Marvel Legacy Parte 2: tutto sulle principali testate della Casa delle Idee

Secondo appuntamento con il nostro recap volto a introdurvi a Marvel Legacy, il più recente rilancio editoriale della Casa delle Idee.

speciale Marvel Legacy Parte 2: tutto sulle principali testate della Casa delle Idee
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L'universo dei fumetti Marvel sta cambiando in occasione del nuovo restart che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi, ovvero Legacy. Nel precedente articolo abbiamo fatto il punto della situazione su alcune delle principali testate, analizzando in particolare la trinità dei Vendicatori Captain America/Iron Man/Thor. Giunge ora il tempo di occuparsi anche degli altri importanti personaggi e delle altre squadre appartenenti alla Casa Delle Idee guidata da C.B. Cebulski, con la supervisione di Jason Aaron. La parola d'ordine è "ritorno alle origini", e sembra proprio che ogni singolo autore abbia preso la direttiva molto seriamente.

The Amazing Spider-Man

Se non avete seguito le avventure recenti del più famoso eroe della Casa Delle Idee, ci sembra doveroso fare un breve riassunto.
Per un po' di tempo nel corpo di Peter Parker ha trovato alloggio la coscienza e la mente di Otto Octavius, il quale ha annichilito la personalità dell'Uomo Ragno compiendo diverse azioni più o meno positive.

Fu l'inizio del ciclo di Superior Spider-Man. Il "nuovo" Peter Parker riuscì a diventare molto ricco con la fondazione delle Parker Industries ed allacciò anche diverse relazioni sentimentali, oltre a combattere parecchi super criminali, tra cui i Sinistri Sei e l'immancabile Kingpin.
Fino al celebre scontro con Norman Osborn, alias Green Goblin. L'incapacità di Doc Oc di battere il temibile avversario lo ha poi portato ad abbandonare il corpo di Peter, lasciando il controllo al suo proprietario originale, l'unico che poteva veramente avere delle chance di fronteggiare il vecchio nemico. Dopo i tragici eventi di Secret Empire, e senza la lungimiranza di Octavius, era solo questione di tempo prima che si verificasse il crollo completo delle Parker Industries. E così su Marvel Legacy ritroviamo nuovamente un Peter Parker molto più vicino alla sua versione classica: senza un quattrino, impiegato al Daily Bugle (stavolta come consulente scientifico) e costretto a bivaccare spesso sul divano della (quasi) fidanzata Bobbi "Mimo" Morse (ormai fuori dallo SHIELD, che peraltro non esiste più dopo gli avvenimenti di Secret Empire). Inoltre, l'uomo che più ha osteggiato il nostro amichevole uomo ragno di quartiere tramite il suo giornale, ossia J. Jonah Jameson, ora non solo conosce l'identità segreta di Peter ma è anche diventato un suo fervente - e invadente - alleato. Se l'uomo Ragno continua a fare del bene, di certo Peter Parker non gode di grande popolarità, visto che il fallimento delle Parker Industries ha lasciato per strada centinaia di lavoratori. Il segreto del rilancio consiste proprio in questo: ricostruire un personaggio ripartendo dalla sua origine più genuina e vicina a tutti noi. Dan Slott, preceduto da Chip Zdarsky, vuole ricordarci il motivo per cui siamo così affezionati al caro vecchio Peter Parker, e lo fa attraverso avventure fresche e ricche di azione, risvolti narrativi familiari, coppie che saltano, classici problemi di lavoro, e con incontri con vecchie fiamme (rosse) e molto altro.
Dove c'è Spider-Man però c'è Norman Osborn, e stavolta Goblin è arrivato a fondere il suo potere con un altro temibile mostro, creando addirittura un'alleanza simbiotica con il pericolosissimo Carnage.
Insomma l'Uomo Ragno è tornato in città, ed è seriamente intenzionato ad essere di nuovo uno dei nostri personaggi preferiti.

