Il Superman di Brian M. Bendis: perché è uno dei migliori fumetti DC

Dopo diversi mesi di rodaggio è arrivato il momento di capire cosa funziona (e cosa no) nel Superman di Brian M. Bendis.

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Dopo aver rivoluzionato completamente la Marvel degli anni duemila, Brian Micheal Bendis è passato in DC Comics, con l'obiettivo di sdoganare alcuni capisaldi della DC Comics e, proprio come accaduto con la Casa delle Idee, farla tornare ad essere più appetibile a una fetta di consumatori più variegata, sia in termini di età che di gusti artistici/letterari.
Attenzione, è bene sottolineare una questione: Bendis non ha preso in mano le redini in maniera totalitaria bensì, nella più completa democrazia editoriale, ha ben deciso di andare, passo per passo, a lavorare su poche testate per renderle, sin da subito, d'impatto e memorabili.

Come da titolo, oggi vi parliamo del lavoro svolto su Superman e, pur precisando che la sua "run" sia attualmente in pieno svolgimento (con un divario temporale di ben sei mesi avanti rispetto alla pubblicazione italiana edita da Lion Comics), andremo a tirare le somme sulle novità, sui punti di forza e sulle debolezze delle storie fin ad ora narrate con protagonista il potente krypotniano. Vale la pena dar fiducia a questo quindicinale? Oppure è meglio lasciar perdere in attesa di giorni migliori? Semplice, per fugare questi dubbi, non resta che mettervi comodi e leggere questo articolo.

Una netta distinzione tra il fumetto e il cinema

Viviamo un periodo assai florido per le produzioni cinematografie tratte dal fumetto americano e, tra complete rivisitazioni e fedeli riproposizioni della fonte originale, spesso e volentieri non mancano similitudini o nette distinzioni tra queste due specifiche forme d'arte. Come da titolo, il buon Bendis sin dalle prime battute ha deciso, in maniera assai netta, di riportare l'attenzione su un dogma assai fondamentale nel "Credo" di Superman: non togliere la vita a nessuno, mai.

Cosa vi porta a pensare tutto ciò? Proviamo a suggerirvelo noi: un chiaro e limpido segnale, al "Man of Steel" di Zack Snyder uscito nelle sale cinematografiche nel 2013. In quella pellicola, dopo una furente battaglia, Clark Kent decise di spezzare il collo al Generale Zod per salvare i pochi superstiti di Metropolis da una orrida morte. Una scelta che montò numerose critiche al regista stesso e che, a distanza di pochi anni, ha portato Bendis stesso, grazie a un incipit narrativo decisamente d'impatto (che non sveleremo, onde evitare spiacevoli spoiler), a sottolineare per bene un concetto insindacabile.

Questo è uno dei tanti segnali, di cui successivamente andremo a parlare, che porterà infine, sfogliando pagina su pagina, un Superman in piena esistenza dicotomica: un mix di certezze e debolezze che, tra una minaccia aliena sventata e problemi familiari di umana natura, metteranno in atto dei momenti intimi e di pura riflessione del marmoreo supereroe.

Un ritorno alle origini, tra minacce aliene ed umane

Il Superman di Bendis è costantemente diviso in due correlati filoni narrativi che, allo stato attuale delle cose, sono decisamente appaganti sia sotto l'aspetto della narrativa che, fortunatamente, anche su quello stilistico. Numerosi autori di pregiata fattura infatti, a fasi alterne, stanno dando forma ai pensieri del noto sceneggiatore supportandolo in questa sua precisa missione: far tornare Superman, dopo anni di puro "dominio" editoriale del Batman di Snyder/King/Capullo, ad essere l'albo di prima scelta in sede d'acquisto.

Bendis, con le storie proposte fino ad ora, vuole promuovere un ritorno alle origini non scontato bensì giusto e al passo con i tempi. Avremo si la classica e apocalittica minaccia aliena che prende il nome di Rogol Zarr (un inedito villain che, col suo nome, omaggia quello del medico che salvò letteralmente la vita a Bendis curandolo da un infausto male), e di cui volontariamente non vi diremo altro data la presenza di un plot twist significativo, e una fedele controparte umana, la migliore al momento, che darà alla luce tutte le debolezze del lato "debole" di Superman: ferite interiori che nessun superpotere saprà lenire.

Questo è infatti il punto focale su cui ruota tutta la visione dell'autore: accantonare le scazzottate per donare al mondo intero un eroe tutt'altro che infallibile . Una figura mitologica tanto potente quanto fragile dinnanzi a squilibri umani dettati dall'amore per una moglie, un figlio e per l'odio provato verso un padre (figura fondamentale dell'attuale run e, prevedibilmente, anche della futura) che, a più riprese, non finisce di dannarlo a causa del suo essere meschino e subdolo.

La bellezza di questo arco narrativo risiede infatti nel malinconico sguardo di Superman verso Metropolis e nel suo rendersi conto di quanto, pur possedendo la forza di un kryptoniano, sia inerme dinnanzi alla mutevole natura umana. Non può esserci per tutti visto che, per assurdo, non ha la forza di risolvere i propri problemi. Vorremmo entrare più nello specifico ma, fidatevi, evitiamo volontariamente per non togliervi il piacere della scoperta.

Difficile per il momento trovare una debolezza in questo Superman dato che nessuno degli archi narrativi finora aperti ha raggiunto una conclusione ma, dato il non voler esaltarsi appieno, per ora l'unico dubbio risiede proprio nell'incertezza narrativa stesse della visione di Bendis: c'è effettivamente molta carne al fuoco sin dalle prime battute e, come già visto a più riprese in ambito editoriale, la possibilità di bruciare il tutto è da mettere in conto. Sia chiaro, la situazione è per il momento florida e, non manchiamo di esporci, un Superman di questo livello non si vedeva dai tempi della drammatica conclusione dei Nuovi 52.

Superman (Comics) "Per il domani": citando un intramontabile capolavoro firmato da Brian Azzarello e Jim Lee, non possiamo far altro che dare appuntamento a una successiva analisi dell'operato di Bendis quando, dopo essersi conclusi i suoi primordiali archi narrativi, potremo definitivamente tirare le somme sul suo Superman. Sarà fondamentale anche capire come questo rinnovato personaggio saprà interfacciarsi anche con la Justice League, gestita sempre dal noto autore, e di cui, magari, se ne riparlerà prossimamente in uno speciale dedicato.