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My Hero Academia su Netflix: i 5 migliori momenti della seconda stagione

In occasione del recente arrivo su Netflix della seconda stagione di My Hero Academia, ripercorriamo i migliori momenti: dal Festival Sportivo a Stain.

My Hero Academia su Netflix: i 5 migliori momenti della seconda stagione
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My Hero Academia è uno dei battle shonen più apprezzati dai lettori, tanto da essere uno dei Big 3 della nuova generazione di manga pubblicati da Weekly Shonen Jump. È difficile dire quale sia esattamente il segreto del suo successo: forse la passione Kohei Horikoshi per i supereroi statunitensi, che traspare in ogni tavola; oppure la scelta dell'autore di rendere l'opera più concisa possibile, senza diluire eccessivamente i tempi dei combattimenti, ma cercando comunque di renderli il più adrenalinici possibile, degni di altri big come Dragon Ball, Naruto e ONE PIECE, in modo da trasmettere la stessa sensazione di epicità che si respira leggendo un fumetto Marvel o DC.

Recentemente è sbarcata su Netflix la stagione 2 della serie animata (vi consigliamo di recuperare la nostra recensione della seconda stagione di My Hero Academia), anche con doppiaggio italiano. Seppur con una sceneggiatura priva di un vero e proprio filo conduttore, la seconda tornata di episodi non è priva di colpi di scena, sorprese, e azioni adrenaliniche. Cerchiamo di ricapitolare i momenti più emozionanti dei 25 episodi di Boku no Hero Academia 2, dal Festival Sportivo alla dichiarazione di guerra di Shigaraki.

Il mio amico e suo padre

Il Festival Sportivo è un evento importante per gli studenti della Yuuei, in quanto devono dare il massimo di sé davanti a migliaia di persone, tra cui eroi che potrebbero ingaggiarli per un breve apprendistato. Per questo è uno dei momenti più entusiasmanti dell'intera stagione, sin dalle eliminatorie, in cui i concorrenti devono partecipare ad una gara ad ostacoli: in questa situazione Izuku cerca di vincere limitando l'utilizzo dell'autodistruttivo One For All, ma mettendo a frutto tutta la sua intelligenza.

My Hero Academia è pur sempre un battle shonen e in quanto tale non può mancare un evento che metta alla prova anche le capacità fisiche degli aspiranti eroi: il momento clou della manifestazione è il torneo di lotta tra studenti. I vincitori della Lotta sulle Spalle devono fronteggiarsi in scontri uno contro uno, utilizzando i loro Quirk per vincere.

In perfetto stile My Hero Academia, i combattimenti sono rapidi (alcuni non si dilungano più di mezza puntata) ed uno più travolgente dell'altro: basti pensare allo scontro tra Izuku e Hitoshi Shinso della 1-C, in grado di fare il lavaggio del cervello all'avversario quando gli risponde, nel corso del quale il protagonista vede per la prima volta le ombre dei precedenti possessori del One For All, che lo aiutano a vincere la prima fase della competizione.

Noi, però, vorremmo soffermarci su un altro evento ben più importante, che decreta la crescita emotiva di uno dei co-protagonisti della serie: Shoto Todoroki. Nato da un matrimonio tra Quirk, che permette di rafforzare le abilità e di trasmetterle ai discendenti, Todoroki è figlio dell'eroe numero 2 Endeavor, il quale è costantemente oscurato dalla notorietà di All Might.

Shoto è cresciuto in un clima ostile, privato dell'infanzia e costretto ad accontentare sempre la figura paterna, che voleva che sfruttasse l'Unicità di usare il ghiaccio ed il fuoco per superare il Simbolo della Pace. I rigidi insegnamenti di Endeavor si sono riflessi anche sulla sanità mentale della madre di Shoto, che con il tempo ha iniziato ad odiare e temere il lato sinistro del figlio, con cui controlla il fuoco, tanto da gettargli acqua bollente sul viso, sfigurandolo.

Proprio per essere cresciuto in questo clima ostile, in cui lui e la madre venivano continuamente vessati, e per timore di diventare come il padre, il ragazzo si è ribellato alla figura paterna, decidendo di non utilizzare il fuoco durante i combattimenti. Nel corso della Lotta sulle Spalle, però, è stato costretto a farne uso, per contrastare un attacco di Izuku.

Nonostante sia uno dei migliori studenti della scuola, quando Shoto si trova ad affrontare il protagonista, sembra che il combattimento sia ad uno stallo, perché Izuku continua a contrastare gli attacchi glaciali di Todoroki. La situazione si sblocca immediatamente quando il nono proprietario del One For All decide di mettere da parte la vittoria, per aiutare un amico in difficoltà.

