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Oltre le nuvole, il luogo promessoci: il primo film di Makoto Shinkai

Riscopriamo il primo lungometraggio di Makoto Shinkai, che ci porta in un mondo sci-fi dove i legami affettivi sono l'unica cosa per cui lottare davvero.

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Makoto Shinkai, negli ultimi anni, è riuscito a imporsi tanto in patria quanto a livello internazionale grazie alle sue opere incentrate sul lato più emotivo dei suoi personaggi, spaziando dai corti ai lungometraggi senza soluzione di continuità, riuscendo a imporsi forse come uno degli eredi spirituali di Hayao Miyazaki nel 2016 con il film d'animazione Your Name, una sorta di summa della poetica e delle influenze stilistiche del regista.

Più di dieci anni fa, però, usciva in Giappone Oltre le nuvole, il luogo promessoci, primo lungometraggio di Shinkai capace fin da subito di settare chiaramente alcuni dei punti fermi del suo stile delicato e sospeso, costantemente in bilico tra dramma e fantascienza. Netflix, piattaforma streaming sempre attenta alle produzioni animate, ha accolto al suo interno proprio Oltre le nuvole, dando così la possibilità a chiunque di visionare l'opera prima del regista di Your Name.

Una promessa del passato

La storia si svolge in un mondo ucronico in cui il Giappone, dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, viene diviso in due blocchi contrapposti, controllati rispettivamente dagli Stati Uniti e dall'Unione Sovietica. I due protagonisti, Hiroki Fujisawa e Takuya Shirakawa, sono due bambini legati da un'indissolubile amicizia. Ossessione dei due piccoli è provare costantemente a realizzare un aereo per sorvolare nei pressi della Torre di Hokkaido, altissima struttura costruita dall'Unione per scopi non del tutto chiari.

Sayuri Sawatari, compagna di classe dei due e coprotagonista del racconto, decide di supportare i suoi amici, creando così un legame speciale che li unirà nel corso di tutta l'estate.
Fujisawa e Shirakawa, in un clima di assoluta tranquillità e spensieratezza, promettono così alla loro amica di portarla con loro quando l'aereo sarà concluso, in modo da vivere l'avventura più incredibile di sempre. Di colpo però, tutto cambia improvvisamente; subito dopo la fine dell'estate, Sayuri scompare nel nulla, destabilizzando in modo marcato i due ragazzi, che non riescono a capacitarsi di cosa sia successo davvero.

Dopo alcuni anni, i giovani un tempo migliori amici si perdono di vista, prendendo strade diametralmente opposte; Shirakawa decide infatti di lavorare in un centro di ricerca avanzatissimo il cui compito è quello di monitorare gli universi paralleli e la tecnologia alla base della torre, mentre Fujisawa decide fermamente di dedicarsi allo studio tentando di allontanarsi il più possibile dai malinconici ricordi di qualche anno prima.

Il confronto tra passato e presente diventa in questo modo uno dei temi alla base dell'opera, dato che il regista si è realmente sforzato per rimarcare fermamente l'enorme divario tra il mondo dell'infanzia e quello in cui i protagonisti si ritrovano a vivere una volta cresciuti (seppur di pochi anni).

Nell'anime, infatti, i flashback assumono una valenza estremamente positiva, anche se malinconica; il passato è descritto da Shinkai come un periodo in cui tutto diventa possibile e dove i sogni non sembrano, in realtà, così irraggiungibili, andando a sviscerare l'amicizia che lega in maniera indissolubile i tre personaggi attraverso la stagione dell'estate, in cui il cielo è sempre terso e dove qualsiasi problema può essere risolto.

Infatti, seppur il Giappone si trovi in una situazione difficile, il pericolo di una guerra imminente rimane sempre sullo sfondo, non riuscendo a intaccare mai l'animo spensierato dei tre amici, il cui legame affettivo sembra consolidarsi sempre di più. Il presente, invece, è un momento maggiormente complicato dato che i protagonisti si ritrovano di colpo in un mondo oscuro in cui non sembra esserci più posto per i sentimenti.

