Shuzo Oshimi: storia di un mangaka diviso tra adolescenza ed eccessi

Dopo la conferma ufficiale che Shuzo Oshimi sarà ospite al Napoli Comicon 2020, conosciamo meglio questo autore grazie alla nostra retrospettiva.

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L'adolescenza è una delle fasi della vita umana preferite dai fumettisti giapponesi. Che si tratti di un manga indirizzato a un pubblico giovanile, come accade per shonen e shojo, oppure più adulto, vedi seinen e josei, ai mangaka spesso piace ambientare le loro opere in un contesto scolastico, dove i protagonisti non hanno ancora raggiunto la maggiore età. In Giappone il fumetto è anche uno strumento oramai consolidato per promuovere la formazione personale dei giovani lettori, basandosi sul puro e semplice intrattenimento: che si parli di sport, relazioni sentimentali, studio, attività nei club, o di qualunque altro argomento, il pubblico dei manga troverà sempre dei personaggi con cui immedesimarsi, e con cui condividere il loro percorso di crescita. Vi sono tuttavia alcuni autori che affrontano il tema dell'adolescenza in maniera più profonda e matura, analizzando le turbolenze e le inquietudini tipiche di questo periodo della vita.

Uno di questi è Shuzo Oshimi, e rappresenta uno dei mangaka più validi e interessanti del panorama fumettistico giapponese dell'ultimo decennio. Dopo la conferma da parte di Panini Comics che Shuzo Oshimi sarà ospite al Napoli Comicon 2020, andiamo a conoscere meglio questo peculiare autore, le sue opere e il suo stile grazie alla nostra retrospettiva.

Biografia e opere

Shuzo Oshimi è nato nel 1981 a Kiryu, nella prefettura di Gunma, e ha fatto il suo debutto come mangaka nel 2001 con Superfly, pubblicato sulla rivista Monthly Shonen Magazine dell'editore Kodansha, vincendo nello stesso anno il Tetsuya Chiba Award. Trasferitosi a Tokyo, dove risiede tuttora, ha raggiunto la notorietà nel 2009 grazie al manga I Fiori del Male (Aku no Hana in originale), serializzato fino al 2014 e raccolto in 11 volumi, ritenuto il suo lavoro più famoso e rappresentativo. Il successo dell'opera le ha permesso di essere nominata nel 2012 alla quinta edizione del prestigioso premio Taisho, e di venire adattata in una serie animata di 13 episodi trasmessa sulle reti televisive giapponesi.

Tra gli altri suoi lavori, pubblicati prevalentemente per Kodansha, dove Oshimi si è sempre occupato sia della storia che dei disegni, degni di menzione sono senza dubbio: Drifting Net Cafe (2009-2011), manga di sette volumi che nel 2009 ha ispirato una serie televisiva live action; Boku wa Mari no Naka (2012-2016), seinen di 9 volumi, anche questo trasposto sul grande schermo nel 2017; Happiness, shonen serializzato dal 2015 al 2019 e raccolto in 10 volumi; Tracce di Sangue, il suo lavoro più recente, iniziato nel 2017 e tuttora in corso per l'editore Shogakukan. Nell'aprile di quest'anno è previsto l'inizio di una nuova serie sulla rivista Bessatsu Shonen Magazine di Kodansha.

In Italia le opere di Shuzo Oshimi sono state quasi tutte pubblicate da Planet Manga, l'etichetta dedicata ai fumetti giapponesi dell'editore Panini Comics. L'unica eccezione è Dentro Mari (titolo italiano di Boku wa Mari no Naka), annunciato nel novembre 2019 da Goen ma ancora senza una data di uscita. Durante la conferenza delle novità manga al Lucca Comics and Games 2019, Panini Comics ha confermato l'arrivo sul mercato italiano, nel corso del 2020, di altre quattro opere dell'autore. Si tratta di Sweet Poolside, Avant-Garde Yumeko, Devil Ecstasy e Yutai Nova, appartenenti al periodo giovanile dell'autore, prima del definitivo salto di qualità, che presumibilmente verranno proposte in occasione del suo arrivo in Italia durante il prossimo Napoli Comicon.

La gioventù turbolenta

Come già anticipato, il tema principale delle opere di Shuzo Oshimi è l'adolescenza. La maggior parte dei suoi lavori, tutti se consideriamo quelli del suo periodo più maturo, il cui inizio si può far coincidere con la pubblicazione de I Fiori del Male, hanno giovani ragazzi come protagonisti, perlopiù liceali. La particolarità sta nel modo non convenzionale con cui l'autore sviluppa le dinamiche e le relazioni fra i personaggi, spesso attraverso situazioni ed eventi disturbanti che mettono a disagio il lettore, ma senza mai sfociare nell'horror becero e nel cattivo gusto. Dal punto di vista delle atmosfere e delle tematiche, i lavori di Oshimi si possono accostare a quelli di un altro mangaka di punta della scuderia Planet Manga, Inio Asano: non a caso i due autori sono stati protagonisti di un'intervista a due, nella quale si sono confrontati sui rispettivi punti di vista. Entrambi hanno fatto dell'adolescenza e della sua analisi lucida e matura uno dei cuori pulsanti della loro poetica, e se vi piace uno molto probabilmente vi piacerà anche l'altro e viceversa.

Tuttavia lo stile di Oshimi differisce da quello del suo collega per tutta una serie di caratteristiche che lo rendono un autore unico nell'attuale panorama fumettistico giapponese.

