Sette anime sui samurai: le migliori serie sui guerrieri del Giappone

In concomitanza con l'uscita su console di Onimusha Warlords Remastered, vi proponiamo 7 serie incentrate sulla nobile figura del samurai...

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"Servire", "proteggere qualcuno": questo è il significato del termine saburau, da cui deriva Samurai. Verso la fine del 12° secolo, al samurai viene affidato il compito di difendere, appunto, il daimyo (feudatario). Nel corso degli anni quella del samurai divenne una delle caste nobiliari più rispettate del Paese, tant'è che venne dato loro il permesso di girare armati e di uccidere chiunque li oltraggiasse. Il guerriero giapponese decadde verso la fine dell'800, quando l'imperatore Mutsuhito riorganizzò il Paese dando inizio al periodo Meiji, restituendo il pieno potere all'imperatore e modernizzando la nazione. Si conclude così la lunga epoca dei samurai.

Benché i samurai facessero uso di tutte le armi, sono spesso ricordati per brandire una katana e per portare al loro fianco un wakizashi, un'arma bianca dalla lama lunga tra i 30 e i 60cm. Il "cavaliere" orientale seguiva il bushido (la via del guerriero), che si basava su sette principi morali, che dovevano essere rispettati in qualunque circostanza, anche fino alla morte. Il guerriero nipponico, nonostante la sua decadenza, è tutt'ora una delle figure più affascinanti della cultura e della tradizione orientali, divenendo anche una fonte d'ispirazione, sia direttamente, che indirettamente, per una pletora di film, romanzi, manga, anime, e persino videogiochi. Il 15 Gennaio esce il videogioco Onimusha Warlords Remastered, versione rimasterizzata del primo e celebre titolo di casa Capcom. Tuttavia, nel prossimo futuro sono previsti anche altri titoli che si focalizzano sulla figura del samurai: il fantasy Nioh 2 e Ghost of Tsushima, ambientato durante l'invasione mongola dell'isola di Tsushima. Abbiamo quindi selezionato sette anime sul bushi, colmi d'orgoglio ed onore samurai. Non ce ne vogliano i lettori se omettiamo alcuni titoli, poiché il samurai è parte integrante della cultura giapponese, e anime e manga che li vedono protagonisti sono numerosi.

Dororo

Hyakkimaru è segnato dalla cattiva sorte sin dalla sua nascita. Suo padre, Daigo Kagemitsu, promise a 48 demoni che avrebbe offerto loro la vita del nascituro, se avesse ottenuto il potere necessario per conquistare il Giappone. Il bambino appena nato era deforme: gli mancavano esattamente 48 parti del corpo (una per ogni demone) e per questo venne abbandonato in una cesta sulle sponde di un fiume.

Il neonato venne salvato dal medico Juko, che fabbricò delle protesi con legno e ceramica, in modo da potergli dare una vita normale. Un giorno Hyakkimaru sentì una voce che gli disse che se avesse voluto vivere come un essere umano, avrebbe dovuto uccidere i 48 demoni; per questo motivo, dopo essersi fatto impiantare due katane nelle braccia dal padre adottivo, intraprese un viaggio attraverso il Giappone per sconfiggere i demoni e diventare umano, attirando su di sé le attenzioni di tremende creature.
Durante il suo viaggio, Hyakkimaru incontra il piccolo Dororo, il quale si autodefinisce il ladro più abile al mondo. Il ladruncolo è figlio di una coppia di banditi, e, a seguito della morte dei suoi genitori, ha iniziato a rubare per sopravvivere durante la crisi del periodo Sengoku, in cui i vari Stati della nazione combattevano tra di loro. Il bambino, nel compiere i suoi furti, spesso si mette in pericolo con banditi o con altri soldati.

I due sono legati dal destino e continueranno la traversata, affrontando mostri e demoni che si celano tra i cittadini della nazione.Questa storia, che fonde alla perfezione un'ambientazione storica con elementi fantasy ed horror, e che ha solide fondamenta nella mitologia nipponica, è tratta dal manga del 1967 del "dio del manga" Osamu Tezuka, padre di capolavori come Astro Boy, Black Jack, Kimba, il leone bianco, e tanti altri.