Lo stesso conflitto su scala globale, che un tempo veniva solo timidamente avvertito, diventa con il passare dei giorni sempre più tangibile e concreto, portando anche gli stessi personaggi a interagire tra loro in modo diverso rispetto a quanto visto in precedenza.
Hiroki Fujisawa, intenzionato più che mai a ritrovare la sua amica scomparsa, si getta a testa bassa in una ricerca che lo porterà a confrontarsi prima di tutto con sé stesso e, solo dopo, con il resto del mondo.

Le vicende che si svolgono nel presente quindi, seppur mostrate con un look più cupo rispetto ai flashback, sono l'unico momento in cui è possibile maturare davvero, cercando di portare alla luce non solo i propri punti di forza ma anche quelli di debolezza. Nell'opera di Shinkai sono i personaggi ad essere davvero al centro di tutto, capaci di creare una forte empatia con lo spettatore perché dotati di una personalità sfaccettata e ricca di sfumature introspettive, che li porta a evolvere dal punto di vista caratteriale per merito dei loro sentimenti che mutano, cambiano e si evolvono in base alle circostanza in cui si ritrovano coinvolti.

La Torre è la meta

Il film, oltre al focus psicologico, pone una grande attenzione anche sulla struttura punto cardine dell'intero racconto: la Torre di Hokkaido.
L'oggetto artificiale non è da considerarsi solo un mezzo utilizzato dall'Unione per primeggiare sui propri avversari, dato che via via che il racconto prosegue si scoprono sempre nuovi particolari in grado di donare all'opera numerose chiavi di lettura.

La Torre rappresenta prima di tutto un concetto astratto, un vero e proprio inno all'amicizia e all'amore più puro, in grado di travalicare qualsiasi confine nonostante le difficoltà; la promessa incompiuta di portare Sayuri vicino alla struttura artificiale diventa quindi il pretesto per far riavvicinare anche i due amici protagonisti, in un primo momento con una visione del mondo in antitesi ma comunque in grado di passare sopra alle proprie divergenze in favore di un legame affettivo quasi impossibile da recidere completamente. La Torre di Hokkaido assume in questo modo una valenza a tratti mistica, che esula dal suo ruolo oggettivo di strumento bellico per trasformarsi nel traguardo finale che i protagonisti devono raggiungere per completare il loro percorso di crescita interiore, morale e fisica.

L'innocente promessa fatta in una placida giornata estiva del passato diventa così il motore emozionale in grado di portare Fujisawa a rischiare la propria vita per dimostrare a Sayuki quanto lei valga davvero per lui, provando a sfidare qualsiasi convinzione logica pur di raggiungere il proprio obiettivo.

Un futuro da scoprire

Nonostante l'opera proceda con un ritmo lento, la narrazione risulta in grado di intrattenere per tutta la durata del film. La scelta di eliminare qualsiasi tipo di scena dinamica o improntata all'azione, pur considerando che la storia è ambientata in un contesto di guerra imminente, risulta in linea generale indovinata, dato che i vari personaggi riescono a mantenere vivo l'interesse dello spettatore per merito della loro profonda caratterizzazione psicologica, capace di mettere in secondo piano tutto il resto. Pur trattandosi di un lungometraggio uscito nel 2004, dal punto di vista tecnico l'anime risulta curato in ogni suo aspetto, specialmente dal punto di vista dei paesaggi. In molte sequenze è infatti possibile notare l'elevata qualità di tutti gli ambienti in cui si trovano i protagonisti, sia che si tratti dell'interno di un edificio, sia che si tratti di un vasto spazio aperto.
Notevole poi la palette cromatica utilizzata per ricreare l'effetto della luce solare, capace di creare degli scorci davvero notevoli soprattutto durante le scene ambientate nel passato.

Ben realizzate anche le musiche, in grado di donare alle sequenze più emozionanti una marcia in più grazie all'utilizzo di vari strumenti tra cui i violini, impiegati in modo ottimale per tutto l'arco narrativo. Il primo lungometraggio di Makoto Shinkai risulta, in definitiva, un prodotto toccante e ben realizzato, una riscoperta adatto a farci riflettere soprattutto sull'importanza dei legami affettivi che ci legano alle persone che per noi contano davvero, sfruttando la cornice sci-fi come semplice pretesto per raccontare una storia dove sono le emozioni a contare più di ogni altra cosa.