Street Fighter II V e non solo: gli anime tratti dai picchiaduro

Dal 15 luglio è disponibile su Netflix Street Fighter II V, ma non è l'unico anime ad essere tratto da un videogioco picchiaduro!

Street Fighter II V e non solo: gli anime tratti dai picchiaduro
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Con il termine "Picchiaduro" si indicano quei videogiochi in cui i personaggi si affrontano su un ring e vengono direttamente alle mani. In genere lo scontro è il classico 1VS1, ma con gli anni sono stati introdotti anche incontri tra più persone. Il primo a lanciare il genere fu Karate Champ nel 1984, e visto l'apprezzamento di un gioco così innovativo molti altri hanno cercato di seguirne le orme e con il tempo hanno aggiunto caratteristiche che rendessero i giochi unici: ad esempio, schivate, parate, poteri magici, mosse finali (anche brutali), e background narrativo dei personaggi stratificato.

Se si pensa ai picchiaduro, ormai si pensa a Street Fighter II di CAPCOM, uno dei più iconici ed acclamati del genere (se non lo sapete, Street Fighter II è stato anche al centro di un'interessante love story, che potete approfondire nella nostra recensione di Hi Score Girl). Per cavalcare la risonanza di Street Fighter II, nel 1995 approda sulle emittenti televisive giapponesi Street Fighter II V (qui potete recuperare la nostra recensione di Street Fighter II V), che dal 15 giugno è disponibile anche su Netflix, con il doppiaggio italiano curato da Dynit. Per l'occasione, abbiamo selezionato 5 anime tratti dai videogiochi picchiaduro.

Virtua Fighter

Virtua Fighter ha portato ad un significativo cambiamento nel mondo dei picchiaduro: fu il primo ad utilizzare una grafica in 3D. Da lì in poi, molti hanno seguito le sue orme. Nel 1993 e negli anni a venire, Virtua Fighter era il re incontrastato, e per omaggiarlo lo studio d'animazione TMS Entertainment (noto negli anni ‘90 come Tokyo Movie Shinsha) ha realizzato una trasposizione animata, divisa in due stagioni.

Il protagonista è Akira Yuki, un giovane artista marziale sempre affamato e dall'animo nobile, che ha vinto tutti i tornei a cui ha partecipato; tuttavia, la fama ottenuta lo ha portato a perdere i veri insegnamenti delle arti marziali. Akira, dunque, lascia la sua terra d'origine, per ritrovare se stesso e la filosofia che si cela dietro uno scontro onorevole.

Una delle mete è New Los Angeles, dove si imbatte in Pai Chan, anche lei una lottatrice, che è inseguita dagli uomini del Kohen Khan: una scuola di arti marziali diffusa in tutta il mondo, fondata da Lau Chan, padre di Pai Chan, che ha come unico obiettivo quello di creare uno stile di combattimento unico e perfetto.

Dietro la facciata di un semplice dojo si cela però un'organizzazione criminale che usa le arti marziali per estorcere, minacciare ed incutere paura nelle persone. Lau Chan vuole che la figlia ritorni ad Hong Kong per sposare Ryu Kaorun, suo allievo e vice maestro della scuola Kohen Khan. Akira Yuki aiuta Pai Chan a combattere contro gli allievi del padre, punendo chiunque infranga le regole sacre delle arti marziali.

Durante la sua missione, il giovane incontra anche i fratelli Jacky e Sarah Bryant, noti nel mondo dell'automobilismo, ma anche esperti del Jeet Kune Do. Dopo aver sconfitto il clan che terrorizzava Chinatown, Akira, Pai Chan, Jacky e Sarah si mettono in viaggio verso la prossima meta: inizia così un'avventura che li porterà ad affrontare altri sgherri di Lau Chan e Ryu Kaorun, come il ninja Kagemaru, e ad incontrare alleati, tra cui Jeffry McWild e Lion Rafaelle.

Tekken - The Animation

Non si può parlare di picchiaduro senza menzionare Tekken, uno dei capisaldi del genere, nonché storico rivale di Virtua Fighter, perché anche lui sfruttava la tridimensionalità.

Per anni il titolo di Bandai Namco è riuscito a conquistare milioni di appassionati di giochi di "combattimento" e a far avvicinare per la prima volta molti altri, grazie a personaggi indimenticabili. Quello di Tekken è stato un successo crescente, che ha spinto anche lo Studio Deen a realizzare gli OVA di Tekken - The Animation nel 1998, liberamente ispirati ai primi due capitoli della saga.

Jun Kazama è un'agente della W.W.W.C che viene incaricata di indagare sulla società Mishima: questa è una multinazionale che è riuscita ad ottenere il controllo della maggior parte delle produzioni delle armi da guerra, è coinvolta in molti conflitti, e al momento sta sviluppando armi biologiche, infrangendo il trattato che ne vieta la produzione e l'utilizzo.

