L'Attacco dei Giganti Stagione 3: analizziamo il doppiaggio italiano

Disponibili su VVVVID.it, gli episodi in italiano de L'Attacco dei Giganti 3, che giungeranno anche in edizione home video grazie a Dynit.

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La terza stagione de L'Attacco dei Giganti ha portato il prodotto di Wit Studio su nuove vette qualitative. Tecniche, innanzitutto, con fluidità d'animazione semplicemente fuori scala e una regia sempre attenta ai virtuosismi; ma anche narrative, seppur con qualche perplessità nell'intermezzo del racconto, poiché nei primi dodici episodi di questa nuova season la trama prova a slacciarsi temporaneamente dall'action splatter cui ci ha sempre abituato per portarci in un territorio politico, stracolmo di colpi di scena e rivelazioni cruciali. In attesa della seconda parte della Stagione 3, che invece ci riporterà in pompa magna sul fronte di battaglia attraverso l'arco narrativo del Ritorno a Shiganshina, i ragazzi di Dynit pubblicheranno proprio nel mese di aprile un box DVD e Blu-Ray con la Parte 1 delle più recenti puntate di Attack on Titan.

L'edizione home video includerà il doppiaggio italiano, che in ogni caso può già essere gustato da tutti quei fan che possono attendere e non sono eccessivamente ossessionati dal collezionismo: grazie a VVVVID.it, infatti, ogni lunedì sera alle 20:00 sarà possibile guardare due nuovi episodi de L'Attacco dei Giganti Stagione 3 doppiati per la prima volta in italiano. Dopo i primi due appuntamenti, necessari a nostro avviso per carpire tutte le voci e le varie sfumature dei personaggi, abbiamo deciso di tirare una somma preliminare sull'adattamento nostrano della nuova edizione di Shingeki no Kyojin, in attesa di valutare anche le performance recitative degli attori nel rocambolesco ed epico midseason finale.

Il vero Re

Prima di gettarci nella disamina in questione, ripercorriamo gli eventi salienti a cavallo tra la terza stagione e i precedenti episodi: l'Armata Ricognitiva è reduce da eventi drammatici e importanti. Reiner e Betholdt si sono rivelati essere niente meno che il Gigante Corazzato e il Gigante Colossale e, dopo aver provato a rapire Eren, sono fuggiti insieme a Yimir, che s'è rivelata Titano anch'essa, per riorganizzare le proprie forze e assolvere a una serie di compiti che restano tutt'ora ignoti all'umanità.

Le altre due principali rivelazioni della passata stagione, e cioè il potere nascosto di Eren e le vere origini di Christa Lentz (aka Historia Reiss, ultima figlia di un nobile e antico casato), sono attualmente sotto la protezione del Corpo di Ricognizione capitanato dal buon Levi. I protagonisti, però, non sanno che una cellula speciale dell'Armata di Gendarmeria - per motivi ignoti e sotto la guida di un leader misterioso - progetta di rapire i due giovani per consegnarne il potere in mano ai monarchi: parliamo, chiaramente, della criptica "coordinata" di cui Eren è in possesso, e che gli conferisce la capacità di controllare gli altri Giganti con la propria mente; ma parliamo anche dei nobili natali di Historia, che minacciano l'attuale reggenza.

E infatti scopriremo ben presto che dietro questa operazione di rapimento c'è proprio Rod Reiss, padre di Historia, che svela alla ragazza il segreto dietro le sue origini: i Reiss sono i veri eredi al trono dell'umanità, ma per motivi sconosciuti furono spodestati e cancellati dai ricordi della popolazione.

I Gendarmi che aiutano lord Reiss sono un gruppo di militari spietati guidati da Kenny, un abilissimo soldato che possiede un legame speciale proprio con Levi. Quella che ha preso ormai corpo, anche negli episodi doppiati in italiano, è una saga familiare che porta il conflitto su più fronti, oltre che su più livelli di profondità: il rapporto tra padri e figli, a prescindere dal legame di sangue, il peso di un'eredità secolare e soprattutto la responsabilità di farsi carico del destino di tutto un mondo. Vedremo, negli ultimi episodi del midseason, come evolvono progressivamente personaggi come Eren e Historia, veri e propri cuori pulsanti della narrazione attuale, e come verrà delineato pian piano un racconto che ci porterà verso ulteriori rivelazioni.

