L'Attacco dei Giganti Stagione 3: analisi episodio 2, il segreto di Levi

L'intreccio ordito dal nuovo assetto narrativo di Attack on Titan non sacrifica la spettacolarità, ma rende la trama più confusa.

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L'Attacco dei Giganti è una delle serie anime più seguite del momento e i fan attendono il nuovo episodio settimanale con grande trepidazione, soprattutto quando l'intreccio posto dall'opera di Hajime Isayama si fa così intricato e politico. Dopo aver "tremato" per qualche ora, poiché si paventava che l'appuntamento domenicale con VVVVID slittasse di almeno un giorno a causa di problemi tecnici in Giappone provocati da un presunto ciclone, che avrebbe impedito il passaggio del materiale necessario al simulcast, i fan hanno infine ottenuto il tanto atteso episodio 2 della terza stagione animata a cura di Wit Studio, in collaborazione con Production I.G. "Dolore" è il titolo della puntata, che chiarisce alcuni passaggi intravisti nel pilota del 22 luglio ma al tempo stesso pone qualche domanda in merito al nuovo assetto narrativo che si prospetta nella saga attualmente in corso.

Il passato di Levi

L'episodio 2 di Attack on Titan 3 riprende proprio laddove ci aveva lasciato il precedente: un misterioso gruppo appartenente al Corpo di Gendarmeria ha attaccato a sorpresa i Ricognitori capitanati da Levi, che tentavano nel frattempo di far attraversare Eren e Historia incolumi e nascosti il distretto di Trost. I due sono inspiegabilmente ricercati, a causa del proprio potere e del proprio retaggio, ma nel corso della prima puntata ci erano ignote le motivazioni effettive degli aguzzini. Gran parte della squadra di Levi e Zoe è stata brutalmente trucidata dagli assalitori, in possesso di armi da fuoco tanto particolari quanto letali, mentre il loro leader è avanzato pericolosamente contro il capitano Levi: Kenny sembra conoscere molto bene il comandante del Corpo di Ricognizione e dalle sue parole traspaiono dei trascorsi di lunga data. Nei primi minuti di "Dolore" non c'è spazio per troppe spiegazioni, ma solo per il sangue e per la violenza: rendendosi protagonista di una sequenza spettacolare e ben orchestrata sotto il profilo della regia, Levi inizia a volteggiare evitando i colpi dei suoi avversari e iniziando ad uccidere chiunque lo attacchi in una lotta senza quartiere che ha come obiettivo proteggere Eren e Historia. È in questo frangente che ci si rende conto ancora una volta del valore produttivo di un prodotto come L'Attacco dei Giganti: lo staff di Wit Studio ha confezionato ancora una volta una scena d'azione d'altissimo livello, giocando sapientemente con disegni finemente dettagliati e un utilizzo ottimale della computer grafica, necessario per rendere tutto il senso di dinamismo dovuto ai movimenti tridimensionali.

Ma stavolta gli avversari non sono Giganti, non si tratta di abbattere enormi colossi: il nemico è umano, preciso e intelligente, che sa esattamente dove colpire. Ma lo sa anche Levi, che passa a fil di spada i suoi nemici con precisione chirurgica, finendo infine braccato all'interno di un saloon. Ed qui che emergono di nuovo i virtuosismi della produzione, grazie a una scena dalle atmosfere western che si gioca costantemente tra i chiaroscuro e l'utilizzo sapiente dei colori caldi. Archiviata l'ennesima battaglia, i protagonisti arrivano al computo finale con un risultato disastroso: numerose perdite tra i ranghi dei Ricognitori e, soprattutto, la perdita di Eren e Historia, il cui rapimento a opera dei Gendarmi viene infine portato a termine.

Dolore

In fase di campagna promozionale della nuova stagione di Attack on Titan è stato asserito più volte, da parte dei producer e degli addetti ai lavori, quanto i toni dei nuovi episodi sarebbero stati diversi dal solito: si evince un'attenzione maggiore posta nell'introspezione dei protagonisti e nei loro rispettivi stati d'animo, soprattutto rispetto ai profondi cambiamenti in atto nell'assetto narrativo e politico dell'opera. Uccidere altri esseri umani, soprattutto per figure come il povero Armin, rappresenta un un'onta sul proprio spirito, una macchia sulla propria coscienza che difficilmente andrà via. Levi fa però notare che, in un contesto del genere, si tratta di uccidere o essere uccisi: il rapimento dei suoi protetti e il confronto con Kenny, che ha dato vita a dei brevissimi e fugaci flashback che riceveranno maggiore spazio in seguito, ha avuto ripercussioni anche sull'animo del comandante, che insieme ad Hange Zoe inizia a orchestrare una serie di doppi giochi verso alcuni membri della Gendarmeria - catturati e brutalmente torturati dai Ricognitori - per scoprire i retroscena e le motivazioni del rapimento di Eren e Historia.

La seconda metà dell'episodio è una lunga escalation verso una serie di rivelazioni e momenti chiave, che proiettano il racconto direttamente verso la terza puntata: si arriva a scoprire il clamoroso cognome di Levi, Ackermann, mentre le ricerche di Zoe la portano a svelare ulteriori dettagli sullo stato dei poteri di Eren. E, mentre il comandante Erwin sembra essere a conoscenza di alcuni segreti fondamentali, è davanti a Levi Ackermann che arriva il colpo di scena maggiore: Historia, ultima discendente della famiglia Reiss, è la legittima erede al trono.

Il secondo episodio de L'Attacco dei Giganti 3 ci ha regalato la solita, estrema cura nella realizzazione dei disegni condita da una serie di virtuosismi estetici d'alta scuola, il tutto portando il suo dinamismo d'azione su nuove vette di spettacolarità. Al netto di certe sequenze, non possiamo che asserire quanto l'anime tratto dal manga di Hajime Isayama sia un miracolo produttivo, tuttavia il nuovo assetto narrativo è ancora troppo confusionario per poter esprimere un giudizio esaustivo: la sensazione, confermata poi dallo stesso Isayama durante una recente intervista, è che il racconto stia procedendo con una certa fretta rispetto ai ritmi imposti dal materiale cartaceo originale. L'obiettivo è certamente quello di portare il pubblico nel vivo dell'azione al fine di saltare passaggi altrimenti troppo lunghi, un elemento che tuttavia diventa un'arma a doppio taglio quando la narrazione assume toni maggiormente politici e didascalici rispetto al passato: qualche piccolo buco che, si spera, sarà colmato con il passare degli episodi attraverso dialoghi elaborati o comodi flashback, utili a farci intuire meglio l'intreccio ordito nel corso della Stagione 3.

L'Attacco dei Giganti - Stagione 3 L'episodio 2 della terza stagione animata di Attack on Titan ci regala ancora una volta un paio di colpi visivi dal sapore assolutamente superlativo, imponendosi nuovamente come una vera e propria perla dell'animazione moderna. Resta ancora tutto da valutare il racconto, però, intriso di intrecci politici che rendono la narrazione confusa e fin troppo frettolosa rispetto alle pagine del manga.