Steins;Gate arriva su Prime Video: riscopriamo un cult degli anime

Steins;Gate, l'anime di culto tratto dalla visual novel, giunge anche su Amazon Prime Video. Ecco i motivi che lo rendono un vero capolavoro del medium.

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Steins;Gate è uno degli ultimi arrivati nel catalogo anime di Amazon Prime Video nel mese di novembre 2020. Si tratta di una vera e propria opera di culto per gli appassionati, una delle serie più belle del decennio passato e probabilmente di sempre. Il capolavoro dello studio White Fox è una visione imprescindibile, una produzione che ha settato apici qualitativi che hanno influenzato tutti gli anime venuti successivamente, e che nemmeno gran parte del medesimo staff è riuscita a replicare nel suo seguito, anzi, midquel, Steins;Gate 0.

Andiamo perciò a riscoprire i motivi che rendono Steins;Gate una pietra miliare dell'animazione giapponese, dalla storia ai personaggi, dalla questione adattamento all'incredibile team che ci ha regalato un unicum forse irripetibile del settore, disponibile anche doppiato in lingua italiana sul servizio di streaming made in Amazon.

Una trama magistrale

Quella di Steins;Gate è un'avventura straordinaria, un racconto geniale e fuori di testa che si dipana attraverso 24 episodi suddivisi in una prima metà più scanzonata e (all'apparenza) leggera, che introduce i personaggi e le premesse della storia, e in una seconda parte più drammatica e riflessiva dove la serie preme sul pedale dell'acceleratore in un crescendo inarrestabile che culmina in un finale indimenticabile. Il protagonista della storia è Rintaro Okabe, un diciottenne paranoico ed eccentrico autoproclamatosi scienziato pazzo che soffre in maniera evidente della cosiddetta sindrome da chuunibyou, termine dello slang con cui si indicano le persone adulte che mostrano ancora i comportamenti tipici degli adolescenti. Ribattezzatosi con lo strambo nome di Kyouma Hououin, Okabe vive ad Akihabara, il celebre quartiere dell'elettronica (e della cultura otaku) di Tokyo, dove ha fondato nel suo appartamento, assieme alla sua amica d'infanzia Mayuri Shiina e all'hacker Itaru Hashida, detto Daru, il "Laboratorio di gadget futuristici". Un improbabile luogo dove il protagonista si prefigge di sovvertire la struttura di controllo del mondo, ma dove finisce solamente per produrre invenzioni dalla dubbia utilità.

Un giorno però, in maniera del tutto involontaria e casuale, Okabe e il suo team realizzeranno una macchina del tempo sottoforma di "microonde telefonico", il primo vero gadget futuristico che si rivela in grado di inviare e-mail e SMS nel passato, alterando così il corso degli eventi e creando nuove linee temporali. L'utilizzo incauto di questo strumento da parte del protagonista e del resto del cast principale, tuttavia, darà luogo a una serie di fenomeni e disastri a cui il povero Okabe dovrà porre rimedio per evitare una terribile tragedia. Una corsa contro il tempo (in tutti i sensi) in cui giocherà un ruolo centrale anche la bella Kurisu Makise, una geniale ricercatrice interessata al fenomeno dei viaggi temporali.

Queste sono le premesse di una trama complessa, intrigante e davvero coinvolgente dove si ride, si piange e ci si emoziona, un thriller sci-fi che sorprende lo spettatore grazie ai colpi di scena della seconda parte e che tira in ballo argomenti non certo originali, ma qui sviluppati in modo impeccabile, come i viaggi nel tempo, i paradossi, il principio di causa ed effetto, e persino leggende metropolitane come quella di John Titor.

E se bisogna prendere atto che i primi episodi, leggeri e spensierati, potrebbero dare una falsa impressione su ciò che è davvero Steins;Gate, anche a causa di uno sviluppo lento e volutamente confusionario, dovete solo pazientare: nel prosieguo i nodi verranno al pettine e la serie esploderà in tutto il suo potenziale. State attenti però ad avere la giusta concentrazione: Steins;Gate è indirizzato infatti a un pubblico maturo e riflessivo, capace di seguire i ragionamenti e le elucubrazioni ideate dai suoi sceneggiatori.

