Penguin Highway e oltre: 3 film anime di formazione che ve lo ricorderanno

Penguin Highway è un racconto sulla maturazione del piccolo protagonista, ma non è l'unico film che affronta il tema: vediamo quali sono gli altri...

speciale Penguin Highway e oltre: 3 film anime di formazione che ve lo ricorderanno
Articolo a cura di

Aoyama è un bambino intelligente e studioso, che frequenta ancora la quarta elementare, ma che ha già una grande passione per il mondo che lo circonda tanto da volerne conoscere ogni piccolo segreto: ogni giorno impara sempre qualcosa di nuovo. Si sente già un adulto, anche se mancano ancora 3888 giorni prima di diventarlo. Il bambino ha una piccola cotta per l'assistente del suo dentista, con la quale conversa e gioca a scacchi. Durante il periodo estivo, in città si verifica l'inspiegabile apparizione di una colonia di pinguini, ed il protagonista, affascinato da quanto sta accadendo, decide di risolvere il mistero con l'aiuto dell'amico Uchida e dell'assistente.

Questo, però, è solo uno dei tanti eventi che avvengono in città: Aoyama assiste alla nascita di un pinguino da una lattina lanciata in aria. Tutti questi strani avvenimenti lo spronano ancora di più a scoprire cosa sta accadendo e a cercare una spiegazione logica. Saremo portati a vivere le vicende con la stessa curiosità del protagonista, riuscendo a farci tornare bambini, anche solo per 2 ore.

Questo è in poche parole Penguin Highway (per conoscere meglio la meravigliosa avventura di Aoyama vi consigliamo di leggere la nostra recensione di Penguin Highway), film del 2018 prodotto dallo studio Colorido e trasposizione dell'omonimo romanzo per ragazzi di Tomihiko Morimi, in cui, tra le maglie di una trama all'apparenza semplice, si scorge il tema della crescita del bambino, dal punto di vista del protagonista: non sul lato puramente fisico, bensì su quello psicologico. Nel panorama dell'animazione giapponese, il tema dello sviluppo è abbastanza ricorrente, ma in questa sede vorremmo consigliarvi tre pellicole con protagonisti dei bambini che devono affrontare i problemi della crescita.

Wolf Children

La storia di Wolf Children si pone sul confine tra fantasia e realtà, con al centro la consapevolezza di se stessi e della crescita verso l'età adulta; inoltre, si sofferma a sufficienza anche sul rapporto tra uomo e natura, grazie a due protagonisti che non si sentono né umani, né animali. Solo con il tempo riusciranno a capire chi essere veramente.

Hana è un'universitaria con un lavoro part-time, che, un giorno di inizio estate, in aula nota un compagno che prende appunti, anche se non ha alcun libro di studio. Al termine delle lezioni, scopre che non è iscritto all'università, ma sente il bisogno di aiutarlo con lo studio. Con il passare dei giorni, i due diventano sempre più intimi, al punto che lui decide di rivelarle di essere un uomo-lupo: discendente dalla stirpe dei lupi giapponesi, estinta da più di un secolo, è l'ultimo esemplare di una razza di esseri viventi per metà lupi e per metà umani.

I genitori, prima di morire, gli raccontarono le sue origini e gli raccomandarono di non rivelare a nessuno la sua vera identità; in seguito venne affidato a dei parenti che non sapevano nulla del suo segreto.

L'uomo-lupo è cresciuto tra tante difficoltà come una persona normale, nascondendo la sua identità alle persone e cercando di non stringere relazioni con gli altri. Anche se in un primo momento è sorpresa nel vedere il compagno con l'aspetto di un lupo antropomorfo, Hana continua ad amarlo come lo ha amato sin dal primo istante in cui lo ha visto seduto all'università. Dopo un lungo periodo insieme, la ragazza dà alla luce Yuki (Neve in Giapponese), e successivamente rimane incinta di Hame (Pioggia).

