Persona 5 The Animation: primo sguardo all'anime tratto dal videogioco di Atlus

Ha esordito, finalmente, il primo episodio di Persona 5 The Animation, un adattamento che strizza l'occhio all'epocale videogioco di Atlus.

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Per gli appassionati del genere e della serie, Persona 5 non ha certo bisogno di presentazioni. Il videogioco di ruolo giapponese, pubblicato da Atlus e rientrante nella serie di Shin Megami Tensei, è stata una delle sorprese assolute del 2017, uno dei titoli più validi e apprezzati in assoluto per gli appassionati di JRPG, capace di dettare nuovi standard qualitativi e dettami per il genere, oltre che di proporre un comparto artistico che non ha precedenti nella sua sfera di intrattenimento. Per questo motivo l'annuncio di Persona 5 The Animation, adattamento animato del quinto capitolo della serie videoludica a cura dello staff di A-1 Pictures, non ha potuto che destare un hype a dir poco immenso: l'anime, che si comporrà probabilmente di 24 episodi, ripercorre in toto la trama dell'ultimo capitolo della serie videoludica, e il primo episodio ha infine debuttato il 7 aprile sui circuiti televisivi nipponici. Dopo aver dato uno sguardo al pilot della serie, dunque, è ora di addentrarci in un'analisi preliminare volta a sviscerare le nostre prime impressioni.

I am thou...

L'anime di Persona 5 inizia esattamente laddove il videogioco di Atlus ci fa percorrere i primi passi nei panni di un silente protagonista, che nella versione originale per console viene modellato sulle risposte e sul carattere del giocatore: la creatura televisiva di A-1 Pictures vede il medesimo eroe, che corrisponde all'identità di Ren Amamiya e che, in qualità di leader dei Phantom Thieves sotto lo pseudonimo di Joker, si infiltra in un lussuoso Casino per eliminare un presunto obiettivo. Joker si muove tra le condutture e i piani alti della struttura, ma viene ben presto scoperto e arrestato: dopo essere stato persino malmenato e torturato, il protagonista dovrà raccontare la sua storia alle forze dell'ordine che l'hanno catturato, ripercorrendo le origini dei Phantom Thieves che gli comanda e spiegando agli investigatori le ragioni che, da circa 6 mesi, muovono le loro azioni tra i quartieri di una Tokyo sfrenata e colma di misteri. La storia, quindi, ci porta a 6 mesi prima, iniziando di fatto a raccontare le origini della nostra storia: Ren è uno studente liceale di 16 anni, trasferitosi forzatamente all'Istituto Shujin dopo aver provocato un grave incidente: l'accaduto lo pone, infatti, in una sorta di libertà vigilata, che dovrà scontare passando un anno scolastico lontano da casa e sotto costante osservazione dei servizi sociali e delle forze dell'ordine.

Una volta soggiornato al Caffè Leblanc, il cui burbero proprietario sarà responsabile della sua tutela, Ren rimane come ipnotizzato da un'app misteriosa che si ripresenta di continuo sul proprio smartphone: in seguito, il protagonista si risveglia in una prigione immaginaria in cui fa la conoscenza di Igor, un carceriere che gli spiega che il luogo in cui si trova è la rappresentazione del suo animo e del suo cuore, e che per adesso non avrà bisogno di sapere altro. Chi conosce già la trama dell'avventura sa bene quali saranno le conseguenze di tale sequenza e del peso che la dimensione introspettiva eserciterà sui poteri che in seguito potrà sprigionare il protagonista.

... Thou art I

Il racconto prosegue esattamente come nelle prime ore del videogioco: Ren fa la conoscenza della bella Ann Takamaki, che sembra condividere un rapporto controverso con il docente di educazione fisica del liceo Shujin, e di Ryuji Sakamoto.

