LUPIN III - THE FIRST

Lupin III The First e la computer grafica: uno stile mai visto

Analizziamo lo splendido comparto grafico di Lupin III - The First, che per la prima volta in assoluto veste i panni della 3DCG.

speciale Lupin III The First e la computer grafica: uno stile mai visto
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Meno di una settimana ci separa dal ritorno di Lupin III. Una vera e propria festa per i fan del ladro gentiluomo creato da Monkey Punch, da vivere nelle sale cinematografiche dal 27 febbraio grazie a Koch Media e Anime Factory con Lupin III - The First. Un film che omaggia tutto il meglio del popolare franchise, fedele al valore della tradizione ma anche coraggioso e innovativo: per la prima volta nel suo lunghissimo e articolato percorso editoriale ed artistico, infatti. Lupin III vestirà una grafica interamente tridimensionale. Il comparto in 3DCG è forse il vero valore aggiunto di una produzione che abbiamo già avuto modo di apprezzare (leggi qui la nostra Recensione di Lupin III - The First) ma che in questa sede vogliamo passare ulteriormente sotto la lente di ingrandimento per spiegarvi quanto il comparto tecnico della pellicola diretta da Takashi Yamazaki rappresenti un importante punto di svolta per tutta l'animazione nipponica.

Il talento di Marza Animation Planet

Quando un'opera fortemente radicata nell'immaginario popolare come Lupin III si presenta ai fan con una novità così importante, molto spesso i fan reagiscono con timore e sospetto. Tralasciando pochi e (purtroppo) sporadici casi, ogni volta che l'industria giapponese ha provato a cimentarsi con le tecniche di animazione in 3D il risultato è apparso fin troppo scialbo, incapace di replicare l'autorialità artistica di un prodotto disegnato a mano - una maestria in cui il panorama nipponico è senza pari - e di eguagliare i risultati raggiunti nell'ultimo ventennio dall'animazione tridimensionale d'occidente.

Dietro la realizzazione di Lupin III - The First c'è invece Marza Animation Planet, sotto la direzione produttiva di TMS Entertainment e Toho: uno studio che negli ultimi anni ha sfornato prodotti di un certo calibro (Space Pirate: Captain Harlock del 2013, in collaborazione con Toei Animation, Resident Evil: Vendetta e persino Sonic - Il Film, in collaborazione con Paramount Pictures) e che nel film ispirato alla leggendaria creatura di Monkey Punch ha riversato tutto il proprio talento in un prodotto visivamnte superbo.

Nel segno di Monkey Punch


Al di là delle tecniche di animazione, il lavoro svolto da Marza Animation affonda le sue radici anzitutto in un character design sopraffino, capace di percorrere un duplice percorso creativo che a nostro parere è ampiamente riuscito: unire il character design originale di Monkey Punch, fatto perlopiù di maschere e di personaggi ampiamente caratterizzati, ad uno stile visivo iperrealistico, al limite del live-action.

Il tratto originale del compianto Kazuhiko Kato è uno dei più originali mai concepiti dall'industria del fumetto nipponico: il manga di Lupin III, già nel lontano 1967, si presentava al pubblico con un apparato grafico inusuale, decisamente lontano dagli stilemi tipici dell'estetica giapponese, con uno storytelling e un giropagina d'avanguardia molto più vicino al fumetto europeo piuttosto che al manga "purosangue". Con gli anni il design di Monkey Punch è andato evolvendosi, soprattutto con la nascita degli adattamenti animati di Lupin, ma non ha mai perduto la propria autorialità: dalle sembianze quasi animalesche del protagonista, con il suo ghigno arricciato a simulare il muso di uno scimmiotto, fino all'estetica profondamente pulp di personaggi come Jigen e Fujiko, senza dimenticare l'amore incontrastato per il folklore orientale impersonato da Goemon e le atmosfere poliziesche incarnate dalla figura di Zenigata. Tratti caratteristici profondi che gli autori di Lupin III - The First hanno mantenuto in una veste grafica totalmente inedita, quella appunto della CGI, giocando sapientemente con la modellazione poligonale per unire classicismo e innovazione in una formula che riteniamo ben più che vincente: un vero e proprio trionfo di tecnica e stile autoriale.

I nuovi volti di Lupin

Come dicevamo in apertura, al di là dell'eccellente design, in Lupin III - The First viene svolto un lavoro superbo sull'animazione e sull'espressività dei protagonisti. Accantonando il fastidioso effetto stop-motion che permea molti altri anime in computer grafica proposti dall'industria nipponica, Marza Animation Planet ha optato per una soluzione di continuità rispetto ai suoi precedenti lavori, lavorando a puntino sugli effetti particellari e sulla fluidità di movimento di ogni personaggio.

In tal senso il team ha impiegato tutte le proprie risorse nel confezionare un film graficamente preciso e dettagliato, ma senza lesinare nulla sul fattore spettacolarità, puntando (in uno specifico segmento del film) su una deriva artistica di stampo sci-fi, molto in linea con la VFX già intravista in prodotti come Captain Harlock. Parliamo di uno studio che, non a caso, lavora da quasi un ventennio anche nell'industria videoludica, e che ha collaborato alle ottime cutscene di produzioni come Team Sonic Racing, The Last Guardian e Yakuza 0. E in tal senso, grazie all'esplosione di colori e al susseguirsi di scenari molto differenti, il film targato Anime Factory non delude: in pieno "stile Lupin" si passa da ambientazioni urbane europee a scenari naturalistici di vario tipo, inclusa una spiccata venatura spionistica che rende la pellicola un misto tra un adventure a là Indiana Jones e un vero e proprio 007.

Ma a spiccare sull'anima poliedrica del comparto grafico di Lupin III - The First è l'espressività dei personaggi, incredibilmente realistica e ispirata ai più recenti lavori Disney/Pixar. Lo staff di Marza ha lavorato minuziosamente tanto sulle animazioni facciali quanto sulla conformazione degli occhi, sulla potenza dello sguardo e su tutte le microsfumature possibili del volto umano, pur rimanendo ampiamente fedele (come già analizzato) agli archetipi grafici dettati da Monkey Punch oltre quarant'anni fa.

Lupin III The First Passano gli anni e Lupin III è concettualmente identico a quello di quarant'anni fa, ma non rinuncia alle sue abilità di trasformista: il ladro gentiluomo cambia stile visivo con la stessa facilità con cui indossa maschere sempre diverse per sfuggire ai suoi inseguitori, ma ogni volta mantiene intatte tutte le linee guida dettate da Monkey Punch sin dal 1967. E non fa eccezione Lupin III - The First, che rappresenta ad oggi il meglio dell'industria 3DCG legata agli anime: un lavoro di design e modellazione poligonale eccellenti, un trionfo di creatività. Uno stile mai visto. E Lupin, come ben sappiamo, di stile ne ha sempre da vendere.