Purtroppo, pochi giorni dopo la nascita del secondogenito, l'uomo-lupo muore nel corso di una caccia per procurarsi del cibo, forse per sfamare Hame o perché il suo istinto animalesco ha preso momentaneamente il sopravvento. Hana è rimasta sola con due bambini-lupo che non sa se crescere come umani o come animali: ogni tanto, i due, per gioco o per dispetto, assumono le sembianze di lupo ed ululano.

Siccome non è in grado di gestire la situazione, Hana cerca di proteggere i figli, tenendoli lontano sia dagli animali, che dai bambini. L'unico momento in cui Yuki ed Hame possono essere se stessi è quando corrono nel parco la mattina presto, lontano da occhi indiscreti.

Scrutando nei suoi figli la felicità di poter assumere sembianze di lupo e giocare liberamente, Hana decide di lasciare la città per andare a vivere in montagna: questo è l'inizio di un percorso che li aiuterà a comprendere meglio chi essere e a scegliere la vita che più ritengono ideale. Il film, dunque, si sviluppa mostrando le difficoltà di una madre che fa di tutto per crescere ed educare due figli da sola, e l'evoluzione di Yuki ed Hame.

Mentre la prima vuole dare libero sfogo alla sua natura animalesca, correndo a quattro zampe o cacciando gli animali, Hame ha paura dell'uomo e non vorrebbe essere un lupo, tanto che non si trova a proprio agio con il suo altro aspetto. Vivendo sia come umani che come lupi ed imparando i pro ed i contro dei due stili di vita, i fratelli con il tempo prendono coscienza di sé e devono trovare la propria strada, sia che essa consista nel vivere tra gli esseri umani o tra gli altri animali.

Mirai

Crescere non significa necessariamente diventare adulti, ma anche raggiungere una maturità tale da poter essere più consapevoli delle nostre azioni e ad accettare alcuni compromessi, come avere una sorella più piccola di cui prendersi cura e a cui voler bene incondizionatamente.

A volte un bambino prova dei sentimenti contrastanti nei confronti del fratello appena nato, dovuti soprattutto ad un forte senso di gelosia mescolato al timore di essere rifiutato o escluso dai genitori. È questo turbinio di sentimenti, che spaziano dall'invidia alla rabbia verso il padre e la madre, che albergano nel piccolo Kun, quando, un giorno, si è ritrovato ad essere un fratello maggiore.

Kun è sempre stato al centro dei pensieri dei genitori e degli altri parenti, sin da quando è nato: giocava con i suoi modellini di shinkansen e con il cane Yukko, mentre i familiari lo guardavano incuriositi. La vita perfetta in cui esistevano solo lui, la mamma ed il papà subisce un brusco cambiamento quando nasce Mirai (Futuro in giapponese): ora i suoi familiari rivolgono le attenzioni solo alla nuova arrivata.

In questo contesto, anche il piccolo Kun vorrebbe giocare con Mirai, anche se a volte rischia di farle male con i suoi modellini o di disturbarla durante le ore di sonno. Il suo comportamento inconsapevole e le reazioni dei genitori fanno sviluppare un senso di gelosia ed odio nei confronti di Mirai, perché teme di essere stato messo da parte, nonostante avesse promesso alla madre e al padre che si sarebbe comportato da "adulto" con la sorella minore.

L'atteggiamento dei genitori non fa altro che rafforzare le sue convinzioni: oltre a doversi prendere cura di Mirai, devono lavorare e non riescono a trovare il tempo per giocare anche con lui. Il bambino trova un rifugio dove fuggire dalla realtà nel giardino di casa, al cui centro svetta una maestosa quercia: un luogo dove il sogno e l'immaginazione prendono vita e dove vive esperienze uniche, che lo aiutano ad affrontare e a superare i suoi problemi.