Mentre si reca a scuola con quest'ultimo, la realtà inizia a distorcersi e un sinistro castello prende il posto dell'istituto scolastico: avendo già vissuto visioni del genere, in seguito alla comparsa dell'app sul suo cellulare, Ren si inoltra nella struttura con Ryuji, ma entrambi vengono catturati da misteriose e cupe creature che sembrano rispondere agli ordini del loro re, Kamoshida, un individuo grottesco che possiede le stesse sembianze del docente di educazione fisica.

Dopo aver Ryuji soggiogato e torturato dai carcerieri, nelle sequenze finali dell'episodio, Ren finalmente sblocca il suo potere: una voce interiore inizia a chiamarlo e il protagonista inizia a trasformarsi, evocando alle sue spalle un'entità chiamata Arsene. Com'è stato possibile osservare, il primo episodio di Persona 5 The Animation porta gli spettatori a rivivere le primissime battute dell'avventura videoludica di Atlus, riproponendo personaggi e situazioni in formato completamente animato: in tal senso, bisognerà osservare in che modo il ritmo della narrazione, e dei vari "archi narrativi" in cui è suddivisa la trama originale, verranno trasposti nei probabili 24 episodi complessivi della produzione e se la sceneggiatura renderà giustizia al videogioco - che, in termini di longevità e di narrazione, risulta particolarmente lungo e complesso da approcciare. Quel che è certo, però, è che l'episodio pilota dell'adattamento di A-1 Pictures non risulta frettoloso, racconta le primissime ore tratte dal JRPG di Atlus senza tralasciare alcun elemento essenziale alla comprensione dell'incipit di Persona 5 e si prende i propri tempi nel rappresentare lo scomodo status quo del protagonista, che si trova sotto libertà vigilata ma che al contempo si ritrova vittima di eventi incredibilmente inspiegabili.

Ma è soprattutto sul piano artistico che Persona 5 The Animation convince: la trasposizione di A-1 Pictures, almeno in questo prima puntata, sembra attingere perfettamente dalle atmosfere e dalla regia del videogioco, una fedeltà praticamente impeccabile che si riconosce nella cura estrema rivolta sia al character design che alla qualità dei disegni, ma soprattutto nelle animazioni e nell'accompagnamento musicale.

Quest'ultimo propone la colonna sonora originale del gioco, permettendoci di vivere un piacevolissimo tuffo nel passato - seppur di solo un anno, circa - nell'ascoltare il tema musicale che pervade le strade di Shibuya e affini, oppure gli arrangiamenti più drammatici e spettacolari proposti nelle scene clou dell'episodio. Senza contare, ancora, alcuni piccoli elementi che strizzano l'occhio al materiale videoludico originale, come la visuale sulla mappa dello smartphone di Ren che ricrea in toto la mappa di gioco di Persona 5, fatta di strade ed edifici stilizzati, collegati tra loro su uno sfondo rosso acceso. Tutto di Persona 5 The Animation, dal ritmo della narrazione scandita nei giorni del calendario alla art direction, passando per il design di protagonisti e ambienti, è una dichiarazione d'amore allo splendido videogioco di Atlus. Ci auguriamo, nel corso della serializzazione e al termine dei 24 episodi che potremo valutare in toto tra qualche mese, di poter definire capolavoro - nella sfera dell'industria di animazione giapponese - anche Persona 5 The Animation.

Persona 5 The Animation Se i ritmi narrativi e l'art direction di Persona 5 The Animation si mantengono sugli standard qualitativi del primo episodio, l'adattamento di A-1 Pictures si prospetta di alto livello. Lo staff di animazione, almeno in questa prima puntata, rende omaggio al videogioco cui si ispira in tutto e per tutto, dagli arrangiamenti musicali al character design, passando per il comparto artistico e per la struttura narrativa. Una strizzata d'occhio costante al materiale originale, in grado di stupire tanto gli spettatori neofiti quanto quelli che hanno già ampiamente apprezzato la creatura videoludica di Atlus, disponibile per le più recenti console ammiraglie Sony.