Nadia, il mistero della pietra azzurra: storia e sviluppo di un classico

Analisi del primo grande successo di Hideaki Anno, uno tra gli animatori giapponesi più influenti degli ultimi decenni, disponibile su Amazon Prime Video.

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ll 1990 segnò una crisi sociale ed economica in Giappone, con l'assenza di produzioni cinematografiche degne di nota e poche serie televisive. Per quanto riguarda gli OAV, al contrario, furono pubblicati in grande quantità e soprattutto furono di assoluto pregio: Cyber City Oedo 808, che segnò il ritorno di Yoshiaki Kawajiri, Mad Bull 34 e Record of Lodoss War.

Malgrado la scarsità di serie televisive, una di queste comunque attirò parecchio clamore e interesse su di sé, vincendo anche parecchi premi, tra cui "Miglior Titolo 1991" della rivista mensile giapponese Animage. Questa è Nadia, il mistero della pietra azzurra.

Genesi della serie

La storia di questa produzione ha origine dalla mente del più grande maestro ed esponente di animazione giapponese al mondo, l'ormai 80enne Hayao Miyazaki. Negli anni ‘70 il giovane futuro fondatore dello Studio Ghibli, dopo aver contribuito alla realizzazione di Heidi (1974), lavorò presso gli studi della Toho, dove presentò ai suoi capi un soggetto originale per un possibile film ispirato alle opere più famose di Jules Verne, in particolare "Ventimila leghe sotto i mari".

L'autore francese è considerato il padre della moderna fantascienza, grazie ai suoi numerosi romanzi avventurosi e scientifici, come "Viaggio al centro della Terra", "Due anni di vacanze" e "Cinque settimane in pallone". "Around the World Under the Sea (Kaitei Sekai Isshu)" sarebbe stato ambientato alla fine del XIX secolo e caratterizzato dallo spirito verniano: un viaggio intorno al mondo di due coraggiosi personaggi, fratello e sorella orfani, in fuga dai cattivi, una nonna pirata e i suoi figli, desiderosi di appropriarsi del misterioso medaglione in possesso dei ragazzi. Il capitano Nemo, personaggio con un passato segreto, sarebbe venuto in aiuto degli orfani e li avrebbe portati a bordo del Nautilus, un potente sottomarino tipico dei racconti Verne.

La Toho non mai realizzato questo lungometraggio, archiviando il progetto e mantenendo i diritti di esclusività, mentre Miyazaki utilizzò vari elementi della sua idea in "Conan il ragazzo del futuro" e "Laputa - Castello nel cielo".

Ma solo con il trionfo critico di "Le ali di Honneamise", il progetto fu rispolverato dall'emittente pubblica NHK per affidarlo al neonato studio d'animazione Gainax di Hideaki Anno e il Group TAC, trasformandolo in una serie TV: "Fushigi no umi no Nadia" - la cui traduzione letterale sarebbe "Nadia nel mare delle meraviglie" ispirandosi al romanzo di Lewis Carroll, "Le avventure d'Alice nel paese delle meraviglie".

L'ascesa di Hideaki Anno

Inizialmente come regista fu assegnato Yoshiyuki Sadamoto, che però fu terrorizzato dal budget ridotto a disposizione e dal carico di lavoro smisurato. Decise quindi di dedicarsi solamente al character design, che venne riproposto e citato in futuro dalla stessa Gainax (si pensi a Neon Genesis Evangelion), lasciando cosi la direzione a Hideaki Anno, che aveva esordito da poco alla regia con "Punta al top! - GunBuster".

Anno riuscì a dare prova delle sue grandi abilità nell'arco dei 39 episodi di cui è composta la serie animata, in cui adattò perfettamente il celebre romanzo di Verne secondo i canoni tipici dell'animazione nipponica per ragazzi, in un mix di fantascienza retrò in stile steampunk, elementi tratti dai racconti di Robert Louis Stevenson e un impianto narrativo tipico del romanzo di formazione.

Al debutto fu cosi tanto l'interesse provocato nel pubblico, che la NHK pretese la creazione di episodi addizionali da aggiungere ai 30 episodi pensati in origine. In realtà questo creò solo problemi e disagio in uno studio già molto instabile economicamente; problemi che misero in cattiva luce sia lo stesso studio d'animazione che l'emittente pubblica per aver speso soldi degli stessi cittadini all'estero, per produrre i nuovi episodi. Questa scelta di affidare il lavoro ad uno studio esterno (pratica chiamata comunemente "outsourcing"), fu causata dalla carenza di manodopera.

Parigi è lo scenario dove viene ambientato la storia, esattamente in universo alternativo durante l'Esposizione Internazionale del 1889. I protagonisti sono il giovane inventore Jean, brillante e ingenuo allo stesso tempo, che incontra e salva l'acrobata Nadia salvandola da un gruppo di buffi cattivi intenzionati a rubarle la sua collana. Tutto ciò dà inizio ad un'avventura incredibile che li porterà sotto i mari e in tutto il mondo. Affrontando il razzismo in Francia e uccisioni a sangue freddo su una remota isola del Pacifico, i due esplorano i misteri del mondo, scoprendo i legami familiari nascosti di Nadia e le sue origini segrete.

Questo immaginario viene sfruttato da Anno per affrontare temi importanti riguardanti, in particolar modo la psicologia evolutiva adolescenziale. Ciò nonostante, quello che fece più scalpore tra i fan otaku giapponesi fu la giovane e affascinante protagonista Nadia, una figura dalla carica sentimentale ed erotica davvero potente. Proprio lo Studio Gainax e Anno, sdoganando l'impiego del cosiddetto fanservice, decisero di accontentare questo tipo di pubblico, limitati comunque dallo stretto controllo della NHK, con accenni di erotismo latente.

L'anime si rivelò un grande successo a livello di audience e di critica: il team Gainax è riuscito a creare un prodotto divenuto cult, un'epopea d'altri tempi mai vista prima, con citazioni letterarie e non solo, e Nadia, un'eroina indipendente e coraggiosa ma al contempo sola e insicura, capace di far immedesimare in sé gli spettatori. Recentemente disponibile per gli abbonati di Amazon Prime Video, vi consigliamo di recuperare questa perla del passato.

"Sei uno spirito avventuroso? Nelle leggende cerchi forse la verità che dimora, remota e nascosta, oltre le terribili cascate del pericolo? Allora è me che cercherai."