Ken il Guerriero e il mistero del 202X Project: ipotesi e previsioni

Analizziamo insieme il misterioso teaser riguardante l'universo di Hokuto no Ken e il 202X Project. Quale sarà il prossimo progetto?

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Il 2019 sarà l'anno dei "ritorni" importanti nell'industria anime, quelli che gridano prepotentemente al passato con una punta di nostalgia. Basti pensare, ad esempio, a un grande classico come City Hunter, il manga - da cui poi è stata tratta una serie animata, trasmessa in Italia verso la fine degli anni novanta - che segue le vicende di Ryo Saeba, detective e dongiovanni che ha appassionato milioni di fan. Poi ci sarà la nuova serie animata, non poco discussa dai fan puristi della saga, dedicata allo storico Saint Seiya.

L'animazione nipponica invaderà anche il mondo dei videogiochi: è il caso di Jump Force, che metterà in campo un roster incredibile di personaggi, attingendo a piene mani proprio dagli eroi protagonisti delle pagine della storica rivista. Tutto qui? Nemmeno per sogno, perché a fomentare ulteriormente la già spasmodica attesa dei fan ci ha pensato la nota emittente Coamix, fondata dal maestro Tetsuo Hara, che, tramite il proprio canale YouTube, verso il finire dello scorso anno, ha sganciato una vera e propria bomba, di quelle che potrebbero tirar giù una città intera e, magari, dar vita ad un mondo post-apocalittico come quello di Ken il Guerriero. Lo storico franchise si prepara a tornare con un misterioso 202X Project, che si è mostrato in un criptico trailer e di cui al momento ignoriamo ogni dettaglio. Proviamo a ipotizzare di cosa potrebbe trattarsi.

La Stella del Nord è pronta a splendere nuovamente

Indubbiamente, la prima cosa che balza all'occhio è lo stile con cui il progetto si presenta: ci troviamo di fronte un Kenshiro completamente realizzato in computer grafica, dunque, con una scelta stilistica molto in voga negli ultimi tempi. Questo, però, di fatto rappresenta un netto cambiamento rispetto alle trasposizioni originarie dell'opera di Buronson e Tetsuo Hara.

Questa scelta significherebbe quindi l'intento di distaccarsi ulteriormente dall'adattamento originario e anche dalla volontà di Ken il Guerriero: Le Origini del Mito - Regenesis di ricordare le opere disegnate a mano tramite la tecnologia del cell-shading.

La scelta di utilizzare una tecnica del genere, già molto diffusa nel campo dell'animazione del Sol Levante così come per quella occidentale, potrebbe anche essere indice dell'aspirazione di adattarsi ai tempi che corrono, di portare quindi, in tutto e per tutto, un marchio di un'altra epoca, con forza, ai giorni nostri.

Si tratta, come testimoniato dalle molteplici case produttrici che la utilizzano sia per i cartoni animati sia per i videogiochi, di un assetto visivo piuttosto versatile, e la scelta di rendere il design dei personaggi e delle ambientazioni così drasticamente differente rimarca, secondo il nostro parere, in modo ancora più forte la volontà di Hara-san di differenziare questo nuovo prodotto dal materiale che c'è alla base.

Un "Nuovo Paradiso"?

La scelta stilistica, adottata anche da Netflix per il nuovo adattamento di Saint Seiya (i Cavalieri dello Zodiaco, nel nostro Paese) può però rappresentare un importante punto di domanda per tutti gli appassionati, restringendo il campo delle ipotesi, ma anche ampliandolo a dismisura: nulla, infatti, ci vieta di pensare che potrebbe trattarsi di un nuovo videogioco a tema, dopo il recente Fist of The North Star: Lost Paradise, che ha riscosso un discreto successo, sia in patria che nel nostro Paese. Nonostante sia (forse) avvalorata dalla presenza di quella che sembra essere un'arena all'interno del trailer, questa ipotesi rimane tuttavia circoscritta alla sfera speculativa: si tratta, comunque, di un risvolto non del tutto da escludere e rappresenterebbe, in ogni caso, un progetto che riscuoterebbe consensi da gran parte della fanbase.

Dopo Regenesis un reboot?

