Le 10 Miglori Sigle di Cartoni Animati di Sempre: da Vanni a D'Avena

Benvenuti in un epico viaggio nei meandri del tempo per scoprire o riscoprire le canzoni anime italiane più famose e belle di sempre.

speciale Le 10 Miglori Sigle di Cartoni Animati di Sempre: da Vanni a D'Avena
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È innegabile. Le sigle dei "cartoni animati" hanno qualcosa di magico, perché capaci di farci emozionare e/o commuoverci come poche altre cose al mondo. Anche le persone più impassibili e granitiche, infatti, non possono che farsi travolgere dal fiume dei ricordi lasciandosi per un attimo alle spalle le difficoltà del presente per tuffarsi in un mondo spensierato dove tutti i problemi, almeno per un attimo, scompaiono.
In seguito al recente annuncio di Mediaset, che ha scelto di comporre una sigla tutta italiana per l'anime di My Hero Academia, affidandone l'arrangiamento al grande Giorgio Vanni, abbiamo deciso di tuffarci in un passato nostalgico e spensierato, eleggendo le migliori 10 sigle italiane di sempre. Scegliere però consapevolmente di stilare una classifica del genere può risultare un'impresa tanto ostica quanto folle, perché ovviamente il rischio di scontentare i fan di questo o quel cartone non è una possibilità ma una certezza insindacabile.
Senza contare il fatto che quasi tutte le canzoni degli anime sono davvero bellissime, ed è semplicemente impossibile fare una classifica basandosi solo sul lato tecnico, dato che in questo frangente non sono i tecnicismi a contare davvero, ma il cuore. In una gara, però, non possono esserci mezze misure, perché o si vince o si perde (anche se in alcuni casi si può anche pareggiare).

10 Posto, What's My Destiny Dragon Ball

Per quanto Dragonball Z sia stato mandato in onda sulle reti Mediaset per vent'anni in modo ininterrotto, la storica canzone cantata da Giorgio Vanni ha segnato in modo indelebile la generazione anni '90, riuscendo a imporsi come una delle sigle più amate di sempre dai fan senza farli urlare in preda all'isteria per quante volte è stata riproposta in modo ossessivo nel corso di due decenni.
Per chi oggi ha superato i vent'anni, la canzone non può che far tornare alla memoria il rientro da scuola, dato che coincideva immancabilmente con la messa in onda dell'anime, particolare in grado di rendere la canzone ancora più bella oggi (dato che l'effetto nostalgia scorre potente in tutti noi). La sigla di Vanni rappresenta perfettamente il riassunto stilistico/concettuale/musicale (e probabilmente esistenziale) della sua carriera, capace come poche altre di imporsi in maniera indelebile nella mente e nel cuore di un'intera generazione.
Giorgio Vanni va quindi ringraziato per aver donato al fandom nostrano una canzone a tratti epica ed emozionante, in grado ancora oggi di farci sognare a occhi aperti.

9 Posto, Sailor Moon

Cristina D'Avena, regina incontrastata delle sigle dei cartoni animati (ma non ci stupiremmo se è arrivata a odiarli, dato che viene spesso fermata per chiederle se può intonare un pezzo di Kiss Me Licia), è riuscita a far letteralmente impazzire tutte le bambine degli anni '90 grazie alla sigla di Sailor Moon, una melodia dai toni leggermente mistery e accattivanti. La canzone, molto bella e orecchiabile, riesce anche a farsi perdonare il fatto di spoilerare il plot twist dell'anime in meno di due secondi con la celeberrima frase Sailor Moon, hai la luna in te, principessa di un regno che non sai dov'è. Allo stesso modo di Giorgio Vanni comunque, anche Cristina D'avena va ringraziata per questa sigla (e per tutte le altre che ha cantato).
E sì, la opening può essere ascoltata davvero da tutti e risultare comunque - ancora oggi - una mina assurda.

8 Posto, Gundam Wing

Giorgio Vanni torna alla carica con Gundam Wing, una canzone dalla forte impronta dance ammantata però da un'aura di epicità forse leggermente più marcata rispetto alle due canzoni precedenti (o forse no, ma l'autore dell'articolo non è un esperto di musica, quindi cercate di perdonarlo).

Il ritornello, la parte in assoluto più importante della canzone, riesce a donare all'ascoltatore un vero e proprio senso di galvanizzazione, grazie anche al mix di italiano e inglese maccheronico, marchio di fabbrica univoco del "Giorgio nazionale", che tutti i fan hanno imparato ad apprezzare sempre di più nel corso degli anni.
Molto importanti anche le numerose rime baciate che compaiono nel testo, altro elemento stilistico ricorrente nelle composizioni del cantante, capaci di rendere la canzone molto orecchiabile e scorrevole.
Perché qui sulla terra i Gundam si scontrano, son sempre in sella e non si arrendono, in questa guerra dove combattono, fighting for justice Gundam, fighting for justice Gundam!

7 Posto, Hunter x Hunter

A interrompere il duopolio Vanni/D'avena ci pensa Silvio Pozzoli con la sigla di Hunter x Hunter, una canzone sicuramente non mainstream e, almeno in un primo momento, non così orecchiabile come le precedenti.
Riascoltando la sigla un po' di volte, però è possibile scoprire un vero e proprio mondo inesplorato di suoni non così scontati per una musica d'apertura di un anime, supportati anche da un testo che in alcuni punti raggiunge livelli di lirismo inaspettati: emblematico il passaggio nel buio della notte si sveglia l'universo, in grado di far trasparire l'enorme cura artistica riposta nel brano, capace anche di far emergere ancora di più la personalità dell'autore, che in qualità di corista ha collaborato anche al fianco di moltissimi altri suoi colleghi cantanti come Renato Zero, Adriano Celentano, Mina e Gianni Morandi.

