Luke Cage: 5 fumetti Marvel da leggere in vista della Stagione 2 su Netflix

5 storie per conoscere meglio Luke Cage, il gigante buono di Harlem, per approcciare al meglio la seconda stagione della serie Netflix.

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Luke Cage, il gigante buono di Harlem dalla pelle impenetrabile e il cuore grande, giunge su Netflix alla seconda stagione dopo che l'abbiamo visto l'ultima volta nel crossover The Defenders.
Tralasciando giudizi sulla serie in questione, resta indubbio il fascino di un'atmosfera ambientata nel cuore nero di Manhattan, con la giusta attitudine street, i cui titoli delle puntate sono tutti omaggi a canzoni dei leggendari Gangstarr e con cameo di personaggi molto noti della scena hip-hop e r-n-b. Per gli amanti del personaggio Marvel, insomma, la serie Netflix fu una piacevole novità.
Oggi, 22 giugno, la seconda stagione di Luke Cage debutta finalmente sulla piattaforma streaming. Abbiamo selezionato, per l'occasione, cinque fumetti importanti per conoscere meglio Power Man, in origine Carl Lucas, il primo supereroe nero ad avere una serie completamente dedicata nella storia editoriale della Marvel, nel pieno di quell'ondata artistico-culturale chiamata "blaxpoitation".

La nascita di Luke Cage: Hero For Hire 1

È la prima apparizione dell'eroe dalla pelle impenetrabile e risale al 1972. Archie Goodwin raccolse la sfida di Stan Lee di allargare il più possibile la sfera d'influenza dei fumetti supereroistici; con lui Roy Thomas (mitico fumettista ed editor della Marvel, responsabile di tanti grandi cicli di Thor, Conan Il Barbaro e Spider-Man) e George Tuska ai disegni (seppur sul concept originale del leggendario John Romita Senior) da vita all'eroe in vendita. La storia è semplice: prendi un ragazzo di colore nella New York dei primi anni Settanta, sbattilo in galera ingiustamente, fallo partecipare ad una sorta di esperimento Capitan-America-Bis che gli dona poteri eccezionali, fagli indossare una tutina sgargiante e una catena che richiama le antiche origini schiave del suo popolo e avrai il perfetto eroe da impiegare sulle strade, a difesa del proprio quartiere e non solo. Il colpo andò a segno, complice anche un'atmosfera più reale e credibile di molte altre storie Marvel dell'epoca. D'altronde, se un cittadino di New York vuole ingaggiare "l'eroe in vendita", difficilmente lo farà per fronteggiare Galactus o il Dottor Destino. Il personaggio, quindi, si muove su scenari urbani senza disdegnare lo scontro con villain dotati di superpoteri, con un linguaggio diverso rispetto a quelli di Capitan America e Iron Man e divenendo un simbolo culturale locale. Poi sul fatto che Nicholas Cage abbia assunto il suo nome d'arte proprio per omaggiare il buon Luke ne parleremo in un'altra sede.
Al momento queste storie non sono state ristampate da Panini Comics, ma l'esordio di Luke lo si può trovare nel volume n. 22 della collana Super-Eroi Le Grandi Saghe dal titolo "70 anni di Marvel".

Il sodalizio con Danny "Iron Fist" Rand: Power Man and Iron Fist 50

Avete presente Danny Rand, l'uomo con il potere (Chi) del Drago racchiuso nel suo pugno? Il personaggio ha molte caratteristiche in comune con Luke Cage. Di fatto è nato più o meno con la stessa spinta "commerciale", derivante dal successo di una corrente cinematografica particolarmente di moda negli anni 70: quella legata ai film di Kung Fu e in generale di arti marziali cinesi (qualcuno ha detto Bruce Lee?). Purtroppo anche questo fenomeno, come la blaxpoitation, è andato presto fuori moda e quindi, nel 1978, l'idea degli editor Marvel fu quella di creare una mutua cooperazione tra i due personaggi in calo, creando il team-up Heores For Hire e affidandone la gestione a due artisti che diventeranno più che leggendari nella Casa delle Idee: Chris Claremont e John Byrne. E il team funzionò alla grande. Un tank demolitore dal linguaggio colorito con un agile felino delle arti marziali, la parlantina sciolta e un obbiettivo comune: essere pagati! Il sodalizio continuò per tanto tempo e fu riproposto in più occasioni, a dimostrazione che poli opposti (ma neanche tanto) si attraggono e che la formula Bud Spencer - Terence Hill va bene in tutte le stagioni. Le storie di questa serie sono da leggere perché, considerando il tempo, risultano decisamente meno didascaliche rispetto ad altre dello stesso periodo e mostrano un tratto finora mai visto nel mondo dei supereroi, ovvero il bisogno di denaro per sostentarsi. Mica sono tutti Tony Stark, T'Challa e Reed Richards, no? Tra polizia, gangster, super villain e battute frequenti, questo duo fu di ispirazione per tante altre "strane coppie" del mondo dei fumetti. Nel volume Omnibus Power Man and Iron Fist, che Panini Comics ha pubblicato nel 2016, troverete tutte le prime storie di questa improbabile ma divertente squadra!

