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Netflix: le migliori serie fantasy da guardare sulla piattaforma streaming

Draghi, spaventose creature, maghi, cavalieri, un obiettivo da raggiungere: questi i fantasy presenti su Netflix...

speciale Netflix: le migliori serie fantasy da guardare sulla piattaforma streaming
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Chiudete gli occhi, immaginate di trovarvi in una città medievale, in una brughiera, in una prateria sulle mura di un forte; in una mano brandite la vostra spada forgiata da antichi fabbri nanici, nell'altra un arco costruito dagli elfi. La vostra strada è sbarrata da un goblin, un gigante, una viverna, o un drago che sputa minacciosamente fuoco, senza darvi alcuna via di fuga. L'unico modo per uscirne vivi è affrontare l'orrida creatura: vi buttate a capofitto pronti a combattere chi vi si para dinanzi senza remore e senza paura, sapendo che solo uno di voi due ne uscirà vincitore.
Questa è una esemplificazione del genere fantasy, uno dei più sfruttati degli ultimi periodi, ma che ha radici ben più profonde nella storia della letteratura: basti pensare, infatti, alle opere classiche come l'Iliade e l'Odissea, o l'Edda della mitologia norenna, o ancora il ciclo arturiano. Nel corso dei secoli numerosi gli autori che si sono alternati in questo genere, come Tolkien con Il Signore degli Anelli, Lewis con le Cronache di Narnia, Martin con Il Trono di spade e molti altri ancora.
Il genere fantasy, comunque, ha degli stilemi semplici, che lo differenziano dagli altri generi letterari: la magia, un'epica cavalleresca, uno o più eroi, creature fantastiche (per l'appunto) ed un nemico o più da affrontare per raggiungere l'obiettivo finale. Sebbene possano sembrare tematiche banali, in realtà le opere fantastiche celano sempre una profonda analisi del mondo attuale e della psiche umana, portando il pubblico in un mondo nuovo.
Il Giappone si è cimentato nel fantasy riuscendo a trarre massima ispirazione dalla mitologia asiatica (e non solo), producendo numerosi anime e manga, ed attirando non poche attenzioni.
Oggi abbiamo stilato una lista dei migliori anime di stampo fantasy da vedere su Netflix, per preparaci al meglio all'uscita di Fate/Stay Nigh: Heaven's Feel nelle sale cinematografiche.

The Seven Deadly Sins

Nel 2012 Nakaba Suzuki pubblica il primo numero di The Seven Deadly Sins: da subito riscuote un successo nazionale ed internazionale, così che lo studio A-1 Pictures, sussidiaria dell'Aniplex, ne fa una serie animata, distribuita in Italia da Netflix.
Meliodas è il proprietario del Boar Hat, una taverna che sorge sulla schiena di un gigantesco maiale. Un giorno vi entra, in fin di vita, la giovane ed indifesa Elizabeth, figlia del re di Lionesse, che è alla disperata ricerca dei Sette Peccati Capitali: un gruppo di sette cavalieri, unici nel loro genere, che si sono distinti sui campi di battaglia. Dieci anni prima degli eventi narrati, i Peccati vennero accusati di alto tradimento e per questo arrestati o banditi a vita dal regno, e sulle loro teste pende una lauta taglia. La principessa crede nella loro innocenza e ha bisogno della loro collaborazione per salvare suo padre, tenuto prigioniero dai Cavalieri Sacri, armata reale che ha preso il controllo della capitale. Meliodas, assieme ad Hawk, un maiale parlante, decide di aiutare la fanciulla in difficoltà; partono così per ritrovare i famigerati e temuti Sette Peccati Capitali. In breve tempo si scoprirà che il giovane oste è in realtà uno di essi: l'Ira, il più forte di tutti, nonché il capo della banda di ricercati.

