Samuel Stern: il fumetto rivelazione in Italia continua nel volume 2

Samuel Stern, il nuovo eroe cartaceo creato da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, è tornato con una nuova avventura.

speciale Samuel Stern: il fumetto rivelazione in Italia continua nel volume 2
Articolo a cura di

Il fumetto Samuel Stern, recentemente sbarcato nel mercato delle edicole, è riuscito in brevissimo tempo a catturare l'attenzione di un elevato numero di lettori, grazie al sapiente connubio di varie influenze stilistiche a cavallo tra l'horror e il thriller psicologico. Il primo volume, che abbiamo analizzato nel nostro speciale sull'esordio di Samuel Stern, si è dimostrato un fumetto solido e in linea generale avvincente.
Di seguito analizzeremo la seconda avventura di questo nuovo indagatore dell'incubo, la cui storia è scritta da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro su disegni di Luca Lamberti.

Un passato oscuro

Questa seconda avventura vede il protagonista alle prese con un nuovo caso di possessione ultraterrena, capace ancora una volta di spingerlo oltre i suoi limiti. La storia dell'albo si apre con un breve resoconto che vede al centro della scena il movimento politico e religioso dei covenanters, sterminati brutalmente da Sir George Mackenzie, giudice e lord avvocato di re Carlo I. Dopo il breve incipit a sfondo storico, la storia si sposta nel presente, proprio nel mausoleo che dà il titolo all'albo, in cui giacciono i resti dei numerosi covenanters perseguitati. Nel mausoleo, però, sembra esserci un qualche tipo di presenza oscura, che in breve tempo si manifesta in maniera molto violenta. A livello di ritmo, ancora una volta l'albo riesce a intrattenere molto bene sia nella parte iniziale sia in quella finale, seppur prestando un po' il fianco durante il blocco centrale.

Le prime pagine propongono un buon climax, fornendo informazioni e retroscena interessanti sui fenomeni di possessione. La stessa componente splatter, su cui non si era deciso di puntare nel corso del primo volume, in questa seconda avventura è gestita in maniera ottimale, senza risultare mai fuori luogo o ridondante.

Il racconto prepara efficacemente all'esplosivo finale, in cui l'indagine portata avanti da Samuel - che capisce fin da subito di avere a che fare con eventi paranormali - assume una nuova piega anche per merito di un colpo di scena ben orchestrato. A fronte di uno sviluppo narrativo classico e poco incline allo sperimentalismo il finale di questo secondo volume riesce a risultare davvero d'effetto e ricco di pathos, grazie al confronto diretto tra Samuel e la minaccia sovrannaturale.

L'abilità del protagonista, che gli consente di entrare nei ricordi delle vittime, si rivela di nuovo l'espediente narrativo più originale dell'albo, capace di far uscire la storia dai binari della ripetitività per offrire al lettore un intreccio in cui non si fa leva solo su una dimensione orrorifica/splatter, ma lascia spazio anche alla componente psicologica. Tutti i personaggi risultano ben caratterizzati, con un Samuel ancora una volta intento a lottare con se stesso per il fatto di aver confinato sua figlia in un orfanotrofio.

Seppur venga fatto solo un breve riferimento alla questione, l'attaccamento di Samuel a sua figlia potrebbe diventare uno dei punti cardine delle prossime storie, soprattutto visto il profondo legame che unisce i due personaggi.

A confronto con l'ignoto

In Samuel Stern 2: Il mausoleo nero viene approfondito il modus operandi di Samuel contro le minacce paranormali che deve affrontare; il protagonista, seppur sia un esperto in occulto, tende a formulare delle ipotesi originali su quello che vede, usando la cornice sovrannaturale solo come un semplice punto d'inizio per i suoi strutturati ragionamenti, che spesso sfociano anche nella filosofia.
Anche in questo secondo volume torna quindi il concetto del demone dentro di noi, un male inteso non solo come una forza ultraterrena esterna, ma in quanto parte integrante della nostra anima. Un altro tema ricorrente sembra essere quello legato al principio dello scambio equivalente (in cui per ottenere qualcosa è necessario scambiarlo con qualcos'altro di egual valore), soprattutto in rapporto all'affrontare le minacce ultraterrene.

Così come avvenuto nel finale del primo numero, anche qui l'epilogo non può dirsi a lieto fine, riuscendo a puntare su una dimensione stilistica lontana da qualsiasi forma di retorica o di semplice vittimismo.

I disegni di Luca Lamberti, vicini ad alcune influenze tipiche dei comics supereroistici, risultano privi di sbavature e adatti al tipo di storia raccontata.
Molto buona la realizzazione dei volti, sia per quanto riguarda i protagonisti sia i comprimari, dotati nella maggior parte dei casi di una grande espressività.

Samuel Stern La serie rivelazione Samuel Stern si dimostra capace di intrattenere i lettori in maniera efficace, grazie a una storia ricca di pathos e a un comparto tecnico soddisfacente. Nonostante una parte centrale un po' troppo diluita, la sceneggiatura continua a stupire, grazie a un sapiente mix tra influenze tipiche dell'horror e del thriller psicologico.