Nana: le ragioni del successo dell'anime disponibile su Amazon Prime Video

L'anime di Nana approda nel catalogo di Amazon Prime Video: a oltre 20 anni di distanza dall'esordio, ripercorriamo i motivi del successo dell'opera.

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Il più delle volte, quando si parla di Nana, si tende a concentrarsi sulla sua incompiutezza, sull'assenza, almeno per ora, di un degno finale che riveli finalmente il destino delle due protagoniste. A fronte della sua condizione di indeterminata sospensione, ciò che l'opera ha da offrire passa sovente in secondo piano. Un approccio comprensibile, ma che rischia di allontanare il pubblico dalla fruizione di una produzione che, ad oltre venti anni di distanza dal suo esordio sul mercato editoriale, sa ancora emozionare, coinvolgere e conquistare: anche a fronte dell'assenza di una conclusione.

Non sappiamo se Ai Yazawa deciderà un giorno di riprendere in mano la sua più importante creatura per scrivervi la parola fine, ma, nel frattempo, Nana continua ad occupare un posto speciale nel cuore di coloro che si sono dedicati alla sua visione e lettura, attività entrambe imprescindibili per apprezzarne l'universo. L'anime ha avuto il pregio di offrire una colonna sonora memorabile ad un'opera in cui la potenza espressiva ed emotiva della musica è un elemento essenziale. D'altra parte, la trasposizione animata non adatta la totalità del manga, tralasciando vicende essenziali nell'economia della narrazione. Ma quali sono gli elementi che hanno reso Nana un'opera così amata da milioni di appassionati? In occasione dell'approdo della serie tra gli anime Amazon Prime Video nel mese di giugno 2020, ne ripercorriamo brevemente i principali elementi caratterizzanti.

Narrazione corale: non solo Osaki e Komatsu

Il cuore pulsante della creazione della Yazawa sono i suoi personaggi: una vera e propria galassia di imperfezione e complessità umana, impegnata in una costante ricerca di un equilibrio interiore e di un proprio posto del mondo. Nessuno degli uomini e delle donne che popolano l'opera può essere descritto in poche parole, poiché l'autrice ha accuratamente provveduto a tratteggiare esseri umani complessi, animati da potenti sogni e ambizioni, ma le cui speranze tendono a scontrarsi con destini che li pongono costantemente di fronte alla necessità di analizzare le proprie emozioni e riaffermare le proprie priorità. Ogni personaggio di Nana agisce all'interno di continue finestre di opportunità, talvolta trovando il coraggio per sfruttarne le potenzialità, talvolta osservandole chiudersi da lontano, in un assordante silenzio.

Come noto, al centro di questo turbolento intrecciarsi di destini, troviamo due protagoniste accomunate dal medesimo nome, nonché titolo dell'opera: Nana. Da un lato abbiamo Nana Komatsu, ingenua e sprovveduta sognatrice, altruista innamorata dell'amore e in costante balia di sentimenti intensi ai quali non riesce, o più spesso non vuole, porre argini. Dall'altro troviamo invece Nana Osaki: determinata e ambiziosa, ferita da una giovinezza difficile fatta di legami spezzati, la giovane pone la realizzazione personale sopra ad ogni altra cosa, facendo della propria indipendenza e autonomia un baluardo inscalfibile che le impedisce di accettare i propri sentimenti.

Due personalità agli antipodi, le cui nature si palesano sin dal primo fortuito incontro su di un treno diretto a Tokyo. La Komatsu vi si sta dirigendo per riunirsi con il fidanzato Shoji, trasferitosi nella capitale con l'obiettivo di trovare un lavoro e proseguire gli studi, mentre la Osaki, talentuosa cantante, è determinata a sfruttare le opportunità offerte dalla metropoli per avviare una carriera musicale di successo. Dopo il primo incontro, le due ragazze si ritrovano nuovamente a incrociare i propri passi sulla porta di un appartamento in affitto: complice anche la volontà di dividere le spese, decideranno di diventare coinquiline. Da questa fatidica decisione, prenderà il via un'amicizia sempre più profonda e importante, che condurrà le due Nana a tramutarsi in un'essenziale fonte di sostegno l'una per l'altra.