Un cast leggendario

Ma ciò che forse ha reso così popolare Steins;Gate, più che la sua storia, è il suo cast di personaggi. Un insieme di figure talmente ben caratterizzate da essersi scolpite nell'immaginario collettivo - non solo per quanto riguarda gli anime - e nel quale il concetto di stereotipo viene spogliato di qualsiasi accezione negativa grazie a una scrittura attenta e mai banale. Il mattatore indiscusso della serie, inutile precisarlo, è il suo protagonista. Dovessimo fare una classifica dei migliori personaggi anime di sempre, Rintaro Okabe finirebbe di sicuro ai piani alti. Il pazzoide e arrogante scienziato potenzialmente odioso nelle fasi iniziali - ma la sua caratterizzazione è talmente sopra le righe che è difficile non provare simpatia nei suoi confronti - va incontro a una crescita personale nel corso degli episodi, in un esemplare racconto di formazione che lo porterà ad assumere atteggiamenti molto più seri e responsabili per non soccombere agli eventi eccezionali che lo travolgeranno, e per poter salvare le persone a lui care. La sua presenza scenica è così forte che si potrebbe tranquillamente affermare che l'intera serie si regge sulle sue spalle.

Ma non c'è solo Okabe, per gli amici Okarin, in Steins;Gate. Anche il resto del cast principale non sfigura di fronte al carismatico protagonista, anzi, ha dato vita a personaggi indimenticabili. Impossibile non rimanere indifferenti alla tenerezza di Mayuri Shiina (o Mayushii, come adora chiamarsi) e al suo celebre "Tuturu!", alla simpatia e alle perversioni dell'hacker Daru - che qui rappresenta il prototipo del perfetto otaku - o all'incredibile fascino di Kurisu Makise, il cui atteggiamento calmo e riflessivo fa da contraltare a quello di Okabe.

Ciascun personaggio e il suo legame con il protagonista viene approfondito nel corso della serie, per motivi ben precisi legati alla trama che ovviamente non vi riveliamo, dando vita, nel caso di quelli femminili (la maggior parte), a uno degli harem più intelligenti e meno forzati che si siano mai visti in una produzione del genere. Non solo, grazie alla presenza di Ruka Urushibara, Steins;Gate riesce a trattare anche temi attuali come il gender-bender e il cross-dressing senza scadere in stereotipi potenzialmente offensivi.

Trattandosi di un anime, non possiamo dimenticarci del suo doppiaggio. E anche qui Steins;Gate si dimostra eccellente. Il cast di voci comprende vere e proprie istituzioni del mondo dei seiyuu giapponesi, come Kana Hanazawa (Mayuri), Tomokazu Seki (Daru) e Asami Imai (Kurisu), ma a rubare la scena, manco a dirlo, è quello del protagonista: Mamoru Miyano. Il famosissimo e pluripremiato doppiatore ci regala infatti una delle migliori performance della sua carriera, contribuendo a rendere il personaggio di Okabe davvero memorabile.

Tuttavia, anche il doppiaggio italiano, curato da Fabrizio Mazzotta presso lo studio CD Cine Dubbing, si rivela all'altezza del prodotto e si candida come uno dei migliori di sempre per un anime. In particolare, David Chevalier - figlio del più famoso Roberto e voce italiana di Tom Hiddleston - non sfigura in alcun modo di fronte all'ingombrante collega nipponico nei panni del protagonista.

Un adattamento impeccabile

Non tutti sanno che Steins;Gate non è un anime originale, bensì nasce come adattamento di una visual novel. Nata dalla collaborazione fra gli studi di sviluppo 5pb. (ora MAGES) e Nitroplus e pubblicata per la prima volta in Giappone nel 2009 per Xbox 360, la novel ha dovuto attendere il successo del franchise, esploso dopo l'uscita dell'anime, per arrivare anche in Occidente. Disponibile per le più svariate piattaforme - PC, PS Vita, PS3, PS4, Switch - anche nella versione Elite, caratterizzata dalle animazioni dello studio White Fox al posto delle illustrazioni originali, la visual novel di Steins;Gate è ritenuta all'unanimità una delle più belle mai concepite. Adattare un prodotto del genere non è mai semplice, data la lunghezza delle storie raccontate e i vincoli stringenti della programmazione televisiva giapponese, e più volte gli studi hanno fallito (e falliscono tuttora) in questo compito.