Gli fa capire che per diventare un vero eroe deve usare tutto il suo potere e non solo una parte: anche se odia il fuoco, questo fa parte del suo Quirk e solo lui può decidere chi essere, non suo padre. Questo è ciò che afferma anche All Might durante una delle sue interviste: "I Quirk sono qualcosa che i bambini ereditano dai genitori. Tuttavia, ciò che conta non è quel legame, ma il proprio corpo ed il proprio sangue. È saper riconoscere se stessi".

Grazie alle parole dell'amico, Todoroki vince lo scontro utilizzando per la prima volta in combattimento il fuoco: se da un lato prova un senso di leggerezza per essere riuscito a liberarsi da un peso che lo tormentava da anni, dall'altro lato rimane disorientato, perché non ha ancora trovato una propria strada e non è ancora persuaso di continuare ad usare il fuoco.

Sebbene non abbia vinto il Festival Sportivo e nonostante le sue azioni non abbiano convinto alcuni professionisti, perché troppo autolesioniste, Izuku è riuscito ad attirare le attenzioni di un insegnante che conosce il segreto del One For All e che potrebbe aiutarlo a controllarlo: il maestro del suo maestro.

Il mio nuovo forno a microonde

Al termine del Festival, gli studenti della 1-A devono scegliere il loro nome da supereroi, con il quale verranno riconosciuti e ricordati negli anni; inoltre, ricevono una lista di Pro Hero che li hanno monitorati durante l'evento sportivo e che vorrebbero mostrare loro come vive un eroe e ad aiutarli a sviluppare i loro poteri, anche se il training dura una sola settimana.

Dopo aver trovato il soprannome Deku, Izuku sta scegliendo in quale agenzia per eroi andare per il suo tirocinio, ma riceve una chiamata dal suo idolo perché c'è qualcuno che vuole aiutarlo a controllare il suo dono: il suo stesso maestro, Gran Torino.

Questi non è certo il mentore che il Nostro si sarebbe aspettato: all'apparenza può sembrare che non ricordi molto, a causa della sua anzianità, ma in realtà mette costantemente alla prova i suoi allievi, per vedere se sono degni di essere eroi. Anche se è una figura poco conosciuta, Gran Torino è uno dei migliori mentori che un novello supereroe possa avere.

Non è un caso se l'anziano abbia voluto prendere sotto la sua ala il giovane Midoriya, in quanto conosce il One For All e vuole continuare ad addestrarne i possessori: ha deciso di istruire il protagonista, dopo aver aiutato Toshinori, vero nome di All Might, per volere della sua più cara amica Shimura, precedente proprietaria del Quirk; anche perché è consapevole che All Might non è certo il miglior insegnante che il ragazzo possa avere.

Sin da quando Izuku varca la porta della sua casa, Gran Torino lo mette subito alla prova, usando la sua unicità Jet, con la quale riesce a muoversi ad una velocità elevata emettendo getti d'aria dai piedi: il giovane eroe non riesce a seguire i rapidi movimenti del Pro Hero, e perde la sfida.

Il mentore gli rivela che è troppo legato all'ammirazione e al senso di responsabilità nei confronti di All Might, e questo si riflette sui suoi movimenti che sono troppo rigidi: se vuole diventare un vero eroe, deve imparare ad essere più indipendente. Grazie a queste parole, Izuku capisce che deve considerare il Quirk come parte del suo corpo. Sebbene sia ancora inesperto, Gran Torino trova in Deku una caratteristica fuori dal comune, che ogni bravo supereroe dovrebbe avere: una mentalità flessibile, che gli permetta di superare ogni difficoltà, senza usare necessariamente la forza fisica.

Se l'immagine di un uovo in un forno a microonde di All Might ha aiutato Izuku ad utilizzare il suo potere, anche se in modo imperfetto, quella di un taiyaki (un dolce giapponese a forma di pesce) in un fornetto a microonde gli permette di essere più performante.

Mentre prima, durante i combattimenti, Deku cercava di concentrare il One For All in una sola parte del corpo, che fosse un pugno o un singolo dito, provocandogli gravi fratture, dopo gli insegnamenti di Gran Torino capisce che deve diffondere il 5% dell'Unicità in tutto il corpo. Grazie a questo sblocca il One For All: Full Cowl, un'abilità che gli conferisce la giusta forza e velocità per combattere e che gli tornerà utile in diverse situazioni, come contro Stain.

