Le bizzarre avventure di JoJo: i migliori momenti da Phantom Blood a Diamond is Unbreakable

Quando si parla di JoJo ogni fan ha la sua scena preferita, quest'oggi noi vi proproniamo le nostre partendo da Phantom Blood a Diamond is Unbreakable.

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Quando Araki chiama, i fan rispondono. Ogni due anni, o almeno così è successo fino ad ora, la David Production si rimbocca le maniche e inizia a lavorare su una nuova serie di JoJo. Attesa e venerata da molti la quinta incarnazione de "Le bizzarre avventure di JoJo" (ovvero Vento Aureo) sta per giungere al termine. L'ottimo lavoro svolto sull'anime di Diamond is Unbreakable ha portato sotto i riflettori storie e personaggi forse meno dirompenti rispetto ai sempreverdi Jotaro Kujo e Joseph Joestar. La casa d'animazione di Tokyo sta trasponendo pian piano tutte le storie del manga in anime sin dal 2012. Per il momento possiamo contare ben tre serie animate: la prima comprende le due serie Phantom Blood e Battle Tendency, per poi continuare con Stadust Crusaders e recentemente con Diamond is Unbrakable.

In attesa di esprimere il nostro giudizio finale sul quarto anime, adattamento della quinta serie manga, ci sembra quindi una buona idea riprendere le storie passate facendo un piccolo excursus sulle precedenti fatiche ancora accessibili tramite le piattaforme di streaming VVVVID e Crunchyroll, parlando di ciò che ci ha colpito particolarmente e cercando di fare una cernita il più accurata possibile. Anche se cercheremo di ridurre al minimo le informazioni per ogni avvenimento, l'articolo è comunque infarcito di spoiler, quindi a vostro rischio e pericolo.

Il bacio rubato in Phantom blood

Jonathan Joestar e Dio Brando, questi i due protagonisti della serie fondatrice delle bizzarre avventure scritte da Hirohiko Araki. Qui, il bene si scontra contro il male: da una parte JoJo, un ragazzo buono, sincero, genuino e altruista; dall'altra Dio, il suo naturale opposto, ambizioso, crudele e meschino. Collocato storicamente alla fine dell'800, questo è un lavoro affascinante ma molto lineare; l'ambientazione, gli usi e i costumi sono coinvolgenti tanto quanto la contrapposizione tra yin e yang che il mangaka delimita dal confronto dei due personaggi, attorno ad una storia fatta di intrighi e tradimenti, uniti da profondi sentimenti e legami che scandiscono inesorabilmente la vita dei due giovani, predestinati ad affrontarsi in uno scontro epico su cui si reggono le sorti del genere umano. Non è stato semplice scegliere un momento particolare in Phantom Blood, poiché la storia è breve ma intensa, però dopo una veloce visione ci siamo decisi, scegliendo senza indugio quello che per noi rappresenta il motore di avvio delle avventure della famiglia Joestar.

Dio, si sa, non è mai stato un bravo ragazzo, ma forse l'azione di cui stiamo per parlare è una delle più riprovevoli di cui si è macchiato durante tutta la sua vita mortale. Parliamo di una "violenza" d'altro tipo, eppure un atto in cui si evince già tutta la propria perfidia latente. Affidato alle cure del facoltoso George Joestar, Dio Brando tenta di denigrare il figlio Jonathan (anche chiamato JoJo come diminutivo), al fine di ereditare tutti i beni della famiglia. il villain cerca, tramite subdoli stratagemmi, di intaccare la posizione sociale del ragazzo, allontanandolo da affetti e amici, persino dall'approvazione del padre, per poi cercare di rubargli anche l'unica persona rimastagli vicina: il suo primo amore, la giovane Erina.

Dio si approccia alla ragazza credendo di non poter venire rifiutato, ma le sue avance vengono fragorosamente respinte; minacciata la sua reputazione davanti ai tirapiedi, il giovane prende la ragazza con forza e la costringe a baciarlo, infangando la virtù della povera donzella (ricordiamoci che la prima parte della storia è ambientata in un'altra epoca, e con ben altri valori morali in confronto alla nostra).

Ciò che succede dopo è la classica azione di vendetta: JoJo scopre cosa è successo e, per riscattare l'affronto arrecato all'onore della ragazza, picchia sonoramente il rivale tanto da ridurlo in lacrime. Viene rivelata una natura debole, ben distante dal primo approccio che abbiamo avuto con il biondino; Dio il perfezionista crede di essere al di sopra di tutti, ma non questa volta.

Viene destabilizzato il suo ego, riportato con i piedi per terra dal rampollo di casa Joestar (fino a quel momento inferiore in tutto: dallo studio alla boxe). Seppur palese, Dio Brando non può accettare la sconfitta, specialmente se per mano di JoJo. Il suo orgoglio e la sua presunzione lo spingono ancor di più a perseguire una via ancora più malvagia, fino al momento in cui arriverà ad abbandonare completamente le sue spoglie mortali per far spazio a quelle immortali. Da questo momento è una discesa continua, il ragazzo non ha più neanche la percezione dei sentimenti umani e si macchia dei peggiori crimini altamente non curante delle ripercussioni.

