Studio Ghibli arriva su Netflix: i 10 migliori film di Miyazaki e soci

Abbiamo scelto per voi una selezione dei migliori dieci film dello Studio Ghibli, in uscita a breve su Netflix in ordine cronologico

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Per celebrare l'arrivo di tutti i film dello studio Ghibli su Netflix, abbiamo ben pensato di darvi dei consigli sui migliori 10 prodotti dalla storica compagnia di animazione giapponese. La scelta è stata tutt'altro che semplice e siamo stati combattuti fino all'ultimo per scegliere chi tagliare fuori o meno, cercando di soppesare non solo il valore e la bellezza, ma anche l'importanza delle varie opere.

Ci teniamo a precisare che questa non è una classifica e che l'ordine andrà dal più vecchio al più recente. Ovviamente questo tipo di "selezioni" sono sempre soggettive ed è impossibile dare un valore oggettivo ad un film di animazione, per cui vogliate prendere questo articolo come un consiglio.

Nausicaa della Valle del Vento

Forse non è molto corretto inserire Nausicaa della Valle del vento in questa lista, questo perché il film fu distribuito nel 1984, mentre lo studio Ghibli fu fondato nel 1985. A conti fatti, tuttavia, questo lungometraggio rappresenta le fondamenta su cui lo studio fondò i suoi temi portanti e questo grazie anche al successo che riscosse all'epoca.

Nausicaa è un film tratto dal manga omonimo di Miyazaki, la cui serializzazione iniziò nel 1982 ma si concluse nel 1994. Nel momento in cui iniziarono la produzione della versione cinematografica, però, il manga ero in piena fase di sviluppo ed erano appena usciti due volumi per 16 capitoli.

Fatta questa premessa, è impossibile non riconoscere i pregi di quest'opera, che ci racconta un futuro lontanissimo in cui l'uomo è regredito scientificamente e relegato a dei villaggi distanti tra loro. Un pericolo però incombe sull'umanità intera. Flora e fauna sembrano impazzite e tutto è diventato gigantesco, la "giungla tossica" non fa che avanzare ingigantendosi, inoltre al suo interno è impossibile respirare per gli esseri umani.

In questo scenario drammatico le guerre non sembrano cessare ed il risveglio di un pericolo imminente sembra destinato a portare tutto alla distruzione. Nausicaa è la giovane principessa della Valle del vento che, compreso fin nel profondo cosa significhi il rispetto per ogni essere vivente, decide di intraprendere un viaggio nella speranza di placare la follia umana.

Nonostante il film non abbia una vera e propria conclusione la qualità generale è talmente alta che sembra impossibile sia un prodotto di inizio anni 80. A nostro parere la vera pietra fondante dello studio Ghibli grazie dalla quale tutto ebbe inizio.

Il mio vicino Totoro

Sarebbe stato impossibile stilare questa lista senza includere Totoro, la vera e propria mascotte dello studio Ghibli. Film uscito nel 1988 diretto ancora da Miyazaki e terzo in ordine cronologico (contando Nausicaa) dopo Laputa il castello nel cielo. Nonostante un ottimo successo però, questa pellicola, ebbe un incasso simile a quello di Laputa ma inferiore a quello di Nausicaa.

Rispetto ai suoi predecessori, Totoro era molto più fresco e leggero, molto più adatto ai bambini. La storia di Totoro ci racconta di una giovane famiglia composta dal padre e le due sorelline (Satsuki la grande e Mei la piccina) trasferitasi a Tokorozawa per essere più vicini all'ospedale della madre ricoverata per un brutto malanno. Le due bambine sono vivaci e vispe e, nonostante una casa che cade quasi a pezzi, vedono tutto come un bellissimo gioco e qualcosa di nuovo da scoprire.

Ma tutto diventa ancora più esaltante nel momento in cui le due bambine, una volta entrate nel bagno chiuso da tempo, vedono su tutte le pareti delle palline nere chiamate "nerini del buio". Queste, a detta dall'anziana vicina di casa, sembrano essere delle palline di fuliggine che possono essere viste soltanto dai bambini.