I Giganti in italiano

Eravamo molto curiosi di sapere come lo studio di doppiaggio avesse approcciato la terza stagione de L'Attacco dei Giganti: parliamo di un arco narrativo che, su stessa ammissione della produzione giapponese e dell'autore del manga originale, avrebbe spinto la qualità recitativa dei singoli attori su nuove vette. Un pregio nato per necessità, dal momento che nei primi dodici episodi della Stagione 3 si combatte e si urla poco, ma si parla davvero tanto.

Il sottotesto politico e le esigenze richieste dalla sceneggiatura hanno portato, tanto in originale quanto in italiano, a concentrare l'attenzione di addetti ai lavori e pubblico in larga parte sui dialoghi, mai così lunghi ed elaborati, al punto che è assolutamente necessario seguirli integralmente e senza distrazioni per carpire ogni singolo passaggio di una scrittura non propriamente semplice.

In tal senso, innanzitutto, dobbiamo elogiare il lavoro di adattamento, che anche in questa terza stagione ci propone un testo estremamente fedele alle nomenclature, alle pronunce e agli accenti originali. Levi è ancora una volta "Rivai", esattamente come nella versione madre, Mìkasa viene pronunciato correttamente ponendo l'accento sulla prima vocale, Erwin Smith a sua volta mantiene la pronuncia rigidamente "germanica" di Ervin, e così via.

Elementi, questi, che per chi segue da svariati anni l'edizione italiana de L'Attacco dei Giganti non rappresentano di certo una novità, ma che a parer nostro accentuano il valore di un buon adattamento, in grado di soddisfare un pubblico che - soprattutto grazie alle operazioni di simulcast e di diffusione on demand ad opera di canali come VVVVID.it - ha affinato notevolmente il proprio udito al suono della lingua nipponica.

Vista la distribuzione su un canale, fortunatamente, libero da censure o ulteriori paletti in riferimento a un target di diffusione specifico, siamo estremamente soddisfatti di confermare come il linguaggio adoperato nell'edizione italiana sia - al pari delle precedenti - fedele ai toni giapponesi, e cioè essenzialmente crudo e senza troppi fronzoli linguistici, con la giusta durezza nei momenti più seri ma anche con una spensierata leggerezza negli istanti in cui si intravede uno spiraglio di comicità - come, ad esempio, una delle scene iniziali del primo episodio, che ritrae il team capitanato da Levi intento a fare pulizie presso il rifugio nel quale hanno trascorso le ultime ore.

Per quanto riguarda il cast italiano di Attack on Titan 3, ritroviamo ovviamente l'ottimo Alessandro Campaiola nei panni di Eren Jaeger, capace di fornire una recitazione quanto più simile al doppiatore nipponico originale (Yuki Kaji) e impreziosirne l'interpretazione con il suo timbro "graffiato", le cui sporcature accentuano la psicologia di un protagonista complesso. Tornano, poi, anche Gaia Bolognesi ed Elena Perino al doppiaggio di Armin e Mikasa, così come l'ottimo Daniele Raffaeli per il capitano Levi.

Quest'ultimo, al pari di Campaiola, fornisce una prestazione quanto più simile all'originale e dal punto di vista timbrico si fa carico dell'interpretazione non facile di un personaggio estremamente consacrato dall'esigente fandom del prodotto.

Tra le new entry de L'Attacco dei Giganti Stagione 3 abbiamo certamente Rod Reiss, l'oscuro e ambiguo padre di Historia/Christa. Il nobile lord viene interpretato da Massimo de Ambrosis, apprezzabile dal punto di vista recitativo ma forse non totalmente da quello timbrico: per un ruolo simile, infatti, andava forse proposto meno squillante e giovanile, in modo da porre l'accento sulla caratterizzazione complessa del personaggio. Ma è soprattutto Christian Iansante (esperta voce di Rick Grimes in The Walking Dead, ma anche di Rocket Racoon e Clint Barton nei film Marvel) a rappresentare la principale novità di questa edizione.

Il doppiatore veste infatti i panni di Kenny, uno dei villain principali di questa stagione nonché personaggio dalla psiche estremamente pittoresca. Il timbro sui generis di Iansante ben interpreta la personalità sopra le righe del folle pistolero, ma anche in questo caso ci troviamo di fronte a un tono di voce un po' lontano da quello originale: sta esclusivamente al gusto soggettivo dei fan capire che un interprete (esperto e abile come Iansante, non c'è che dire) possa essere la voce giusta da applicare a un antagonista come Kenny.