Super Dragon Ball Heroes, l'analisi dell'episodio 3: la furia di Kanba

Andiamo alla scoperta del nuovo episodio di Super Dragon Ball Heroes, l'anime promozionale ispirato al videogioco.

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Puntuale come un orologio svizzero, l'episodio 3 di Super Dragon Ball Heroes è stato diffuso nella mattinata del 6 settembre sul canale You Tube nipponico di Bandai Namco. La puntata non ci ha messo troppo prima di fare il giro del globo sulle versioni occidentali della piattaforma web, ed ecco che ci ritroviamo ad analizzare il nuovo appuntamento con l'anime promozionale ispirato al videogicoo arcade di carte virtuali, che per ora purtroppo rimane un'esclusiva sul mercato nipponico. Assodata la natura puramente apocrifa della produzione, e chiarite le circostanze della sua pubblicazione (non esiste, in pratica, una reale cadenza di diffusione degli episodi, che vengono trasmessi unicamente durante i tornei di Dragon Ball Heroes), gettiamoci a capofitto nel rocambolesco duello tra Vegeth Super Saiyan Blue e il potentissimo Kanba, un saiyan misterioso che sembra quasi un incrocio tra Broly e Raddish.

La storia finora

Dove eravamo rimasti? I primi due episodi di Super Dragon Ball Heroes avevano visto la luce nel mese di luglio 2018, lasciandoci orfani del breve ma intenso anime promozionale per tutto il mese di agosto. Ripercorriamo brevemente la trama: dopo il Torneo del Potere, Trunks e Mai sono tornati dal futuro perché il giovane desiderava allenarsi con Goku e Vegeta sul pianeta di Beerus. Tutto a un tratto, però, il saiyan scompare e fa la sua apparizione un misterioso individuo di nome Fu: si tratta di un demone, figlio artificiale di Towa e Mira (due villain noti ai fan di Dragon Ball Xenoverse e Dragon Ball Heroes) che ha rinchiuso Trunks su un agglomerato di globi incatenati tra loro di nome Prison Planet: l'obiettivo è condurre esperimenti facendo lottare tra loro i migliori guerrieri provenienti dal multiverso di Dragon Ball. Ecco perché, dunque, nel corso della serie incroceremo non soltanto personaggi provenienti da Dragon Ball Super, ma anche dai film di Dragon Ball Z o addirittura da Dragon Ball GT, come Cooler e Goku Super Saiyan 4. Goku, Vegeta e Mai si mettono dunque alla ricerca di Trunks, ma incappano in Xeno Goku, che si trasforma in Super Saiyan 4 e combatte contro se stesso trasformato in Super Saiyan Blue. Ma, quando compare Fu, i due capiscono di essere dalla stessa parte: il demone si ritira ed evoca Kanba, un saiyan mascherato dall'incredibile potenza. Allo scontro prendono parte Trunks, liberatosi dalla prigionia, e finanche un inedito Golden Cooler, ma il nemico sembra inarrestabile. Goku e Vegeta, quindi decidono di utilizzare gli orecchini Potara per trasformarsi in Vegeth e affrontare Kanba.

Scontro tra Saiyan

L'episodio 3 di Super Dragon Ball Heroes, intitolato "Lo splendore più potente! Vegeth Super Saiyan Blue Kaiohken esplode!!" vede consumarsi proprio il duello tra la potente Fusione e il malvagio Kanba. La puntata è strutturata nell'ormai canonico format di circa 8 minuti, confezionando una trama estremamente compressa e sintetica ma, al tempo stesso, riuscendo così a proporre un comparto visivo curato nei minimi dettagli. Vegeth e il suo avversario danno vita a un duello senza esclusioni di colpi mentre Fu, dal suo laboratorio, li osserva compiaciuto attraverso uno schermo; intanto, Trunks è stato tratto in salvo da Mai e i due non possono che osservare da lontano una battaglia con protagonisti così titanici. Dal canto suo, anche Golden Cooler ha preferito rimanere in disparte e osservare il sontuoso duello tra i due saiyan.
In questo frangente, Vegeth dimostra di poter sfruttare l'abilità di Goku trasformandosi in Super Saiyan Blue Kaiohken (una mossa che la Fusione non aveva mai utilizzato nell'anime) e sembra avere inizialmente la meglio sul suo nemico, il quale sembra essere in possesso di poteri particolari come la capacità di dare forma al suo Ki per creare degli affilatissimi artigli fatti di materia oscura.
La situazione sembra essere in stallo quando, all'improvviso, Kanba crea un piccolo globo splendente e lo scaglia in cielo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, poiché è lo stesso stratagemma che Vegeta utilizzò in passato per affrontare Kakaroth sulla Terra: la luna artificiale permette al saiyan, che possiede ancora la coda, si trasformarsi in un possente Oozaru dal manto dorato e dalla lunga chioma bionda.

Lo scimmione sembra essere inarrestabile e, dulcis in fundo, la Fusione si scoglie, lasciando Goku e Vegeta inermi e con poche energie rimastegli. Nel frattempo, le catene che sorreggono la cupola di Prison Planet sembrano iniziare a cedere, ma il perfido Fu continua a sogghignare nell'ombra...
Il terzo episodio di Super Dragon Ball Heroes prosegue sui binari tracciati dai primi due: a differenza delle precedenti.

Tuttavia, in questa puntata abbiamo notato un leggero calo qualitativo sul fronte dei disegni rispetto al tratto deciso e mercato che ha caratterizzato le uscite precedenti. Una necessità probabilmente dovuta a una minor presenza di dialoghi e primi piani intensi, in un episodio che ha dedicato quasi tutto il suo screen time a rocambolesche scene d'azione, sacrificando in qualche modo l'attenzione al dettaglio. La trama continua a svilupparsi in maniera piuttosto simile al videogioco e, pur non regalando particolari guizzi narrativi, consideriamo la visione di questo anime promozionale tutto sommato piacevole, un giusto passatempo tra un capitolo e l'altro del manga di Dragon Ball Super e, soprattutto, in attesa della release di Dragon Ball Super: Broly.

Super Dragon Ball Heroes Ancora una volta bisogna approcciare la visione di Super Dragon Ball Heroes senza pretese e consapevoli della sua natura apocrifa. Questo sopratutto perché anche il terzo episodio prosegue sui binari scenici e narrativi tracciati dai precedenti due, con uno screen time risicato e una grande attenzione ai disegni e alle animazioni: tuttavia, nonostante la qualità resti in ogni caso elevata, il tratto di disegno ci sembra leggermente inferiore rispetto alle prime puntate, probabilmente perché i primi piani statici lasciano spazio a molte più scene dinamiche.