La trama può risultare banale ma in questa produzione c'è molto di più di quel che sembra. La spensieratezza e l'allegria delle due bambine è travolgente, la visione è emozionante e l'ingresso in scena di nuovi, buffi personaggi rende la visione divertente e spensierata. In questo film, inoltre, lo studio effettua un balzo in avanti, non solo per la qualità dei disegni, ma soprattutto per le animazioni.

Una tomba per le lucciole

Quarto film prodotto dallo studio Ghibli , il primo completamente sceneggiato e diretto da Takahata e uscito nel 1988, venne presentato lo stesso giorno di Totoro ma ebbe meno impatto mediatico soprattutto per la durezza dei temi trattati. Il film gira attorno alla storia di due fratelli (Seita e Setsuko) di Kobe, rimasti orfani dopo un bombardamento americano durante la seconda guerra mondiale nel 1945.

La trama è tutt'altro che complessa ma a rendere quest'opera indimenticabile è il suo sguardo neorealista sull'impatto può avere una guerra su una società molto povera. Non a caso, questo film divenne famoso per la durezza delle sue immagini, ma quello che colpirà di più lo spettatore sarà soprattutto fino a che punto l'indifferenza umana possa arrivare pur di non aver ulteriori problemi nella propria vita.

Pioggia di ricordi

Pioggia di ricordi è uno dei film Ghibli meno conosciuti in Italia, perlopiù a causa di una distribuzione tardiva e non riuscita. Sesto film dello Studio Ghibli, uscito nel 1991, anch'esso scritto e diretto da Isao Takahata.

È tratto dal manga omonimo, inedito nel nostro paese. Il film ci racconterà la storia di Taeko, una giovane donna di 27 anni, impiegata, che vive a Tokyo. La donna, come accade ogni anno, decide di passare le vacanze nelle campagne natie di Yamagata presso l'azienda agricola del cognato. La pellicola è un vero e proprio viaggio nell'animo di Taeko, oppressa dalla vita frenetica e competitiva della città che le ha impedito, fino a quel momento, di pensare al suo futuro, alla sua vita e ai suoi affetti. Nella sua mente, i ricordi di quando era bambina, i profumi, i luoghi a lei familiari, riportano alla mente momenti dolci e calorosi che la faranno sentir bene e piena di vita. Nonostante la produzione non abbia riscosso molto successo, e che tecnicamente non sia alla pari dei lavori precedenti dello studio, riteniamo che Pioggia di ricordi rappresenti uno dei prodotti più affascinanti della compagnia giapponese.

La principessa Mononoke

Facciamo un bel balzo temporale per arrivare fino al 1997 per quello che, a nostro modo di vedere, è il film più complesso della storia Ghibli. La principessa Mononoke è l'undicesimo lavoro in ordine cronologico e, finalmente, torniamo a parlare di una creazione partorita interamente dalla mente di Miyazaki. Ci troviamo in Giappone durante il periodo Muromachi, il principe Ashitaka fa ritorno al suo villaggio ma viene a sapere dalla sorellina che uno spirito maligno si aggira nella vicina foresta. Il giovane si precipita verso la torre di guardia, e da lì a breve dagli alberi fa capolino una gigantesca massa di presenze maligne.

Ashitaka cerca di domare l'essere, scoprendo che all'interno vi è un cinghiale infuriato, ma l'unico modo per fermarlo è abbatterlo. Questo però fa sì che la creatura gli tocchi un braccio, trasferendogli la sua maledizione.

Dopo una riunione con la vecchia saggia del villaggio, Ashitaka decide di partire per scoprire cosa sia successo. La Principessa Mononoke è un film che riprende molti temi cari allo Studio Ghibli, ma li arricchisce in una trama complessa, avvincente e profonda. Gli spiriti della foresta vengono violati e maltrattati per lo sviluppo tecnologico.

In questo conflitto, loro malgrado, vengono invischiati i due protagonisti, San ed Ashitaka, che cercano di aiutarsi e comprendersi l'un l'altra pur appartenendo a due mondi diversi. La pellicola rappresenta anche un grande passo in avanti per la sua componente tecnica, con disegni e animazioni mai visti prima, portati su un nuovo livello rispetto agli standard della società.