Daredevil

Il Diavolo Custode di Hell's Kitchen è da sempre uno dei nostri supereroi preferiti. Il suo carattere underground, quasi da "local hero", unito all'handicap della cecità, ha reso Daredevil uno dei personaggi con la maggior forza di volontà e determinazione di tutto il panorama degli eroi in costume. E Charles Soule questa caratteristica la conosce davvero bene: al punto che, per rafforzare la dualità tra il Daredevil supereroe e il Matt Murdock avvocato (e quindi le diverse maniere di portare avanti il concetto di giustizia e l'eterno conflitto che inevitabilmente si crea tra le due), ha elevato la sua nemesi Wilson Fisk addirittura alla carica di Sindaco di New York.
Kingpin non ha nemmeno più bisogno di corrompere la polizia per averla al suo servizio: il suo piano di conquista è minuzioso e diabolico. Prima scatena una caccia all'uomo in città nei confronti di Daredevil e poi con un colpo di scena, degno dei migliori villain, invita Matt Murdock, l'uomo che è riuscito addirittura a legittimare le testimonianze degli eroi mascherati in tribunale, a diventare il suo alleato numero uno con la carica di vicesindaco.
La serie di Soule, disegnata benissimo dal nostro buon Stefano Landini, parte davvero alla grande, mantenendo tutto lo spirito urban di Daredevil e portando la narrazione su un piano decisamente elevato in termini di tensione e costruzione di trama. Rendere Kingpin il primo cittadino di NYC è stata decisamente una scelta azzeccata. Perché il Diavolo Rosso tende a dare il meglio di sé quando affronta avversari che parrebbero al di fuori della sua portata, non tanto nell'uso di super capacità quanto nell'amministrazione del potere dato dall'influenza sociale e dalla corruzione. Più l'avversario è potente e più Daredevil saprà superare i propri limiti, conquistando nuove vette. Come se la caverà Matt Murdock direttamente nella tana del drago? Questo inizio sembra davvero esplosivo!

Wolverine

Il buon Logan è stato dato per morto ormai da parecchio tempo. Ricoperto da una colata di adamantio che è diventata anche la sua bara, per oltre due anni il suo ruolo è stato interpretato da altre figure di casa Marvel.
In primis Laura Kinney, ovvero X-23, clone e "figlia adottiva" di Logan, che ha ereditato il nome Wolverine e il caratteristico costume da battaglia (grigio e nero); ma dopo il caos dimensionale creato da Destino con il conseguente collasso delle realtà, un altro mutante è entrato a far parte della continuity attuale, il cosiddetto vecchio Logan, proveniente dal futuro alternativo della mini serie di Mark Millar e Steve McNiven, Old Man Logan. Palesemente invecchiato, con un fattore di guarigione meno efficiente ma con lo stesso cinismo delle origini, il vecchio Logan non ci ha fatto avvertire eccessivamente la mancanza dell'originale artigliato canadese.

Tuttavia le serie recenti non hanno particolarmente brillato per originalità, mostrandoci più che altro ambientazioni di contorno utili per farci familiarizzare con personaggi come Daken (figlio biologico di Wolverine e della giapponese Itsu), il clan de La Mano, il clan rivale Yashida (di cui Silver Samurai è il capo), Mariko Yashida (vecchio amore di Logan, sorella di Silver Samurai, tragicamente morta in una famosa saga degli anni ‘90 e ora riportata in vita con l'identità di Scarlet Samurai) e Gorgon (letale mutante, ex agente dell'Hydra, col potere di pietrificare gli avversari con lo sguardo).
Le avventure di Laura, Daken & company con gli Orfani di X, effettivamente di passaggio, hanno lo scopo di rafforzare i legami familiari tra gli attuali artigliati, mentre le avventure in Giappone del vecchio Logan vogliono ricordare a tutti il grande rapporto che il canadese ha avuto da sempre con il Sol Levante e con alcune figure femminili importanti. Perché l'originale Logan sta per tornare: è in giro per il mondo, non si conoscono ancora il suo scopo e i suoi nuovi poteri ma continuano a mostrarcelo mentre girovaga alla ricerca di chissà cosa con una Gemma dell'Infinito tra le mani. E a noi, soprattutto ora, sta mancando terribilmente.