Il 2018, ad onor del vero, ha già vissuto un ritorno importante per quanto concerne l'universo narrativo dell'opera di Buronson e Tetsuo Hara. È stato l'anno che ha segnato il debutto della serie animata dedicata al manga conosciuto in Italia come Ken il guerriero: Le origini del mito, serializzato dal mese di dicembre 2017 sulla rivista Monthly Comic Zenon.

L'opera, gestita quasi esclusivamente dal maestro Hara-san, che ancora oggi detiene i diritti pieni sul marchio, narra le vicende dello zio omonimo del buon Kenshiro. Le sue gesta, però, si collocano cronologicamente molto prima della storia originale, quindi durante gli anni chela distruzione del mondo. L'adattamento animato, realizzato in cell shading e intitolato in lingua originale Souten no Ken: Regenesis, ha già segnato un netto punto di distacco rispetto all'universo animato che abbiamo imparato ad amare e potrebbe rappresentare la voglia dell'autore di esplorare nuovi orizzonti, archi narrativi e situazioni inedite.

Il misterioso progetto, intitolato, per l'appunto, Hokuto no Ken 202X, potrebbe essere un reboot della serie originale? Difficile a dirsi, ma non impossibile, anche considerando quel "199X" che fa capolino nelle fasi iniziali del trailer. Questa è infatti la medesima data che appare all'inizio dell'anime originario, in cui sono ambientate le vicende, il che porta l'ago della bilancia leggermente in direzione di un reboot o, al massimo, di un remake in chiave moderna. La stessa denominazione numerica che accompagna il titolo potrebbe offrire importanti segnali sulla natura dell'opera, ma potrebbe anche indicare un'ipotetica finestra di lancio.

Film d'animazione o spin-off?

Una delle ipotesi più papabili è quella riguardante un eventuale film di animazione. A far propendere per questa ipotesi è anche la tecnologia con cui è realizzato il teaser, la computer grafica, utilizzata in maniera soverchiante proprio per i lungometraggi animati. Per quanto riguarda l'ambientazione, è altamente probabile che sia contemporanea alle vicende della serie uscita alla fine del ventesimo secolo, il "199x", come testimoniano non solo la scritta a inizio trailer, ma anche le immagini di desolazione che si susseguono.

Resterebbe comunque l'interrogativo sulla trama che il film porterebbe sugli schermi: una storia originale e inedita o qualcosa che nella serie originale è stata esplorata solo per grandi linee? Un'altra ipotesi che ci sentiamo di vagliare, ma che appare già più remota rispetto alle altre che abbiamo elencato, è quella che vedrebbe la nascita di un nuovo spin-off.

Ambientato sempre, con ogni probabilità, contemporaneamente alle vicende di Kenshiro raccontate nell'opera madre, potrebbe trattarsi di una storia parallela, completamente inedita o precedentemente soltanto accennata. Perché mai, allora, focalizzare l'intera scena su Kenshiro? L'unica risposta che riusciamo a dare è che permetterebbe allo spettatore di identificare con facilità l'universo da cui proviene l'eventuale storia. Resta, in ogni caso, l'ipotesi più debole tra quelle che abbiamo illustrato.

Per gli amanti del marchio, ogni volta che si parla di Ken il Guerriero è molto arduo restare impassibili: è un'opera mastodontica, che ha cresciuto più di una generazione di appassionati. Mettere le mani su un marchio di tale risonanza è però un'arma a doppio taglio, che porta con sé sia l'amore del pubblico sia le inevitabili aspettative nei confronti dei prodotti che ne derivano.

Viene da sé che questa produzione, nonostante sia avvolta nel mistero, porta già nel suo bagaglio aspettative molto elevate, al di là di ciò che potrebbe essere il prodotto finale. Che sia un videogioco, un reboot televisivo, uno spin-off, un lungometraggio o qualsiasi altra opera, la spasmodica attesa del pubblico si fa sentire e l'hype suscitato dal breve teaser è palpabile: la fame di informazioni è tanta e ancor di più lo è la voglia di vedere Kenshiro tornare nelle nostre case o sul grande schermo. Vederlo in una "nuova veste" grafica, però, fa allo stesso tempo piacere e paura...