Steins;Gate è probabilmente l'eccezione che conferma la regola, e fa pieno centro anche in questo aspetto. Lo staff della serie e il suo sceneggiatore principale, l'esperto Jukki Hanada, traspongono alla perfezione il contenuto dell'opera originale, mantenendone tutti i punti di forza e preservandone lo spirito. Come da tradizione dello sviluppatore, la visual novel possiede più finali a seconda delle scelte del giocatore, ma per ovvi motivi l'anime ne adatta solo uno: il True Ending, quello più soddisfacente e che non lascia in sospeso nulla.

Nella serie animata perciò perdiamo gli eventi dei percorsi alternativi, alcuni passaggi importanti per determinati personaggi ma sacrificabili per l'economia della storia, e soprattutto l'affascinante direzione artistica di Huke, autore di tutte le illustrazioni della novel, rimpiazzata tuttavia dall'eccellente character design di un sempre ispirato Kyuuta Sakai.

Ciò nonostante, la trasposizione su schermo di Steins;Gate non risente in alcun modo di queste mancanze e tutti gli avvenimenti principali trovano il loro giusto spazio all'interno dei 24 episodi, confermando la serie come uno dei migliori adattamenti animati di una visual novel di lunghezza elevata - occorrono infatti più di 30 ore per portarla a termine - mai realizzati.

Uno staff incredibile

Nel precedente paragrafo abbiamo citato alcune delle persone coinvolte nella realizzazione della serie. Non si tratta degli unici nomi celebri, perché Steins;Gate è figlio di un vero e proprio dream team di talenti del recente panorama dell'animazione giapponese, riunitisi presso lo studio White Fox (all'epoca ancora abbastanza giovane). Oltre al notevole contributo, già menzionato, di Jukki Hanada e di Kyuuta Sakai, non possiamo dimenticarci delle splendide musiche di Takeshi Abo, compositore della colonna sonora di tutte le visual novel della serie Science Adventure - di cui Steins;Gate fa parte - sviluppate da 5pb. E rimanendo sullo stesso tema, l'anime è reso ancora più speciale dalle sue bellissime sigle di apertura e di chiusura, cantate rispettivamente da Kanako Itou e Yui Sakakibara.

Il nome più importante, il vero valore aggiunto di questo progetto, è tuttavia il co-regista Hiroshi Hamasaki, autore veterano che ha diretto anime notevoli come Texhnolyze e Shigurui, e che di recente abbiamo visto nel secondo adattamento animato del manga L'Immortale, che potete recuperare sempre su Prime Video. Steins;Gate è pregno di tutti gli elementi tipici dello stile di Hamasaki, come la regia e i cambi di inquadratura virtuosi e la presenza costante di un filtro pallido che si adatta molto bene all'atmosfera del racconto, accentuando la sensazione di asetticità e rendendo alla perfezione l'oppressione della calura estiva, stagione in cui sono ambientate le vicende.

Tutto questo, unito all'eccellente comparto grafico di White Fox, con disegni e animazioni che si mantengono su alti livelli per l'intera durata della serie, rende ancora più spettacolare il risultato finale. Un apice tecnico che, come dicevamo a inizio articolo, nemmeno il successivo adattamento di Steins;Gate 0 è riuscito a riproporre.

Trasmesso tra la primavera e l'estate del 2018, il midquel - in quanto propone una versione alternativa degli avvenimenti raccontati nel primo capitolo, ricollegandosi ad essi - vede il ritorno dello studio White Fox e di buona parte dello staff originale. Ma con l'assenza di Hiroshi Hamasaki e dei suoi tocchi di classe, a cui si aggiunge un comparto tecnico incostante e incapace di raggiungere le vette della prima serie, dal punto di vista puramente visivo l'anime di Steins;Gate 0 sembra quasi una versione low budget del predecessore.

Steins;Gate Steins;Gate è un anime eccezionale, un’opera più unica che rara che si merita a pieno diritto la nomea di cult del settore, e che qualunque persona si professi appassionato di animazione (non solo giapponese) dovrebbe aver visto almeno una volta nella sua vita. Con questo articolo, in occasione dell’arrivo della serie su Prime Video, vi abbiamo elencato i motivi che hanno reso questo adattamento animato uno dei migliori del decennio appena trascorso, ma soprattutto speriamo di aver convinto tutti coloro che hanno ancora questa lacuna a recuperarlo il prima possibile, e, perché no, anche quelli che stavano aspettando l’occasione giusta per un rewatch di un autentico capolavoro.