Back on the streets: Marvel Max - Cage di Brian Azzarello e Richard Corben

Il rilancio in chiave Max (la linea adulta dei primi 2000 di Marvel) venne affidato ad una delle penne più segnanti degli ultimi anni di fumetto americano, Brian Azzarello (100 Bullets), con i disegni di un grande esperto di pulp, Richard Corben. Ne nacque un gangsta movie su carta, stereotipato il giusto, ma che riprendeva tutte le atmosfere tipiche di certi film come New Jersey Drive e Boyz in Tha Hood. Cage è un bestione enorme (diciamo pure un LL Cool J ancora più ipertrofico) che viene chiamato a indagare sulla morte di una giovane ragazza troppo vicina alle gang di Harlem, fin quando non incrocia la strada dell'albino Lonnie Thompson Lincoln, aka Lapide, rivisitazione del personaggio creato da Gerry Conway che qui è a capo di una gang in guerra coi mafiosi italiani. Il fumetto contiene tutti i linguaggi duri ed essenziali del ghetto, inframezzati da un'atmosfera alla Sergio Leone che enfatizza ancora di più la presenza statuaria dei soggetti. Decisamente poco politically correct, violento e scombinato, non sarà il miglior fumetto scritto da Azzarello , ma sarà sufficiente per garantire ottimi momenti di goduria e per respirare un clima moderno e ben riadattato sul "protettore" di Harlem. A patto che pompiate Enter The Wu Tang a tutto volume durante la lettura. Lo si dovrebbe trovare ancora, senza grosse difficoltà, nel volume brossurato Marvel Max Luke Cage che racchiude l'intera mini serie.

Jessica Jones: Alias

Se parliamo di Luke Cage in epoca moderna non possiamo scordare il celebre corso di Brian Michael Bendis. Potremmo parlare a lungo di Bendis e del suo apporto in casa Marvel. In un periodo creativo decisamente ottimo, nei primi anni 2000 fece la sua comparsa il personaggio di Jessica Jones, che avrete sicuramente imparato a conoscere nel corso della serie televisiva su Netflix. La sua agenzia di investigazione e il suo personaggio schivo, scostante, sempre in bilico tra fragilità e durezza, si mostrarono fin da subito perfetti per fare coppia con un altro personaggio dotato di queste stesse caratteristiche (anche se in chiave diversa), ovvero il nostro Luke Cage.

Dopo il primo focoso incontro, in tutta la serie (un po' come visto nella serie tv) il rapporto tra i due cresce, tra alti e bassi, fino a culminare con Jessica rimasta incinta del gigante di Harlem per poi dare alla luce la piccola Danielle , finendo per sposare l'ex eroe in vendita. Difficile dire se ne abbia guadagnato di più Luke Cage per ritornare ad essere un personaggio di punta nel panorama Marvel o Jessica Jones per lanciarsi adeguatamente nel mondo della Casa Delle Idee: di certo, per entrambi i personaggi, con questa serie cominciò un periodo decisamente propizio quanto ad ispirazione artistica e piazzamenti. Addirittura Luke Cage assunse un importante ruolo nei Nuovi Vendicatori.
La serie è stata racchiusa in volume Omnibus da Panini Comics ed è uscita anche nella collana Super Eroi Le Grandi Saghe n. 43 (Alias).

'Pantera Nera e La Banda' di Ta-Nehisi Coates e Butch Guice

Ta-Nehisi Coates è un autore sensazionale: giornalista e attivista per i diritti degli afroamericani, non solo ha brillato nella saggistica ma anche nel campo dei comics scrivendo la serie di Black Panther per il cosiddetto All New All Different Marvel. E, con Black Panther and The Crew, preme ulteriormente l'acceleratore affondando le mani nel cuore pulsante della società nera, affiancato dalla poetessa e scrittrice Yona Harvey e costruendo una squadra di eroi neri unica nel suo genere: T'Challa, Misty Knight, Manifold, Ororo Munroe aka Tempesta e il nostro caro buon vecchio Luke Cage. L'assassinio di Lince (Ezra Keith), un vecchio attivista di Harlem, porta alla luce un caso complesso dove tutti sono chiamati a rispettare e tramandare il proprio retaggio, la propria identità, alla ricerca della verità tra poliziotti robot che sembrano essere particolarmente aggressivi contro una determinata categoria, ricordi dei movimenti di fine anni Sessanta e una caratterizzazione eccellente per ogni personaggio. La serie è stata conclusa col sesto numero, purtroppo, ma rimane un'ottima lettura, anche per il nostro gigante dalla pelle impenetrabile che, pur non essendo il protagonista, saprà dare una perfetta fotografia di se stesso in una storia profondamente calata nella realtà nera americana fatta ancora oggi di pregiudizi e ingiustizie, ma anche di segreti celati e violenza. Potete trovare quest'ottima serie nel volume di Panini Comics chiamato appunto Pantera Nera e la Banda, uscito a febbraio 2018 in versione cartonata soft touch (proprio in occasione dell'uscita del film di Black Panther).