Netflix

Netflix: i migliori anime seinen disponibili sulla piattaforma streaming

Abbiamo scelto per voi cinque fra le più interessanti serie anime per un pubblico "maturo" presenti su Netflix...

speciale Netflix: i migliori anime seinen disponibili sulla piattaforma streaming
Articolo a cura di

In giapponese la parola "seinen" significa, pressappoco, "giovane uomo" applicata all'industria dell'entertainment nipponico, il termine è utilizzato per indicare lo specifico target di riferimento di riviste come Weekly Manga Times e Weekly Manga Goraku, rivolte a un pubblico maturo. Come anche "shonen" o "shojo", non indica un giudizio di valore ma solo che il prodotto in questione è tendenzialmente rivolto a un pubblico in grado di apprezzare trame complesse, personaggi sfaccettati e un certo grado di violenza che solitamente non vediamo in opere pensate per un'utenza di età più giovane. Sulla piattaforma di streaming Netflix è presente un vasto assortimento di serie anime seinen, e ne abbiamo scelte cinque da guardare assolutamente.

Steins;Gate

Nel 2009 Nitroplus, software house specializzata in cupe visual novel di genere thriller, rilasciò per Xbox 360 Steins;Gate, un'avventura grafica che unisce drammi adolescenziali, viaggi nel tempo e dimensioni parallele. Il manga derivato venne serializzato sulla rivista seinen Monthly Comic Alive e la sua trasposizione anime, a cura dello sceneggiatore Jukki Hanada e del regista Takuya Sato, venne trasmessa in Giappone fra l'aprile e il settembre 2011. L'anime è ambientato nel 2010 ad Akihabara, quartiere di Tokyo famoso per la sua grande concentrazione di negozi di elettronica e videogames, fumetterie, maid cafè. Protagonista è Rintaro Okabe, brillante studente universitario autoproclamatosi "scienziato pazzo" e fondatore del "Laboratorio di Gadget Futuristici", un angusto monolocale ingombro di cianfrusaglie dalla dubbia utilità frequentato unicamente da lui e i suoi compagni, l'adorabile amica d'infanzia Mayuri Shiina e il nerd Itaru "Daru" Hashida. La loro movimentata routine deraglia su un binario inquietante il giorno in cui scoprono di aver accidentalmente inventato, combinando un telefono cellulare e un forno a microonde, una macchina in grado di mandare messaggi nel passato. Coadiuvati dalla geniale Kurisu Makise e da una pletora di buffi personaggi secondari , Okabe e i suoi amici riscriveranno più volte il corso delle proprie vite con una irresponsabile leggerezza, pesteranno i piedi ad una potente organizzazione e giungeranno persino a mettere in pericolo e infine salvare il mondo stesso. Steins;Gate gode di una grafica adeguata e di una trama appassionante, ma il punto di forza della storia sono indubbiamente i personaggi e l'eccezionale lavoro di scrittura operato su di essi. La bella Kurisu Makise è ben lungi dall'essere solo un bel faccino o il love interest del protagonista: con la propria evoluzione completa Okabe alla perfezione e si rende protagonista di alcuni dei momenti più emozionanti della serie. La dolce Mayuri si rivela più acuta e responsabile dei suoi compagni e il suo fato avvince tenendo lo spettatore incollato alla poltrona. Daru, il "gentiluomo perverso", vive una sua strana parabola personale. Suzuha Amane, Moeka Kiryu e Faris Nyannyan, presentate inizialmente con i tratti stereotipici di vari personaggi abituali della serialità giapponese, trovano tutte il proprio spazio per splendere. E quando il protagonista, il paranoico Rintaro Okabe autoproclamatosi scienziato pazzo, si spoglia del proprio ruolo autoimposto di buffone delirante per ammettere i propri sentimenti e si responsabilizza assumendo sulle proprie spalle tutto il peso di una situazione drammatica e apparentemente senza uscita, la serie decolla. L'attesa per il midquel Steins;Gate 0, che dovrebbe andare in onda a partire da aprile, è elevatissima.

Black Lagoon

Ambientata nella immaginaria città tailandese di Roanapur, Black Lagoon è una serie manga di Rei Hiroe pubblicata sulla rivista seinen Monthly Sunday Gene-X a partire dal 2002 e tuttora in corso, nonostante dal 2014 ad oggi non siano usciti nuovi capitoli. Nel 2006 lo studio Madhouse ne ha realizzato un adattamento anime in due stagioni più una miniserie di 5 OAV, tutte presenti sulla piattaforma Netflix. La storia di Black Lagoon segue le vicende di Rokuro Okajima detto Rock, un tipico "colletto bianco" giapponese che in seguito agli intrallazzi di un alto dirigente della sua azienda si ritrova ostaggio di una combriccola di mercenari chiamata "Lagoon Company". I membri della compagnia, il capo Dutch, l'hacker Benny e la bellissima pistolera Revy, lo prendono in simpatia accogliendolo fra le loro fila. Rock si ritrova così a tagliare i ponti con la propria vecchia vita e ad avere a che fare con ladri, tagliagole e serial killer, sviluppando un fortissimo rapporto con Revy e gli altri.