La città incantata

Tredicesimo lavoro dello studio Ghibli, prodotto nel 2001 e realizzato nuovamente da Miyazaki, La città incantata fu, o almeno sembrò, una svolta epocale e mediatica. Tratto dal romanzo "Il meraviglioso paese oltre la nebbia" questo film ebbe un successo internazionale senza precedenti tanto da vincere il Premio Oscar come miglior film di animazione.

Fu la produzione Ghibli col maggior incasso della storia ed ancora ad oggi, probabilmente, il più famoso anche tra i non appassionati. La storia ci racconta le vicende della giovane Chihiro, bambina di 10 anni che si sta trasferendo insieme alla famiglia in una nuova città. Durante il percorso il padre sbaglia strada e si ritrova in un vicolo cieco, al cui termine trova l'ingresso di un vecchio, ed oramai abbandonato, parco giochi.

I tre entrano al suo interno e, dopo aver superato un tunnel, si ritrovano in una zona con negozi e ristoranti che sembrano aperti. I genitori di Chihiro entrano in un ristorante e trovano cibo in abbondanza, anche se al suo interno non sembra esserci nessuno, i due iniziano a mangiare e la bambina passeggia da sola. Poco dopo arriva in prossimità di un ponte che porta ad un palazzo enorme e, dal nulla, iniziano a comparire strane figure.

La città incantata è sicuramente uno dei lavori più visionari e tecnicamente migliori dello studio Ghibli. Tutta la storia si concentra sulla maturazione della piccola Chihiro che entrerà nella città incantata da bambina sperduta, insicura, paurosa e piagnucolona e ne uscirà completamente diversa, maturando pian piano ad ogni difficoltà che dovrà affrontare in un mondo assolutamente "alieno" ,ma soprattutto quasi completamente sola.

Il castello errante di Howl

Il castello errante di Howl è il quindicesimo lavoro dello studio, presentato nel 2004 e ancora una volta sceneggiato e diretto completamente da Miyazaki, anch'esso come la città incantata, tratto da un romanzo dall'omino titolo. Ci troviamo in un'ambientazione fantastica, ipoteticamente ad inizio secolo, ma con influenze steampunk. Sophie è una giovane di 18 anni che gestisce un negozio di capelli.

Un giorno come tanti va a trovare la sorella, e durante il ritorno a casa viene importunata da due gendarmi. Ad un certo punto viene salvata da un misterioso e affascinante ragazzo, che però sembra inseguito da creature nere e melmose. Con un balzo, insieme a Sophie, saltano su un palazzo, scampando al pericolo e riportando poi la ragazza al negozio.

La sera stessa qualcuno bussa alla porta del negozio e la ragazza si ritrova davanti chi manovrava da lontano quelle figure melmose: la Strega delle Lande Desolate, che le scaglia una maledizione trasformandola in una vecchia di circa 80 anni. Il castello errante di Howl riuscì, incredibilmente, a bissare il successo strepitoso de La città incantata.

Il film ricalca, in un certo senso, gli stessi temi del predecessore, cioè la maturazione personale, ma in chiave più dark. Sophie capirà non solo cosa sia l'amore, ma che per essere amati ed amare realmente bisogna accettarsi e vivere la propria vita appieno, godendo di ciò che ci circonda e lottando per avere ciò che vogliamo veramente.

Arrietty

Il diciassettesimo film, prodotto nel 2010, rappresenta una piccola svolta: questa volta, alla regia c'è il giovane Hiromasa Yonebayashi, con la supervisione di Miyazaki. Arrietty è tratto da una serie di racconti chiamati Gli Sgraffignoli e rappresentò una vera e propria una ventata di novità.

La storia ci racconta un piccolo spezzone di vita del giovane Sho, un ragazzo di 14 anni malato di cuore di famiglia benestante. A breve dovrà effettuare un'importante operazione, così la famiglia decide di farlo stabilire, nell'attesa, nella tranquilla casa di campagna dove la madre trascorse la sua infanzia. Il ragazzo, più che preoccupato per la sua operazione, sembra essere depresso, quasi come se il risultato stesso dell'intervento non gli importasse molto.