Battle Tendency: il sacrificio di un amico

Finalmente incontriamo uno dei personaggi più divertenti e irriverenti dell' intera saga de Le bizzarre avventure di JoJo: il nipote dello stesso Jonathan Joestar, Joseph. Anche il nuovo protagonista viene riconosciuto con il nomignolo di JoJo, ma il ragazzo oltre a questo è ben differente dal nonno: Joseph Joestar è uno sbruffone sicuro di sé, non perde occasione per deridere gli avversari e non gli interessa umiliarsi pur di raggiungere il proprio obiettivo, conscio del fatto di essere uno stratega geniale. Il giovane cresce in America durante il 1938, la storia è antecedente agli avvenimenti della seconda guerra mondiale e si svolge prevalentemente in Europa. In questo secondo arco narrativo c'è un po' di tutto: scontri incredibili, protagonisti carismatici, nemici millenari che vogliono distruggere il genere umano, ma soprattutto i nazisti... tanti nazisti.

Uno dei momenti più simbolici e rappresentativi viene narrato durante gli avvenimenti di Battle tendency. Caesar Anthonio Zeppeli (nipote di Will Anthonio Zeppeli, compagno e mentore di Jonathan Joestar in Phantom Blood), dopo estenuanti allenamenti si sente confidente nei propri mezzi e ingaggia un' incredibile battaglia contro uno dei tre uomini del pilastro, nonché antagonisti principale della vicenda, Wamuu. Lo scontro è gestito alla grande con un'ottima coreografia, impreziosito da magnifiche tecniche e l'utilizzo da parte del nemico del prototipo di Stand (ancora sconosciuto ai protagonisti). Arriva però la sconfitta per Caesar, annebbiato dalla rabbia e deciso a cambiare il destino della propria famiglia il giovane Zeppeli dà tutto se stesso, realizzando solamente troppo tardi di aver sottovalutato il suo nemico.

Alla fine dello scontro capisce di essere stato sciocco a voler fuggire dai propri problemi e che quella che sta percorrendo è la via necessaria per proteggere l'intero genere umano: diventa per Joseph ciò che suo nonno fu per Jonathan tanti anni prima, un sacrificio necessario per sbloccare il potenziale sopito della famiglia Joestar.

La distanza tra Zeppeli e Joseph durante la prima battuta della storia, i battibecchi, le frecciatine e gli scontri di idee tra i due mostrano come siano riusciti ad apprezzarsi l'uno con l'altro, conoscendosi e rispettando entrambi le qualità dell'altro. Nasce un'amicizia mai confessata, basata sul rispetto come individuo e non come guerriero, che esplode in un grido di frustrazione e rabbia tra le lacrime di JoJo e Lisa Lisa. La scena più d'impatto dell'intero anime, tanto da venire inserita persino nella seconda bellissima opening Bloody Stream.

Stardust Crusaders: Ice Ice Baby Vanilla

Terza e ultima parte del trittico che vede come antagonista Dio Brando e i servi della maschera di pietra, Stardust Crusaders è ambientata diversi anni dopo Battle tendency ed è la prima volta che l'opera di Araki ha un giapponese come protagonista, Jotaro Kujo (nipote di Joseph Joestar). Questo nuovo arco narrativo si Ispira palesemente al film Il giro del mondo in ottanta giorni, tratto dal famosissimo romanzo dell'autore francese Jules Verne: viene raccontata una vera e propria corsa contro il tempo intorno al mondo, che vede susseguirsi località e nemici sempre differenti lungo tutta la durata degli episodi/capitoli. Il gruppo di protagonisti parte per arrivare in Egitto nel più breve tempo possibile e sconfiggere Dio (incredibilmente ancora in vita dopo gli avvenimenti di Phantom Blood); questo l'unico modo per salvare la vita di Holly, figlia di Joseph e madre di Jotaro, da una maledizione legata agli stand.

Sin dalle prime battute viene introdotto lo Stand, un'emanazione spirituale del potere di un individuo (derivato dalle Onde Concentriche delle precedenti storie). Inutile dire che questa è una delle storie più apprezzate dai fan, nonostante risulti un po' troppo ripetitiva e prolissa riesce ad intrattenere senza fatica lo spettatore, mettendo sul piatto della bilancia personaggi intriganti e carismatici, stand potentissimi e stilisticamente ben definiti. Stardust Crusaders fa parte di quei manga che hanno influenzato la cultura giapponese dei battle shonen; alcuni degli autori e dei manga più importanti degli ultimi decenni devono parte del loro successo anche agli eccentrici lavori di Hirohiko Araki.