Avengers

Quanti sono ora i gruppi Avengers attivi? In effetti la domanda è del tutto legittima, dati i grandi stravolgimenti accorsi negli ultimi anni.
Dunque, per essere precisi, i gruppi attualmente attivi sono i seguenti:
Avengers: capitanati da Falcon con Thor (Jane Foster), Ercole, Visione, Wasp (Nadia Van Dyne) e Spider-Man.
Squadra Unione: capitanata da Rogue con Wasp (Janet Van Dyne), Scarlet e il fratello Quicksilver, Dr. Voodoo, Johnny Storm dei F4, Bestia (Hank McCoy), Sinapsi, Wonder Man.
U.S. Avengers: capitanati da Citizen V (Roberto Da Costa), Hulk Rosso (il Generale Maverick), Cannonball, Enigma, Iron Patriot, Squirrel Girl
Occupy Avengers: il buon vecchio Clint Barton, aka Occhio di Falco, e Red Wolf.
Ebbene, il nuovo Marvel Legacy segna anche l'inizio di un importante crossover tra tutti questi gruppi, ad opera di Mark Waid, Al Ewing e Jim Zub, con i disegni dell'ottimo Pepe Larraz, accompagnato da Kim Jacinto e Mike Perkins.
La Terra si trova al centro di un terribile gioco cosmico, che vede contrapporsi due Antichi, la razza quasi onnipotente che in passato era in possesso delle Gemme dell'Infinito. Colui il quale deteneva il titolo di Gran Maestro, dopo aver patito una sconfitta bruciante, il furto del nome e una lunga prigionia, ora intende vendicarsi del "nuovo" Gran Maestro.
La sfida si deciderà sulla Terra, scelta come scacchiera, dove ogni concorrente ha ingaggiato una squadra di campioni: gli schieramenti dovranno battersi per conquistare dei manufatti particolari per aggiudicarsi i round di "gioco". Da un parte la Legione Letale, formata da guerrieri appartenenti a diverse razze sparse per il cosmo (Capitan Glory è un guerriero Kree, Metal Master è il nuovo signore del magnetismo e via discorrendo); dall'altra il famigerato Ordine Nero, il gruppo di letali combattenti un tempo sotto il comando del titano folle Thanos, composto da Fauce d'Ebano, Proxima Media Nox, Gamma Corvi, Astro Nero, Super Massiva e Cigno Nero.
E in tutto questo gli unici protettori del mondo saranno proprio le squadre Avengers, le quali entreranno involontariamente nella partita, subendo numerose perdite tra le proprie fila, senza comprendere il disegno più ampio dietro a tutta questa scia di scontri e devastazione.
La serie serve per riunire tutti i team che si sono creati nel tempo, permettendo ad ogni nuovo lettore di familiarizzare coi personaggi. Se da un lato è sempre bello vedere Rogue al comando di una squadra Avengers, ed è possibile apprezzare alcuni conflitti interni decisamente interessanti, dall'altro ci troviamo di fronte ad una narrazione settata prettamente sui combattimenti, senza particolari trovate originali.
Spetterà a Johnny Storm "alzare un po' la temperatura" della storia, anche perché - fino a questo momento - del ruolo degli Antichi e dei loro veri obbiettivi non ci è dato di sapere.
Questo Avengers Senza Tregua iniziato col numero 100 dell'edizione italiana attualmente sembra un diesel dalla partenza lenta, fatto di grandi scazzottate e incomprensioni, che ancora non ha svelato il suo vero potenziale. Ma se l'obbiettivo è quello di tornare alle origini state pur certi che ci troveremo di fronte a qualche possibile nobile "caduta" da parte di più di un personaggio.

