My Hero Academia: le impressioni sui primi episodi della Stagione 3

Stiliamo un primo bilancio di quanto visto nella Stagione 3 di My Hero Academia, dopo aver visionato i primi cinque episodi.

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La terza stagione di My Hero Academia è ricominciata da qualche settimana. Studio Bones ha finora trasmesso i primi cinque episodi della Season 3 dell'adattamento animato al manga di Kohei Horikoshi: Boku no Hero Academia è diventato in breve tempo un fenomeno piuttosto amato dai fan di riferimento, senza dubbio una delle opere più importanti della nuova generazione targata Weekly Shonen Jump. L'avventura di Izuku e dei suoi compagni è stata da molti etichettata come un erede spirituale di Naruto, e per certi versi abbiamo riconosciuto finora una certa analogia (in termini di caratterizzazione ma soprattutto narrativi) con il popolare franchise di Masashi Kishimoto: a prescindere dai possibili elementi in comune, tuttavia, il manga di Horikoshi e l'anime di Studio Bones hanno finora evidenziato anche un immaginario piuttosto ricco e pittoresco, oltre che un plot di base interessante. Dopo aver visionato le prime puntate della Stagione 3, un arco di tempo necessario per delineare meglio i confini della produzione, siamo pronti a effettuare una disamina preliminare su quanto accaduto finora.

Il campo estivo

La seconda stagione di My Hero Academia ha rappresentato uno step importante per i protagonisti: dopo gli eventi iniziali della Stagione 1, composta di 13 episodi atti principalmente a delineare il worldbuilding dell'opera, oltre che i primi passi del buon Deku nel mondo degli eroi, abbiamo visto gli studenti della 1-A confrontarsi tra di loro nel torneo sportivo della U.A., li abbiamo accompagnati negli allenamenti e nei tirocini, li abbiamo ammirati alle prese con i supercriminali e infine hanno dovuto affrontare i loro stessi insegnanti nel corso degli esami pre-estivi. Ora è arrivato il momento del ritiro estivo, ed ecco che i ragazzi della 1-A e della 1-B raggiungono i boschi in compagnia del professor Aizawa. Qui i nostri eroi fanno la conoscenza delle Wild Pussycat, un duo di eroine che ha il compito di supervisionarli e metterli alla prova con sfide indicibili nella foresta. Intanto Midoriya fa la conoscenza di Kota, un ragazzino scorbutico cugino delle Pussycats, che in tenera età ha perso i genitori - due eroi morti in servizio contro un supercriminale.

La vicenda ha avuto gravi ripercussioni sull'animo del bambino, che ha sviluppato un'avversione e un odio vero e proprio nei confronti degli eroi: un sentimento che Izuku, invano, cercherà di placare, tentando di trasmettere al bambino i valori di un vero paladino. Nel corso del quarto e del quinto episodio, tuttavia, abbiamo visto l'Unione dei Villain fare nuovamente la sua mossa: Shigaraki Tomura, dopo essersi palesato a Deku sul finire della precedente stagione, continua a tramare dietro le quinte e ha scatenato un gruppo di assennati supercriminali contro gli studenti della U.A. nei boschi. Solo nel quinto episodio si arriva a scoprire il vero intento dei Villain, che intendono colpire gli studenti per una ragione specifica, essendo in cerca di uno di essi in particolare...

Emozioni già viste

Non vi anticipiamo troppo della trama di My Hero Academia in caso non vi siate messi al corrente delle ultime vicende: in ogni caso, dopo un primo episodio che funge praticamente da riepilogo per le vicende delle stagioni precedenti, la trama della Stagione 3 entra davvero nel vivo a partire dall'episodio 2, ma ci vorranno un paio di puntate perché il ritmo del racconto salga vertiginosamente.

La storia di Deku, pur districandosi attraverso varie esperienze e avvenimenti che segnano il suo cammino verso lo status quo di più grande eroe del mondo, degno erede del prode All Might, continua su un binario preciso che lo porterà a confrontarsi prima o poi con la Lega dei Supercattivi, ma nel frattempo sono ancora tanti gli insegnamenti e miglioramenti che incontrerà lungo il percorso.

My Hero Academia prosegue sulla scia di un racconto di formazione, infarcendo la sua trama da shonen puro con alcuni momenti ricchi di pathos e di emozione. La trama generale, soprattutto dopo gli ultimi episodi, continua - a nostro parere - con il suo essere volutamente derivativa da opere come Naruto: un piccolo "neo" che abbiamo già evidenziato in passato, ma che si fa sempre più rilevante col passare degli episodi, quando certe dinamiche narrative o certi personaggi entrano in gioco oliando i meccanismi della narrazione attestandosi su binari che chiaramente omaggiano un'opera simbolo degli ultimi vent'anni di Shonen Jump. Ci sono piccoli elementi, come il personaggio di Kota che ci ha ricordato moltissimo quello di Inari in uno dei primi archi narrativi di Naruto, così come le possibili conseguenze del ciclo narrativo attualmente in corso (con le rivelazioni che ci hanno riservato le ultime puntate) hanno un che di de ja vù. Ci riferiamo, ovviamente, al destino di Katsuki Bakugo e il ruolo che ricoprirà nei prossimi episodi, una dinamica piuttosto simile al percorso iniziale che ha compiuto un certo Sasuke...

in termini puramente artistici, My Hero Academia è sempre un gran bel vedere: la realizzazione dell'anime suddivisa in stagioni distinte e separate garantisce a Studio Bones una qualità costante nella produzione, un lavoro certosino in fase di disegni e animazioni coadiuvati dall'ottimo e pittoresco character design di base fornito da Kohei Horikoshi nel suo manga originale. Il quarto episodio della Stagione 3 ci ha regalato finora il momento più alto delle prime 5 puntate: lo scontro tra Izuku e Muscular Man, diventato ben presto una lotta con in gioco i propri principi e il proprio onore più che una battaglia per la vita, ha messo ulteriormente alla prova il protagonista, che si è posto sotto i riflettori con un duello decisamente memorabile in termini emozionali.

My Hero Academia - Stagione 3 In fondo è abbastanza chiaro fin dove ci porterà la trama di My Hero Academia: un rocambolesco e quanto mai epico scontro finale tra gli aspiranti eroi della 1-A e la legione (sempre più popolata e minacciosa) composta dall'Unione dei Villains, compreso lo scontro finale tra i possessori del One For All e l'All For One, inclusa la verità sul passato di All Might e sulle origini del suo potere. In tutto ciò, pare, avrà un ruolo prominente il personaggio di Bakugo, sempre più anti-eroe e candidato a passare dalla parte del male - una dinamica, così come tante altre all'interno dell'opera, che a molti ricorderà diversi temi già visti in Naruto, di cui Boku no Hero Academia è sempre più derivativo e successore spirituale, tanto nel bene quanto nel male.