Le animazioni della Madhouse sono come sempre di altissimo livello. L'anime è teso, adrenalinico e confezionato con grande cura in ogni suo aspetto, colonna sonora compresa: Red Fraction, lo splendido tema iniziale, ha lanciato la carriera della cantante j-pop Mell. La serie, specialmente dalla seconda stagione in poi con l'introduzione dei due bambini assassini Hänsel e Gretel, oltre ad essere caratterizzata da un livello di violenza elevatissimo sfocia spesso nella morbosità. Il cast di personaggi, fortemente debitore all'immaginario cinematografico (le citazioni al western e ai film di John Woo si sprecano) è variegato e interessante e nel corso dei suoi 29 episodi rilasciati sinora la serie riesce anche ad affrontare tematiche complesse interrogandosi sulla moralità, sul destino, sulla natura bestiale dell'uomo.

Prison School

"Seinen" significa, spesso e volentieri, "fuori dagli schemi". Abbiamo detto che i prodotti rivolti ai giovani adulti tendono ad affrontare tematiche più mature come morte, tossicodipendenza, suicidio. Questo però non esclude il divertimento, anzi: tutti i titoli citati sinora esibiscono un certo senso dell'umorismo, a volte più ingenuo, altre volte più pesante e macabro. Non sorprenderà quindi l'esistenza di commedie seinen, delle quali Prison School è probabilmente una delle più riuscite. Nata sotto forma di manga scritto e disegnato da Akira Hiramoto (autore tra l'altro di una bella miniserie intitolata Me and the Devil Blues sul musicista "dannato" Robert Johnson), serializzato dal 2011 sulla rivista seinen Young Magazine di Kodansha e recentemente giunto a conclusione con l'uscita del ventisettesimo tankobon, la serie anime è stata sceneggiata da Michiko Yokote (nome di un collettivo di scrittori autori fra gli altri della sceneggiatura di Cowboy Bebop e della serie di romanzi di Patlabor), diretta dal regista di Another, Tsutomu Mizushima e realizzata dalla J.C. Staff. La trama è demenziale all'ennesima potenza: l'accademia femminile Hachimitsu decide di aprire i cancelli anche ai ragazzi, mantenendo però attive le regole che impediscono agli studenti di sesso opposto di fraternizzare in qualunque maniera. Kiyoshi Fujino, Takehito "Gakuto" Morokuzu, Shingo Wakamoto, Joji "Joe" Nezu e Reiji "André" Ando, i primi cinque studenti maschi nella lunga storia della Hachimitsu, travolti dai propri ormoni fuori controllo, vengono sorpresi a spiare le ragazze nei bagni della scuola e di conseguenza rinchiusi nella prigione privata dell'accademia e sottoposti a mille vessazioni da un terzetto di implacabili carceriere: la Presidente Mari Kurihara, l'artista marziale Hana Midorikawa e la giunonica Vicepresidente Meiko Shiraki. Isolati dal mondo, tra mille turbamenti e incertezze, i cinque giovani dovranno tentare di sventare i malefici piani delle ragazze, in un vortice di tutine attillate, torture varie, seni esplosivi, infortuni imbarazzanti, bondage, pissing, sadomasochismo.
I giapponesi sono maestri in tutte quelle forme di umorismo basate sul paradosso. L'ingrediente che fa funzionare l'ironia di Prison School è la serietà con cui i personaggi affrontano la propria situazione e in questo senso le star della serie sono senz'altro Gakuto e la Vicepresidente. Meiko è una energica amazzone sadica, ossessionata dalla forma fisica, e prende ogni compito affidatole dalla Presidente con la massima serietà proprio come se ne andasse della propria vita. Takehito è un otaku fissato con l'epoca dei Tre Regni; dotato di un senso dell'onore da samurai, Gakuto si esprime usando desuete formule onorifiche e le sue reazioni agli avvenimenti sono sempre esagerate e divertentissime. Loro due sono probabilmente i personaggi che spiccano di più, ma Prison School vanta un cast di protagonisti tutti ottimamente caratterizzati e approfonditi.

