Jujutsu Kaisen: il fenomenale shonen dark erede di Naruto e Hunter x Hunter

Jujutsu Kaisen è il vero erede di Naruto e Hunter x Hunter, ma in versione dark. L'analisi del lavoro di Gege Akutami.

Jujutsu Kaisen: il fenomenale shonen dark erede di Naruto e Hunter x Hunter
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Il mondo degli shonen, nonostante talvolta possa apparire statico e sempre ancorato ai classici cliché, è in continua evoluzione. Ogni decennio propone storie diverse da quelle pubblicate precedentemente sia per adattarsi ai gusti del nuovo pubblico che per provare a svecchiare la formula di narrazione. Negli ultimi anni, inevitabilmente, ci sono state molte opere che sono state fortemente influenzate dai big three di Weekly Shonen Jump: ONE PIECE, Naruto e Bleach. Due dei manga che nello scorso decennio hanno palesemente seguito la scia di questi, in particolare di Naruto, sono My Hero Academia e Black Clover, anche loro serializzati sulla stessa rivista di casa Shueisha.

A inizio 2018 se n'è aggiunto, almeno apparentemente, un altro: Jujutsu Kaisen. Il mangaka Gege Akutami era ancora un novizio seppur non nuovo al mondo dei manga. Aveva già lavorato per la stessa casa editrice con alcuni oneshot su un gruppo di ragazzi chiamati stregoni e in grado di usare tecniche per abbattere degli spiriti maligni, le maledizioni. Un oneshot che colpì subito il pubblico e che portò Akutami a prepararne un altro, poi un altro e infine un altro ancora, per un totale di quattro. Dalla popolarità di quella che era ormai diventata una miniserie nacque il manga di Jujutsu Kaisen.

Stregoni e maledizioni

Yuji Itadori è un ragazzino delle medie, cresciuto dal nonno in seguito alla morte dei genitori. Il suo unico parente rimasto in vita però è chiuso in ospedale e sembra ormai agli sgoccioli, per questo lo studente decide di unirsi a un club che non gli porti via troppo tempo libero, quello dell'occulto. Il caso vuole che un talismano di indicibile potenza fu sigillato proprio nei terreni scolastici, diventando materiale di studio per questo gruppetto improvvisato.

Il loro gesto scatenerà la potenza di una maledizione e non basterà l'intervento di Megumi Fushiguro, uno stregone apprendista, per fermare il mostro apparso. La creatura maligna sembra imbattibile, finché Yuji non decide di tentare il tutto per tutto mangiando il talismano che attira gli spiriti maligni. Il gesto lo obbliga alla trasformazione nell'infame Ryomen Sukuna, uno stregone leggendario vissuto anni prima e che aspira a distruggere tutto. La trasformazione sarà poi invertita da Yuji Itadori che riuscirà quindi a controllare l'entità. Tuttavia, aver divorato il dito maledetto e aver riportato in vita Ryomen Sukuna gli varrà la pena capitale.

Il nuovo Naruto?

Diciamolo subito e senza troppi fronzoli: i primi capitoli di Jujutsu Kaisen sono palesemente ispirati a Naruto. I confronti da fare sono tantissimi, partendo dal protagonista: un ragazzo orfano di genitori che aspira a vivere una vita retta sotto suggerimento del nonno, unica persona che bada a lui e che somiglia molto al terzo Hokage senza la classica divisa bianca. Yuji inoltre ricorda molto l'Uzumaki per i suoi atteggiamenti e le sue convinzioni.

Il protagonista di Jujutsu Kaisen verrà accompagnato da altri personaggi, ben tre, in una composizione del gruppo che ricorda esattamente quella principale di Naruto: due ragazzi, una ragazza, un maestro. Fin dalla prima apparizione, Megumi Fushiguro ha l'aria di essere un Sasuke 2.0: apparentemente tenebroso con anche un fare un po' arrogante e di superiorità. Anche lui avrà, casualmente, problemi familiari, con una famiglia assente e un legame particolare con la sorella maggiore. Si passa poi a Nobara Kugisaki, ragazza che si unisce un po' in ritardo al terzetto e sembra non avere una storia particolare alle spalle.

Infine c'è il maestro Satoru Gojo, uno dei personaggi di Jujutsu Kaisen che ha attirato più fan. Il suo aspetto è palesemente ispirato a quello di Kakashi: entrambi hanno capelli bianchi irti sulla testa e indossano una maschera - lo stregone sugli occhi, il ninja sulla bocca - ed entrambi hanno un'abilità che ha a che fare con gli occhi. E come non parlare poi di Ryomen Sukuna, un demone potente e temuto. Un'entità estranea che si infiltra nel corpo del protagonista, un po' una prassi nei manga di successo recenti di casa Shueisha - vedasi il One for All per Izuku Midoriya in My Hero Academia o il diavolo di Asta in Black Clover - e per cui certamente Kishimoto ha fatto scuola con la sua Volpe a Nove Code. Basta solo questa descrizione per pensare di avere a che fare con la seconda venuta di Naruto, una rivisitazione degli stilemi presentati da Masashi Kishimoto nel suo manga. Niente di più sbagliato perché bastano un paio di volumi per mettere Akutami in grado di sfoderare tutte le sue capacità nello storytelling, tramutando la storia in qualcosa di estremamente diverso e cupo.