Il mio supercattivo

Mentre si sta svolgendo il torneo del Festival Sportivo, nel distretto di Hosu fa la sua apparizione Stain, lo Stermina-Eroi, che affronta Ingenium, fratello maggiore di Tenya Iida, lasciando l'eroe in fin di vita, con una grave lesione alla spina dorsale.

Questo, inevitabilmente, fa crescere un profondo senso di rabbia e vendetta in Iida, che, quando deve scegliere in quale agenzia deve trascorrere la settimana di tirocinio, ne seleziona una proprio ad Hosu: infrangendo gli ideali dei supereroi, vuole trovare Stain ed ucciderlo, senza sapere che questo lo rende una vittima ideale del serial-killer.

Ciò che rende l'assassino un criminale estremamente pericoloso sono le sue abilità combattive ed il Quirk Coagulazione, con il quale immobilizza temporaneamente le vittime dopo averne ingerito il sangue.

Sebbene possa sembrare uno psicolabile che uccide indipendentemente dalla persona che si trova davanti, Stain è spinto dai propri ideali: vuole eliminare tutti i "falsi" Hero, avendo notato che ormai gli eroi agiscono solo per la fama, la gloria, ed i soldi, non più per senso del dovere. Secondo i suoi principi, l'ultimo vero supereroe rimasto è All Might, nonché l'unico che potrebbe fermarlo.

Le azioni dell'assassino attirano Tomura Shigaraki, il braccio dell'Organizzazione dei SuperCriminali - di cui abbiamo imparato a conoscere le potenzialità quando ha attaccato gli studenti della Yuuei - che lo vorrebbe tra le sue fila, ma il colloquio non è certo andato come se lo sarebbe aspettato: Stain, infatti, prova ribrezzo anche per coloro che sono assetati di sangue e distruzione, senza avere una reale motivazione che "giustifichi" le azioni, in quanto sono deboli e più soggetti ad essere eliminati.

Lo Stermina-Eroi, però, nota il fiorire di uno scopo in Shigaraki e aspetta il momento giusto per eliminarlo. Dopo essere tornato ad Hosu, Stain vuole continuare il suo "lavoro", ma questa volta deve affrontare un Iida vendicativo, che mette subito K.O. Solo il tempestivo intervento di Midoriya e di Todoroki riesce a salvare il fratello di Ingenium.

Nel frattempo, Shigaraki, infastidito dal comportamento del serial killer, vuole offuscarne la notorietà e l'immagine con qualcosa di più minaccioso: invia un gruppo di Nomu per creare distruzione nel distretto, ma il piano sortisce un effetto inaspettato.

Sebbene Stain sia stato sconfitto dai tre giovani, i suoi ideali si sono diffusi rapidamente in tutto il paese grazie ad internet, che lo ha reso una sorta di modello per una nuova generazione di supercriminali, che a lungo hanno agito nell'ombra. Molti aspiranti villain, infatti, hanno pensato che gli attacchi di Shigaraki e di Stain fossero collegati, quindi hanno deciso di unirsi all'Unione dei Supercattivi.

La mia Unicità

Dopo aver sconfitto lo Stermina-Eroi, Izuku, Todoroki, ed Iida sono stati ricoverati ed hanno imparato due importanti lezioni: i Quirk non devono essere usati come armi, perché possono uccidere qualcuno, e devono ancora migliorare se vogliono diventare degli eroi imbattibili.

Al termine della degenza e del tirocinio presso Gran Torino, Deku deve fare ritorno a scuola, ma prima di terminare il semestre All Might gli vuole parlare del One For All, perché sin da quando gliel'ha ceduto ha omesso che quel potere è anche una maledizione: un giorno sarà chiamato a combattere contro un potente nemico, lo stesso che anni prima ha indebolito e piegato il Simbolo della Pace.

Quello che il Numero 1 dei Pro Hero rivela al suo giovane allievo risponde ad una domanda che è sorta sin dai primi episodi e che getta le basi per gli eventi narrati nella terza stagione, nonché quello che potremmo definire come l'effettivo sviluppo del racconto di My Hero Academia: le origini del One For All.

Quando sulla Terra iniziarono ad apparire i primi possessori di Unicità, decadde il concetto stesso di essere umano, le leggi erano inapplicabili, e l'evoluzione tecnologica subì un improvviso arresto: il genere umano non sapeva ancora come comportarsi con le persone dotate di superpoteri.

Eppure, in un clima di divisione e di disordine, un uomo riuscì a riunire le persone grazie al suo potere All For One, che gli permetteva di rubare le capacità, di impossessarsene, e all'occorrenza di trasferirle ad altri individui, anche a chi non le possedeva o di unirle ad altre preesistenti.