Ergo Proxy

Cambiamo completamente genere con un vero e proprio caposaldo della serialità anime cyberpunk degli ultimi anni. Ergo Proxy, realizzata nel 2006 dallo studio Manglobe per la regia di Shuko Murase e la sceneggiatura di Dai Sato, è ambientata in un futuro imprecisato, nella città-cupola di Romudo dove esseri umani e organismi artificiali chiamati AutoReiv (da "auto-slavery", cioè "auto-schiavitù") macchine multifunzionali che sostanzialmente mandano avanti la società romudiana, convivono in una dittatura classista basata sulla soppressione delle emozioni, sul razzismo e sul consumismo. In questo contesto s'inseriscono due eventi apparentemente scollegati: la diffusione di un virus chiamato Cogito, che infetta gli AutoReiv donandogli una coscienza completa, e la fuga di un essere misterioso e aggressivo chiamato Proxy. Su questi misteri cercherà di fare luce l'algida Re-l Meyer coadiuvata dal devoto automa Iggy, dal misterioso immigrato Vincent Law e da Pino, una AutoReiv dalle sembianze di bambina.
Ergo Proxy è una serie complicata, non sempre facile da seguire, ricca di citazioni. La regia di Murase e la sceneggiatura di Sato lavorano di concerto per portare avanti con assoluta libertà una narrazione adulta intrisa di esistenzialismo e dramma. Le animazioni sono quasi sempre eccellenti, specie nelle sequenze d'azione. Impreziosita da una eccellente caratterizzazione psicologica e grafica dei personaggi e da sfondi accuratissimi, Ergo Proxy è un prodotto di valore indubbio a cui accostarsi con cautela.

Code Geass: Lelouch of the Rebellion

Quando si parla di Code Geass, la parola che si usa più spesso per descriverlo è "capolavoro". Di sicuro si tratta di un prodotto di difficile classificazione: i manga derivati dalla serie anime in 25 episodi realizzata nel 2006 dallo studio Sunrise, diretta da Goro Taniguchi e scritta dallo sceneggiatore Ichiro Okochi (autore anche di Eureka Seven e Guilty Crown) per il character design delle CLAMP, sono stati serializzati su riviste di genere seinen, shonen e persino shojo ma per tematiche e linguaggio ci sentiamo di considerarlo un seinen a tutti gli effetti.

Code Geass è ambientato in un mondo ucronico in cui l'Inghilterra, grazie anche a dei mecha chiamati Knightmare ha dato vita a un Impero chiamato Sacro Impero di Britannia che controlla un terzo del globo, Giappone compreso (che nella serie si chiama "Area 11"). Il giovane studente Lelouch Lamperouge, in realtà un principe di Britannia sotto mentite spoglie che in seguito all'assassinio della madre rinunciò al proprio titolo, cova un odio implacabile contro la propria famiglia, rea di avere assoggettato il Giappone. Un giorno, in seguito a un attentato ordito da un gruppo di indipendentisti nipponici, il Principe Clovis ordina lo sterminio degli abitanti del ghetto di Shinjuku: in questa situazione Lelouch viene scambiato per un terrorista e rischia di essere giustiziato, ma un attimo prima della fine incontra una ragazza misteriosa che si fa chiamare C.C. e che gli conferisce un potere chiamato "Geass", con il quale è in grado di sottomettere la volontà altrui. Grazie al Geass e alla propria mente brillante Lelouch concepisce un piano per liberare l'Area 11 dal giogo Britanno. Assume l'identità fittizia di Zero e fonda l'Ordine dei Cavalieri Neri, protettori dei deboli, ma dovrà scontrarsi con il proprio amico d'infanzia Suzaku, giapponese che ha ottenuto la cittadinanza Britanna. Contrario ai metodi di Zero, Suzaku tenterà di cambiare il Sacro Impero dall'interno e di sconfiggere i Cavalieri Neri, da lui visti come dei nemici della pace.
Code Geass mescola sapientemente elementi diversissimi come la commedia scolastica, il dramma, la fantascienza. Il protagonista, Lelouch, è un personaggio con molte ombre, machiavellico e spesso crudele, molto lontano dall'ideale di eroe senza macchia che è piuttosto incarnato dal puro Suzaku. Il loro scontro ideologico è basato su motivazioni profonde e la loro lotta tiene col fiato sospeso perché nessuno dei due ha completamente torto né del tutto ragione. Gli autori di Code Geass hanno confezionato un prodotto curatissimo, unico e imperdibile. Se non lo conoscete recuperatelo al più presto su Netflix insieme alle altre serie che vi abbiamo consigliato. Siamo certi che non ve ne pentirete!