Slam Dunk compie 30 anni: ecco perché fu la svolta del genere spokon

Il capolavoro sportivo di Takehiko Inoue compie trent'anni, scopriamo assieme i motivi che lo rendono una pietra miliare del genere spokon.

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Era il 18 settembre del 1990 quando Slam Dunk esordì sulla rivista Weekly Shonen Jump di Shueisha ed oggi, a distanza di tutto questo tempo, celebriamo il trentesimo anniversario di Slam Dunk, una delle opere che hanno cambiato per sempre lo spokon (un genere di manga che tratta specificamente di sport e derivati) e la percezione stessa della pallacanestro nel Sol Levante.

Ne abbiamo scritto a più riprese di questa pietra miliare firmata da Takehiko Inoue, ma non abbiamo mai approfondito al meglio quali siano stati gli aspetti cardine di un manga che ha consacrato il genere.


Per analizzare perfettamente questa gemma editoriale bisogna ricordarla nel suo insieme, un'armonia di contenuti tale da essere ancora oggi celebrata dalle ormai numerose generazioni cresciute sull'indimenticabile parquet della Shohoku. Una squadra, una leggenda composta da personaggi analizzati con una maniacale introspezione da parte del creatore.

L'introspezione caratteriale

Slam Dunk non è stato il primo spokon ad elevare il genere, considerata l'esistenza di altri illustri predecessori quali Captain Tsubasa, Mila e Shiro o Dash Kappei (Gigi la Trottola), ma è stato quello che ha parlato per la prima volta in maniera diversa a un pubblico di lettori prevalentemente infantili. Il primo grande merito dell'opera è quindi l'aver proposto un'introspezione dei personaggi tale da far immedesimare il lettore in alcune problematiche di vita reale e vissuta, con un'empatia e un'attenzione mai viste fino a quel momento in un manga sportivo.

Seguendo la lezione di Rocky Joe, il merito principale della visione di Inoue fu rendere la sua storia del tutto realistica. Ci limiteremo a due momenti che reputiamo essere manifesto di quanto affermato fino a questo momento.
Il primo è senza alcun dubbio il drammatico pianto dopo una sconfitta di Hanamichi Sakuragi, protagonista principale dell'opera, che inevitabilmente sconvolse tutti grazie al suo forte impatto emotivo.

Un apparente bullo liceale che, col suo modo di fare il gradasso, aveva da sempre mascherato un animo buono pieno di valori che lui stesso, fino al primo incontro con la palla a spicchi, non si rendeva nemmeno conto di avere.

Si tratta di un racconto di formazione che descrive le fasi della crescita, e che ci lascia un messaggio tanto semplice quanto fondamentale messaggio: dare tutto, fino allo stremo, se si crede in una giusta causa. Insegnamenti di vita racchiusi in un una manciata di tankobon.

Il secondo, parlando dell'infortunio alla caviglia di Takenori Akagi, è l'elemento più introspettivo e maturo del nostro discorso: rendersi conto di come la giovinezza stia sfiorendo e come una sconfitta possa decretare la fine di un agrodolce parentesi di vita spesa completamente in un amore sconfinato per lo sport. Il pianto solitario del Capitano dello Shohoku, voler andare contro il parere medico pur di giocare e aiutare la propria squadra: l'insegnamento sacro del non voler mollare mai, a costo di rimanere menomato da questo sforzo fisico. In questo si può anche evidenziare una profonda riflessione sull'ineluttabilità dello scorrere del tempo e sul come un giovane non debba mai dare per scontato quel che sta vivendo.

Le sfaccettature comunicative, un linguaggio multidirezionale

Cos'altro è stato Slam Dunk? Senza dubbio Inoue-sensei ci ha lasciato un linguaggio universale, dalle dure tematiche sociali, mai affrontate fino a quel momento in un'opera del genere.
La forza di Slam Dunk è proprio questa: aver utilizzato il contesto liceale, parlando però con una maturità tale da accompagnare il lettore in un percorso di crescita. Un'argomentazione tale da sdoganare la leggendaria e temuta figura del bullo scolastico. Non più individui da temere, ma da comprendere e valorizzare nelle loro sfumature positive. Tantissimi giovani vi hanno tratto ispirazione, superando barriere e complessi adolescenziali provocati dal bullismo.

C'è amore, odio, rabbia, invidia, rispetto, amicizia e tutto quel che deve servire a una persona nel suo percorso di formazione. Per questo motivo Slam Dunk è stato lo spartiacque per gli spokon, con una scrittura che ha saputo rendere maturo un prodotto che, fino a quel momento, era canonizzato come infantile ed irriverente. Buon compleanno Shohoku: sei Leggenda!