L'opera di Tezuka ha riscosso un successo tale da produrre un videogioco, un film live action, una nuova trasposizione animata dello studio MAPPA ed un remake del manga stesso per mano di Satoshi Shiki (Attack on Titan: Before the Fall), che ha debuttato ad Ottobre in Giappone. L'anime originale di Dororo è del 1969 (in bianco e nero) composto da 26 episodi, ma solo recentemente, precisamente nel 2015, è arrivato su territorio italiano, grazie alla piattaforma streaming VVVVID, che l'ha distribuito in lingua originale.

Kenshin samurai vagabondo

Nel 1994 Nobuhiro Watsuki pubblicò il manga che gli avrebbe dato la notorietà: Rurouni Kenshin: Meiji kenkaku romantan, giunto qui da noi con il titolo Kenshin samurai vagabondo. L'opera è ambientata nel periodo Meiji, epoca in cui, come abbiamo detto, decaddero i bushi, a seguito del riordinamento sociale del nuovo imperatore.

Il protagonista è Kenshin Himura (liberamente ispirato al reale guerriero Kawakami Gensai) un samurai che in passato fu uno dei quattro hitokiri: quattro guerrieri assassini che si opposero al dominio della dinastia Tokugawa, favorendo così il cambiamento del Paese e dando inizio al periodo Meiji.

Kenshin è soprannominato l'assassino battosai, per la sua grande destrezza con la katana e per le numerose vittime che ha ucciso per far sorgere un nuovo impero; ma al termine del suo incarico, si persero le sue tracce. Keshin inizia così un lungo vagabondaggio di redenzione per le azioni che ha commesso in passato, difendendo chiunque sia in difficoltà, armato di una sakabato: una katana con il filo rivolto verso l'interno e non verso l'esterno, in modo da essere un'arma innocua. Il suo viaggio lo porta alla città di Tokyo, dove incontra Kaoru Kamiya, proprietaria di un dojo oramai in decadenza, il piccolo ladruncolo Yahiko Myojin, e l'attaccabrighe a pagamento Sanosuke Sagara.

Nel corso dell'avventura Kenshin s'imbatterà in samurai che non riescono ancora ad accettare lo stato di pace che si è formato e minacciano la quiete pubblica, e si muoverà in una società non ancora solida, in cui non vi è più spazio per persone come lui (vi è il divieto di portare katane in pubblico), e in cui ci sono troppe ingiustizie ed abusi di potere. Il successo mondiale riscosso dalla storia del guerriero con la vistosa cicatrice a croce, nato dalla matita di Watsuki, ha portato alla realizzazione di una trasposizione animata (ancora inedita in Italia), di due serie OVA, disponibili su VVVVID anche doppiate, di due film d'animazione, e di tre pellicole live action prodotte dalla Warner Bros.

L'Immortale


Il più grave e disonorevole atto che possa commettere un samurai è quello di uccidere il proprio signore e di non praticare il seppuku per espiare i propri peccati. Questo è ciò che ha fatto Manji: ha tolto la vita al suo padrone, ha evitato il rituale del suicidio divenendo un ronin, e durante la fuga ha ucciso 100 samurai, ottenendo il titolo di Assassino dei 100.

Tra le sue vittime vi è persino il marito di sua sorella minore, la quale ha iniziato ad avere un comportamento da bambina, a causa del forte shock subito. Un giorno il ronin incontra Yaobikuni, un'anziana e misteriosa signora, che gli cambia la vita drasticamente: questa impianta all'interno del suo corpo un verme portentoso che rigenera le sue ferite, donandogli l'immortalità.

Dopo aver vendicato la morte della sorella per mano di alcuni cacciatori di taglie, Manji decide di riscattare la propria vita uccidendo migliaia di criminali. L'opportunità gli viene offerta quando la giovane Rin Asano gli chiede aiuto per vendicare suo padre, ucciso da Kageisha Anotsu, capo dell'Ittoryu: una scuola del combattimento con una sola spada, che vuole raggiungere la vetta eliminando la concorrenza. Attraverso adrenalinici e violenti duelli a fil di katana, con avversari sempre più surreali, impareremo a conoscere i due protagonisti e come, poco alla volta, le loro vite s'intreccerano.

