Popeye compie 91 anni: la storia di Braccio di Ferro

Buon compleanno, Braccio di Ferro. Il noto marinaio ghiotto di spinaci fece la sua prima apparizione nel 1929 grazie alle mani e alle idee di Elzie Segar.

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I'm Popeye the sailor man.
I'm Popeye the sailor man.
I'm strong to the finich,
cause I eats me spinach.
I'm Popeye the sailor man.


Gli anni Trenta in America rappresentano un momento di svolta importantissimo per l'animazione e per i fumetti: erano gli anni della Propaganda, quelli in cui Walt Disney si lanciava nei lavori che lo avrebbero consegnato alla storia sia del cartaceo che dell'animato, ma anche quelli in cui Max Fleischer portava a compimento i suoi lavori sul rotoscopio e continuava a lavorare con i suoi studi cinematografici che lo avrebbero portato a creare la sua star più importante, Betty Boop. In questo scenario, Elzie Segar, figlio di un pittore dell'Illinois, realizza le Thimble Theatre, delle strisce che vedono come protagonista Olive Oyl e Castor Oyl, ai quali presto si sarebbe aggiunto un marinaio nerboruto e guercio da un occhio: si trattava di Popeye, quello che in Italia conosciamo come Braccio di Ferro, che ha appena compiuto la bellezza di 91 anni.

Olivia e Dante Bertolio

Olivia Oyl, quella che conosciamo molto più semplicemente come Olivia, è una timida ragazza dal fisico incredibilmente sottile, in linea con le mode degli anni Venti. La sua prima apparizione risale, d'altronde, al 1919, un periodo ancora di grande indecisione fumettistica, soprattutto per quella disegnata a mano, che ancora non aveva trovato la propria dimensione ideale, che sarebbe arrivata con Ub Iwerks e il già citato Max Fleischer (i cui disegni hanno, tra l'altro, ispirato Cuphead).

Olivia trascorreva le sue giornate accanto al marito fannullone, un uomo che ambiva a lavorare poco e guadagnare tanto, facendosi prestare quanti più soldi possibile. Totalmente fedifrago, bramoso di avere quante più donne possibili, l'uomo di nome Harold Hamgravy riuscì però a tenersi stretto Olivia fino all'arrivo, dieci anni più tardi, di Popeye. Accanto a lei c'erano le vicende di suo fratello, Castor Oly: entrambi i nomi prendevano un riferimento molto forte dall'olio, di cui i parenti di Segar erano produttori.

Nella versione italiana di Popeye, Castor veniva localizzato come Dante Bertolio, fratello maggiore di Olivia, supponente e presuntuoso, che nel fumetto andrà ad aprire un'agenzia investigativa con Braccio di Ferro, per poi separarsi e crearne una tutta sua. Per chi ha imparato a conoscere il personaggio di Popeye esclusivamente attraverso i cartoni animati, Dante Bertolio sarà totalmente sconosciuto, perché la volontà dei Flescher Studios, che produssero la trasposizione televisiva, lo elise dalla formula, relegando Castor soltanto alla produzione cartacea di Segar.

L'esordio di Popeye

Nel 1929, Elzie Segar, che nel frattempo aveva creato anche il personaggio di Sappo, un impiegato pendolare che subaffittando le stanze della sua casa si ritrova a vivere avventure strampalate con i suoi coinquilini, decide di inserire accanto a Olivia e Castor un nuovo personaggio. Dante Bertolio decide di intraprendere un viaggio verso l'Africa, ma per poter condurre la sua nave attraverso il continente inesplorato e pieno di insidie, deve affidarsi a un marinaio esperto: si tratta di Braccio di Ferro, un uomo magro, guercio da un occhio e dall'accento molto strano.

Esuberante, irascibile, Popeye non si preoccupa mai di venire alle mani e di usare la sua forza, decisamente spropositata: inizialmente Segar non aveva chiarito il perché di questa caratteristica del suo personaggio, gradualmente diventato il protagonista delle strisce Thimble Theatre, ma successivamente aveva pensato potesse essere interessante introdurre l'espediente degli spinaci. La passione di Popeye per gli ortaggi venne riproposta con grande intensità nel cartone animato, diventando di conseguenza anche una presenza costante dei fumetti dell'autore, nonché la risoluzione a molti degli scontri. Tutto ciò, però, avviene molto più avanti: Segar, prima di introdurre la famigerata scatola di spinaci, aveva dato ben altro respiro a Popeye, spingendolo in una trama orizzontale che era molto più lunga e complessa di quella semplicistica che andarono a realizzare i cartoni animati. Segar andò avanti per 9 anni a disegnare storie con Popeye protagonista, sempre accanto a Olivia e a Castor, ma furono la leucemia e la epatopatia a impedirgli di andare avanti: Segar morì a soli 43 anni nella sua villa a Santa Monica, in California, lasciando in eredità un personaggio che aveva meno di dieci anni di vita e un'eternità dinanzi a sé.

