Saint Seiya The Lost Canvas: le origini della serie in onda su Italia 2

Celebriamo l'arrivo di Saint Seiya The Lost Canvas su Mediaset Italia 2 con uno speciale sulle origini del fumetto di Shiori Teshirogi.

speciale Saint Seiya The Lost Canvas: le origini della serie in onda su Italia 2
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Italia, Francia e Brasile sono forse le tre nazioni al mondo in cui, anche a distanza di oltre trent'anni dall'esordio originale, il fenomeno di Saint Seiya continua ad essere maggiormente radicato nella memoria dei fan. Non sorprende, pertanto, che quasi tutte le molteplici opere derivate dall'immaginario di Masami Kurumada siano ancora oggi molto richieste dal pubblico over 30 (e non solo). A dimostrazione di ciò, la rete Mediaset Italia 2 ha recentemente acquisito i diritti televisivi per la messa in onda di Saint Seiya - The Lost Canvas, uno spin-off su I Cavalieri dello Zodiaco già disponibile in home video, con doppiaggio in lingua italiana, dalla seconda metà del 2017. Ma cos'è e dove si colloca con esattezza The Lost Canvas? Per rispondere a queste e alle tante domande che potreste porvi in queste settimane, ma soprattutto per festeggiare come si conviene l'esordio della serie sul celebre network Mediaset, vi proponiamo dunque uno speciale incentrato sulle origini e le finalità dell'opera.

Qui per restare

Serializzato in Giappone a partire dal 1985, il manga di Saint Seiya edito da Shueisha si rivelò un immediato successo commerciale, spingendo un colosso del calibro di Toei Animation a realizzarne in fretta e furia una serie televisiva che, sulla scia di un Dragon Ball ancora giovane, fresco e "spensierato", nonché rivolto ad un target ben più ampio e variegato, avrebbe a breve conquistato il mondo intero con le sue tematiche profonde, i combattimenti all'ultimo sangue e gli affascinanti riferimenti alla mitologia greca.

Nonostante gli ottimi riscontri registrati in patria e nel resto del globo, il fenomeno di Saint Seiya si spense di pari passo con la conclusione del manga di Kurumada, tant'è che la stessa Toei Animation decise di lasciare incompiuta la sua trasposizione animata, salvo completarla tredici anni più tardi. Un lasso di tempo interminabile, in cui il brand cadde quasi nel dimenticatoio più totale, facendo perdere ai fan storici qualsiasi speranza di poter ammirare un giorno una versione animata del cosiddetto "Hades Chapter". Come un fulmine a ciel sereno, proprio l'annuncio di Hades, avvenuto nel 2002, mise invece in moto una complessa e inarrestabile catena di eventi che avrebbe conferito una seconda giovinezza al franchise dei Sacri Guerrieri. Un brand, questo, che nel corso del terzo millennio ha addirittura cementato la propria presenza sul mercato e raggiunto picchi di popolarità persino superiori a quelli di un tempo. Avvalendosi della collaborazione di mangaka di talento, come ad esempio Megumu Okada (illustratore e sceneggiatore di Saint Seiya: Episode G), Kurumada in persona decise infatti di espandere a macchia d'olio l'universo nato dalle sue matite, dando vita ad una vasta selezione di prequel, midquel e sequel non sempre canonici, ma comunque affascinanti e coinvolgenti. La timida Shiori Teshirogi venne dunque coinvolta nella realizzazione di un prequel ambientato nel lontano 1750 e quindi incentrato su quella che il manga originale di Saint Seiya ha sempre descritto come la "Guerra Sacra più cruenta e sanguinosa di tutti i tempi".

Risorgi, leggenda degli eroi!

Avendo come protagonista la precedente incarnazione del Sacro Guerriero di Pegasus, il fumetto aveva quindi il compito di raccontare una buona volta quel violentissimo conflitto, in passato solo menzionato, fra le forze di Athena e quelle di Hades. Peccato che Masami Kurumada, non ancora soddisfatto, diede vita ad un ulteriore manga incentrato stavolta su Dohko di Libra e Shion di Aries: intitolata "Saint Seiya - Next Dimension - Il Mito di Ade", la serie disegnata dal maestro avrebbe dovuto narrare le medesime vicende raccontate in The Lost Canvas, ma da un punto di vista differente.

Ben presto, tuttavia, il primo si discostò completamente dall'opera illustrata da Shiori Teshirogi, decretandone l'irreversibile uscita dalla continuity. Canonico o meno, il manga di Saint Seiya - The Lost Canvas era ormai una realtà anche piuttosto apprezzata dal pubblico nipponico, che a differenza della fanbase occidentale non si fece troppi scrupoli ad accettare un altro fumetto potenzialmente fuori continuity à la Episode G.

