Spider-Man e J.J. Abrams: dubbi e prospettive sulla nuova serie a fumetti

Analizziamo gli aspetti maggiormente critici (sia a livello comunicativo che contenustico) del recente reveal della serie a fumetti di J.J. Abrams.

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Negli ultimi giorni, l'enorme fanbase de L'Uomo Ragno si è vista impegnata nell'elaborare numerose teorie sull'immagine teaser pubblicata sui social da Alex Ross, rivelatasi infine un semplice countdown relativo a una nuova serie a fumetti scritta da J.J. Abrams (in collaborazione con suo figlio) e disegnata da Sara Pichelli. È innegabile che l'hype generato dalla prima immagine - cioè quella raffigurante il numero quattro composto da una ragnatela - abbia in realtà alzato in maniera inverosimile le aspettative di moltissime persone, che in questi giorni forse sono state colte da un po' di insoddisfazione.
Andiamo quindi a capire nel dettaglio cosa non ha funzionato a livello comunicativo dal punto di vista social, provando al contempo a fare qualche supposizione su cosa potremmo aspettarci dalla miniserie, purtroppo partita fin dal principio con il piede sbagliato.

Hype: croce e delizia del nuovo millennio

Il teaser poster pubblicato da Alex Ross su Twitter è forse uno degli aspetti maggiormente criticabili per quanto riguarda la comunicazione.
Con il film Spider-Man: Far From Home alle porte, moltissime persone hanno pensato a un collegamento con il supergruppo dei Fantastici Quattro, anche per via della questione legata alla nuova dimensione da cui Mysterio, il villain principale del film, sembrerebbe provenire.

Ma forse l'aspetto che ha maggiormente deluso le aspettative dei fan è quello legato al quarto film di Spider-Man mai realizzato, ma nelle intenzioni di Sam Raimi, creatore della trilogia cinematografica con Tobey McGuire.

Ross, in un primo momento, ha pubblicato l'immagine relativa al numero quattro insieme a un artwork del primo film, particolare che ha inevitabilmente portato un enorme numero di persone ad associare il teaser con l'universo cinematografico raiminiano. Ed è forse proprio l'aver puntato troppo su contenuti fuorvianti ad aver reso l'annuncio della nuova miniserie a fumetti abbastanza deludente e incapace di suscitare il giusto interesse.
Magari si sarebbero dovuti mettere in chiaro da subito alcuni particolari del nuovo progetto, evitando di accostare il countdown agli artwork dei film di Raimi, così da non creare alcun tipo di incomprensione per dare anche maggior risalto al coinvolgimento di J.J. Abrams.

Di padri e di figli

Oltre alle perplessità dietro una strategia di comunicazione sicuramente non ottimale, a non convincere del tutto è anche il progetto in sé; per quanto ci siano ancora poche informazioni a riguardo, ci sono vari elementi che potranno far storcere il naso a più di un appassionato.
Il coinvolgimento di J.J. Abrams, (regista e produttore di fama mondiale), potrebbe risultare una semplice operazione commerciale fine a se stessa, ma anche la volontà di contaminare ulteriormente cinema e fumetto siglando una partnership di spessore con il director dell'episodio IX di Star Wars.
Il particolare che però forse dovrebbe far riflettere più di tutti è il coinvolgimento del figlio Henry. Lo stesso Abrams, infatti, non si è mai cimentato prima con una serie a fumetti su Spider-Man, e l'aver inserito - in modo a tratti leggermente forzato - anche suo figlio nella genesi dell'opera, risulta un'operazione che in tutto e per tutto richiama quella vista nello sviluppo di After Earth.

Il film del 2013 diretto da M. Night Shyamalan, co-prodotto e interpretato da Will Smith, è stato uno dei più grandi insuccessi dell'attore, che ha spinto lo stesso Jaden Smith, suo figlio e protagonista della pellicola, a prendersi una lunga pausa dalle scene cinematografiche.
Questa miniserie a fumetti, di cui ancora non è possibile conoscere i dettagli, non può che rimandare a un certo modus operandi che vede i figli delle celebrità coinvolti in progetti prestigiosi attraverso una corsia che potremmo definire "preferenziale".

La stessa scelta di presentare un villain inedito, Cadaverous, potrebbe in realtà risultare un grande limite; vista l'enorme schiera di nemici dell'Uomo Ragno (e la poca incisività di un sacco di nuovi villain che sono stati creati negli ultimi anni) il rischio di creare un avversario di poco impatto è dietro l'angolo. È pur vero, però, che forse serviva una ventata d'aria fresca tra gli antagonisti del tessiragnatele, e per tal motivo seguiremo con attenzione lo svolgimento della serie a fumetti.
A fronte quindi di tutte queste perplessità, una delle poche note positive è senza ombra di dubbio il coinvolgimento di Sara Pichelli all'interno del progetto.
L'artista, che nel corso degli anni ha lavorato a moltissime serie Marvel (oltre ad aver co-creato il personaggio di Miles Morales) è al momento l'unico punto fermo dell'intera produzione. Speriamo quindi che la nuova miniserie a fumetti firmata da J.J. Abrams e da suo figlio possa fornire ai lettori un punto di vista fresco e originale riguardo Spider-Man e il suo alter ego Peter Parker, nonostante le numerose criticità finora emerse.