Questo perché l'assenteismo dei suoi genitori lo hanno indotto a pensare che nessuno tenga veramente a lui. Arrivato alla villa però, buttando lo sguardo nel giardino, intravede qualcosa. Il gatto sembra essere particolarmente interessato da un cespuglio dal quale, all'improvviso, sembra uscire un piccolissimo essere umano femmina che sgattaiola via nel tentativo di non farsi vedere.

Arrietty è tutt'ora uno dei film più sottovalutati dello studio Ghibli. I temi sono sempre quelli cari allo studio, ad esempio la crescita, ma in questo caso ciò avviene in entrambi i protagonisti, tra i quali - un po' come in Mononoke - sboccia un amore impossibile. Questo legame, però, li aiuterà a farsi forza vicendevolmente, riuscendo ad affrontare i loro drammi nel migliore dei modi. Il film tentò di risultare più "occidentale" nello stile, per aprirsi maggiormente al mercato estero, ma questo ebbe successo solo in parte, totalizzando incassi buoni ma non eccezionali.

Si alza il vento

Ci troviamo nel 2013 e la Ghibli annuncia che Si alza il vento sarà l'ultimo film diretto e sceneggiato completamente da Hayao Miyazaki (fortunatamente sappiamo già non sarà così, perché Miyazaki sta lavorando ad un film per il 2021). Qui il maestro volle inserire riflessioni molto intime, confezionando un prodotto alquanto diverso dai suoi standard. Da molti questa pellicola è considerata "pesante" rispetto ai predecessori, eppure esprime appieno l'anima di Miyazaki, il suo passato ed i suoi amori.

La trama si divide tra fatti realmente accaduti e spunti di finzione, il tutto convogliato nel racconto della vita di Jiro Horikoshi, uomo che progettò ad inizio secolo i due temutissimi caccia aerei giapponesi Mitsubishi A5M e Mitsubishi A6M.

Si alza il vento è anche la fotografia di un Giappone funestato prima dal grande terremoto del 1923 e successivamente dalla guerra mondiale. Purtroppo il destino non riserva al protagonista una vita semplice, ma al contrario costellata da grandi sofferenze di fronte alle quali non si perde mai d'animo.

Il regista volle tributare omaggio ad un uomo che, suo malgrado, fece la storia del Giappone e con il quale la sua famiglia ebbe un ruolo in tutto ciò. Infatti Katsuji Miyazaki, suo padre, ingegnere con una ditta di componenti aeronautici, forniva parti per gli aerei al governo per la costruzione dei velivoli progettati da Horikoshi. Vi esortiamo quindi a dare una chance a questo film, che vi legherà a Miyazaki come forse nessun altro.

La storia della principessa splendente

A distanza di 14 anni dal suo ultimo film, I miei vicini Yamada, Takahata diresse il suo ultimo lavoro nel 2013, prima della sua morte avvenuta nel 2018. Proseguendo sul tratto artistico intrapreso con il lavoro precedente, La Principessa Splendente si presenta in una veste grafica che potremmo accostare ad un quadro in acquerello.

Questo tratto così particolare risulta perfetto per raccontare una storia tratta da un racconto popolare giapponese , Il racconto di un tagliabambù, che potremmo affiancare per importanza al nostro Pinocchio. La leggenda narra di un tempo lontano in cui un anziano tagliatore di bambù, durante il suo lavoro quotidiano, vide una luce provenire da uno di essi.

Avvicinandosi, vede una gemma di bambù crescere improvvisamente davanti i suoi occhi. Dischiusasi dopo pochi secondi, al suo interno compare una piccolissima bambina che emana splendore e lucentezza. La creatura miniaturizzata si addormenta all'improvviso e l'anziano decide di portarla a casa con sé. Al suo arrivo la mostra alla moglie, che decide di allevarla ma, appena la prende in mano, la bambina si trasforma improvvisamente in un neonato dalle giuste fattezze.

Il film è uno dei più lunghi dello studio Ghibli, dura ben 137 minuti, e ci racconta con dolcezza e crudeltà al tempo stesso la vita della giovane principessa nata dalla terra e portatrice di amore e bellezza. Questa pellicola, purtroppo, incassò addirittura meno dei costi di produzione nonostante sia uno dei lavori più belli dello studio ed abbia ricevuto lodi dalla critica, arrivando addirittura ad essere candidato agli Oscar 2015 come miglior film di animazione.