Jun deve indagare sull'isola dove si trova l'azienda Mishima, ma è una fortezza impenetrabile; fortunatamente, ha ricevuto l'invito per partecipare al torneo Tekken che si terrà proprio sull'isola, organizzato da Heihachi Mishima. Questi, oltre ad essere il presidente della società, è anche un leggendario combattente ed ha imbastito il torneo Tekken, che decreterà chi sarà il miglior lottatore del mondo. Prima di raggiungere l'isola, la protagonista incontra Lei Wulong, un agente di polizia internazionale di Hong Kong, che collabora con lei sulle indagini riguardo la Mishima.

Al torneo Tekken parteciperà anche Kazuya Mishima, figlio di Heihachi, che vuole la vita del padre perché quando era ancora un bambino ha tentato di ucciderlo. Nel vederlo, Jun ricorda il suo incontro con Kazuya durante la sua infanzia e decide di aiutarlo ad appianare i rancori nei confronti del padre, per evitare che venga completamente dominato dall'odio.

In Tekken - The Animation sono presenti molti dei personaggi iconici dei primi due capitoli, alcuni dei quali ricoprono ruoli principali come Lee Chaolan, altri sono secondari come le sorelle Anna e Nina, ed altri ancora appaiono come fugaci camei; diversamente, i combattimenti mostrati sono molto semplici e non ripropongono le coreografie tipiche del gioco.

Night Warriors: Darkstalkers' Revenge

Nel periodo in cui i picchiaduro si stavano affacciando al 3D, persistevano ancora titoli in 2D, ma uno si distinse più degli altri per il design e lo stile di combattimento dei personaggi: Darkstalkers: The Night Warriors (Vampire: The Night Warriors per il mercato giapponese), sviluppato da CAPCOM.

Vista la notorietà che il picchiaduro ad incontri aveva ottenuto in tutto il mondo, nel 1995 la casa di produzione statunitense Graz Entertainment realizzò una prima trasposizione animata, che non venne ben accolta dagli appassionati del videogioco.

Solo nel 1997, lo studio Madhouse riesce a portare alla luce la serie anime composta da 4 OVA Night Warriors: Darkstalkers' Revenge (in Giappone noto con il titolo di Vampire Hunter: The Animated Series), caratterizzata da un'atmosfera dark. Night Warriors: Darkstalkers' Revenge è arrivato in Italia nel 2000, distribuita da Dynit.

100 anni prima degli eventi narrati, il vampiro Demitri Maximoff affrontò il Regno delle Tenebre, ma venne sconfitto ed esiliato sulla Terra; per sopravvivere tra gli umani, oscurò il sole, rendendo il pianeta un luogo ospitale per tutti i Darkstalker, le creature delle tenebre. Ora, dopo un lungo sonno e dopo aver accumulato una grande potenza, Demitri si è risvegliato ed è pronto a sottomettere gli umani e a vendicarsi del Regno delle Tenebre.

A causa delle azioni del vampiro, per anni gli umani hanno vissuto senza la luce del sole, costretti a convivere al fianco di creature che si nutrono di sangue ed anime; per questo hanno deciso di approfittare della mossa di Demitri per eliminare i Darkstalker. Quando Demitri prova a raggiungere il Regno delle Tenebre, viene fermato dalla succube Morrigan Aensland; nel frattempo, un nerboruto monaco buddhista, accompagnato da un'inquietante bambina ed armato di una possente spada, lotta contro le creature delle tenebre.

Questo, però, è solo l'inizio di una battaglia più grande, perché Demitri, Morrigan, ed il monaco si trovano a dover affrontare degli strani robot che li stanno analizzando, per determinare se siano in grado di sconfiggere il loro signore: Pyron, un'entità di puro fuoco che si considera il più potente dell'universo.

The King of Fighters: Destiny

L'imprenditore Geese Howard ha spedito degli inviti ai più forti lottatori del mondo, affinché partecipino al nuovo torneo The King of Fighters, nella città di South Town; alla competizione possono partecipare squadre composte da tre combattenti. Tra gli invitati da tutto il mondo ci sono Kyo Kusanagi della scuola Kusanagi, il maestro di judo Goro Daimon, e lo sbruffone e ricco Benimaru Nikaido. Una volta arrivati a South Town, il trio incontra un misterioso combattente con una giacca ed un berretto rosso: Terry Bogard, un altro lottatore. Kyo sente provenire da Terry una forte aura combattiva, che gli fa desiderare di affrontarlo durante il torneo.

Molto presto scopriamo il passato di Terry e le motivazioni per cui si trova a South Town: 10 anni prima, lui e suo fratello Andy hanno assistito alla morte del padre per mano di Geese, il quale voleva ottenere una pergamena segreta su cui sono scritti i fondamenti di un particolare stile di combattimento che gli permetterebbe di essere imbattibile. Ora, Terry e suo fratello Andy vogliono vendicare la morte del padre. Queste sono solo alcune delle storie che si diramano e si intrecciano tra i vari personaggi di The King of Fighters: Destiny.