6 Posto, Il mistero della pietra azzurra

Cristina D'Avena è ancora una volta protagonista di questa classifica, che la vede guadagnare anche il sesto posto grazie alla sigla de Il mistero della pietra azzurra. Chi è nato negli anni '90 probabilmente non si ricorderà perfettamente la trama dell'anime, perché leggermente più elaborata rispetto a varie opere dello stesso tipo. Il cartone, probabilmente non capito a fondo da moltissimi bambini durante la prima visione per via di alcune tematiche abbastanza complesse da digerire, è comunque riuscito a imporsi tra i più giovani proprio grazie alla sua sigla, spesso conosciuta a prescindere dall'anime. L'intro rimane comunque una delle sonorità più belle mai concepite da questo settore, grazie a un sound in grado di ricreare perfettamente il senso di avventura ed esplorazione che solo un viaggio verso una meta sconosciuta può regalare.
Il coro riesce poi a donare all'intera canzone una marcia in più, supportando più che degnamente la voce di Cristina D'Avena creando un mix sonoro davvero coinvolgente quanto originale.

5 Posto, City Hunter

Scordatevi la comfort zone data dai cartoni trasmessi dalla Rai o da Mediaset, perché questo anime, seppur entrato nel cuore di una moltitudine di fan, faceva parte di quelli trasmessi nelle tv libere (come 7 Gold) che, per forza di cose, non potevano raggiungere la portata delle reti più mainstream.

Nonostante quindi questa sorta di piccolo svantaggio a livello di diffusione, Stefano Bersola irrompe prepotentemente in classifica aggiudicandosi un meritatissimo quinto posto con la sigla di City Hunter, una canzone profonda e ricca di pathos, capace come poche altre di descrivere molto bene tutte le sfaccettature caratteriali del protagonista dell'anime.

4 Posto, Ken il guerriero

Claudio Maioli, nel 1986, regala all'intero universo una delle sigle più belle di sempre, cioè quella di Ken il guerriero.
Da subito però l'ascoltatore capisce di non trovarsi davanti a una canzone allegra e spensierata; dal testo al sound infatti, possiamo comprendere la pericolosità del mondo in cui si svolgono le vicende, una realtà post apocalittica oscura e selvaggia, in cui sembra non esserci alcuna via d'uscita.
Le prime parole che sentiamo, Mai, mai, scorderai/l'attimo/la terra che tremò, donano all'intera composizione un'aura di inquietudine davvero marcata, lasciando l'ascoltatore a tratti quasi spiazzato per la cupezza dei temi trattati.
Ma la sigla, dai toni solenni, epici e drammatici, lancia comunque anche un messaggio di speranza, descrivendo il protagonista dell'anime, Ken appunto, come l'unico vero salvatore in grado di cambiare le sorti di un'umanità sull'orlo del baratro, grazie alla sua forza di volontà ferrea e alla sua incrollabile tempra morale, degna di un fantastico guerriero.
Ma se un capolavoro di questo calibro non è riuscito ad aggiudicarsi il podio, chi mai potrà ambire a tanto?

3 Posto, Daitarn 3

Quasi come se fosse stato scritto dal destino, al terzo posto di questa classifica troviamo la leggendaria sigla di Daitarn 3, cantata in modo sublime dal gruppo de I micronauti.
Grazie anche a un'esecuzione tecnica a tratti sconvolgente (basti pensare a uno dei giri di basso migliori della discografia di quel periodo), la canzone è a ragion veduta una delle migliori sigle anime di sempre, in grado di catturare anche perfettamente l'essenza a tratti irriverente del mecha protagonista, sempre in prima linea per salvare l'umanità dai numerosi pericoli incombenti.
La sigla è quindi un vero e proprio manifesto generazionale in grado di far piangere come un neonato anche l'uomo più virile sulla faccia del pianeta.

2 Posto, I Cavalieri dello Zodiaco (prima sigla)

In seconda posizione è impossibile non posizionare la prima, storica, sigla de I Cavalieri dello Zodiaco, cantata dal compianto Massimo Dorati.

La sigla, entrata di diritto nel cuore di un'incredibile mole di persone appartenenti alle più ampie fasce di pubblico, rappresenta nel modo più puro possibile valori universali come l'amicizia, il sacrificio, la redenzione e la speranza. La versione italiana di Saint Seiya esprime al meglio non una ma ben due generazioni di bambini (e adulti) felici, spensierati e sognanti.

1 Posto, Capitan Harlock

E dopo ben nove posizioni scalate, tanta fatica e qualche lacrima versata in preda alla commozione, eccoci finalmente giunti all'agognata vetta.
In prima posizione non poteva che esserci lui, Capitan Harlock, un vero e proprio eroe d'altri tempi, forte, altruista, coraggioso ma anche malinconico, capace di portare sulle sue spalle il peso del mondo in favore del bene comune.
L'indimenticabile sigla cantata dal gruppo La banda dei bucanieri (composto da Fabio Concato, Massimo Luca, Alberto Tadini, Ellade Bandini, Ares Tavolazzi e Vince Tempera) è un vero e proprio inno alla libertà, capace come davvero poche altre sigle di trasmettere allo spettatore i pensieri, il carattere e le idee del personaggio protagonista.
Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà, vola all'arrembaggio però un cuore grande ha.
Siete pronti a combattere insieme a lui?