The Seven Deadly Sins è forse l'anime che ha subito una maggiore influenza dal genere fantasy: ricco di magia, creature mitologiche, scontri all'arma bianca, è riuscito in questo modo ad appassionare in poco tempo il pubblico. Una storia che può apparire semplice e banale, ma in realtà è ricca di inaspettati colpi di scena, di personaggi ben sviluppati e caratterizzati, che in breve tempo - grazie anche alle loro gesta - si sono ritagliati un piccolo spazio nell'Olimpo degli eroi di manga ed anime.

Fate/Apocrypha

Nato come light-novel, facente parte del franchising iniziato con la visual novel Fate/Stay Night, Fate/Apocrypha è un perfetto esempio di modernizzazione del fantasy, riuscendo ad ambientare la classica quest cavalleresca ai giorni nostri.
Nel corso della seconda guerra mondiale, si è tenuta la Terza Guerra del Graal, a Fuyuki, in cui si sono schierate due fazioni di maghi: i Rossi ed i Neri. Ogni mago era un Master che aveva la capacità di evocare antichi eroi del passato, chiamati Servitori. L'obiettivo della guerra era quello di conquistare il Graal: l'unico che sarebbe rimasto in vita avrebbe potuto esaudire qualunque desiderio. Durante la battaglia però, Darnic Prestone Yggdmillennia ruba la reliquia, provocando non poche ire nei partecipanti, facendone il simbolo della sua casata. Negli anni successivi scoppiano altre guerre di minore portata per recuperare il Graal, senza alcun risultato. Si giunge ai giorni nostri: Darnic si allontana dall'Associazione dei Maghi per crearne una propria, la Yggdmillennia. A seguito di ciò e del furto del Graal, è previsto lo scoppio di una nuova guerra, chiamata Grande Guerra del Graal, che si svolgerà a Trifas, in Romania, in cui saranno schierati i sette Master dei Rossi, che evocheranno sette Servitori, ed i sette Master degli Yggdmillennia, tra cui anche Darnic, che richiameranno al loro fianco altrettanti Servitori: scopo primario di questa nuova battaglia è quello di recuperare la reliquia rubata. La guerra però ha bisogno di un Dominatore o Governatore, una sorta di arbitro, che regolamenta lo scontro e che deve essere del tutto imparziale.

Benché la trama possa sembrare alquanto confusionaria e difficile da comprendere (sì, a tratti lo è), in realtà la struttura è molto basilare, perché mostra le stesse caratteristiche dei GDR: ogni Servitore ha uno specifico ruolo ed abilità (Saber, Berserker, Raider, Caster, Lancer e Archer), mentre i Master sono i maghi che li controllano. Fate/Apocrypha è un fantasy a tutti gli effetti, impreziosito da spettacolari combattimenti con armi incantate, sfavillanti armature, ambientazioni simil-medievali, musiche che riescono a trasportare chi guarda in un mondo fantastico, presenza di eroi mitologici (i più attenti riconosceranno i vari nomi), ed una profonda analisi della vita dei protagonisti, ampliando così l'universo parallelo che è stato creato.

Drifters

Kota Hirano, dopo il successo di Hellsing, si dedicò alla creazione di un'altra opera, Drifters, in cui immagina di far incontrare i più celebri ed abili condottieri e generali della storia in una terra dilaniata da continue guerre.
Nel 1600, nel corso della battaglia di Sekigahara, il giovane samurai Shimazu Toyohisa, del clan Shimazu, viene ferito mortalmente nel tentativo di uccidere Naomasa, generale delle linee nemiche. Dopo un'affannosa ritirata, il samurai si ritrova sanguinante all'interno di un lungo corridoio con infinite porte lungo le pareti, ed un uomo seduto ad una scrivania, posta al centro della stanza, intento a leggere un giornale. Il misterioso figuro spedisce il samurai all'interno di uno dei passaggi. Toyohisa si risveglia in un mondo popolato da fantastiche creature, al cospetto di Oda Nobunaga, rinomato stratega assassinato 18 anni addietro, e di Nasu no Yoichi, noto samurai esperto nell'arte dell'arco, morto circa 400 anni prima.
Nel tentativo di salvare un villaggio di elfi, i tre scopriranno di trovarsi in un territorio dilaniato da continue ed incessanti guerre, a discapito dei poveri ed innocenti abitanti, che vorrebbero vivere in pace e tranquillità. La piccola compagnia si adopererà per liberare le terre dagli oppressori, incontrando, e a volte anche affrontando, altre celebrità storiche.