La prima volta che entra nel giardino dopo la nascita di Mirai, il piccolo ha la visione di un uomo che si scopre essere Yukko con sembianze umane: il cane gli rivela che anche lui, a suo tempo, ha vissuto la sua stessa situazione, essendo stato in parte dimenticato dopo l'arrivo di Kun, e che anche lui deve affrontare quella fase.

Con il passare dei giorni il rapporto con la sorella minore diventa sempre più difficile, ma con la sua fervida immaginazione riesce a vedere la Mirai del futuro, che gli fa comprendere che deve prendersi le sue responsabilità in quanto fratello maggiore; Kun, però, è ancora un bambino e non prova affatto simpatia per la sorella, accusandola di avergli portato via tutto.

Queste sono solo alcune delle esperienze oniriche e fantastiche di Kun: ogni viaggio, influenzato da ciò che vive nella sua quotidianità da bambino, lo porterà a conoscere nuove persone che lo aiuteranno ad affrontare i problemi con la sorella e con i genitori, e le proprie paure.

Con le varie esperienze ed i personaggi che incontra, Kun apprende di non dover essere più un piccolo monello, non solo per non complicare ulteriormente la vita della madre e del padre, ma anche perché in futuro dovrà essere un sostegno ed un punto di riferimento per Mirai.

La città incantata

Nella filmografia dello Studio Ghibli è possibile trovare varie pellicole che hanno come protagonista dei bambini. Noi, però, vorremmo menzionare uno dei lungometraggi più iconici di Miyazaki, che si focalizza sul percorso di formazione della giovane protagonista, alla fine del quale diventa una persona diversa: La città incantata.

La timida Chihiro si sta trasferendo con i genitori in una nuova casa ed è costretta a dover dire addio ai suoi amici e alla sua vecchia vita. Durante il tragitto per raggiungere la nuova destinazione, il padre smarrisce la strada principale e ne segue una secondaria, convinto che lo porterà comunque a destinazione, ma in realtà termina all'imbocco di un tunnel. I genitori e Chihiro attraversano la galleria e dall'altra parte trovano edifici abbandonati: secondo il padre, è un Luna Park in disuso.

Chihiro, però, è spaventata da quel luogo così isolato e misterioso. Il padre e la madre vengono attratti da un invitante profumino di cibo proveniente da un piccolo chiosco dove è imbandito un bancone con tante leccornie, e senza pensarci troppo mangiano ciò che hanno davanti, con la promessa di pagare il proprietario quando sarebbe arrivato.

Non riuscendo a convincerli ad andare via, Chihiro esplora l'area, quando incontra un ragazzo, Haku, che l'avverte di fuggire prima del calare della notte: poco alla volta, la città abbandonata prende vita, con luci che illuminano i locali ed entità simili a fantasmi che girano per le vie. La bambina, ancora più spaventata da quanto sta accadendo, vuole tornare indietro, ma scopre che i genitori si sono trasformati in maiali e che la strada per il ritorno è bloccata da un fiume: ora la città pullula di creature di un altro mondo.

L'unico ad aiutarla è Haku, che l'accompagna all'interno di uno stabilimento termale gestito dalla strega Yubaba, la quale trasforma chi non lavora in animali: è stata lei a tramutare i genitori di Chihiro in maiali, per punirli della loro ingordigia.

La protagonista riesce a farsi assumere come dipendente nelle terme, rinunciando però al suo nome: attraverso questo piccolo cavillo, la strega fa perdere ogni ricordo. Se in un primo momento la protagonista è impaurita dalle strane creature che incontra durante il suo soggiorno nella città, con il tempo impara ad apprezzarle, tanto da affezionarsi; allo stesso modo, anche loro legano particolarmente con lei, cercando anche di aiutarla.

Tra un inquietante Senza Volto, che vorrebbe solo avere la compagnia di qualcuno, un essere melmoso e mefitico, che si scopre essere una divinità dei fiumi, Chihiro impara a non avere più paura, ad essere più sicura di sé e più intraprendente.