La casa di sviluppo SNK Corporation nel 1991 entra nel mondo dei picchiaduro con Fatal Fury, un titolo che introdusse una meccanica innovativa: benché fosse in 2D, i personaggi potevano muoversi in tre dimensioni nello scenario.

Eppure, al netto di una novità nel gameplay, Fatal Fury non è riuscito ad ottenere la giusta risonanza, tanto che al momento sembra che la serie sia ferma al 1999. Fu un altro titolo sviluppato da SNK ad ottenere il successo desiderato: The King of Fighters, che benché condivida alcuni personaggi con Fatal Fury, non deve essere considerato come uno spin-off, avendo una storia diversa.

Nel 1994, The King of Fighters rivoluzionò nuovamente il genere, essendo il primo gioco a permettere di salire sul ring con un team di tre lottatori, anche se non intercambiabili; tuttora la saga continua ad andare avanti e al momento si aspettano informazioni sulla data di uscita di The King of Fighters XV.

Per quanto riguarda il mondo dell'animazione, The King of Fighters ha avuto due trasposizioni: la prima è stata Another Day, per opera di Production I.G, di 4 episodi della durata di 10 minuti l'uno, incentrato sugli eventi dello spin-off Maximum Impact, ma che potrebbe essere difficile da seguire per chi non conosce bene i personaggi ed il contesto. The King of Fighters: Destiny, invece, è una produzione sino-giapponese del 2017, pienamente fruibile anche a chi non si è mai avvicinato al franchise, realizzata con una 3D CGI non molto eccelsa ma con buone animazioni per la resa dei combattimenti.

BlazBlue: Alter Memory

Per chi non è avvezzo al mondo dei picchiaduro, il nome della software house Arc System Works potrebbe essere noto solo per Dragon Ball FighterZ. In realtà, alle sue spalle lo studio ha una lunga carriera dedicata al genere che è iniziata con il frenetico Guilty Gear, titolo in 2D, che al momento è arrivato al quarto capitolo principale Guilty Gear Strive (recuperate qui la nostra recensione di Guilty Gear Strive).

Arc System Works ha curato anche la saga di BlazBlue, il cui primo capitolo ha debuttato nel 2008, che si pone come sequel spirituale di Guilty Gear, riscuotendo il giusto successo tra gli appassionati. Questo ha spinto gli studi Hoods Entertainment (lo stesso di Drifters) e team KG a realizzare una trasposizione animata, che non è riuscita ad accontentare del tutto i fan che si aspettavano un prodotto diverso.

Ragna the Bloodedge è un criminale sulla cui testa pende una taglia che fa gola a molti cacciatori di taglie o mercenari: il suo crimine è quello di aver distrutto vari Calderoni sparsi in tutto il mondo (una sorta di nuclei centrali di fabbriche), opponendosi alla NOL, un'organizzazione militare che ha il compito di mantenere l'ordine. Tuttavia, sembra che su Ragna penda una maledizione che lo blocca all'interno di un particolare loop: quando raggiunge un Calderone deve affrontare una sorta di androide che è in qualche modo legato alla sua infanzia, ma è destinato a morire ogni volta contro l'androide; Ragna, però, non ricorda niente di ciò che vive.

Ci sono due persone che osservano e studiano il continuo ripetersi degli eventi, con la speranza di assistere a qualche cambiamento: Rachel Alucard, una vampira, e Hazama, maggiore della NOL. Nella città di Kagutsuchi, dove si trova un altro Calderone, Ragna incontra la soldatessa Noel Vermillion, la quale riporta a galla il passato che lo perseguita: quando era ancora un bambino trascorreva le giornate con gli amici Saya e Jin; ma improvvisamente Jin ha perso il senno e lo ha colpito mortalmente, amputandogli un braccio.

Ragna è riuscito a sopravvivere all'incidente e a riavere l'arto mozzato leggendo il Grimorio Azzurro, che gli ha conferito anche un incommensurabile potere; benché si sia allenato duramente per padroneggiare il dono, il protagonista ancora non riesce ad averne il pieno controllo.

A Kagutsuchi, Ragna dovrà affrontare il suo passato, perché trova ad attenderlo Jin, che ora è diventato maggiore della NOL. È quando Noel lo salva nel Calderone che il destino cambia: l'eroe ritrova Yuuki Terumi, la mente dietro il tradimento del suo amico. Queste sono solo le premesse di BlazBlue: Alter Memory, un racconto abbastanza complesso e ad un primo approccio non facile da seguire, caratterizzato da intrighi, misteri, esperimenti, ed un costante accavallarsi di domande, che sono la giusta motivazione ad andare avanti e scoprire più dettagli sul passato del protagonista.