Marvel 2 in 1: La Cosa e la Torcia Umana

I Fantastici Quattro non esistono più. Ormai da un bel po'. Reed Richards, dopo aver salvato l'universo, se non addirittura tutto il tessuto delle realtà tra le dimensioni, al termine della crisi perpetrata da Destino, è sparito, tra le stelle, chissà dove, assieme a Sue Storm e ai figli Franklin e Valeria.
Tutto il mondo li crede morti, quantomeno dispersi, anche i loro stessi familiari Ben Grimm e Johnny Storm. Se il nipote preferito di Zia Petunia si barcamena nella depressione mantenendo ancora la lucidità, la reazione autolesionista di Johnny appare decisamente più grave. Fino a che una chiave consegnata dall'Uomo Ragno non rivela un'eredità lasciata da Reed alla sua famiglia, una sorta di invito a continuare ad essere degli esploratori, per non lasciarsi vincere dalla disperazione.
L'ennesima provocazione da parte di Victor Von Doom (che pare avere un ruolo ben definito nella vicenda), ora nei panni del Famigerato Iron Man in assenza di Tony Stark, spingerà La Cosa a riunire ciò che resta della famiglia nel disperato tentativo di ritrovare i compagni perduti.
Chip Zdarsky, assieme a Jimmy Cheung, parte da qui con I Fantastici 2, il nuovo ciclo di storie che porterà alla rinascita del primo e più importante gruppo di supereroi della storia Marvel, in quello che si preannuncia come un crescendo di emozioni e ricordi che affiorano poco alla volta, pagina dopo pagina.
SI percepisce infatti chiaramente il senso di meraviglia nel leggere i Fantastici Quattro, così come il fascino di questa squadra di eroi, che prima di tutto è un team di esploratori, di pionieri e viaggiatori dell'ignoto.
Oltre ad una qualità dei disegni davvero elevata e al grandissimo numero di citazioni, questa nuova serie è lo starting point ideale per farci amare nuovamente dei personaggi che - specie negli ultimi anni - hanno conosciuto parecchi alti e bassi e meritano di rientrare ai primi posti nella continuity della Casa Delle Idee.
Con I Fantastici Quattro le possibilità narrative sono veramente tante: ormai crediamo sia ora di far tornare Destino al ruolo che gli è più congeniale, prepariamoci quindi per il grande ritorno, presto sarà nuovamente "Tempo di Distruzione"!

Deadpool

Signori, state per incontrare Il Disprezzabile Deadpool. Che non è poi molto diverso dal Wade Wilson che ben conosciamo, se non per il fatto che il nostro mercenario chiacchierone ha deciso di smettere di tentare di fare parte dei buoni e assecondare del tutto la propria indole assassina.
Dopo aver scelto apertamente di schierarsi con l'Hydra durante l'evento Secret Empire, Wade ha perso un bel po' di amici, compreso l'Uomo Ragno. Il motivo è presto detto: Deadpool si è reso artefice dell'assassino di Phil Coulson, agente dello SHIELD, che sicuramente conoscete e amate per la sua trasposizione cinematografica e per la famosa serie Tv. Wade vive nel costante desiderio di essere punito per i crimini commessi, senza mai subire però la meritata punizione. E visto che ormai il dado è tratto, tanto vale accettare un incarico di quelli belli grossi: uccidere ben quattro bersagli, tra i quali uno dei propri migliori amici, l'eroe con cui ha militato in team up per più tempo, ovvero Nathan Summers, aka Cable. E se Cable è nel mirino del mercenario più efficace al mondo, chi potrebbe esserci alle sue spalle se non il suo stesso clone malvagio Stryfe?

Gerry Duggan è l'autore maggiormente legato alla storia editoriale di Deadpool, avendone curato la continuity per ben 6 anni. The Descpicable Deadpool, con i disegni di Skott Koblish, ci accompagnerà per diversi mesi tra follie annunciate, sparatorie, amputazioni varie e piani assolutamente imbecilli (e per questo mortalmente divertenti) e si concluderà con il numero 300 che vedrà anche il passaggio di testimone tra Duggan e un autore a lungo atteso su queste pagine: Skottie Young, forte del suo Odio Favolandia, che è quanto di più simile esista a Deadpool in casa Image Comics.
La sfida con Cable, tra poliziotti della linea temporale, braccia meccaniche e intelligenze artificiali che forse tanto intelligenti non sono, armi grossissime e diversi incroci con altri co-protagonisti disturbati, si rivela fin da subito spassosa e funzionale. Se Marvel Legacy vuole tornare alle origini, siamo convinti sia giusto riportare Wade a ruoli più violenti, ma non meno demenziali. Da questo punto di vista, Gerry Duggan finora ha svolto un gran lavoro. Sicuramente da leggere!

