Naruto Shippuden: quando la storia dei ninja diventò dark

Le prime due stagioni di Naruto Shippuden, disponibili su Crunchyroll, iniziano un cambio di rotta definitivo per le atmosfere della serie.

Naruto Shippuden: quando la storia dei ninja diventò dark
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La seconda stagione di Naruto Shippuden è da poco sbarcata sulla piattaforma streaming di Crunchyroll (recuperate tutte le uscite anime di gennaio 2021 su Crunchyroll). Dopo la saga del salvataggio del Kazekage, tocca alla turbolenta saga della riunione tanto attesa introdurre delle sfumature più cupe alle atmosfere dell'anime. È tempo di crescita per i protagonisti, è il momento di toni più adulti e "violenti" per Naruto.

L'amicizia, la morte e il tradimento


Le prime due saghe in questione determinano, senza dubbio, un netto cambiamento in termini di maturità espressiva e formale. La prima serie dell'anime, che vede i giovanissimi membri del Team 7 affrontare le difficili prove dell'esame di selezione dei chunin, lottare contro i temibili Zabusa e Haku e contenere la furia di un Gaara fuori controllo, mantiene toni più leggeri e scanzonati, forse rivolgendosi idealmente ad un target di coetanei delle nuove leve del Villaggio della Foglia, narrando e mettendo in scena situazioni genuinamente più avventurose, con una tensione emotiva più legata allo svelamento e all'evoluzione delle abilità dei protagonisti alle prime armi che a situazioni realmente "spaventose" o allarmanti.

Ed è poi portatrice di concetti e valori sicuramente autentici ma positivi e ingenui, d'accordo con le intenzioni di Kishimoto e legati alla condizione immatura e fanciullesca dei personaggi principali. Di fatto, con Shippuden, l'integrità dell'idea di amicizia pura perpetrata durante la prima serie viene messa in dubbio e la più puerile convinzione di una sua incorruttibilità si incrina introducendo identità e caratteri più crudi e realistici di chi brama il potere e, in maniera "adulta", si lascia irretire dalla cupidigia.
È un'evoluzione che segue pedissequamente la crescita dei protagonisti che in prima persona sperimentano le ambiguità e la "malvagità" dell'età adulta. È il caso del Sasuke traditore che mette in crisi tutto il sistema di valori associati ai legami e alle relazioni e introduce e instaura definitivamente il regime dell'odio (dopo la parentesi legata ad un instabile Gaara). Insomma, la serie si fa in generale più seria e matura nelle tematiche di fondo fin dalle prime puntate di Shippuden.

Un approccio più dark


Al di là degli argomenti e dei temi, è comunque evidente un approccio più "dark" tangibile nella scrittura e visibile nella messa in scena. Le prime avventure vissute da Naruto e compagni sono pensate come frangenti formativi, utili alla crescita e all'esperienza dei personaggi. È così per la prima missione veramente pericolosa intrapresa dal Team 7 (con il combattimento contro Zabusa e Haku), vero banco di prova per le capacità dei giovani shinobi, è così soprattutto per gli esami sostenuti per la selezione dei chunin, dai teorici al torneo finale, passando per una seconda prova dalle fondamenta "giocose" per sua natura, con una vera e propria struttura e un regolamento di stampo ludico.

Insomma, la prima serie di Naruto è, di fatto, una propedeutica entrata nel mondo dei ninja, una preliminare preparazione alle difficoltà di un mondo brutale che però nella prima parte non si svela ancora (se non per la figura e le azioni di Orochimaru). La musica cambia già nelle prime due saghe di Shippuden. Naruto è tornato dall'allenamento con Jiraiya; Sakura ha seguito le orme di Tsunade; al Team 7 guidato dal capitano Yamato si aggiunge Sai, membro proveniente dalla divisione della Radice; Sasuke è sempre più perso nei meandri dell'odio e della labirintica base segreta di Orochimaru.

I nuovi personaggi introdotti, i villain dell'Organizzazione Alba (Akatsuki), sono, di certo, i responsabili dell'introduzione del versante cupo e tenebroso della serie, soprattutto nella saga del salvataggio del Kazekage, in cui la spietatezza e la brutalità disumana dei membri dell'organizzazione apporta un'atmosfera di paura e morte quasi inedite fino ad allora.

Personaggi terrificanti

Le azioni crudeli e i comportamenti, inclusi i passati inquietanti di Deidara e soprattutto Sasori, portano una ventata di oscurità e di terrore che mancava alla serie. I protagonisti si ritrovano per la prima volta a temere per la propria pelle, a far fronte a situazioni che non gli assicurano la sopravvivenza, a sfiorare la morte in circostanze di reale pericolo. E la morte si presenta subito a dimostrare il cambiamento di toni: Gaara viene catturato dal duo Sasori-Deidara, il suo cercoterio viene risucchiato e con sé il soffio vitale, sotto il segno di una malvagità e di una spietatezza che non erano parte integrante della prima serie. La prima saga di Shippuden fa la sua prima vittima tra i personaggi principali della serie, a riconferma di un approccio decisamente più maturo, ed è, dopo il sacrificio del Terzo Hokage, la prima morte (temporanea) dell'intera serie, primissima se consideriamo le fila della nuova generazione.

Ma la morte sfiora anche il destino di Kankuro prima (avvelenato da Sasori) e Sakura poi, che durante il combattimento contro il marionettista al fianco di Chiyo rischia più volte di essere colpita fatalmente dagli attacchi del nemico.
Un avversario che è di per sé tenebroso, sia nell'aspetto inquietante, sia nella personalità deviata. Un ninja della Sabbia rinnegato dal passato drammatico che rinuncia al proprio corpo per sostituirlo con una marionetta "senza cuore" è quanto di più raccapricciante Shippuden ha da offrire.

Essere spaventoso, un tratto che lo accomuna al villain principale della saga della riunione tanto attesa, Orochimaru, personaggio viscido e disumano, colpevole di azioni efferate e di atti che passano il limite del terrorifico. Uno shinobi ossessionato dalla conoscenza e dalle tecniche ninja, capace di effettuare esperimenti sui bambini di cui Yamato è l'unico sopravvissuto, è qualcosa di estremamente lontano dalle atmosfere leggere e scanzonate della prima serie.

Ma la malvagità e la scelleratezza contamina anche i buoni, con un Naruto vittima di un dissidio interiore che raggiunge l'apice della gravezza e dell'angoscia nella saga in questione, con una trasformazione visivamente terrificante e capace di perpetuare una violenza feroce. Sasuke, dal canto suo, tra le anguste pareti della base di Orochimaru si rivela un personaggio trasformato e sovrastato dall'odio, cieco e insensibile di fronte alla preoccupazione degli amici.

A cavallo tra le due saghe contribuiscono ai toni dark le macchinazioni della Radice, sottodivisione degli Anbu agli ordini di Danzo, composta da shinobi scelti e selezionati attraverso metodi poco ortodossi, con un capo che trama alle spalle del Villaggio della Foglia e che esige ai suoi sottoposti l'annientamento delle emozioni.

Insomma, le prime due saghe di Shippuden contribuiscono a cambiare volto alla serie animata tratta dal manga di Masashi Kishimoto, introducendo combattimenti mortali, personaggi oscuri e atmosfere tetre. Non più la leggerezza della prima serie, ma una maturità e una seriosità rinvigorenti per l'opera prodotta dallo Studio Pierrot, con le due stagioni iniziali a fare da apripista per questa nuova forma.