Del resto l'opera di Teshirogi, al netto di qualche idea riciclata dal leggendario fumetto di Kurumada, era travolgente e innovativa, e soprattutto incarnava alla perfezione le regole alla base dell'universo di Saint Seiya: quelle insovvertibili leggi che il maestro aveva stabilito e successivamente ignorato. Sebbene il protagonista di The Lost Canvas fosse infatti il giovane Tenma di Pegasus, la Guerra Sacra del 1700 è stata combattuta perlopiù dai dodici Gold Saint, come imposto dalla tradizione, con sporadici (ma non per questo irrilevanti) interventi da parte dei Bronze e dei Silver Saint.

Questa fondamentale differenza con l'opera originale ha dunque permesso a Teshirogi di riscrivere la caratterizzazione della suddetta schiera di eroi e di lasciarsi alle spalle le "colpe" di un Kurumada troppo focalizzato sui singoli protagonisti: come risultato, persino personaggi un tempo bistrattati come Taurus, Pisces o il malvagio Cancer, hanno trovato il meritato screen time, dimostrando una buona volta il proprio valore e la profonda dedizione nei confronti della Dea della Giustizia. Vantando un cast caratterizzato in maniera magistrale e soprattutto uniforme (non a caso persino gli antagonisti più marginali e trascurabili hanno ricevuto lo stesso trattamento riservato ai protagonisti), la trama di The Lost Canvas ci ha emozionati e conquistati oltre le nostre più ragionevoli aspettative, spingendo l'autrice a realizzare una serie di volumi extra e dedicati ai suoi attori più riusciti: i Sacri Guerrieri d'Oro, appunto.

Il naufragio della trasposizione animata

Sommando i volumi della serie principale ai suoi intriganti "gaiden", The Lost Canvas si compone di 41 albi (tutti disponibili in italiano grazie a Planet Manga, che tuttavia ha pubblicato l'opera principale in formato "sottiletta", portando a 66 il totale), ma solo una minima parte di essi ha ricevuto una trasposizione animata.

Mentre il fumetto, durante la sua lunga serializzazione, ha infatti raggiunto importanti posizioni nella classifica settimanale nipponica (i dati più recenti parlano di circa 7 milioni di copie vendute nel solo Giappone), il superbo anime in due stagioni realizzato da TMS Entertainment a cavallo fra il 2009 ed il 2011 non ha invece ottenuto il successo desiderato. Composte da 23 episodi ciascuna, per un totale di 26 puntate, queste hanno adattato soltanto i primi due quinti della vicenda, interrompendosi proprio laddove la Guerra Sacra sarebbe finalmente entrata nel vivo.

Gli elevati costi di produzioni, uniti alle scarse vendite registrate in patria dai DVD e Blu-ray disc della serie, hanno purtroppo impedito a TMS Entertainment di portare avanti i lavori, decretandone una brusca interruzione che dura da quasi un decennio. A differenza del già menzionato Hades Chapter, che ha comunque visto la luce persino a dodici anni di distanza dalla conclusione dell'arco narrativo di Poseidon, è abbastanza improbabile che l'anime di The Lost Canvas riceva un giorno un prosieguo, poiché il prodotto non reca appunto la firma di Toei Animation.

A dimostrazione di ciò, anche dopo il naufragio della serie realizzata da TMS, Toei ha invece continuato a proporre ai fan opere longeve come Saint Seiya Omega o commemorative come Saint Seiya: Soul of Gold, indipendentemente dal successo riscontrato.

Alla luce di tutto questo, qualcuno potrebbe considerare una perdita di tempo la visione delle due stagioni attualmente in onda su Mediaset Italia 2, ma così facendo perderebbe un'occasione perfetta per ammirare quella che, almeno sotto il profilo tecnico e artistico, è ancora oggi la più meritevole incarnazione di Saint Seiya.

Il character design di Yuko Iwasa, la colonna sonora composta da Kaoru Wada e non per ultima la regia di Osamu Nabeshima, ne fanno un prodotto irrinunciabile, soprattutto laddove ci si voglia avvicinare con cautela (e senza spendere nemmeno un centesimo) al prequel alternativo di Saint Seiya. Il doppiaggio realizzato da Yamato Video, infine, è sorretto da interpreti vocali di prim'ordine, come un sorprendente Maurizio Merluzzo, qui in stato di grazia, che ha saputo regalarci un Manigoldo di Cancer irriverente, cinico e sensibile al tempo stesso, nonché in grado di nobilitare la propria controparte futuristica e malvagia.

Saint Seiya - The Lost Canvas Poco importa che Saint Seiya - The Lost Canvas - Il Mito di Ade sia ad oggi incompleto o addirittura non canonico. Il superbo lavoro svolto da Shiori Teshirogi sui personaggi coinvolti nelle prime due stagioni dell’anime (e dell’omonimo fumetto) ha restituito spessore e carisma a Sacri Guerrieri di Athena e Specter di Hades che nel manga di Masami Kurumada avevano ricevuto un trattamento ingiusto e grossolano. Una ragione più che valida, insomma, per scoprire o riscoprire gli affascinanti Gold Saint del 1700 e lasciarsi coinvolgere in un sanguinoso conflitto che si ripete ogni 250 anni, e che tutti gli interessati potranno eventualmente approfondire attraverso il fenomenale manga edito in Italia da Planet Manga.