Di battaglie in Stardust Crusaders ce ne sono a decine, e si può dire lo stesso per i personaggi: i nemici sono tutti al servizio di Dio Brando, arcinemico storico della serie, ma tra i tanti quello che risalta su tutti è Vanilla Ice, che paragonato agli altri non si distingue in modo particolare, ma a nostro avviso possiede il miglior potere del terzo arco narrativo. Vanilla Ice è uno spietato assassino agli ordini di Dio, uno sgherro fedele oltre ogni aspettativa. Durante l'incursione da parte di Jotaro e compagni nella base del vampiro (Dio Brando), Vanilla Ice affronta da solo ben tre guerrieri: Polnareff, Ziggy e Abdul riuscendo quasi a sopraffarli.

Il suo potere è imprevedibile, incredibilmente forte, diverso dagli altri incontrati fino a quel momento: il suo stand Cream, gli permette di entrare in un'altra dimensione e di uscirne a suo piacimento solo quando è pronto a sferrare l'attacco. Senza la minima considerazione della vita altrui, questo boss viene sconfitto a causa del suo caratteraccio, dovuto ad una morbosa venerazione per il suo padrone; Polnareff sfrutterà a suo vantaggio questa debolezza in uno dei duelli più concitati della serie. Un peccato non averlo visto in azione più a lungo.

Diamond is Unbreakable: Another One Bites the Dust

Siamo nel 1999 in Giappone, gli eventi si svolgono un decennio dopo la sconfitta di Dio Brando, esattamente a Morio-Cho, una piccola cittadina che dà i natali a Josuke Higashikata, figlio illegittimo di Joseph Joestar, nonché nuovo JoJo della serie Diamond is Unbrakable. Come buona tradizione, anche Il ragazzo possiede uno stand chiamato Crazy Diamond; a causa di questo potere entra in contatto con una freccia legata alla maschera dei vecchi capitoli, e anche con portatori di stand poco raccomandabili, luoghi ultraterreni, citazioni rock a tutto spiano, e molto altro. Josuke e i suoi amici, devono svelare i misteri che si celano dentro la sua adorata Morio-Cho.

Inutile dire che l'intera ambientazione anni '90 di Diamond is Unbrakable è altamente suggestiva, e i vestiti, le acconciature, nonché le pose che tanto caratterizzano le opere di Araki, siano le migliori in assoluto, riconoscibili anche dai novizi. A differenza delle precedenti storie, il nostro caro Josuke Higashikata deve lasciare i riflettori all'antagonista, uno dei cattivi più popolari dei manga in generale, Yoshikage Kira. Kira e il suo Killer Queen (il nome dello Stand) riescono ad oscurare quasi del tutto i personaggi presentati fino al momento della sua comparsa.
Questo antagonista ha una caratterizzazione ben più profonda e complessa di quelle precedenti, mandando in fibrillazione la maggior parte dei fan che non si aspettavano un personaggio di questa caratura. Non è finita qui, Kira riesce persino ad evolvere il proprio stand, sbloccando una nuova abilità denominata Another One Bites the Dust (come il singolo del 1980 realizzato dal gruppo musicale inglese, i Queen).

Procediamo con ordine. Fintosi un'altra persona ,dopo essere stato quasi sconfitto la prima volta da Josuke e compagni, Kira decide di cambiare volto grazie all'utilizzo di uno stand esterno al conflitto. Prende così il posto di un uomo di famiglia, occupato in un lavoro castrante senza sbocchi, il classico salaryman giapponese che non risalta e che vive all'ombra di tutti, un ottimo modo per non essere individuato.

Sfortunatamente per Kira, il figlio dell'uomo smaschera l'inganno mettendo il criminale all'angolo: sotto pressione, impaurito e disperato dalla possibilità di venire scoperto da Josuke e Jotaro, Kira esce quasi di senno, convinto di non poter fare più nulla, o almeno finché non sblocca un nuovo potere, il già citato Another One Bites the Dust.

Questa abilità gli consente di collocare una bomba a innesco automatico all'interno di una persona, coinvolgendo in un esplosione il malcapitato che pone le domande specifiche alla vittima. Tutto ciò serve ad assicurare a Kira un modo di far fuori i suoi obiettivi e di uscire illeso da una situazione difficile ancor prima che gli altri se ne accorgano, attivando un loop temporale che costringe la vittima in questione a rivivere svariate volte lo stesso giorno fino al completamento di alcuni parametri stabiliti in precedenza da Kira stesso.

Un potere a dir poco invincibile, e come tutti i poteri invincibili in JoJo viene raggirato; il ragazzo (figlio dell'uomo di cui Kira ha preso le sembianze e vittima della sua nuova abilità), trova il modo di interrompere il loop smascherando il cattivo e spingendolo ad affrontare Josuke in uno scontro mortale: un duello strategico e sensazionale, condito da un epilogo da capogiro, concludendo letteralmente col botto la storia.