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ONE PIECE: cosa sappiamo e cosa ci aspettiamo dal live-action di Netflix

Netflix ha annunciato una trasposizione live-action per uno dei manga e anime più popolari al mondo, One Piece. Ma cosa può riservarci il progetto?

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Nell'estate del 1997, sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump, venivano pubblicate per la prima volta le avventure di Rufy e la sua ciurma di strambi pirati, frutto della fantasia e del genio di Eiichiro Oda. Oggi, a più di 20 anni di distanza e un'innumerevole quantità di prodotti, iniziative, eventi e quant'altro dedicati al mondo creato da Oda, ONE PIECE si prepara a conquistare Hollywood con il live-action prodotto da Netflix.

La piattaforma streaming con sede a Los Gatos non è nuova a tali operazioni, avendo già realizzato un lungometraggio live-action di Death Note - invero non molto apprezzato da critica e pubblico -, e distribuito quelli di Bleach e Fullmetal Alchemist - in generale già più alti nelle classifiche gradimento. Ma le trasposizioni di manga e anime sono probabilmente tra le più ardue da portare a compimento, specialmente con successo, e un titolo come ONE PIECE rappresenta una sfida non da poco.

Cosa sappiamo sul progetto

Annunciato già nel 2017, fino a qualche giorno fa non avevamo molte informazioni al riguardo. Ma nelle ultime ore tutto è cambiato. Per cominciare, ora siamo al conoscenza del fatto che si tratterà di una serie la cui prima stagione sarà formata da 10 episodi, che probabilmente possiamo aspettarci di vedere tra il 2020 e il 2021, e lo showrunner sarà Steven Maeda, produttore e sceneggiatore di alcuni episodi di Lost, CSI: Miami e X-Files. Collaborerà anche Matt Owens, sceneggiatore di alcune delle più popolari serie targate Marvel Television come Agents of S.H.I.E.L.D. e Luke Cage. Ma la notizia che sicuramente farà più piacere ai fan di One Piece è che il supervisione del progetto sarà Eiichiro Oda in persona, che ha rassicurato i fan sulla produzione della serie con un messaggio visibile anche sui profili social della piattaforma streaming, incluso quello del nostro paese. Il lavoro dietro le quinte per potersi assicurare di procedere con la serie, spiega Oda nel post, è stato lungo e sicuramente non semplice, ma ora che Netflix è entrato in campo tutto procederà più velocemente.

Il cast di ONE PIECE sembra essere già deciso, anche se non ancora annunciato, ma sul web circolano dei rumor riguardo il possibile interprete di Zoro. Intanto, è lo stesso mangaka che alimenta la curiosità dei fan, chiedendosi - ovviamente in maniera retorica - quali saranno le avventure che vedremo trasposte in carne e ossa (e CGI) in questi primi episodi.

Cosa possiamo aspettarci

È difficile da dire. E, senza voler essere troppo melodrammatici, il potenziale per un disastro onestamente c'è tutto

Il mondo di ONE PIECE è così intricato, peculiare ed unico che, anche solo visivamente parlando, riprodurlo in live-action sembra un'impresa titanica. Certo, siamo nel 2020, e i mezzi tecnologici a disposizione, come anche il budget, potrebbero essere sufficienti per un lavoro discreto, o anche di più. Ma la mentalità per approcciarsi al progetto nel modo più fedele possibile all'originale, adattandolo però al medium a disposizione, tanto da creare un valido compromesso, resta un'incognita importante. Il coinvolgimento di Oda nella lavorazione dovrebbe garantire proprio questo aspetto, ma quanta voce in capitolo avrà il maestro in una produzione che dovrà rivolgersi ad un pubblico più ampio possibile?C'è poi il discorso del più che abbondante materiale di base, della lunghezza della storia che ancora non ha visto una conclusione in madrepatria.

È possibile che i dieci episodi della serie fungano da stagione fortemente introduttiva, un lungo e necessario incipit per poter mettere in scena la genesi della ciurma di Cappello di Paglia. Insomma, un lavoro di scrittura che potrebbe ispirarsi a The Witcher, magari giocando con i piani temporali per raccontarci sia i tragici trascorsi degli amici di Monkey D. Luffy (decisamente fondamentali per caratterizzarli a dovere) e il presente del racconto.

Perché se una certezza l'abbiamo è che verranno (giustamente) compiute determinate scelte narrative funzionali al passaggio di format, e non tutte potrebbero essere di gradimento ai fan irriducibili dell'opera originale. Ma sarebbe anche utopistico pensare il contrario.

Quel che possiamo fare al momento, oltre ovviamente attendere ulteriori informazioni, che non dovrebbero tardare ad arrivare stando a quanto promesso dallo stesso Oda, è sperare che in ogni caso venga mantenuto lo spirito originale dell'opera. E, possibilmente, anche alcuni imprescindibili motivetti musicali entrati a pieno diritto nella storia della saga, come la canzoncina di Luffy a Skypea o la ben più celebre "Il liquore di Binks".