Si passa a Hunter x Hunter

Sembra l'inizio di un Naruto ambientato a Tokyo e con la magia invece delle arti ninja, eppure Gege Akutami non ha mai nascosto di essere un grandissimo fan di Yoshihiro Togashi. Nelle sue interviste menziona spesso Yu degli Spettri, il lavoro che consacrò il mangaka negli anni '90, ma è importante anche l'ispirazione a Hunter x Hunter. I lavori di Togashi non sono tra i più cupi presentati sul mercato, eppure hanno un piglio più adulto e dark, modalità che hanno fatto capolino dopo un paio di volumi anche in Jujutsu Kaisen.

Partendo da un Naruto acerbo, Akutami ha trasformato la propria storia e ha deciso di muoversi in una maniera completamente opposta. Addio quindi ai ninja che salvano tutti, con gli stregoni che devono interfacciarsi con entità davvero malvagie e senza speranza di redenzione; niente spazio per discussioni pacifiche che possano appianare le divergenze, bensì prese di posizione nette che obbligano i due contendenti ad affrontarsi fino alla morte. Basta la prima saga per capire che il mangaka di Jujutsu Kaisen non si farà molti scrupoli e che i personaggi stavolta rischiano davvero di morire, dal primo all'ultimo. E lo menziona lui stesso in un'intervista, ammettendo che non tutti i protagonisti arriveranno alla fine di Jujutsu Kaisen. Diversamente da Naruto, il cui modus operandi nel combattimento si basa su tecniche variegate, Jujutsu Kaisen cerca uno stile più simile a quello di Hunter x Hunter ma anche Bleach. Gli stregoni e gli spiriti maledetti hanno in dote un solo potere, malleabile e capace di evolversi fino a un certo punto ma comunque costretto in una gabbia non espandibile.

Il sistema di combattimento ideato permette ai personaggi unici. Il tutto viene accompagnato da una narrazione molto didascalica, pesante, con tanti riquadri che accompagnano le vignette e i pensieri dei personaggi. Uno stile di esposizione tipico di Hunter x Hunter e che sicuramente appesantisce molto la lettura.

Disegni in stile Togashi

Le citazioni a vari titoli - non soltanto nell'ambito di manga e anime ma anche a film come Kill Bill o a serie TV come Breaking Bad - si sprecano. La regia di Akutami è molto ispirata da questi prodotti occidentali, con uno stile proprio e palese, col mangaka che non si fa scrupolo a riprodurli anche frame per frame, mettendo tutto nelle sue pagine. Ma ricordiamolo: la sua ispirazione più forte è Yoshihiro Togashi.

Il tratto di disegno di Akutami è molto diverso da quello dei colleghi giovani, con uno stile un po' più sporco e che si basa su tante piccole linee. Le auree, i volti dei personaggi in movimento e deformati e tanti altri elementi richiamano fortemente a quelli visti in Hunter x Hunter. Non è un caso se abbiamo citato Akutami tra gli autori che potrebbero continuare Hunter x Hunter nel nostro speciale: lo stile di disegno del giovane mangaka riprende anche alcune scelte registiche e perfino la conformazione dei balloon in cui vanno posizionati i testi.

Togashi è uno dei pochissimi mangaka che fanno uso dei balloon di sussurro, disegnati a metà tra uno parlato e uno pensato: Akutami lo imita anche in quello, proponendo gli stessi balloon di sussurro. Un'attenzione ai dettagli che gli ha permesso di replicare lo stile del celebre mangaka e farlo suo, applicandolo ai propri personaggi e alla propria storia.

Jujutsu Kaisen Jujutsu Kaisen è ormai arrivato a più di metà vita editoriale, con Gege Akutami che sembra deciso a concludere la sua storia per il 2022. Quello che ha presentato finora su Weekly Shonen Jump basta per capire le qualità di quest’opera, che potrebbe essere descritta come un’unione tra i punti base di Naruto e lo sviluppo della storia di Hunter x Hunter. Questa commistione di elementi finora è stata azzeccata e ha portato in dote ai lettori un ottimo shonen che si sta distinguendo particolarmente negli ultimi anni. Con la convinzione che ha il mangaka, difficile che deragli dal suo percorso proprio nella fase finale.