Le bizzarre avventure di JoJo: Vento Aureo, cosa aspettarsi dal nuovo anime

In vista della nuova serie animata prodotta da David Production diamo uno sguardo ravvicinato a ciò che ci riserva Giorno Giovanna e la sua gang.

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Sono passati ormai quasi vent'anni dalla prima uscita di Le bizzarre avventure di JoJo: Vento Aureo nelle fumetterie italiane, e a pochi giorni dalla trasposizione animata della suddetta serie, prodotta ancora una volta dal già noto studio d'animazione David production, non ci resta che fare il punto della situazione riguardo una delle incarnazioni più eccentriche, caratteristiche e ovviamente bizzarre dell'intera saga creata dalla penna del maestro Hirohiko Araki. Vogliamo quindi mostrarvi quali sono le nostre aspettative in merito a quello che si presta ad essere uno dei più attesi anime dell'anno. Di cosa tratta Vento Aureo ne abbiamo già parlato in precedenza nello speciale riservato all'evoluzione de Le bizzarre avventure di JoJo quindi non ci dilungheremo a riguardo, cercando piuttosto di evitare spoiler non necessari, fornendovi l'indispensabile per approcciare la serie in dirittura d'arrivo.

I, Giorno Giovanna, have a dream!

Per la prima volta dopo la bellezza di quattro stagioni, la storia non verte attorno ad un membro della famiglia Joestar, o almeno non interamente. Il protagonista di Vento Aureo è il giovane Giorno Giovanna, figlio illegittimo dello storico cattivo della serie Dio Brando: concepito con il corpo di Jonathan Joestar, rubato in precedenza dallo stesso Dio durante gli avvenimenti svolti nell'arco narrativo di Stardust Crusaders, e con una donna giapponese di cui le origini sono per lo più sconosciute. Giorno Giovanna cresce a Napoli a seguito del matrimonio della madre con un italiano. Qui il giovane riceve vari abusi da parte del patrigno, finché non incontra un gangster del luogo: gentile e onorevole, l'uomo è votato alla difesa dei più deboli, pronto a proteggere le strade della sua città. Grazie proprio all'ammirazione smisurata che Giorno riversa nei suoi confronti, il ragazzo decide di intraprendere la strada della malavita, ma a modo suo, così da arrivare alla vetta e distruggere il sistema marcio che gestisce l'intera città. Da qui l'incontro/scontro con Bruno Bucciarati, anche lui un uomo rispettabile e d'onore, e di tutta la sua gang con cui si unirà per infiltrarsi e scoprire la vera identità e spodestare il boss mafioso di Passione, il cui volto e nome sono un mistero. Giorno cercherà di avvicinarsi pian piano terminando con grande dedizione i vari compiti affidatigli dal boss, affrontando sfide all'ultimo sangue contro stand formidabili e famiglie rivali in combutta per smascherare il boss, pronti a far fuori chiunque si metta in mezzo al loro obiettivo.

Vento Aureo e le vecchie serie

Questo in breve è ciò di cui parla Vento Aureo, un misto tra Stardust Crusaders e Diamond is Unbreakable. L'opera utilizza infatti lo stesso modulo narrativo di Josuke e compagni, un percorso caratterizzato da una successione di battaglie senza sosta contro nemici incredibilmente ostici, impreziosite da scontri tattici ad altissimo livello, con un tema di sottofondo che si rifà molto a quello del viaggio già affrontato durante la terza serie.

Hirohiko Araki riprende il tema già presentato nel percorso di Jotaro e alleati, e lo ridimensiona collocandolo in un'ambientazione differente, meno dispersiva: non più il mondo come terreno di battaglia, ma una lunga corsa in treno per tutta l'Italia, riprendendo così gli studi svolti durante le vacanze tanto amate dall'artista giapponese nel nostro paese alcuni anni prima. Continuando a parlare di similitudini tra i vari racconti, sia Josuke (protagonista della quarta serie) che Giorno sono figli illegittimi, entrambi non conoscono di persona i propri genitori, hanno soltanto delle foto o dei racconti che gliene parlano: il primo, discendente per metà della famiglia Joestar; mentre l'altro, nato dal malvagio Dio Brando. I due sono ragazzi confusi ma determinati, le loro esperienze e i loro legami di sangue con i rispettivi genitori, condizionano le loro vite ma non le loro scelte, crescendo fedeli ai propri ideali e a loro stessi.