Drifters può essere paragonato ad uno specchio incrinato che riflette un'immagine distorta della realtà: in un terra fantastica Hirano è riuscito a trasportare gli orrori della seconda guerra mondiale, conditi da una violenza non affatto gratuita che risalta meglio le atrocità di una battaglia. I personaggi riescono ad incarnare appieno i valori delle loro rispettive controparti storiche, che li hanno resi unici nei secoli a venire. Al termine dei titoli di coda dell'episodio finale è presente un avviso che lascia ben sperare in una seconda stagione, in una data ancora da definire.

Fullmetal Alchemist

Uno degli elementi chiave del fantasy è la magia, ma un'arte che viene spesso affiancata a questa è l'alchimia, nonostante sia ben distante dalla magia stessa: l'alchimia si occupa prevalentemente dello studio e della manipolazione dei quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco), per questo è alla base, secondo alcuni, della chimica. In numerose opere fantasy tale studio è considerato alla stregua della magia, soprattutto perché nel medioevo gli alchimisti, come i maghi, erano ritenuti eretici ed adulatori del demonio e, secondo una leggenda, il loro intento era quello di tramutare i metalli in oro, grazie all'utilizzo della pietra filosofale.
Hiromu Arakawa, con la sua opera più famosa, dà una personale interpretazione dell'alchimia.
I giovani fratelli Edward e Alphonse Elric, appassionati d'Alchimia, arte assai diffusa nell'universo creato da Arakawa, dopo aver perso la madre decidono di riportarla in vita mettendo in pratica i loro studi. Nel corso del rito qualcosa va storto: la madre ritorna con le sembianze di un cumulo di carne marcescente, dai spaventosi occhi rossi; Edward perde la gamba sinistra, Alphonse l'intero corpo. Il piccolo Edward, spaventato da ciò che è successo e resosi conto di aver sacrificato tristemente il fratello, cerca di rimediare legandogli l'anima in un'armatura, rinunciando così anche al braccio destro. Dopo quell'esperienza Edward, divenuto Alchimista di Stato, ed Alphonse intraprendono un lungo viaggio alla ricerca della Pietra Filosofale, quale unico mezzo per riavere i loro copri. Nel corso dell'avventura si imbatteranno in altri abili ed esperti alchimisti, e verranno messi dinanzi ai loro limiti e a quelli del genere umano, senza mai dimenticare la principale regola dell'alchimia: senza sacrificio l'uomo non può ottenere nulla. Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato "il principio dello scambio equivalente".

L'opera di Arakawa riesce a coinvolgere lo spettatore grazie a personaggi unici, tutti ben dettagliati e delineati, con storie cariche di segreti, che invogliano a proseguire il racconto. Il tutto è ben dosato da una ilarità non affatto insistente, ma sfruttata come un ottimo espediente per distogliere momentaneamente l'attenzione dai momenti più drammatici ed epici. Nel corso della serie questa comicità passa poco a poco in secondo piano, per dare largo spazio ad una continua evoluzione dei protagonisti e della trama, e a temi molto maturi. Fullmetal Alchemist è diventato a tutti gli effetti uno dei capisaldi del genere shonen, non senza disdegnare elementi da vero e proprio seinen.
Su Netflix è presente sia la serie del 2003, liberamente ispirata al manga, da cui si distacca sin dai primi episodi, che Fullmetal Alchemist: Brotherhood, del 2009, più fedele al manga; inoltre, nel mese di febbraio 2018, è previsto anche l'approdo della live-action sulla piattaforma di streaming.