X-Men e la resurrezione di Fenice

Infine, in chiusura, vogliamo soffermarci sulle testate mutanti, attualmente coinvolte in pieno in quello che è certamente l'evento più importante da molto tempo a questa parte: il ritorno di Jean Grey e la resurrezione di Fenice.

Andiamo con ordine. In questo momento le testate sono due, X-Men Blu e X-Men Oro, caratterizzate da due distinte squadre di mutanti.
Nel team blu (se così vogliamo chiamarlo) militano le versioni giovani degli originali fondatori degli X-Men, ovvero Scott Summers (Ciclope), Bobby Drake (Uomo Ghiaccio), Hank McCoy (Bestia), Warren Worthington III (Angelo) e Jean Grey (Marvel Girl) con l'aggiunta di Jimmy Hudson, il figlio di vecchio Logan proveniente da una diversa linea temporale. Questi personaggi sono le versioni poco più che adolescenti degli originali X-Men provenienti da un futuro alternativo, e operano sotto la guida di un ravveduto Magneto.
Del gruppo oro invece fanno parte alcune nostre vecchie conoscenze, Colosso, Tempesta, Nightcrawler, vecchio Logan, Prestige e la caposquadra Kitty Pride, ancora alle prese con problemi di accettazione e integrazione sociale, nonché sempre coinvolti in combattimenti e missioni al limite del verosimile.
Non ci soffermeremo sulla qualità delle storie narrate in queste due serie, che al momento non ci hanno né particolarmente impressionato né divertito; ci interessa invece parlarvi dell'evento che sta accomunando entrambe le testate e che darà origine alla terza serie intitolato X-Men Rosso.
L'entità cosmica nota come Fenice, che in passato si impadronì di Jean Grey, dando poi origine alla saga di Fenice Nera, sta ritornando. I telepati di tutto il mondo lo hanno già intuito, così come le squadre X-Men che indagano sui segnali (da sottolineare che la giovane Jean del team blu è terrorizzata dall'avvento di questa inarrestabile forza e sta cercando consigli e conforto da tutti gli eroi che hanno l'hanno incrociata durante la loro vita).
Ma è l'originale Jean Grey che ci interessa in questo momento. Veste i panni di una cameriera tutta acqua e sapone in un paesino della provincia americana e sta assistendo a visioni e fatti inspiegabili, come ad esempio la rinascita dell'originale Scott Summers (ad opera appunto della Fenice). Il tutto all'insaputa degli altri mutanti, che sembrano ignorare la sua esistenza.
La Fenice rivuole un corpo ed è proprio quello della prima Jean Grey il designato per il suo ritorno.
In un limbo di allucinazioni, indagini misteriose, apparizioni nel cielo e altri eventi a metà tra il viaggio psichico e la realtà vera e propria, il giovane Matthew Rosenberg (affiancato dai disegni da superstar del calibro dei Lenil Francis Yu e Carlos Pacheco) riesce ad infondere nuova linfa ed interesse al mondo mutante, pur sfruttando un rientro in scena che probabilmente non era necessario Tuttavia è impossibile non rimanere affascinati dalle atmosfere volutamente lynchiane, in aperto contrasto con gli scontri anche piuttosto surreali e non molto entusiasmanti avvenuti negli ultimi 8 numeri sia di X-Men Blu che di X-Men Oro. Tutto questo sta avvenendo nei 3 numeri della mini serie La Resurrezione di Fenice, il Ritorno di Jean Grey, che darà poi origine alla sopracitata nuova serie X-Men Rosso.
Se anche la Fenice può tornare dalla tomba, la regola dei comics americani - per la quale nessuno è veramente morto per sempre - oggi è più valida che mai.