In questo modo, All For One, questo il nome con cui venne riconosciuto, aveva il pieno controllo sui cittadini e li manipolava a suo piacimento, tanto da poter agire indisturbato e compiere ogni genere di crimine: con il tempo, riuscì ad avere in pugno l'intero Giappone e diventò un punto di riferimento per ogni sorta di criminale.

All For One, però, aveva un fratello maggiore, nato senza alcun Quirk, che, nonostante fosse debole fisicamente, aveva un forte senso della giustizia, motivo per il quale si opponeva alle azioni criminose del fratello. Non è ben chiaro se per compassione o per un altro motivo, All For One donò al fratello un'Unicità che gli permettesse di accumulare potere.

Nessuno, però, sapeva che il fratello maggiore aveva in realtà già un dono latente, all'apparenza inutile, che poteva essere trasmesso ad altri: l'unione tra i due Quirk ha generato lo One For All. Con il suo nuovo potere provò a fermare il fratello, ma non vi riuscì e prima di morire ripose le speranze nei futuri possessori, che avrebbero potuto coltivare One For All al punto da sconfiggere All For One.

All Might pensava di aver spezzato per sempre il ciclo che vedeva i due Quirk fronteggiarsi, ma si sbagliava: All For One, la personificazione del male puro, è la mente a capo dell'Unione dei Supercriminali, che ha trovato un suo erede in Tomura. Da queste parole si evince come il rapporto tra Izuku ed il suo mentore si sia rafforzato e come Deku, in quanto nono possessore del One For All, dovrà affrontare l'All For One.

La mia guerra

Mentre gli studenti sono elettrizzati all'idea di andare al ritiro nei boschi, dopo aver superato gli esami scritti e pratici di fine semestre, si iniziano a vedere i primi effetti delle azioni di Stain.

Nel covo dell'Unione dei Supercattivi arriva il broker Giran, che vuole presentare a Shigaraki i primi due nuovi potenziali membri: la liceale Himiko Toga, la cui identità è tenuta nascosta dai media, ma è nota per aver commesso una serie di omicidi per dissanguamento; Dabi, di cui non si conosce il vero nome, il quale non ha ancora commesso crimini degni di nota, ma vorrebbe esprimersi in qualche modo.

I due criminali hanno deciso di unirsi all'Unione, spronati dagli ideali di Stain: entrambi vorrebbero veder cadere i supereroi. Visti i contrasti che ha avuto con il killer, Shigaraki non vorrebbe avere due suoi "seguaci", tanto che cerca di ucciderli, ma viene fermato da Kurogiri, che non rinnega nuovi alleati.

Il giovane coglie questa occasione per riflettere e per decidere quale sarà la sua prossima mossa: si dirige, dunque, in un centro commerciale, per schiarirsi le idee. Qui tiene in ostaggio Izuku, con il suo dono: Tomura, infatti, con la sua Degenerazione può deteriorare tutto ciò che tocca con la mano.

Per evitare che il novello eroe possa chiamare aiuto, lo avvisa che dopo averlo ucciso, prima di riuscire a scappare, avrebbe lasciato dietro di sé una scia di 20 o 30 cadaveri: in fondo, non cerca la lotta, vuole semplicemente parlare. Shigaraki vuole capire quale fosse la differenza tra lui e Stain e per quale motivo le sue azioni hanno oscurato l'attacco dei Nomu ad Hosu.

Impotente, Izuku gli spiega che sebbene l'assassino fosse un efferato criminale, aveva una propria morale distorta, nata dalla concezione di eroe perfetto che vedeva in All Might, ed è per questo che uccideva tutti gli altri, considerandoli "impuri". Shigaraki, invece, vuole distruggere tutto solo per il piacere sadico di farlo e quando il suo piano non va a buon fine lo abbandona per capriccio: non può essere considerato come un criminale degno di essere ricordato negli anni.

Il villain apprende che il vero problema della società e dell'insuccesso dei suoi attacchi è proprio All Might: l'eroe più amato da tutti ha spinto migliaia di generazioni a seguire le sue orme, proprio come Izuku, e le sue gesta sono alla base della follia di Stain. I cittadini non vivono più nella paura, consapevoli che ci sarà sempre il Pro Hero Numero 1 a difendere la pace.

Shigaraki, dunque, è riuscito finalmente a trovare la sua strada: vuole destabilizzare la società, facendo cadere il pilastro su cui milioni di cittadini fanno affidamento. Vuole eliminare All Might, il Simbolo della Pace.