Cosa aspettarsi da Vento Aureo

La prima cosa che salta all'occhio in Vento Aureo è l'ambientazione: essendo interamente svolta in Italia, ripercorre molte delle tappe già visitate durante gli eventi narrati in Battle Tendency, anche se quello di questo quinto capitolo è uno sguardo riservato letteralmente alla nostra penisola. Vengono messe in risalto dei lati negativi del nostro paese, una corruzione che parte dalle radici di una società cieca ed egoista, ma che si estende fino ai corpi di polizia, inermi e sottomessi al potere della malavita, un vero e proprio organo che controlla il paese, essenziale per la crescita e per il rispetto dell'ordine ma allo stesso tempo cancerogena, una malattia che consuma dall'interno poco alla volta gli inermi, una faccia diversa della stessa moneta: le persone problematiche vengono costrette ad una vita disagiata e di stenti, ignorate e lasciate al proprio destino da una società che li ripudia sin dalle fasce, indirizzandole di fatto verso una vita di illegalità, buttandoli tra le braccia della mafia.
I protagonisti e i nemici seguono un'ulteriore evoluzione che, già dalle ultime battute di Diamond is Unbreakable, stava prendendo piede nelle tavole del maestro Araki: le figure vengono ridimensionate, i personaggi sono resi più snelli ed eleganti; dal punto di vista estetico acquisiscono molte caratteristiche dal mondo della moda, primi fra tutti quegli stilemi artistici che contraddistinguono persone come Tony Viramontes e Antonio Lopez, e da cui Araki si ispira apertamente durante tutta la sua carriera; nasce dalle sue mani un tratto quasi del tutto fotorealistico, ma pur sempre legato a ciò che ha realizzato in passato. Personaggi come Bruno Bucciarati, Fugo Pannacotta e Guido Mista, mostrati recentemente tramite brevi PV di presentazione pubblicate in tutto il mondo su Youtube, risultano incredibilmente fedeli all'opera originale, nonché distinti da colori assurdi e sgargianti estremamente interessanti e di forte impatto, seguendo il tipico abbinamento cromatico tanto caro ad Araki. Da questo nuova stagione animata ci aspettiamo soprattutto un lavoro accurato sugli Stand: pensare di vedere Sticky Finger, Purple Haze e Sex Pistols in azione, animati e ben realizzati non fa che aumentare l'hype riservata per questa serie; i loro poteri così insoliti, fuori dagli schemi impostati in precedenza dallo stesso mangaka, sono valorizzati da un comparto di battle design sensazionale (come del resto un po' tutte le incarnazioni di JoJo), strategico e sempre spettacolare, che non lascia spazio a facili paragoni con il passato.

Presente come sempre è l'atmosfera horror-gore tendente al grottesco che Hirohiko Araki ama inserire nei suoi lavori. Il mangaka si rifà esplicitamente al maestro Kazuo Umezz (autore di capolavori come Aula alla deriva, Cat Eyed Boy), contrapponendo il più delle volte in Vento Aureo uno stile raffinato, a situazioni bizzarre e a tratti mostruose, una caratteristica che non ha intenzione di perdere col tempo. Finora la controparte animata realizzata da David Production non è riuscita pienamente a riprodurre lo stesse sensazioni di orrore e disagio presente nell'opera cartacea originale, che con gli anni è diventa sempre più pregna di questi elementi, parti integranti dell'universo narrativo di JoJo: un imprescendibile tratto che identifica l'assurdo stile artistico di Araki che (proprio come alcune composizioni grafiche in stile cinematografico e il massiccio uso delle vignette circolari) ci aspettiamo venga riproposto degnamente con il dovuto rispetto, e non semplicemente sostituito ad una scelta registica più semplice ed immediata.