Con l'incedere della narrazione, le quattro mura che racchiudono l'Appartamento 707 si tramuteranno in un confine etereo, che pare in grado di offrire alle ragazze, il cui nome significa peraltro "sette" in lingua giapponese, un guscio protettivo all'interno del quale coltivare i propri sogni, sviluppare relazioni umane e trovare la forza per affrontare una vita che non tarderà a farsi sempre più ricca, ma anche incredibilmente più complicata. Lo spontaneo altruismo ed l'espansività della Komatsu le varranno ben presto il soprannome di "Hachi", parola nipponica che significa "otto", ma anche termine spesso utilizzato in Giappone per riferirsi a un fedele compagno a quattro zampe, in omaggio alla celebre storia del cane Hachiko.
E sarà proprio la sincera preoccupazione per Nana a spingere Hachi a compiere un'azione che cambierà per sempre le sorti delle loro esistenze. Fan dei Trapnest, band di grande successo della scena giapponese, la ragazza scopre che Ren Honjo, chitarrista del gruppo, altri non è che l'ex fidanzato della sua nuova amica ed ex bassista dei Black Stones, gruppo di cui la Osaki è la talentuosa voce. Conducendola a un concerto del gruppo, la Komatsu sarà fautrice del loro ricongiungimento e dell'avvio di una spietata ruota del destino che ben presto coinvolgerà le esistenze di entrambe: ed è proprio da qui in avanti che la narrazione della Yazawa si fa pienamente corale, coinvolgendo un incredibile e vasto cast di personaggi, ognuno dei quali tratteggiato in maniera mai netta o banale.

Il potere salvifico della musica

Sin dalle prime fasi, Nana si presenta come un'opera dal forte sapore agrodolce. La Yazawa ne struttura infatti l'incedere su due piani temporali differenti: il presente delle due giovani adulte e un misterioso e indeterminato futuro dal quale Hachi rivolge il proprio pensiero all'amica, che non pare però esserle più accanto. Le ragioni di questo distaccamento verranno progressivamente palesate dallo svilupparsi della trama principale, pronta a dipanarsi tra piccoli e grandi colpi di scena, in un continuo gioco di specchi che culmina in quelli che attualmente sono gli ultimi capitoli disponibili del manga.

Le tematiche affrontate dall'autrice in Nana sono molte e tutte ben tratteggiate, anche se, come detto, molti dei percorsi dei personaggi principali risultano ancora incompiuti a causa della sospensione della serializzazione dell'opera. La necessità di imparare a conoscere se stessi, di concedersi la possibilità di compiere errori o di accettare di non essere l'ideale di persona che si è sempre creduto di incarnare rappresentano un fil rouge che segue silenzioso il dispiegarsi delle vite delle due protagoniste, testimone di prese di coscienza difficili, di contrasti interiori, di continue e umane incomprensioni.

Il grande spazio attribuito dalla Yazawa ai membri dei Trapnest, che come detto già dominano le classifiche musicali del Paese, e dei Blast, incredibilmente talentuosi e impegnati in un'inarrestabile ascesa, offre l'occasione per moltiplicare i punti di vista e le prospettive sulle scelte di ogni personaggio. Avendo il mosaico di emozioni e situazioni completamente a propria disposizione, il fruitore di Nana si ritroverà più volte a contestare le azioni di ciascun protagonista, ma la verità è che questi ultimi si muovono con coerenza entro i binari offerti da un'onniscienza che non appartiene loro, esattamente come non appartiene a nessun essere umano.

L'amore, la passione, il senso di colpa, l'orgoglio, il realismo, la cieca speranza, l'amicizia, la disperazione, la paura del futuro, il senso di inadeguatezza: l'autrice non chiede alcun permesso prima di trascinare il lettore in un vortice di emozioni potenti, tra loro connesse in maniera ineludibile, in un intreccio di sentimenti vissuti intensamente.

A vegliare su questa umanità di carta e inchiostro, troviamo la musica, in grado di avvolgere i personaggi di Nana con un infinito potere salvifico. Ognuno di essi si relaziona con note e armonie in maniera profondamente personale, conservando e celando nel proprio animo le motivazioni che fanno di quest'arte un qualcosa di irrinunciabile.

E proprio tra i grandi pregi della trasposizione animata figura l'aver offerto al manga una colonna sonora formidabile, che incarna perfettamente i due differenti stili musicali che caratterizzano il pop-rock dei Trapnest e il punk-rock dei Black Stones. Non a caso, ancora oggi, nell'anno in cui Nana celebra il ventesimo anniversario, qualsiasi karoke nipponico include nel proprio catalogo diversi brani tratti dalla produzione, interpretati rispettivamente dalle voci di Anna Tsuchiya, per i Blast di Nana Osaki, e della cantante giapponese OLIVIA, per i Trapnest di Reira.

Nana In conclusione, Nana resta ancora oggi un'opera in grado di coinvolgere ed emozionare, sia nel suo formato manga sia nella sua parziale trasposizione anime. Certo, manca un finale e il suo arrivo nel prossimo futuro non è purtroppo scontato, ma vi garantiamo che questo non vi farà rimpiangere di aver compiuto un viaggio attraverso l'opera più matura e di ampio respiro firmata da Ai Yawaza. Al contrario: i personaggi tratteggiati dallo stile delicato e inconfondibile della mangaka vi conquisteranno con la loro imperfezione, mentre sfruttando le limitate capacità a disposizione di ogni essere umano cercheranno disperatamente di razionalizzare i propri sentimenti, in cerca di una felicità che si trova tanto vicina quanto lontana.