di Weekly Shonen Jump e al suo primo manga pubblicato in assoluto. Come ammette egli stesso in un'intervista, è più difficile approcciarsi a un autore famoso e dargli consigli, specie se è un mito come Masashi Kishimoto.

Allora la domanda sorge spontanea: perché la Shueisha, con tutto il denaro investito e che programmava di investire, non ha pensato invece di assegnare un editor esperto che potesse tener testa a Kishimoto e mantenere le redini della storia? Non essendo stato trattato come gli altri autori famosi nell'ambito della pubblicità, Weekly Shonen Jump avrebbe dovuto spingere di più e assicurarsi che Samurai 8 fosse davvero un successo, coinvolgendo quante più persone esperte possibili.

Un altro errore è stato sicuramente quello di pubblicare i primi due volumi non separati come per ogni altra serie, bensì di posticipare il tutto e distribuirli insieme nel mese di novembre. Questo a causa dell'idea di prologo lungo che mal si combina con la velocità richiesta nelle prime fasi dei nuovi manga di Weekly Shonen Jump. Aggiungendo anche un po' di sfortuna, i primi volumi di Samurai 8 hanno dovuto confrontarsi con l'esplosiva popolarità di Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba che non ha lasciato un minimo di respiro al novello samurai.

Samurai 8: La leggenda di Hachimaru Le strategie applicate dalla redazione di Weekly Shonen Jump si sono rivelate fallimentari nel sostegno a Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru. Il manga ha dovuto addossarsi un hype che non era in grado di reggere e che ha dovuto fare coppia con il nome di Kishimoto. Avendo i manoscritti in anticipo, la redazione poteva accorgersi dei difetti presenti già dai primi capitoli del manga e non caricare troppe aspettative sul titolo, occupandosi al contempo di incaricare un editor esperto nel correggere la storia.