Nelle sue opere, attraverso l'espediente del contesto adolescenziale, Oshimi ama infatti esplorare temi come il raggiungimento della maturità e le perversioni, di natura sessuale ma non solo, dei ragazzi, concentrandosi sia sulla prospettiva maschile che su quella femminile. Le atmosfere morbose e gli eccessi potrebbero portare a bollare il contenuto delle sue opere come banale e provocatorio, ma in realtà Oshimi è un vero maestro nel mettere a nudo la fragilità e l'apparente normalità della società moderna, le speranze e i fallimenti di una gioventù spezzata, e chi saprà andare oltre gli incipit spesso "ordinari" dei suoi lavori verrà ricompensato da alcuni dei migliori scavi psicologici che si siano visti nel manga moderno.

Emblematico l'incipit de I Fiori del Male. L'opera più autobiografica di Oshimi, da molti ritenuta il suo capolavoro, racconta le vicende di Takao Kasuga, un normalissimo e timido studente delle scuole medie di una città di campagna, che un giorno ruba impulsivamente la tuta da ginnastica della ragazza più bella della classe, di cui è innamorato.

Colto in flagrante durante quel gesto da un'altra sua compagna, Sawa Nakamura, arrogante e solitaria, che da quel momento lo costringe a firmare un "contratto" con lei in cambio del mantenimento del segreto, il povero Kasuga mette in moto una serie di eventi destinati a cambiare per sempre la vita di queste due anime irrequiete. Tutto per colpa di una tuta da ginnastica che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Un'altra caratteristica preponderante dei manga di Shuzo Oshimi è la deformazione della realtà. Tutto (la trama, i personaggi, la loro evoluzione) inizia seguendo un canovaccio all'apparenza normale, ma lentamente, e gradualmente, viene distorto dall'autore assumendo connotati bizzarri e inquietanti, se non addirittura soft-horror, assecondando così la visione dei suoi protagonisti. Il tutto rimanendo ancorati a un contesto credibile, verosimile, come accade nel già citato I Fiori del Male e nel più recente lavoro di Oshimi, Tracce di Sangue, che racconta il rapporto morboso e ossessivo fra un ragazzo delle medie e la sua giovane ma iperprotettiva madre. Non è raro comunque il ricorso a espedienti sovrannaturali, come succede in Dentro Mari, dove il protagonista, un hikikomori adulto, si risveglia improvvisamente nel corpo di un'attraente liceale, e in Happiness, dove la trasformazione in vampiro diventa una metafora perfetta della perversione dell'animo umano.

Un tratto essenziale ma incisivo

La particolarità di questo autore si riflette anche nel suo stile grafico e narrativo. I disegni di Shuzo Oshimi sono semplici, asciutti, essenziali, con le forme e il character design dei personaggi in linea con gli standard del manga moderno, un uso moderato dei retini, e gli sfondi non sempre dettagliati, in modo che il lettore possa concentrarsi sui personaggi e i loro stati d'animo. Ma, anche qui, l'apparente semplicità nasconde in realtà la grande maestria dell'autore nel saper realizzare tavole di grandissimo impatto, che brillano nella scelta delle inquadrature e nell'espressività dei personaggi, e che spesso diventano vivide e tangibili grazie all'utilizzo di tecniche, come il tratteggio per le ombreggiature e i chiaro-scuri (al posto dei retini), che esaltano l'atmosfera malsana e opprimente delle sue opere.

Oshimi si è ispirato molto alle correnti pittoriche occidentali, in particolare i pittori impressionisti e Van Gogh, e questo si riflette nelle copertine dei suoi manga a partire da I Fiori del Male in poi: suggestive, surreali, quasi ipnotiche, e dipinte in acquerello, contribuiscono moltissimo al fascino di questo autore. Fascino presente anche nella rappresentazione dei personaggi femminili, coerente con la visione che avrebbe di loro un normale adolescente in piena pubertà. Le donne (o meglio, le ragazze) di Oshimi sono infatti sensuali e spesso ritratte in pose provocanti, ma mai in maniera volgare o diretta, facendo affidamento al fanservice, che risulta quasi del tutto assente. Non è un caso che l'artbook dell'autore, pubblicato nel 2017 in Giappone, si chiami proprio Femme Fatale.

Narrativamente parlando, lo stile di Oshimi si distingue per un utilizzo misurato ed essenziale di dialoghi e didascalie. L'autore preferisce far parlare più le immagini delle parole, e ciò si traduce in volumi estremamente scorrevoli, che si leggono tutti d'un fiato, caratterizzati da una notevole sequenzialità grafica che ha pochi rivali fra i fumettisti contemporanei.

Da questo punto di vista, Tracce di Sangue si conferma il lavoro più "estremo" di Oshimi, un prodotto di rara potenza e incisività dove la narrazione per immagini raggiunge livelli altissimi, e dove i dialoghi possono essere assenti anche per un numero considerevole di pagine. Shuzo Oshimi è forse uno dei pochi mangaka odierni che riesce a educare il lettore su cosa sia davvero l'arte del fumetto.

Shuzo Oshimi Shuzo Oshimi è uno dei mangaka più validi e interessanti dell’ultimo decennio, e grazie a questa retrospettiva speriamo di avervi convinto a scoprire, o ad approfondire, le opere di un autore capace e mai banale. Un autore che a conti fatti si può inserire nella categoria “o si ama o si odia”, in quanto non propone vie di mezzo nei temi trattati e nelle soluzioni artistiche grazie al suo peculiare stile, dividendo inevitabilmente il pubblico di lettori, ma che si merita almeno un tentativo. Adesso che Panini Comics ha avviato un virtuoso processo di valorizzazione dell’autore, grazie a ristampe e nuovi annunci, arrivando anche a invitarlo come ospite in una delle più grandi fiere del fumetto nostrane, è senza dubbio il momento migliore per poterlo recuperare.