La Lega degli Straordinari Gentleman: riscopriamo il fumetto di Alan Moore

Riscopriamo insieme uno dei fumetti più famosi di Alan Moore, di cui è uscito anche un film nel 2003: La Lega degli Straordinari Gentleman.

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La Lega degli Straordinari Gentleman, il fumetto creato da Alan Moore e disegnato da Kevin O'Neill a partire dal 1999, fin da subito ha riscosso un grande successo tra gli appassionati di comics, anche grazie a una trama originale capace di unire alcuni tra i personaggi più famosi della letteratura horror, fantastica e fantascientifica dell'800.
Vista la grande popolarità che l'opera ha raggiunto soprattutto in patria, dalla serie a fumetti è stato tratto anche un film, La leggenda degli uomini straordinari, uscito nelle sale nel 2003 con protagonista Sean Connery.

Recentemente, la casa editrice BAOPublishing ha deciso di ristampare l'intera serie nel formato originale americano, proponendo al pubblico una versione riveduta e corretta delle avventure di uno dei supergruppi meglio assortiti nella storia recente dei comics.
Di seguito andremo ad analizzare il primo volume della saga, in cui viene narrata la genesi della stravagante squadra formata da Mina Murray, Allan Quatermain, il Dr. Jekyll, l'Uomo Invisibile e il capitano Nemo.

Di uomini e di mostri

Alla fine del 1800, Mr. Bond, un individuo misterioso al servizio dell'impero britannico, decide sotto ordine del suo superiore Mr. M di reclutare alcuni strani personaggi dotati di abilità fuori dal comune per tentare di scongiurare una minaccia in grado di mettere in serio pericolo il mondo intero.
Da questo semplice incipit parte l'avventura di Mina Murray, una giovane e attraente donna dal passato oscuro che ha il compito di andare a cercare (e reclutare) gli altri membri della squadra, a cominciare da Allan Quatermain, un cacciatore e avventuriero europeo dotato di un'infallibile mira.

La prima parte dell'avventura può considerarsi come un lungo prologo molto vicino alle influenze degli heist movie, in cui vengono presentati al lettore i vari coprotagonisti delle vicende in realtà non così inclini a collaborare tra loro.
A parte infatti Nemo, lo storico capitano del Nautilus, sia il Dr. Henry Jekyll che l'Uomo Invisibile si dimostrano elementi molto problematici per l'intera squadra, soprattutto in fase di reclutamento.

Alan Moore è stato molto abile nel gestire il ritmo degli eventi in modo ottimale, riuscendo a spaziare con estrema disinvoltura tra moltissimi generi diversi, oltretutto gestendo un grande numero di personaggi entrati nella storia della letteratura.
La sequenza che vede protagonista il Dr. Jekyll (e ovviamente il suo diabolico alter ego Mister Hide) spazia tra il giallo e l'horror, oltretutto rimandando a un altro racconto classico dell'800, I delitti della Rue Morgue.
Il confronto tra Quatermain, Mina e Hide risulta iconico anche a livello visivo, dato che quest'ultimo compare in una versione scimmiesca capace di rimandare in maniera esplicita a personaggi come l'incredibile Hulk piuttosto che alla propria controparte letteraria.
Il confronto con l'Uomo Invisibile si avvicina invece ad atmosfere di stampo mistery, in cui è comunque presente anche una leggera nota ironica che riesce a far emergere ancora di più lo spirito iconoclasta del personaggio.
La seconda metà dell'albo è invece incentrata sulla missione vera e propria, che consiste nel recuperare un oggetto speciale per non farlo cadere in mani sbagliate.
Anche qui, grazie a numerosi colpi di scena e ribaltamenti di fronte, l'opera riesce a mantenere alta l'attenzione del lettore in maniera soddisfacente, grazie alla comparsa di villain carismatici tra cui Fu Manchu (seppur il suo nome non venga mai realmente esplicitato).

Squadra che vince non si cambia

Il più grande merito dell'opera è probabilmente legato alla grande cura riposta nella caratterizzazione dei numerosi personaggi presenti; Alan Moore, conscio infatti di doversi cimentare nel difficile compito di non snaturare eccessivamente nessun protagonista, ha scelto saggiamente di non perdere tempo in noiose spiegazioni legate all'origine di ciascuno di loro ponendo di fatto il lettore davanti a personaggi già formati.
Nell'opera, infatti, i personaggi sono perfettamente integrati nel mondo creato dall'autore, che è riuscito a rendere coerente l'esistenza di ognuno di loro senza risultare in nessun modo didascalico.
Nessun personaggio si stupisce più di nulla, perché tutti nel bene e nel male si portano dietro un bagaglio esistenziale non indifferente formato da avventure pregresse legate al loro "io" letterario classico.
Lo stesso Dottor Jekyll, ad esempio, a un certo punto del racconto fa riferimento al fatto che Hyde sia cresciuto moltissimo rispetto al passato, rimandando chiaramente al racconto originale, in cui il suo malvagio alter ego è descritto come un individuo a tratti deforme ma non gigantesco.

Moore, seppur muovendosi in punta di piedi, è riuscito quindi in modo ottimale ad attualizzare e svecchiare tutti i personaggi presenti, attraverso un numero davvero elevato di citazioni e riferimenti all'intero pantheon della letteratura dell'800 in cui,per tanti dettagli mostrati direttamente al lettore ce ne sono altrettanti nascosti o semplicemente sottaciuti in maniera sopraffina, davvero troppi per elencarli tutti.
I disegni di Kevin O'Neill risultano di grande impatto scenico, grazie a un tratto sgraziato ma al tempo stesso evocativo in cui sia gli ambienti che i personaggi risultano ricchi di particolari.
Le stesse espressioni facciali dei numerosi protagonisti sono in grado di comunicare perfettamente un preciso stato d'animo senza bisogno di alcuna battuta; dall'enorme insicurezza caratteriale del Dottor Jekyll, all'ostinata (quanto folle) inclinazione alla violenza del capitano Nemo, ogni vignetta nasconde molto di più di quello che si può recepire alla prima visione.

La Lega degli Straordinari Gentleman Il primo volume de La Lega degli Straordinari Gentleman è un ottimo esempio di fumetto d'intrattenimento; Alan Moore è infatti riuscito nell'impresa quasi impossibile di svecchiare molte icone letterali dell'800 senza però snaturarle, creando un mondo vivo e pulsante in cui personaggi completamente agli antipodi si ritrovano a collaborare in modo estremamente naturale. Una lettura consigliata a tutti gli amanti delle buone storie, da rileggere sicuramente più volte per cogliere tutte le numerose citazioni presenti.