L'eredità di Segar per Braccio di Ferro

Gli autori si susseguirono, da Tom Sims a Ralph Stein, poi Bud Sagendorf ne prese in carica lo sviluppo, cercando di riportare Popeye alle origini, al quel periodo in cui lui era stato allievo di Segar. Bobby London e Hy Eisman subentreranno dal 1994 in avanti, mentre Braccio di Ferro diventa oramai un fenomeno animato piuttosto che disegnato nelle sue strisce. In Italia, da sempre fucina di storie originali come dimostrato anche da Topolino e dalla Walt Disney, Popeye ha avuto un successo particolare, molto più di quanto si potesse pensare negli altri paesi al di fuori degli Stati Uniti: fondamentale fu il restyling che l'editore Bianconi negli anni '60 richiese ai suoi autori.

Sull'onda del successo, quindi, che stava vivendo Topolino libretto per mano della Mondadori, si pensò di poter contrastare il roditore americano con il marinaio grezzo e sgrammaticato creato da Segar. Venne così realizzata una collana pubblicata nel 1963 per un anno intero, dall'Editoriale Metro fondata da Renato Bianconi, che ordinò di rivisitare il personaggio originario: ne vennero quindi modificati i contenuti per renderlo molto più appetibile nei confronti dei giovani, che avrebbero dovuto trovare un marinaio molto più scanzonato e molto più umoristico, pronto a fare a scazzottate con chiunque. Vennero introdotti nuovi personaggi e ne vennero recuperati altri di poco valore, inoltre si decise di rendere Popeye molto attuale, aggiungendo riferimenti a ciò che accadeva nella cronaca e nella società di quegli anni.

Accanto a Olivia, che era il personaggio più legato alla tradizione e anche il più vecchio della produzione di Segar, vennero introdotte la Strega del mare, ma soprattutto Bruto: il nemico numero uno di Popeye è mosso dal desiderio di avere tutta per sé Olivia, contesa quindi con il marinaio con la pipa. In Italia ribattezzato Timoteo, l'antagonista della vicenda appare poco intelligente, grezzo tanto quanto il suo comprimario, ma molto più prestante fisicamente. In molte delle storie proposte nel corso degli anni, Bruto esordiva nella vicenda come amico di Braccio di Ferro, salvo poi cedere a qualche futile motivo che dava il via a un litigio, tramutando il tutto in una classica scazzottata poi risolta dalla famosa scatola di spinaci. Accanto a loro, apparve anche Pisellino: fino al 1990, il bambino veniva identificato come figlio adottivo di Popeye, rappresentato in fasce, salvo poi iniziare a crescere e frequentare anche la scuola, oltre a giocare a pallone con i suoi coetanei. In vita, Segar non aveva mai specificato quale fosse il legame familiare tra Pisellino e Olivia, col quale appare imparentato più volte per poi essere sbolognato alle attenzioni di Popeye. Tra tutti questi, venne introdotto anche Poldo, l'amico più caro di Popeye, un insaziabile mangione che applica tutta la sua intelligenza alla ricerca di pasti da scroccare per farsi riconoscere con un panino imbottito tra le sue mani.

La fortuna degli spinaci e di Popeye

Popeye viveva della fortissima convinzione che apparteneva a un periodo storico oramai superato durante il quale si ritenevano gli spinaci ad altissimo contenuto di ferro: da qui, Segar, così come tutti quelli che vennero dopo di lui nella produzione delle strisce, pensò di collegare gli spinaci al suo personaggio. Tale immagine venne subito trasposta come messaggio pubblicitario, invitando tutti i bambini a cibarsi degli ortaggi verdi, perorando quella causa che volevano gli spinaci tra le verdure più ricche di ferro in assoluto.

Popeye fece la fortuna dei produttori, tant'è che in una piccola cittadina del Texas, Crystal City, è stata anche eretta una statua per ringraziare il personaggio. La sua fortuna fu in ogni caso dovuta anche alle produzioni di Max e Dave Fleischer, che nel 1933, appena quattro anni dopo la sua prima apparizione a fumetti, decisero di trasporlo in cortometraggi animati per la Paramount Pictures. Dal 1978 la produzione passò nelle mani della Hanna-Barbera Production, così da rinnovare l'archivio di più di 200 cortometraggi realizzati dai fratelli Fleischer negli anni Trenta, con la sua pipa e la sua sigla fatta di poche semplici parole, ma orecchiabili e indimenticabili.