Questo è ciò che viene narrato nel primo manga di Hiroaki Samura Mugen no Junin, o L'Immortale, titolo con cui è approdato in Italia. La fama riscossa dal fumetto, forse anche per gli elementi splatter, ha portato alla luce un anime di 13 episodi, distribuito nel 2008, e di un film in live-action diretto da Takashi Miike (Ichi the Killer), disponibile su Netflix per tutti coloro che hanno apprezzato il manga L'Immortale.

Shigurui

Nel 2003 è stato pubblicato il manga Shigurui, conclusosi nel 2010, di Takayuki Yamaguchi, liberamente ispirato ad un romanzo di Norio Nanjo. L'opera ruota attorno al senso dell'onore, all'orgoglio samurai e alla vendetta. Nel 2007 dal manga è stato tratta una serie animata.

Gli eventi hanno luogo nel periodo Tokugawa. Tadanaga Tokugawa, fratello minore dello shogun Iemitsu, organizza un torneo all'ultimo sangue nel castello di Sunpu, in cui si affrontano i samurai più valorosi e coraggiosi del Paese. I primi duellanti di questa folle competizione sono due esperti spadaccini della scuola Kogan: Gennosuke Fujiki e Seigen Irako, entrambi gravemente menomati.

Il primo è senza un braccio, ma è riuscito a compensare la mancanza dell'arto con una schiena nerboruta; il secondo è cieco e zoppo, ma non per questo meno abile. Entrambi usano stili di combattimento inusuali, che si adattano alle loro mancanze. Attraverso un lungo flashback impareremo a conoscere i due contendenti ed il motivo che ha spinto i due più promettenti allievi della scuola Kogan ad una sanguinosa rivalità.

Afro Samurai


Sebbene non abbia un'ambientazione storica ben precisa, poiché presenta elementi futuristici, Afro Samurai si svolge in un simil Giappone feudale. Il manga di soli due volumi di Takashi Okazaki è fortemente influenzato dai media occidentali, e per questa sua caratteristica in breve tempo è diventato un piccolo cult.

Nel 2007 approda sui circuiti televisivi nipponici l'anime dello studio Gonzo (Hellsing) che vede nel cast doppiatori del calibro di Samuel L. Jackson, che è anche uno dei produttori, e Ron Perlman; inoltre le musiche sono composte dal rapper RZA. Uno staff d'eccezione. A fronte della notorietà, è stato realizzato il film Afro Samurai: Resurrection, che è un sequel della serie, e sono stati sviluppati due videogiochi: Afro Samurai e Afro Samurai 2: Revenge of Kuma.

In questo universo fittizio esistono due fasce indossabili che determinano la forza di un uomo: la fascia N1 e la fascia N2. La prima si dice che possa conferire al possessore il potere di un dio e di essere intoccabile da tutti gli altri guerrieri, eccezion fatta da chi possiede la fascia N2; i possessori di N2 però sono costantemente cacciati dagli altri combattenti che ambiscono alla bandana.

Afro è un atipico esperto samurai taciturno dalla capigliatura afro, il quale, dopo aver assistito alla morte del padre per mano del numero due, decide di vendicarsi: ottenuta la banda N2 inizia un viaggio per raggiungere il monte Shumi, dove risiede l'assassino di suo padre. Il protagonista è costantemente seguito da una misteriosa figura, che sembra essere il suo opposto, che gli guarda sempre le spalle. Nel corso della traversata il samurai viene pedinato da un'organizzazione di assassini, Empty Seven, che vuole avvicinarsi a tutti i costi agli dei.

Samurai 7

Nel 1954 uscì nei cinema I sette samurai, capolavoro di Akira Kurosawa, che negli anni è diventato una pietra miliare non solo della cinematografia giapponese, ma anche di quella mondiale.

Il film di Kurosawa racconta con estrema maestria la grave crisi che i Giapponesi hanno vissuto nell'Era Sengoku, nota come periodo degli stati belligeranti, in cui la nazione era divisa in piccoli feudi, costantemente in guerra tra di loro, e gli indifesi subivano spesso le angherie da parte sia di banditi, che di soldati. Forse proprio per questo l'opera più celebre di Kurosawa è entrata a far parte della cultura giapponese, tant'è che nel 2004 lo studio d'animazione Gonzo ha realizzato Samurai 7, in occasione dei 50 anni del film.

L'anime, seppure prenda a piene mani dalla pellicola, ne riscrive in parte la storia (dilatandola anche), ma lasciando inalterati il concetto alla base ed i personaggi principali, aggiungendone di nuovi. La serie è ambientata in un futuro lontano. Al termine di una guerra, alcuni soldati si sono dati al brigantaggio ed hanno iniziato ad assaltare i villaggi per poter sopravvivere alla crisi; alcuni di questi banditi hanno modificato del tutto il loro aspetto per diventare simili a dei mecha, chiamati Nobuseri, in modo da poter razziare ancora più facilmente i villaggi. Le vicende di Samurai 7 si concentrano sugli abitanti del villaggio di Kanna, che ogni anno, alla maturazione del riso, subiscono l'attacco dei Nobuseri; ma ora i criminali hanno puntato la loro attenzione anche sulle donne.

I contadini, non potendo più sopportare queste angherie, decidono di reagire e di difendersi, ma sono troppo deboli per farlo; per questo motivo, l'anziano del villaggio propone di andare nella città più vicina e di chiedere aiuto ai samurai, gli unici in grado di tenere testa ai Nobuseri. Chi si fa carico di questo compito è la Sacerdotessa dell'acqua Kirara, accompagnata da Rikichi e dalla piccola Komachi, che devono tornare con i soccorsi prima della raccolta del riso.

La ricerca non è affatto facile: non tutti i samurai accettano di buon grado di difendere un povero villaggio, e alcuni di loro approfittano dell'occasione solo per avere un pasto gratis. Tuttavia, i tre ne riescono a trovarne ben sette, che rispettano ancora l'onore del samurai di aiutare chi è in difficoltà: Kambei, Gorobei, Heihachi, Shichiroji, Kyuzo, Katsushiro, e Kikuchiyo (gli stessi nomi dei protagonisti del film di Kurosawa). I sette uniranno le proprie forze per proteggere i disperati contadini, anche con la propria vita, seguendo il codice d'onore dei samurai.

Samurai Champloo

Concludiamo questa rassegna con una serie che riesce ad unire magistralmente il setting del Periodo Edo, alla musica hip-hop: Samurai Champloo. Questo singolare collegamento tra due elementi differenti tra di loro è opera delle esperti mani e della visionaria mente del regista Shinichiro Watanabe, un nome che dovrebbe essere noto a tutti gli amanti dell'animazione e della cultura giapponese, in quanto si deve a lui il successo di Cowboy Bebop, considerato come uno degli anime più apprezzati degli anni ‘90.

I protagonisti della seconda serie di Watanabe sono l'irrequieto samurai vagabondo ed attaccabrighe Mugen, proveniente dalle isole Ryukyu, e il samurai senza padrone Jin. I due sono abili e temuti bushi, che hanno stili di combattimento differenti l'uno dall'altro: da un lato vi è Mugen, con una tecnica rozza e confusionaria, con movimenti di breakdance; dall'altro lato, Jin incarna l'arte della spada di stampo più classico e fedele alle tradizioni.

Sebbene siano dei perfetti sconosciuti, le loro vite sono destinate ad intrecciarsi, quando entrambi sono condannati a morte per aver oltraggiato un magistrato e per aver ucciso suo figlio, in un incendio di un piccolo ristorante. I due riescono a fuggire dall'esecuzione, non solo grazie alle loro abilità, ma grazie a Fuu, giovane cameriera del ristorante distrutto. Mugen e Jin accettano di aiutare la cameriera a trovare il misterioso "samurai che profuma di girasoli".

La ragazza sarà un collante tra i due guerrieri, i quali vogliono costantemente affrontarsi sin dal loro primo incontro, per determinare chi sia il migliore; ma lungo il viaggio mettono da parte la loro rivalità per proteggere Fuu, seguendo, chi in un modo chi in un altro, i precetti del bushido.